Babilonia

Dove eravamo rimasti?

Il prossimo episodio si svolgerà al cinema, ma chi sarà l'anello di congiunzione con l'episodio precedente? La ragazza dalla pelle color miele (40%)

Anarchia

La sera precedente…

Cercavo di leggere le proiezioni dei film in programma, da lontano. Provai ad avvicinarmi un po’ mentre il mio amico manteneva il posto in fila; avevo lasciato gli occhiali a casa e la miopia che mi porto appresso da alcuni anni non mi permette di mettere bene a fuoco le lettere. Impossibile. Troppe persone in coda: rinunciai.

«Attenzione, prego! I due cassieri in servizio questa sera stanno per abbandonare la propria postazione e non erogheranno più biglietti per l’assegnazione dei posti a sedere» l’annuncio risuonava sia internamente che esternamente, diffuso da un altoparlante e fatto con ironico menefreghismo.  

I “clienti” impiegarono qualche istante per decidere come agire.

«Io vado…» disse il primo della fila con una scrollata di spalle, dando il via a una specie di esodo verso le sale. Chi si trovava in coda all’esterno riuscì pian piano a entrate nel foyer del cinema, mischiandosi caoticamente con coloro che stavano cercando di guadagnare l’uscita a film terminato.

Risultato: circa 800 persone che si pestavano, spingevano, incastravano fra loro, nel vano tentativo di raggiungere la propria meta. 

«Io vado in sala 4!» «A me ispira il film alla 11!» «Che figo questo, io vado alle 9!» «La 7 è troppo piena, cerchiamone un’altra…»

Gente che andava e veniva, persone che si lamentavano per essere sedute sulle scale, bambini in lacrime e incazzati neri con i propri genitori per non averli portati a vedere il cartone animato che avevano promesso loro.

All’intervallo riprese il via vai nei corridoi, direzione bar. Cinque baristi, quaranta clienti circa, per un rapporto di 1:8. Gli addetti del bar imitarono i colleghi della biglietteria e se ne andarono, lasciando il bancone completamente scoperto. Tranne una di loro.

Alcuni ragazzi si fiondarono nella cucina del bar per approfittare della confusione e raccattare qualcosa da bere e da mangiare e la barista, pietrificata dal terrore, scomparve come inghiottita dal gruppo di giovani.

I successivi cinque minuti furono confusi. Rissa. Pugni, calci. Nasi rotti, nocche gonfie, persone in fuga, altre calpestate.

Ricordo solo di aver agito d’istinto e portato in salvo la barista, in qualche modo, evitandole una probabile morte per asfissia causata dal calpestamento della folla.

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«“… due morti, una trentina di feriti e danni stimati per circa 10.000 €”» la chiusa dell’articolo che riassumeva il fatto accaduto al cinema la sera prima e che mi aveva visto protagonista del salvataggio della barista.

«Ma chi l’ha fatta questa stima?» mi chiese mia moglie davanti a caffè e toast salato, la nostra colazione classica.

«Non lo so. L’articolo è firmato “Redazione”…»

«Che senso ha dare un valore economico alle cose, ormai?» fu la risposta di mia moglie pronunciata a bassa voce, quasi esclusivamente a se stessa.

«MA CHI SONO I DUE MORTI?» ci mancò poco che il suo urlo improvviso mi fece rovesciare il caffè rimasto.  

«Il poliziotto e un civile: il primo è rimasto soffocato dalla folla impazzita in fuga, spaventata dal suo stesso sparo; al secondo è venuto un infarto. Non aveva nemmeno quarant’anni.»

La sirena di un’ambulanza fece breccia nella finestra della sala, a metà tra il bagno e la cucina. Il suo suono si divise equamente tra le mie orecchie e quelle di mia moglie, costringendoci a tacere per qualche secondo.

«Va be’ io esco… vado a lavorare» di nuovo una risposta che ignorava la mia frase precedente.

«Diciamo “fare del volontariato”…» dissi, tra il sarcastico e lo scocciato.

Incassai il suo sorriso altrettanto sarcastico, poi ripresi a parlare.

«Comunque, visto che me l’hai chiesto – rincarai la dose controbattendo con ulteriore sarcasmo – la ragazza che ho salvato è questa…» mi avvicinai a mia moglie mentre si metteva il giubbotto per uscire, indicandogliela sulla foto nel giornale. «… è quella con la pelle un po’ scura».

