Una vita a colori

I colori del grigio

La panda verde marcio di Francesca, vecchia di vent’anni e passa, faceva ancora il suo dovere, pur se ormai anche al minimo denunciava un certo affanno. La voce nota, familiare del suo piccolo cuore ballerino, e l’ansimare graffiato delle pulegge sotto il cofano, erano una carezza per la ragazza, mentre era ferma al semaforo, di notte, con lo sguardo fisso a quella luce rossa che la pioggerellina gelida sul parabrezza spezzettava in mille piccoli rubini.

Si accese una spia gialla, poi una arancione, ogni tanto succedeva, da anni ormai era così. “Non farci caso” diceva Walter, suo marito; e Francesca invece le notava e come, perché era una donna, e una donna ha paura se la macchina si ferma in mezzo alla strada in piena notte.

In certi momenti, anche un click-clack e una lucina verde che lampeggia può fare compagnia; momenti come quello lì, quando ti fermi, e metti la freccia con gesto automatico, se la stanchezza ti impedisce di pensare.

La notte era intorno a Francesca, l’assediava, fredda e umida, le parlava; da dietro i vetri sussurrava velate minacce che grazie a Dio, il click-clack contribuiva con la sua vitalità a tenere a bada.

Verde, si riparte!, si va per poco ancora, nei viali alberati di magnolie. Altre auto, tutte ammassate, sono cozze grigie-metallizzate attaccate allo scoglio, pronte a difendere coi denti la posizione guadagnata.

Francesca, tuttavia, non doveva cercare un posto per sostare, perché la macchina serviva a suo marito.

— Pronto Walter, sono sotto casa. Scendi? — disse annoiata.

— …niente? — disse lui.

— Figuriamoci. Allora, scendi? Fa freddo.

— Sì, ecco, ecco.

Walter, come faceva ogni sera o quasi, scese in strada, e dette il cambio a sua moglie alla guida della piccola auto. Lui era guardia giurata, e a quell’ora quando lei tornava dalla tavola calda, riprendeva la via del centro per il turno di notte. Così avevano risolto il problema del parcheggio.

— Tutto bene, amore? — disse lui.

— No, stasera no, sono morta. — disse lei.

— Come al solito. Comunque la cena lo sai è…

— È pronta, lo so, grazie. Vai che fai tardi. Ah, la macchina: ogni tanto si spegne.

— Ancora? Va be’, speriamo bene. Buona notte, io vado.

Francesca una volta in casa lasciò le scarpe svogliatamente in corridoio, cercò le ciabatte perché il pavimento era gelido, passò in bagno e poi in cucina. C’era un piatto sulla tavola, coperto da un altro; acqua, un panino, un finocchio tagliato a spicchi. La donna vuotò tutto nella pattumiera, prese una mela e accese la tv. C’era una mosca che volava per casa; lei la osservò per un po’. “Stasera non ho voglia,” sussurrò “sei una mosca fortunata, se c’era lui eri morta.”

Come al solito, come sempre, a parte la domenica, fu svegliata al mattino dal rumore della serratura che girava. Era ora di lasciare il letto a suo marito e preparare la colazione.

— Ciao, già sveglia?

— Già.

— Che c’è, che hai, anche stamattina ti girano?

— Lasciami stare, non mi sento…

— Tu non ti senti? E io? Ti ricordo che quello che torna da un turno di notte è il sottoscritto, cara la mia bella addormentata! E che fai ora, piangi? Ma lo fai apposta? Dimmi: lo fai apposta ad avvelenarmi l’aria ogni volta che torno?

Francesca pensava: “Chiedimi perché; chiedimi perché piango, ti supplico chiedilo, una volta sola.” E invece disse:

— Non è niente. Non c’è latte, l’hai scordato.

— E tu piangi, piangi per questo? — disse lui mentre nervosamente, con gesto brusco si toglieva il cinturone con la pistola. — E poi, dovevo pensarci io? Io vado al bar. Se vuoi ti porto un cornetto… e avrai il tuo latte.

— Portami il latte, sì, per te, per domani. Io ti rifaccio il letto. — disse la donna spenta; e chiuse gli occhi, in attesa della porta sbattuta in faccia a lei, e alla sua inquietudine.

*

Lontano da quella piccola casa popolare riscattata dai nonni, dignitosa e spoglia, un pezzo della famiglia, Elio, uno zio di Francesca, vecchio, mezzo sconocchiato, girava per l’aia di un casolare fra attrezzi agricoli fermi lì da secoli, e gatti neri, spaventando grasse galline indaffarate, e volgendo lo sguardo ai suoi passi, perché guardare avanti era superfluo. Sotto un grande noce centenario riposava la 124 degli anni belli, quelli delle gite al mare o al Terminillo, a fare i lamponi. Oltre quello era tutto vigna e granturco; e poi laggiù verso il paese, che chiudeva l’orizzonte, solo erba medica e terra incolta, sassosa e a scapicollo, fino al torrente.

