Babilonia

Dove eravamo rimasti?

Grazie per essere arrivati fin qui! Come procediamo? Scopriamo cos'è successo alla moglie del protagonista (33%)

Stato confusionale

Due anni dopo l’entrata in vigore del programma “MoneyFree”…

Il mio rientro a casa fu un incessante ballo di emozioni. Fu tutta colpa dei ricordi scaturiti da quella corda celeste appesa alla luna; come per osmosi, il mio corpo assunse il suo stesso movimento sussultorio e ipnotico, fenomeno che si espanse poi anche alla mia mente. Caddi così in uno stato di trance, di nuovo, ma questa volta fu diverso; mentre ero seduto sulla panchina ero consapevole di ciò che stava accadendo. Ora no.

Sono confuso.

Cioè, sto bene.

Ma sono confuso.

Sto vivendo una escalation sensoriale mai provata finora, qualcosa di diverso.

ORA VI RACCONTO.

È tutto buio. Completamente.

Anima e cervello sanno che è giorno, ma non filtra un minimo di luce. Anche il non-suono esterno mi suggerisce questo stato delle cose. Silenzio tonante.

Sono ore che viaggio stando fermo e non riesco a smettere di fermarmi, mi sento spossato. In realtà non sono mai uscito di casa. Fa molto caldo.

«Vuoi del tè caldo?»

«Ma quale tè caldo, ci saranno 40 gradi!»

«L’ho imparato nel deserto, fidati! Le bevande calde dissetano e idratano»

Questa “cosa” di bere bevande calde quando fa caldo mi sembra una stronzata. Ma non glielo dico. Anzi sì: «È un’enorme, gigantesca baggianata! Sai cosa significa essere un baggiano?».

Ho l’apocalisse in testa; ho bisogno di tornare in me. Il mio io interiore deve fare pace con quello immerso direttamente nel mondo.

Chi di voi conosce un sinonimo di “sinonimo”?

Ecco a cosa stavo pensando, prima di essere interrotto da quella stronzata del tè caldo. A pensarci bene, non è così difficile trovarne (me ne sono già venuti in mente due!) ma a primo impatto sembra una di quelle domande per cui non esiste risposta.

Ma quanto è buio qui dentro? Non si possono scostare un po’ le tende?

Fuori c’è un bellissimo sole, almeno credo. Mi sforzo di vederlo attraverso le fessure della tapparella, ma l’estremità esterna del mio occhio destro viene distratta e interrotta da qualcos’altro: quattro sagome, quasi completamente nere.

Non faccio in tempo ad esaminarle, perché la mia vista sfugge al poker di silhouette e raggiunge una piccola luce di forma più o meno quadrata. Un computer. Nero. Non nero nel senso “colorato di nero” Avvolto nell’oscurità.

Sono felice e fiacco allo stesso tempo, ansimo e tossisco. Vedo una striscia sottile e rettangolare con all’interno la parola “PIN”.

QUALE CAZZO È IL PIN? Non è mica il mio PC. Il mio corpo si sta incazzando, o esplode lui o faccio saltare il computer, in qualche modo. Per disperazione provo comunque ad inserire la mia password. È GIUSTA!

Doppio clic, cartella aperta. Il dito muove nevroticamente la rotella del mouse, mentre il mio schermo vomita centinaia di contenuti, soprattutto foto e video. Ma io vado dritto alla ricerca di quel filmato, come tutte le sere… lo riconosco dall’anteprima e mi blocco di colpo: è la corsia di un supermercato e, in secondo piano, si vedono due piccole figura coricate a terra.

«Oh, cazzo!» esclamo dopo aver sentito lo sparo, nonostante conosca il video a memoria.

Man mano che il video prosegue, l’immagine di anteprima assume significato: le due silhouette coricate sono due bambini e a fianco a loro noto una giovane ragazza. Lei è la miccia che accende il mio cuore e lo fa esplodere in mille pezzi.

«Io ti ho già vista…» dico, con la voce rotta dal pianto. Ne sono certo, ma non riesco a ricordare dove.