«Bravo amore» si limitò a rispondere, stampandomi un bacio sulla guancia.

Fu l’ultima volta che la vidi.

Grazie per essere arrivati fin qui! Come procediamo?

  • Cambiamo totalmente scenario... proponete voi un luogo in cui sviluppare la vicenda (33%)
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  • Approfondiamo il rapporto fra il protagonista e la ragazza dalla pelle color miele (33%)
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  • Scopriamo cos'è successo alla moglie del protagonista (33%)
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Categorie

47 Commenti

  • Capitolo 4)

    Direi proprio che il capitolo presenta lo status di confusione. L’idea del disagio si evince, e credo disorienti un po’, specie nella parte finale del video. Immagino che più avanti ci sarà occasione di comprendere al meglio la situazione!
    Aspetto di capire qualcosa in più, e mi accodo alla scelta di Varlain.

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/ciIYOI5iL9o
    Alla prossima!

  • Ciao, voto gli economisti, e prevedo di non capirci niente come niente ho capito di questo capitolo.
    Dopo la prolessi e l’ossimoro dilagante cos’altro ci riserva il futuro?
    P.s.: La cosa del tè pare sia vera, (e pure quella del sale, e della tunica.)😁
    Alla prossima! 🙋

  • Questa volta voto lo scontro tra economisti 🙂

    Ciao! Questa volta il capitolo mi ha lasciato spiazzato: non si capisce cosa stia succedendo al protagonista! Ok, è tutto nella sua testa ma sembra diventato improvvisamente matto e senza ragione alcuna (od almeno comprensibile a chi legge). Nulla questio perché siamo al quarto capitolo e le cose devono ancora arrivare ma mi ha lasciato stranito lo stesso. Il gioco di rompere la quarta parte è interessante ma secondo me fatta troppo presto!

    Questo è quanto 🙂

    Ciao 🙂

  • Capitolo 3)

    Il discorso che ho voluto fare per questo capitolo è lunghetto, quindi ti rimando direttamente al mio commento sul video. Lo stile mi pare sempre buono, forse qualche imprecisione, ma nulla di grave.
    Il mio problema, ma trovo che sia solo mio, è quello di farmi davvero troppe domande sull’ambientazione e sulla possibilità di un simile scenario, quindi ho voluto perlopiù discutere sulla situazione. Un mondo Utopico/distopico non è mai semplice da immaginare e da raccontare. Non so, forse è il livello di panico/apparente calma che mi destabilizza un po’.
    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/dVIqvN82Kow

    Alla prossima!

  • Ciao! Ho recuperato in corsa la lettura di tutti e tre gli episodi e ho trovato l’idea di fondo molto interessante e originale. Voto la moglie perché sono curiosa di saperne di più ma anche un confronto fra economisti, come suggeriva qualcuno, mi sembra un ottimo spunto!

  • 3) capitolo
    Ciao Mattia,
    non so se è voluto (penso di sì), ma l’espressione “incassai il suo sorriso” suona alquanto sarcastica😂, considerato il contesto… comunque, voto il cambio di scenario: la Zecca di Stato!
    Alla prossima.

    • 😂😂 si si era voluta 😝 rileggendolo, questo prestito semantico dal pugilato mi ha aiutato a costruirmi molto nitidamente l’immagine della scena, quindi ho deciso di lasciarlo!
      Zecca di stato… interessante!!

  • Dannatamente indeciso, questa volta ho votato a caso il rapporto tra il protagonista e la donna dalla pelle color miele!

    Qui vediamo l’inizio del caos ma secondo me i nodi devono ancora venire al pettine… Mi chiedo che fine abbia fatto la moglie, ma il caso ha scelto di rimandare la scoperta 😉

    Ciao 🙂

  • Ciao, Mattia.
    Voto il ladro assassino, sono un amante degli horror e spero in scene truculente.
    Il capitolo mi è piaciuto, non ho molto da segnalarti, a parte la frase: “La clientela correva illogicamente” non so, quell'”illogicamente” non mi fa impazzire, forse meglio un più banale “disordinatamente” ma è una mia idea. Un’altra mia idea è che la polvere si vede, sempre, te lo dice una (non) casalinga (a tempo pieno) disperata 😉
    Ti auguro una buona giornata.

    Alla prossima!