Il piccolo fosso micragnoso d’acqua, brulicante di moscerini, verde di muschio, faceva da confine con la terra dei vicini. Una piccola casa, la loro, era lì a pochi passi; la potevi vedere, grigia, silenziosa, dietro una grande quercia. Il suo comignolo bucava l’ocra dei coppi e non smetteva mai di alitare un fumo azzurrino indolente, che appena fuori, improvvisamente allegro, si tuffava nell’aria, e annegava, inghiottito da un grande cielo grigio.

Il telefono prese a squillare nella casa del vecchio. Lui, dopo aver sperato che smettesse, alla fine si piegò, e andò a rispondere.

Chi è al telefono?

  • il maestro della scuola elementare (44%)
    44
  • Il figlio di Elio (22%)
    22
  • ...qualcuno, una sorpresa (33%)
    33
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122 Commenti

  • Altra storia giunta al termine.
    Che ti si può dire? Il tuo livello di produzione/dedizione è fenomenale, mantenendo sempre alta la qualità. Secondo me in questa storia avresti potuto raccontarci molte altre cose. Inoltre, ritengo che ti sia avvicinato molto allo stile tipico del tocco di Fenderman 🙂
    Aspettiamo la prossima avventura!
    I miei complimenti, come sempre: ci offri sempre qualcosa su cui riflettere.

    Trovi la lettura sempre su Youtube:

    https://youtu.be/lWDMBEJhgF0

    Ciao!

    • Ciao, grazie a te, grazie a tutti quelli che hanno apprezzato.
      Per il prossimo racconto di sarebbero tante opzilni, partire e via ma ti confesso che ho una maledetta nostalgia per i miei amici di “Personaggi in prestito” e allora vorrei riprenderli e cominciare una nuova avventura con loro!😃
      Presto vedremo se va… Grazie ancora.
      (Lo sai che adesso quando rileggo ad alta voce i miei capitoli mi scopro a imitarti, seppur involontariamente? È incredibile come certe cose accadano!).
      Ciao🙋

  • Ciao, Ottaviano.
    Giunti anche alla fine di questo racconto, ci lasci con il sorriso, un po’ di malinconia e una domanda di cui vorremmo conoscere la risposta, ma possiamo solo intuirla o sperare che sia quel che vogliamo.
    Non aggiungo altri complimenti, anche se ne meriti tanti, altrimenti sembra che non sappia scriverti altro 😉, che dirti? Che spero di ritrovarti presto con una nuova storia e, conoscendoti (anche se solo per quel che scrivi), direi che non dovremo aspettare molto.
    Bravissimo, questo mi è scappato e te lo meriti, ti aspetto e ti auguro una bellissima giornata.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, eccoci qua. Un altro piccolo traguardo, una storia che ho amato molto per i temi trattati.
      Una storia nata (confesso) da niente, da una spia accesa sul cruscotto. Poi la voglia di raccontare e il contributo tuo e degli altri straordinari autori-lettori è cresciuta.
      Adesso mi toccherà aspettare un nuovo indizio, un bandolo e una bella matassa da dipanare. Grazie, 🙏🙋ciao

  • Ciao Red, le notifiche da un po’ anche a me arrivano sulle spam! Come è successo immagino per Fenderman.
    (Ieri ha pubblicato una nuova storiella ma la notifica? Bho!)
    Grazie del commento, un cuoricino a te da Fra e Francesca🙋

  • Non mi è arrivata la notifica; per fortuna il feed dei commenti ha funzionato e da essi mi sono accorto che avevi pubblicato il capitolo!

    Ho trovato molto simpatica e carina la questione del gatto e delle due Fra (ci mettiamo i cuoricini che vanno tanto di moda ^_^ ) mentre triste la storia di Bruna che, tuttavia, sembra abbia trovato un modo per riprendersi. Quello che dovrà fare Fra nell’ultimo episodio (a meno di seguiti). Ho votato di restare, ma quasi a caso perché ero fortemente indeciso con cambiare vita perché mi sembrano entrambi importanti punti di svolta 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, le notifiche da un po’ anche a me arrivano sulle spam! Come è successo immagino per Fenderman.
      (Ieri ha pubblicato una nuova storiella ma la notifica? Bho!)
      Grazie del commento, un cuoricino a te da Fra e Francesca🙋

  • Capitolo 9)

    La rivelazione è un bel colpo, anche se avevi lasciato tutte le briciole per consentire al lettore di fare questa ipotesi. Certo, la questione dell’aborto era del tutto imprevedibile, quindi bella giocata. Emotiva, intensa, bella. Come sempre, i miei complimenti!

    Non ho appunti da fare sul capitolo, solo da godermi la lettura. Aspetto l’ultimo!

    Trovi la lettura sempre su youtube:
    https://youtu.be/eBo_7kDQECo
    Alla prossima!

  • Ciao, Ottaviano.
    Forse, Fra vuole cambiare vita; forse, la conversazione con Bruna le ha aperto gli occhi sulla sua di relazione e, magari, le ha fatto capire che la vita passa in fretta e la svolta, se deve esserci, dev’essere fatta subito.
    La vita vera è il tuo forte, la racconti così bene che ogni cosa, anche la più banale, diventa bella.

