Delitto di una quindicenne innocente

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede nel prossimo capitolo? Flashback al momento in cui Marta è stata trovata morta in bagno (67%)

Paramedici

Nella mia testa rimbombano le grida disperate di mia madre. Le lacrime le rigano il viso, ma lei sembra non accorgersene. I capelli si appiccicano sulle sue guance e mio padre cerca di scostarli. Mia madre ancora non ci crede. Tiene fra le mani la faccia di Marta e la guarda negli occhi vitrei, sperando che ci sia ancora qualcosa ad animarli. Tutti gli altri se ne stanno lì, a osservare la scena con sguardo triste. La zia ha chiamato l’ambulanza. Sembriamo tutti in bilico, in attesa, in apnea.
Ho sempre amato la parola “apnea”. Questa deriva dal sostantivo greco άπνους. In greco, quando c’è una parola che inizia per α, il 90% delle volte, si tratta dell’α privativo, ovvero che nega il sostantivo ad esso collegato. È questo il caso di άπνους. L’α privativo nega πνους, che significa anima. Vi chiederete quale sia il collegamento tra apnea e anima. Ebbene, l’anima non è forse un soffio? Quel soffio che, negato dall’α privativo, diviene apnea. Ma un soffio per essere tale deve avere una origine. Qual è, dunque, l’origine del soffio che si impossessa di noi, che noi chiamiamo anima? Chi è che ci rende vivi? Che crea la nostra indole, i nostri talenti, le espressioni che animano il nostro volto spento? Il mio soffio era Marta. E ora dentro di lei non c’è più un’anima, un soffio. E quindi non c’è più neanche nel mio.

Le sirene dell’ambulanza interrompono i miei pensieri. Mia nonna esce dal bagno, probabilmente per accogliere i paramedici e per indicargli la strada. Questi giungono nel bagno e allontanano mia madre, ancora piangente. Lei non ne vuole sapere e abbraccia Marta. I paramedici scambiano degli sguardi con mio padre e lui sussurra qualcosa nelle orecchie di mia madre. Lei si stacca e guarda i paramedici trasferire il corpo su una barella. Sappiamo tutti che stanno trasportando un oggetto inanimato, quello che la lingua italiana chiama “esso”, paragonabile a un sasso, a un tavolo, a una foglia che si è staccata dall’albero. È morta. È finita.

I miei genitori vanno con Marta in ospedale, ma noi non possiamo perché gli accompagnatori sull’ambulanza possono essere al massimo due. La porta si chiude dietro ai paramedici, le sirene sono sempre più lontane e rimane solo silenzio.
Qui tutti hanno gli occhi rossi, persino lo zio Marco, che a stento la conosceva. Gli zii si abbracciano a vicenda e si confortano, mentre Anna e Diego rimangono seduti sul divano con sguardi stupefatti, come se non avessero ancora realizzato. La nonna non piange, lei non piange mai. Però è sconvolta e si appoggia allo stipite della porta.
Nessuno parla. Che cosa si deve dire in questi casi? Mi guardo intorno e improvvisamente realizzo: qualcuno, fra queste persone, ha ucciso mia sorella.

Che cosa si racconta nel prossimo episodio?

  • FLASHBACK ad un momento prima della cena (20%)
    20
  • FLASHFORWARD al momento della confessione dello zio Teo (60%)
    60
  • FLASHFORWARD al momento in cui lo zio Teo viene arrestato (20%)
    20
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28 Commenti

  • Io continuo a votare Mattia; il flashback dell’omicidio ce lo riserviamo per il nono capitolo 🙂

    Ciao! Carino come colpo di scena: la zia che voleva uccidere Marta ed invece è stata preceduta! Il Giallo è molto carino; peccato le lunghe pause tra un capitolo e l’altro che fanno perdere tutti i dettagli (anche perché il gioco flashback/flashforward funziona bene solo se si riescono a far quadrare i tempi).

    Ciao 🙂

    • Rieccomi! Non sei la prima a dire che non si capisce bene se la cena di Natale è un’altra cena rispetto a quella dell’omicidio oppure no. Nel’interrogatorio di Matteo è scritto esplicitamente che la cena di Natale in cui è successo il litigio, è avvenuta un mese prima della morte di Marta quindi speravo che quello potesse chiarire un po’ di dubbi. In ogni caso, ecco un altro capitolo. Enjoy 🙂

  • Ciao eemmaa,
    Il racconto del distacco è coinvolgente, lo trovo efficace, e l’escursione dotta sull’etimologia sa di istinto di coservazione, un istintivo tenersi fuori dalla causa del dolore, per proteggersi. Capita quando qualcuno caro muore che si finisca per pensare in quel modo oggettivo, freddo per tener a freno la pena che affligge e tronca il respiro.
    Brava, mi hai convinto, ti seguo ovviamente, alla prossima!🙋🌻

    • Ciao Ottaviano, sono contenta che si sia notato. Era esattamente quello che volevo trasparisse. La riflessione sulla parola “apnea” l’avevo scritta nelle note del telefono dopo una lezione di greco in cui ne avevamo parlato. Scrivendo questo capitolo volevo appunto mettere in luce l’oggettività e la freddezza con cui Alice cerca vanamente di affrontare la vita e così l’inserimento di quella riflessione (con i dovuti aggiustamenti) mi è sembrata una buona idea.

  • Vada per la confessione
    Capitolo molto descrittivo, ma ci sta bene per il momento, e l’ansia c’era e si sentiva bene!
    Unica, sarà un errore di distrazione, ma hai cambiato il carattere di questo capitolo. Ora, non mi dispiace, ma esteticamente ci stona che passi da un capitolo scritto grosso a uno scritto piccolo.

  • A suo tempo l’incipit aveva suscitato molto interesse in me, quindi, d’istinto, decisi di seguire la storia. Adesso ho concluso i capitoli successivi e sono andato un po’ in confusione con i flashback. Ma la ragazza non era stata uccisa in occasione di un’altra cena di famiglia? Mentre qui il flashback ci porta alla cena di Natale, dove, per altro, non compare nessun cadavere, ma soltanto un alterco in bagno tra Marta e suo zio (che poi abbia a che fare con il movente è un altro paio di maniche).
    Tuttavia la narrazione tiene bene, anche perché espressa attraverso gli occhi affranti della sorella gemella.
    Ci vediamo al prossimo capitolo.
    Ps: ho votato per il flashback al momento del ritrovamento del cadavere. Magari questa è la volta buona 😀

  • Ho votato per il ritorno al ritrovamento del cadavere. I parenti assassini purtroppo non son una rarità, se ne sente spesso. L’arresto della zia in chiesa durante il funerale mi ricorda un caso in cui fu il padre ad essere portato via dagli agenti. Era accusato d’aver ucciso la figlia, poi si scopri che era innocente. Credo che proprio in questi giorni si stia svolgendo il processo con altri colpevoli o presunti tali. Seguo il tuo racconto e aspetto il terzo episodio.

  • Flashback al momento in cui Marta è stata trovata morta in bagno!

    Questa storia dei flashback e flashforward mi sta piacendo un casino. Spero che terrai un quadernino di appunti o rischierai di non far collimare i passaggi ad un certo punto 🙂

    Ti do il bentornato Gili, ora eemmaa ed ovviamente ti seguo 😀

    Ciao 🙂

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