«Spero che i due bambini siano morti…e anche la ragazza deve morire!!» esplodo in una rabbia incontrollata, gli occhi ancora bagnati dal pianto.

– – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – – 

Questa è la mia vita, da un anno a questa parte. Da quando ho incontrato Jasmine durante il primo periodo di “MoneyFree“, la mia esistenza è peggiorata in modo irrecuperabile e ormai vivo avvolto da queste quattro mura. Ho paura ad andare là fuori, a tornare nel mondo reale e la mia unica finestra sul mondo è questo computer.

«Sapete – si! dico a voi che mi state leggendo – vi confesso questa cosa: non riesco a vivere diversamente e credo proprio che non riuscirò a cambiare le cose, prima di morire».

Data la parità perfetta fra le opzioni, mi sono preso la libertà di questa prolessi per mettere altra carne al fuoco: e ora?

  • Riprendiamo la trama principale e dedichiamo l'episodio a un altro luogo specifico (in questo caso, ditemi quale vorreste nei commenti) (0%)
    0
  • Dedichiamo ancora un episodio al futuro (17%)
    17
  • Riprendiamo la trama principale e godiamoci uno scontro fra economisti sulle conseguenze di "MoneyFree" (grazie Verlan Abime per lo spunto!) (83%)
    83
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47 Commenti

  • Capitolo 4)

    Direi proprio che il capitolo presenta lo status di confusione. L’idea del disagio si evince, e credo disorienti un po’, specie nella parte finale del video. Immagino che più avanti ci sarà occasione di comprendere al meglio la situazione!
    Aspetto di capire qualcosa in più, e mi accodo alla scelta di Varlain.

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/ciIYOI5iL9o
    Alla prossima!

  • Questa volta voto lo scontro tra economisti 🙂

    Ciao! Questa volta il capitolo mi ha lasciato spiazzato: non si capisce cosa stia succedendo al protagonista! Ok, è tutto nella sua testa ma sembra diventato improvvisamente matto e senza ragione alcuna (od almeno comprensibile a chi legge). Nulla questio perché siamo al quarto capitolo e le cose devono ancora arrivare ma mi ha lasciato stranito lo stesso. Il gioco di rompere la quarta parte è interessante ma secondo me fatta troppo presto!

    Questo è quanto 🙂

    Ciao 🙂

  • Capitolo 3)

    Il discorso che ho voluto fare per questo capitolo è lunghetto, quindi ti rimando direttamente al mio commento sul video. Lo stile mi pare sempre buono, forse qualche imprecisione, ma nulla di grave.
    Il mio problema, ma trovo che sia solo mio, è quello di farmi davvero troppe domande sull’ambientazione e sulla possibilità di un simile scenario, quindi ho voluto perlopiù discutere sulla situazione. Un mondo Utopico/distopico non è mai semplice da immaginare e da raccontare. Non so, forse è il livello di panico/apparente calma che mi destabilizza un po’.
    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/dVIqvN82Kow

    Alla prossima!

  • Ciao! Ho recuperato in corsa la lettura di tutti e tre gli episodi e ho trovato l’idea di fondo molto interessante e originale. Voto la moglie perché sono curiosa di saperne di più ma anche un confronto fra economisti, come suggeriva qualcuno, mi sembra un ottimo spunto!

  • Ciao, Mattia.
    Voto il ladro assassino, sono un amante degli horror e spero in scene truculente.
    Il capitolo mi è piaciuto, non ho molto da segnalarti, a parte la frase: “La clientela correva illogicamente” non so, quell'”illogicamente” non mi fa impazzire, forse meglio un più banale “disordinatamente” ma è una mia idea. Un’altra mia idea è che la polvere si vede, sempre, te lo dice una (non) casalinga (a tempo pieno) disperata 😉
    Ti auguro una buona giornata.

    Alla prossima!

  • Vada per la ragazza, mi piace come la descrivi.
    Capitolo interessante, è vero in un mondo senza soldi il Supermercato diventa una giungla.
    Unica, sarò sicuramente pesante, meno descrizioni più parlato!
    Il narratore non deve per forza descrivere tutto quanto, un consiglio che ti do è di far descrivere certe cose ai personaggi della storia. Guardati per esempio “Ai confini della realtà” che un po’ ci somiglia come genere.