    Alla prossima!

  • Ciao Ottaviano!
    Direi che è ora di fermarsi per Francesca; la sua voglia di sapere dei genitori si dovrebbe fermare per rispetto alle storie di Bruna ed Elio. Però forse questo viaggio a ritroso e “dentro” la aiuterà a togliere la vicenda dei suoi genitori dal mito, e vedere in un’altra luce le sue personali. Il fascino delle meravigliose vite “normali” dei personaggi risplende in questo ottavo, come sempre quando ti ci soffermi.
    Stammi assai bene, buona settimana!

    • Ciao Minollo, quello che dici è giusto; solo che ora sono loro, Bruna soprattutto, che hanno bisogno di aprirsi con lei, per risolvere i loro conflitti. Lei sarà per loro, lo specchio nel quale guardare ai propri errori con il giusto distacco e forse liberarsene, almeno in parte. La rinascita di Fra dipenderà anche dalla loro confessione; sperando di potersi assolvere, si salveranno insieme.
      Grazie come sempre come dovuto per aver commentato. A presto. Ciaooo?

  • Ciao, Ottaviano.
    Per come è finito il capitolo, voto: Elio crede di sapere e invece…
    Anche perché il ritorno di Gra da Bruna prevede che prima se ne vadano e dovresti perdere tempo e caratteri a mostrarcelo.
    Il capitolo è bello è nostalgico, è vero la vita quando si hanno diciotto anni è una vita a colori, tutto sa di bello e di fresco anche se in quei momenti neanche te ne rendi conto, giovinezza non conosce giovinezza diceva qualcuno. Una cartolina è il ritratto del posto e pochi dettagli per descrivere Bruna, bella la compagnia che si è scelta, la più sincera, quella degli animali, grati anche solo per una carezza.
    Ci si legge, passa una buona settimana e alla prossima!

  • Elio e Bruna gli chiedono di lasciar perdere ma lei non lo farà. Sarà un bene? Sarà un male? Non so ma credo sarà utile per la coppia in crisi. Affascinate creatura, Bruna, una vita serena dopo abbandoni e scontri, torna ad essere minacciata da vecchi segreti?
    Bravo Ottaviano, come sempre. Alla prossima.

    • Ciao Anna, la vita ci cambia, eppure alcuni cambiano meno. Bruna forse è una di loro, quelli che attraversano gli eventi, li subiscono, e non arretrano di un passo. E ci stupiscono. Personalmente ne sono affascinato. Credo, immagino che per Fra sarà la stessa cosa. Grazie per il commento, buona Pasquetta, ciaoooo??

  • Ciao, mi sembra che Bruna sia un essere libero da limiti, un po’ figlia dei fiori, un po’ segnata dalla vita!!! Bellissima la descrizione dell’eden che ha creato la natura e Bruna!!!
    Ho votato per Elio crede di sapere, quell’invece stuzzica la mia curiosità!!! Alla prossima, e… Buona e serena Pasqua.

  • Ero indeciso tra Fra che parla da sola con Bruna ed Elio che crede di sapere. Ho tirato a caso ed è venuto fuori Elio crede di sapere.

    Il posto è adorabile, Bruna è sufficientemente sana di mente e sufficientemente matta da essere adoabile e la storia diviene ad ogni capitolo più bella

    Due capitoli alla fine… uhm…

    Ciao 🙂
    PS: BUONA PASQUA!

  • Ciao Ottaviano!
    Da quello che leggo, Bruna mi sembra sola; quel “… mi piacciono i maschi”. Aleggia la difficoltà di parlarsi tra i due, che forse non hanno la confidenza necessaria e troveranno il coraggio in nome dei genitori di lei, così incapaci di aprirsi alla loro figlia.
    Li aiuterà il paese e il candore dei ragazzini? Io dico di sì, la realtà sospesa e le emozioni di quei luoghi, dove si fermerà ma non potrà restare, saranno medicina. O forse lo spero. La gallina sul tettuccio suggella l’incantesimo. Belle atmosfere, manca solo il mitico ponentino …
    Sempre gagliardo nel rendere le immagini, a te un buon Venerdì di Pasqua.
    Ciao!

    • Ciao Minollo. Tutte le “forze gentili” messe in campo, riusciranno ad aiutare Francesca? Speriamo di sì. Bambini, atmosfere, antichi affetti sopiti e ritrovati, tutto può servire a ridare ossigeno a un corpo e un animo provato.
      Grazie, come sempre. Ciao.?

  • Ciao Ottaviano,
    ho letto l’ultimo capitolo , incuriosito dai commenti degli altri lettori…è un po che mancavo (poi recupererò gli altri capitoli che ho perso). Confermo le impressioni che già altri ti hanno scritto, la nostalgia per un passato non troppo lontano, con le sue usanze e i modi in cui si viveva la quotidianità delle relazioni…tutto molto bello, una bella pagina di storia .
    Recupero gli altri capitoli e aspetto il prossimo.
    Ciao,
    ePP

    • Ciao ePP.
      Il viaggio a ritroso negli anni, alla ricerca di una età perduta era, ed è lo scopo di questo racconto. È la ricerca del potere traumatico della memoria.
      Vedremo se riusciremo ad aiutare Francesca, lo merita, e ci proviamo.
      Grazie, tante. Ciao! ?