  • Vada per la ragazza, mi piace come la descrivi.
    Capitolo interessante, è vero in un mondo senza soldi il Supermercato diventa una giungla.
    Unica, sarò sicuramente pesante, meno descrizioni più parlato!
    Il narratore non deve per forza descrivere tutto quanto, un consiglio che ti do è di far descrivere certe cose ai personaggi della storia. Guardati per esempio “Ai confini della realtà” che un po’ ci somiglia come genere.

  • Io voto la stazione!

    Ciao! Vengo a questa storia dopo averla vista sul canale di Youtube di Pintore e l’Incipit mi è piaciuto. Hai voluto iniziare la storia con un messaggio che dà “il là” a tutta una serie di avvenimenti che può sfociare in qualsiasi cosa (come ha detto Ottiaviano può venir fuori una storia comica, tragica, thriller, eccetera, eccetera); quello che so è che, anche se senza soldi, l’economia ha un suo perché e vediamo come questa situazione evolverà nella tua storia, se punterà più ad un’Utopia od ad una Distopia 😀

    Insomma, ti seguo curioso 🙂

    Ciao 🙂

  • Capitolo 1)

    Ehilà!

    Ho letto il primo capitolo su Youtube! Se la cosa può farti piacere, continuerò a farlo anche per i prossimi 😉
    Trovi la lettura qui:
    https://youtu.be/m7rH0k6kgnY

    Non ho particolari consigli da darti per questo primo episodio. Mi pare che fili liscio dall’inizio alla fine. Certo, il concetto è abbastanza poco credibile, ma mi incuriosisce. Forse avrebbe reso di più adattando la storia qualche anno più avanti del nostro, con un mondo “unito” sotto una sola organizzazione. Ma è ancora presto per fare ipotesi o altro 🙂

    Voglio vedere dove ci porterai!

    Alla prossima!

    • Ciao! Ti ringrazio per aver letto l’episodio sul tuo canale Youtube, ovviamente liberissimo di proseguire se troverai il racconto interessante 😀
      Non male l’idea di ambientare tutto in un futuro prossimo, ma ho volutamente deciso di rimanere ancorato al nostro contesto storico… vediamo insieme dove ci porterà la storia!

  • Ciao Mattia, in bocca al lupo.
    Quello che mi chiedo io è quale sarà la chiave di lettura: sociologica, politica, comica, grottesca, tragica… Chissà.
    Vediamo al supermercato, dove i soldi contano, che succede.
    ( Una cosa che mi sento di dire è che almeno da noi nello stivale altro che appluso: all’annuncio sarebbe, sicuramente seguito un …ma vaffa… Generale).?
    Ciao?

    • Ciao Ottaviano, credo che lo scoprirò anch’io assieme a voi strada facendo 😀
      Grazie per il commento e per il tuo inciso fra parentesi, mi ha fatto sorridere! Spero di ritrovarti anche nei prossimi episodi, a presto 🙂

  • Voto il supermercato, curiosa di vedere come i cittadini di un mondo che, presumo, diverso dal nostro (dato che il tutto avviene nel passato e questa cosa non è mai avvenuta) si comporteranno avendo a disposizione tutto e “a gratis”.
    Mi è piaciuto questo incipit, la carrellata sugli spettatori ha dato il senso di globalità. Non ho capito il cambio del tempo verbale nel finale, ma, presumo, abbia un suo perché.
    Stiamo a vedere come prosegue la storia e speriamo non ci siano troppe vittime 😉

    Alla prossima!

    • Grazie Keziarica e complimenti per aver notato il cambio di tempo nel finale. Mi rendo conto che non sia proprio correttissimo, ma rileggendolo prima di pubblicarlo mi ha trasmesso una maggiore forza narrativa e ho avuto come l’impressione di essere stato catapultato in quel presente… e quindi ho corso il rischio 😛 Grazie ancora e al prossimo episodio!

  • Ciao Mattia,
    devo ammettere che l’idea di base è abbastanza intrigante. Però da lettore viziato e insistente quale sono mi permetto di esprimere un personalissimo parere. Anche se si tratta di un incipit avrei preferito che quanto comunicato fosse stato mostrato di più e raccontato di meno, un po’ come al…CINEMA?. (Show, don’t tell!)

    • Intanto, grazie per il tuo commento! Detto questo, il tuo suggerimento è interessante e non è detto che io non riesca a sfruttarlo prima o poi (magari in una futura rivisitazione del racconto prima di inviarlo ad un concorso, oppure riuscirò a riproporlo in qualche modo già in uno dei 9 episodi restanti, chi lo sa…). Quindi, doppio grazie 🙂

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