  • Io voto la stazione!

    Ciao! Vengo a questa storia dopo averla vista sul canale di Youtube di Pintore e l’Incipit mi è piaciuto. Hai voluto iniziare la storia con un messaggio che dà “il là” a tutta una serie di avvenimenti che può sfociare in qualsiasi cosa (come ha detto Ottiaviano può venir fuori una storia comica, tragica, thriller, eccetera, eccetera); quello che so è che, anche se senza soldi, l’economia ha un suo perché e vediamo come questa situazione evolverà nella tua storia, se punterà più ad un’Utopia od ad una Distopia 😀

    Insomma, ti seguo curioso 🙂

    Ciao 🙂

  • Capitolo 1)

    Ehilà!

    Ho letto il primo capitolo su Youtube! Se la cosa può farti piacere, continuerò a farlo anche per i prossimi 😉
    Trovi la lettura qui:
    https://youtu.be/m7rH0k6kgnY

    Non ho particolari consigli da darti per questo primo episodio. Mi pare che fili liscio dall’inizio alla fine. Certo, il concetto è abbastanza poco credibile, ma mi incuriosisce. Forse avrebbe reso di più adattando la storia qualche anno più avanti del nostro, con un mondo “unito” sotto una sola organizzazione. Ma è ancora presto per fare ipotesi o altro 🙂

    Voglio vedere dove ci porterai!

    Alla prossima!

    • Ciao! Ti ringrazio per aver letto l’episodio sul tuo canale Youtube, ovviamente liberissimo di proseguire se troverai il racconto interessante 😀
      Non male l’idea di ambientare tutto in un futuro prossimo, ma ho volutamente deciso di rimanere ancorato al nostro contesto storico… vediamo insieme dove ci porterà la storia!

  • Ciao Mattia, in bocca al lupo.
    Quello che mi chiedo io è quale sarà la chiave di lettura: sociologica, politica, comica, grottesca, tragica… Chissà.
    Vediamo al supermercato, dove i soldi contano, che succede.
    ( Una cosa che mi sento di dire è che almeno da noi nello stivale altro che appluso: all’annuncio sarebbe, sicuramente seguito un …ma vaffa… Generale).?
    Ciao?

  • Voto il supermercato, curiosa di vedere come i cittadini di un mondo che, presumo, diverso dal nostro (dato che il tutto avviene nel passato e questa cosa non è mai avvenuta) si comporteranno avendo a disposizione tutto e “a gratis”.
    Mi è piaciuto questo incipit, la carrellata sugli spettatori ha dato il senso di globalità. Non ho capito il cambio del tempo verbale nel finale, ma, presumo, abbia un suo perché.
    Stiamo a vedere come prosegue la storia e speriamo non ci siano troppe vittime 😉

    Alla prossima!

    • Grazie Keziarica e complimenti per aver notato il cambio di tempo nel finale. Mi rendo conto che non sia proprio correttissimo, ma rileggendolo prima di pubblicarlo mi ha trasmesso una maggiore forza narrativa e ho avuto come l’impressione di essere stato catapultato in quel presente… e quindi ho corso il rischio 😛 Grazie ancora e al prossimo episodio!

  • Ciao Mattia,
    devo ammettere che l’idea di base è abbastanza intrigante. Però da lettore viziato e insistente quale sono mi permetto di esprimere un personalissimo parere. Anche se si tratta di un incipit avrei preferito che quanto comunicato fosse stato mostrato di più e raccontato di meno, un po’ come al…CINEMA?. (Show, don’t tell!)

    • Intanto, grazie per il tuo commento! Detto questo, il tuo suggerimento è interessante e non è detto che io non riesca a sfruttarlo prima o poi (magari in una futura rivisitazione del racconto prima di inviarlo ad un concorso, oppure riuscirò a riproporlo in qualche modo già in uno dei 9 episodi restanti, chi lo sa…). Quindi, doppio grazie 🙂

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