  • Ciao, Ottaviano.
    Delicato e leggero questo episodio, a tratti nostalgico. Le lettere mi ricordano gli amici di penna di quando ero giovane e scrivevo a tantissimi ragazzi e ragazze in Italia e nel mondo. Quando, per avere una risposta, dovevi aspettare giorni, a volte anche più. Ho sorriso alla risposta del bimbo sulle figure che sono italiane, effettivamente…
    Mi aspetto di trovare la Badessa in compagnia, mi incuriosisce il fatto che sia insolita e grande 🙂

    Alla prossima!

    • Ciao Allegra. In molti piccoli comuni a quei tempi la corriera dal capoluogo che arrivava in genere due volte al giorno, era detta “la posta” proprio perché insieme ai passeggeri scaricava pacchi e lettere.
      Sarà banale ma se si vuole raccontare di quei tempi non si può prescindere da certe quotidiane realtà…
      Grazie del commento e a presto!??

  • Capitolo 7)

    Come ti si può dire sulla narrazione? Piace, è coinvolgente, e diverte sempre.

    Unica cosa che mi ha fatto un po’ storcere il naso è il cliché del ritrovamento. Non lo so, non può definirsi un errore, più una risoluzione inaspettata ai tuoi soliti giochi narrativi. Sono convinto che avresti potuto coinvolgerci di più in qualche modo. Però ci sta, quindi non farti condizionare dalle mie follie 🙂

    Trovi al solito la lettura su Youtube:
    https://youtu.be/zRsNKrLgT1c
    Alla prossima!

  • Ciao, “le figure sono italiane”, bellissima logica dei bambini!!!! Però Willie va maiuscolo!!! Sai una cosa? Ho nostalgia delle lettere e mi dispiace per i ragazzi di oggi che non possono gustare la loro magia.
    Ho votato per la buona compagnia, anche se alle volte in compagnia si può essere più soli che mai!!! Alla prossima.

    • ciao Isabella, la lettera stesa come le foto da stampare al ritorno dalle vacanze… Segni un tempo andato quando queste piccole emozioni coloravano la vita con il colore dell’attesa, della promessa.
      Grazie del commento.
      P.s.: Scusami con Willy, anche se è un perdente merita la maiuscola.
      Ciao??

  • Le vecchie lettere, per caso, ritrovate, hanno un fascino a cui non riesci a sottrarti. Aprono una finestra nel passato e, magari pensi, che possano far luce sul tuo presente.
    Il solo fatto che siano scritte dalla mano di qualcuno e non da una macchina, le rende preziose, evocative della persona che le ha vergate. Tu, Ottaviano, trascrivendone alcuni stralci sei riuscito a creare la giusta atmosfera. Complimenti e alla prossima.

    • Ciao Anna.
      …Ci si poi quelli che non le gettano dopo lette, e magari ogni tanto le vanno a riguardare. Chissà se il nostro Elio non mente in proposito, ed è uno di quelli, e le sa ormai a memoria.
      Bruna la Badessa aiuterà a capire, questo è certo.
      Grazie del commento. A presto??

  • Ciao Danilo, grazie.
    Francesca è in viaggio alla ricerca delle origini del suo male. Imparerà o no a gestire le difficoltà quotidiane e il peso della solitudine “sentimentale” non lo so ancora. Quello che so è che Walter le vuole bene davvero, ma anche lui si sta chiedendo se davvero l’ama. Boh! Vedremo.
    Grazie ancora, ciaooo?

  • Ciao Ottaviano!
    La fuga all’indietro di Fra per non vedere il presente continua, e il posto con le persone giuste aiuta molto. Gli affetti la circondano e la confondono, ma secondo me non può durare, il confronto con Walter, che a modo suo le vuole bene, è inevitabile e urgente.
    La farfalla magica suggella splendidamente il mistero di quel pomeriggio; “attimo fermati, sei bello”. Tenerissimo.
    Voto il racconto di Elio e ti saluto tanto.
    Ciao!

  • Ciao, Ottaviano.
    Ci sono frasi che mi fanno capire se un libro mi piacerà o meno, me ne accorgo subito, dalle prime pagine, e la frase: “il vecchio noce frenava l’esuberanza del sole di mezzogiorno” è una di queste, poche parole che dicono tutto, bellissimo. Ciò detto, con le parole di Francesca, nel descrivere sua madre, mi hai fatto tornare in mente la mia, non che non la pensi ogni giorno, ma me l’hai fatta ricordare in un modo particolare, i dettagli. Come quella volta che si scottò le gambe al sole e io ricordo solo quel particolare, non vedo la sua faccia, ma solo gli stinchi arrossati e li associo a una spiaggia che forse immagino solo, chissà com’era. Riesci sempre a evocare sensazioni ed emozioni, un po’ come fa la musica, ed è una bella cosa. Non so perché ma ho idea che lo zio fosse innamorato della mamma di Francesca… voto la scoperta, vediamo se è quel che penso. 🙂

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie.
      I tuoi ricordi, frammenti di vita sono uguali ai miei, a quelli di tutti; in questo Fra siamo noi, i suoi sentimenti sono i nostri.
      In quanto al buon libro da leggere ti confesso che ho intrapreso questo viaggio nella scrittura alla utopica ricerca del Libro che avrei io voluto leggere. Chissà se ci riuscirò mai, per ora non mi arrendo.
      Continuiamo dunque questo breve viaggio sentimentale, che spero offra un approdo alla protagonista. (e a me!)?
      CIAooo??

    • Certo Anna, i vecchi amori e i legami, gli scontri, i dispetti e le ripicche. Tutto nel segno dell’amore, desiderato, goduto, e a volte negato. Spero di riuscire a regalare qualcosa di non troppo scontato.
      Ti ringrazio e ti auguro una bella giornata!??

  • Ciao, bellissimo il dialogo tra nipote e zio, con i ricordi ammantati da nostalgia!!!! Per non parlare delle classiche “lenti rosa” con cui si preferisce guardare al passato, evitando i ricordi più tristi!!!
    Ho votato per Francesca che fa una scoperta, siamo alla settima puntata ed è ora!!! Alla prossima.

  • Io voto la scoperta 🙂

    Francesca è tornata bimba! Anche se il capitolo sa più di nostalgia che di ritorno al passato. Questo tuffo nei ricordi aiuterà Fra ad uscire dall’incertezza in cui versava o sarà solo un modo per fuggire al presente? Lo scopriremo nei prossimi capitoli ^_^

    Ciao 🙂

  • Ciao, Ottaviano.
    Com’è evocativo questo episodio, almeno per me. Proprio ieri, tra l’altro, ho messo le mani nelle vecchie carte dei miei genitori e ho fatto un tuffo nel passato. Mi hai fatto emozionare anche con il riferimento della piccola Francesca che la Francesca più grande, per un attimo, interpreta come possibile se stessa. Mi capita a volte di ripensare alla me bambina e mi piacerebbe poterla coccolare.
    Tanti anni fa sono stata a Rimini in inverno, è proprio così, come l’hai descritta tu.
    Bravissimo, Ottaviano.
    Io per il prossimo, ma guarda un po’, voto: raccontami di loro, chissà che non si faccia un altro salto nei ricordi.

    Alla prossima!

  • Ciao Ottaviano!
    Questo Walter mi sta simpatico, fa quello che può, è preoccupato per le finanze asfittiche della coppia e cerca di stare vicino a Francesca. Tenera Fra con la fronte sullo stipite, sapremo qualcosa presto sulla loro storia di famiglia. Scelgo la separazione, qualcosa del genere deve esserci stata, magari fisiologica ma non indolore. Bravo ancora, buon pomeriggio ciao!

    • Caro Danilo, Walter è come sono molti di noi, anche lui dovrebbe cominciare a preoccuparsi di dare una svolta alla vita, ma non ha il coraggio e la disperazione della moglie. Queste donne sono fragili, o sembrano, più di noi ma hanno molto più coraggio. Lui vuole proteggere quello che ha, e lei invece vuole molto, molto di più!
      Grazie per il tuo.commento. A presto!?

  • Sembra che quella foto abbia tanto da raccontare, perciò ho votato per sentir raccontare di loro.
    Il ritorno nella casa dove si è cresciuti è sempre un dolore dolce, una retrospettiva, sulla domanda biblica: ” Cosa ne hai fatto dei tuoi talenti?” e spesso ci induce a rivedere la nostra vita. Sei stato bravo a rendere questo stato d’animo in Francesca e forse la separazione ci sta tutta. Bene Ottaviano continua così. Alla prossima.

    • È vero Anna, quanto ci sarebbe da dire sull’argomento.
      Lasciamo che Francesca viva e rivive certe atmosfere, le servono, lo sappiamo. Le serve un indirizzo, e dare scopo alla sua vita; e il passato, come sempre succede, come l’ha condizionata, la può aiutare a trovare nuovo slancio.
      Grazie per il tuo commento. A presto! ??

  • Io voto il Maestro così abbiamo la panoramica finale ^_^

    Non c’entra niente ma sai che la frase “Era lei bambina che tornava? ” mi ha ricordato un film natalizio dove una donna incontra se stessa da bambina 🙂

    Per quanto riguarda il racconto, l’ho trovato molto carino come al solito ma stavolta ti devo segnalare che i cambi di scena non sempre si capiscono; in particolare l’ultimo dove prima di capire che Fra e Walter stavano andando a letto mi ci è voluto un po’ e credevo stessero ancora parlando con Elio.
    Bruna ho l’impressione che tornerà altre volte. Sul resto le mie rotelle si stanno ancora arrovellando (in senso positivo) 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, grazie.
      Il fatto del cambio scena è vero,concordo. A mia scusante devo dire che prima della scena di loro a letto avevo inserito un doppio interlinea che l’impaginazione del sito mi ha cancellato.
      Ben mi sta, così imparo, ti ringrazio ancora… Buona notte!

    • Ciao Isabella, non so ovviamente che strada prenderemo ma questa vicenda così intima così personale di Francesca trova un orizzonte da esplorare, nel bene e nel male sarà, credo una crescita, a meno che quei ricordi che tu profetizzi non siano reali.
      Grazie, e a presto!??

  • Ciao, Ottaviano.
    Quando dico che ci sai fare con la penna… — …Se vuoi lasciamo perdere, io…— disse lei chiudendo l’acqua e fermandosi un momento. In un gesto hai fotografato un momento e hai richiamato alla mente il ricordo che tutti abbiamo. Io lo faccio tante volte e gli altri lo avranno visto fare alle mogli, alle madri… hai il dono di creare immagini utilizzando gesti e situazioni comuni (che comuni non sono, poiché all’interno di una prosa eccellente). Poi ci sono le descrizioni: “gialli, verdi e marroni di vigna” un po’ come i “pomeriggi malva” di Marquez. Bravo, davvero!
    Voto la foto, perché mi incuriosisce. ?

    Alla prossima!

    • Ciao Allegra, Buongiorno.
      Ciao, grazie, come sempre sei molto gentile con me.
      Certo quando la letteratura, anche quella spicciola che io posso praticare, si propone di raccontare la vita semplice e i suoi temi, comici o drammatici che siano, si assume un compito difficile, eppure a suo modo esaltante.
      Lo penso quando guardo alle commedie di Edoardo, al cinema neorealista, e certo anche a Marquez, a quelle donne meravigliosamente plasmate, di una umanità toccante; e agli uomini spesso tormentati e fragili, molto più di loro.
      Tutto questo mi piace, ne scrivo; poi riuscire a trasmettere la mia emozione è un altro paio di maniche.
      Scusa, parlo troppo, a presto! ??

  • Ciao Ottaviano!
    Elio ha le idee chiare, il suo concetto di progetto è sicuramente votato al successo. Il dialogo tanto per parlare è tenerissimo, mirabile nella sua semplicità, persino negli argomenti. Hai fotografato due anime; le preoccupazioni economiche di Walter e il desiderio di vederla serena, nonostante tutto. Parliamo per non pensarci troppo.
    Sono diversi, come diversi sono uomo e donna. Un dialogo che si fa archetipo. Certi passi della tua scrittura sono una sfida che lanci a noi lettori: sottovalutare l’oro nascosto in un dialogo qualsiasi.
    Bravo, bravo.
    Scelgo la foto, e vado in garage. Ciao buona giornata!

    • Ciao Danilo, buongiorno.
      Uno che alle 6.34 va in garage merita rispetto. Non sarai un pendolare anche tu!?
      E, come sempre hai saputo cogliere il frutto nascosto nel mio cactus spinoso.
      È proprio quello che dici il mio intento, niente situazioni melodrammatiche stavolta, no. Solo la ricerca di carpire i segreti di qualcuno per interpretarne i tormenti e le ambizioni .
      Ci leggiamo ad Alba A. e poi a Ferola. Ciao.
      ?

  • Capitolo 4)

    Ci trascini sempre di più all’interno della storia, svelandoci qualcosa in più sul passato dei due, del rapporto che, nonostante tutto, sembra comunque tenerli molto distanti. Vedo complicità ma anche noia. La descrizione del paesaggio è anche parte dei nostri protagonisti, perlomeno è quello che credo di averci visto, così come il riferimento alla neve.
    Un piccolo errorino con la questione dei trattini, ma nulla di terribile.
    Aspettiamo il prossimo!

    Trovi la lettura del capitolo sempre su youtube, e mi scuso se sembro spento, ma ero in effetti un bel po’ stanco!
    https://youtu.be/9gkiOvUQx0o

    Alla prossima!

    • Ciao, eccoci. A proposito dei trattini ho risposto sul canale. In quanto alla storia ormai si evince che stiamo noi facendo un viaggio nell’intimo dei due e tutto è finalizzato a scavare e capire certi umori. Rinuncio per il momento alla spettacolarizzazione e vado a cercare qualche altra cosa.
      La pronuncia era giusta!
      Il turno di zio Elio arriverà presto. Ciao, grazie!?

  • “Chi si accontenta gode”, dice il proverbio. Le inquietudini di Francesca mi dicono che lei contenta non è di questo marito banale, ‘piccino’, senza ardori e senza sogni.
    Ho votato la foto. Sarà uno sguardo al passato? Belle le descrizioni dei paesaggi, intense e reali.
    Alla prossima Ottaviano, ciao, ciao.

    • Ciao Anna.
      Ogni tanto qualcuno di quelli che si accontentano s’accorge che c’è altro nella vita che costa un po’, costa fatica e coraggio, ma è, tutto sommato, a portata di mano. Non c’è nulla di male ad avere, se non un sogno, almeno un desiderio, e allora…
      Grazie, del tuo commento. A presto.??

  • Ciao, sempre belle le tue descrizioni dell’Italia “autostradale”, mi ritrovo ogni volta a rievocare viaggi più o meno recenti. Racconti bene le differenze tra le varie regioni, devi aver viaggiato assai!!!! Non ho mai avuto una Panda, ma ne ho guidata una un po’ vecchiotta in montagna, confesso di essere stata tesa per tutto il tempo!!!
    Ho votato per la foto, apre molte strade e nuovi interrogativi!!! Alla prossima.

  • Ciao, Ottaviano.
    La vacanza la fanno, almeno partono.
    Con maestria sei riuscito a dipingere intorno a Francesca il mondo che lei vede. Il cibo sporco e nauseante, la tragica penombra che nessun mezzogiorno luminoso può contrastare. Il suo lento e costante trascinarsi, nel tentativo vano di vivere una vita normale. Poi il contrasto, con i pensieri e le azioni del marito, che ci prova a capire e ad aiutare, ma che fa una fatica enorme, perché nel mondo della moglie, lui, non può entrare.
    Non ho molto da aggiungere, sarebbero tutti complimenti e te ne ho già fatti tanti, poi finisco per risultare monotona. 🙂
    Buona giornata e alla prossima!

    • Grazie, grazie, siamo nel nostro piccolissimo, (piccolissimo per me), un poco artisti, e l’applauso è tutto per noi, è il vero motore che ci muove.
      Quindi non sarai mai monotona, stai tranquilla!?
      In quanto a Fra, ha il dramma dentro di sé e cercare di agguantarlo, renderlo palpabile non è facile in poche parole. Speriamo di tirarla fuori presto da tutto questo, e farci due risate!?
      Grazie ancora, a presto!??

    • Ciao Isabella, il tema della depressione è uno di quelli ricorrenti ai tempi nostri. Giusto parlarne e giusto chiedersi cosa capita a chi ne è afflitto.
      Ovviamente per Fra c’è pronto un percorso “letterario” che nulla a che fare con la realtà, ma, tuttavia dà la possibilità di riflettere sul tema.e
      Grazie, alla prossima, ciao!??

  • “si ferma a guardare il soffio della fiamma blu, e qualche palpito rosa che ogni tanto lo turba, con un piccolo, ritmico inciampo”. Bellissima immagine. Sei bravo, mi piace come ti soffermi su immagini e descrizioni che possono sembrare opzionali, di contorno e che, invece, diventano essenziali per evidenziare, mettere in luce situazioni e personaggi. complimenti Ottaviano, alla prossima

    • Ciao Anna, grazie, grazie. Quando stai come Francesca sta, anche certi gesti abituali che di solito scorrono via, assumono carattere di rilevanza, forse perché la mente ha anche lei i suoi inciampi e si ferma come a riposare. Grazie, sei molto generosa nel tuo commento. A presto!??

  • Dopo che ho letto il capitolo, sono più sicuro che mai che debbano partire. Tuttavia voglio sapere la proposta di Walter, quindi ho votato quella.

    Certo che c’è un abisso tra i capitoli dedicati a Fra e Walter e quelli dedicati ad Elio. Ma ci sarà mai un incontro?

    Ciao 🙂

  • Ciao Ottavio!
    A Francesca direi di chiedere al marito, prima che diventino estranei; la loro storia comune credo porti la donna in questa direzione. Mi tornano alla mente alcune vecchie librerie, forse non ce ne sono più: buie, con libraio anziano che da consigli, con l’insegna “Libreria”, senza altri orpelli. Il buon Elio, burbero il giusto, che prova a trasmettere la curiosità. Una figura in cui magari ti vedi. Bravo sempre!
    Un buonissimo weekend, ciao!

    • Ciao Minollo, sto qui abbiamo un contadino saggio che istintivamente ha agito per salvare quello che ha potuto dalle mani di un ‘macellaio” che ritiene abbia fatto una scelta analoga, ma con ben altri, meno nobili, fini.
      Il feeling coi bambini è naturale, in questo lui è me come è tutti noi.?
      Grazie, come sempre. Ciao?

  • Nessuno ha ancora consigliato a Francesca di rivolgersi al marito. Io ho votato per la vacanza, anche se penso farebbe bene a dare un taglio netto. Mi hai riportato indietro nel tempo, quando il mondo era meraviglia e i libri inviti a percorrere fantasie. Sicuramente ti ho già detto che insieme al tuo alter ego sei tra gli autori che preferisco. Mi piace quello che scrivi e come lo scrivi. Complimenti Ottaviano e a presto.

  • Ciao, Ottaviano.
    Io e la Francesca bambina abbiamo qualche tratto in comune, questo me la rende ancora più simpatica (anche se a muoversi è l’empatia, in realtà). Molto bello il momento di Elio coi ragazzi, a volte vorrei possedere ancora quegli “occhiali magici” che mi facevano vedere il mondo a colori… forse ne hai un paio da prestarmi?
    Molto toccante e sicuramente ben scritto. Non trovo appunti da fare e, perciò, ti saluto augurandoti una splendida nuova giornata.

    Alla prossima!

    p.s. programmare una vacanza 🙂

    • Ciao Keziarica, quegli occhiali magici non li ho, tuttavia esistono, vorrei essere il piccoletto con gli occhiali o la signorinella pallida, loro conoscono il segreto. Francesca no, ma sta cercando di uscire dal grigio che la circonda, vedremo come sarà, grazie come sempre, sei gentilissima, ciaooo??

  • Capitolo 2)

    Mi è piacito parecchio il discorso sui libri e la presenza di Elio con i ragazzi.
    Sono proprio incuriosito di capire dove andrai con questa storia! 🙂
    Chissà quanti altri personaggi ci presenterai ancora!

    Niente da dire sulla scrittura, c’è solo da imparare 🙂

    Trovi il capitolo sempre su Youtube:

    Alla prossima!

  • Ciao, sti pischelletti moderni ne sanno una più del diavolo!!!! Per fortuna c’è ancora chi difende i libri dal macero, ma visto come stanno andando ultimamente le cose, la vedo un po’ nera. Qualcuno non risparmia nemmeno gli uomini dal macero!!!
    Ho votato per fuggire in ogni caso, e facciamo fare una follia a “Francsesca”!!! Alla prossima.

  • Programmare una vacanza! Scappare per tornare al paese è peggio: i ricordi di quando si è bimbi sono diversi dalla realtà. Chiedere al marito in questo momento non mi sembra in grado di ascoltare, ma forse durante una vacanza, quando si è più rilassati, si trovano soluzioni a problemi altrimenti insormontabili.

    Elio ed i bimbi sono fantastici! ^_^

    Ciao 🙂

  • Buon giorno e buon inizio.
    Perché piange? Lo chiedo io, anche se data la situazione non è difficile intuirlo.
    Vita grama, non c’è posto per la tenerezza. Ho votato per la sorpresa: Ti seguo sempre con piacere, un po’ di buona lettura è quello che ci vuole. A presto Ottaviano

    • Ciao Anna,( ora che ci penso: che bel nome che hai!)
      Dicevo… Francesca ne ha di motivi per piangere, si capisce. Quello che cercheremo di raccontare è perché è arrivata a quel punto e cosa le può riservare il futuro.
      Grazie per il tuo apprezzamento, da me molto gradito, e a presto!??

  • Ciao Ottaviano!
    Una coppia mal sincronizzata questi due, dove le frasi “tecniche” prendono lo spazio che dovrebbe essere dedicato alla tenerezza, e la sensibilità verso il mondo dell’altro è soffocata dalla stanchezza. E l’abitudine a tutto ciò atrofizza l’empatia. Che paroloni.
    Pronto a rituffarmi nella tua nuova con la ormai consolidata fiducia, scelgo il maestro, sperando sia anche un pochino di vita, oltreché di scuola.
    Ciao buon weekend!

    • Altro che “paroloni”, quello che dici è vero. Quando l’amore langue, soffocato dalla routine e si trasforma in una forma di affetto senza slanci, è paradossalmente proprio la piatta sequenza della quotidianità che mantiene “unita” una famiglia.
      La domanda è: può durare?
      Grazie per tuo sempre graditissimo commento, buon fine settimana.?

  • Capitolo 1)

    Ottaviano non perde tempo: si riparte!
    Hai proprio un bel ritmo.
    Interessante la scelta del personaggi. Sei riuscito a trasmettermi sin da subito un senso di sconfitta incredibile per questi personaggi, abituati a una vita abbastanza triste. La vita di molti, purtroppo. Ma nonostante tutto si va avanti.
    E io aspetterò di scoprire quel qualcosa in più nei prossimi episodi!
    Non so per quale motivo, ma mi viene da scegliere il maestro 🙂

    Trovi il capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/gs07pdAT3H0

    Alla prossima!

  • Ciao, hai davvero ragione, le spie della macchina mi mettono sempre agitazione!!!! E nella storia di spie lampeggianti ce ne sono già abbastanza, ora bisogna vedere dove portano!!!
    Ho votato per il figlio di Elio, perché altrimenti avrebbe sperato che smettesse di squillare? Sapeva già chi era e non voleva affrontare la discussione!!! Alla prossima.

  • Ciao, Ottaviano.
    Bentrovato. Eccola qui: una nuova storia intensa e intrisa di descrizioni che te la rendono viva. Mi hai trasmesso inquietudine con il viaggio in macchina, di sera. Capisco perfettamente il sentimento, quando ci si ferma al semaforo e intorno c’è solo la notte, si spera di spostarsi presto e quando si spinge il pedale lo si fa con una certa impazienza.
    Bello, mi piace, e sa già di tormento e riscatto (spero).
    Io voto la sorpresa e, come sempre, ti seguo ?

    Alla prossima!

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