Delitto di una quindicenne innocente

Dove eravamo rimasti?

Che cosa si racconta nel prossimo episodio? FLASHFORWARD al momento della confessione dello zio Teo (60%)

Interrogatorio

-Cominciamo. Come si chiama?

-Matteo Franceschini.

-Come si dichiara?

-Innocente.

-Che rapporto di parentela c’era fra Lei e la vittima, Marta Franceschini?

-Ero lo zio della vittima, sono il fratello di suo padre.

-Ottimo. Lei è anche fratello di Marco Franceschini, conferma?

-Confermo.

-Eppure la famiglia non ha un bel rapporto con lui, giusto?

-Giusto.

-E allora come mai, dopo una vita senza alcun rapporto con la famiglia, improvvisamente suo fratello Marco ha deciso di partecipare proprio a quella cena in cui Marta Franceschini è stata uccisa?

-Non ne ho idea. Dovreste chiederlo a lui.

-Lo abbiamo fatto. E lui ci ha detto che Lei, durante la cena di Natale, avvenuta un mese prima dell’omicidio, ha avuto un litigio con Marta.

-Cosa? Lui neanche c’era a quella cena!

-Questo è quello che ci ha detto lui.

-Non so come faccia Marco a saperlo, dato che, ovviamente, lui non c’era, ma è vero, ho avuto una piccola discussione con Marta quel giorno.

-Di cosa avete discusso?

-Niente di così rilevante.

-Matteo, non posso scagionarti se non mi racconti tutta la verità.

-E va bene. Marta qualche giorno prima aveva scoperto che io avevo tradito mia moglie.

-Sta parlando di Giorgia Ghidini?

-Sì. Marta glielo voleva dire, ma alla fine non l’ha fatto. Fine, tutto qua.

-Sembra un ottimo movente.

-Però non lo è. Io non ho ucciso mia nipote.

SPAZIO AUTRICE

Questo capitolo è volutamente “stringato”. Non c’è alcuno scopo, se non quello di dare le informazioni che sono state inserite.

Di cosa si racconta nel prossimo capitolo?

  • FLAHSFORWARD: arresto del vero assassino (33%)
    33
  • FLASHBACK: interrogatorio allo zio Marco (67%)
    67
  • FALSHFORWARD: interrogatorio alla zia Gio (0%)
    0
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25 Commenti

  • Ciao eemmaa,
    Il racconto del distacco è coinvolgente, lo trovo efficace, e l’escursione dotta sull’etimologia sa di istinto di coservazione, un istintivo tenersi fuori dalla causa del dolore, per proteggersi. Capita quando qualcuno caro muore che si finisca per pensare in quel modo oggettivo, freddo per tener a freno la pena che affligge e tronca il respiro.
    Brava, mi hai convinto, ti seguo ovviamente, alla prossima!🙋🌻

    • Ciao Ottaviano, sono contenta che si sia notato. Era esattamente quello che volevo trasparisse. La riflessione sulla parola “apnea” l’avevo scritta nelle note del telefono dopo una lezione di greco in cui ne avevamo parlato. Scrivendo questo capitolo volevo appunto mettere in luce l’oggettività e la freddezza con cui Alice cerca vanamente di affrontare la vita e così l’inserimento di quella riflessione (con i dovuti aggiustamenti) mi è sembrata una buona idea.

  • A suo tempo l’incipit aveva suscitato molto interesse in me, quindi, d’istinto, decisi di seguire la storia. Adesso ho concluso i capitoli successivi e sono andato un po’ in confusione con i flashback. Ma la ragazza non era stata uccisa in occasione di un’altra cena di famiglia? Mentre qui il flashback ci porta alla cena di Natale, dove, per altro, non compare nessun cadavere, ma soltanto un alterco in bagno tra Marta e suo zio (che poi abbia a che fare con il movente è un altro paio di maniche).
    Tuttavia la narrazione tiene bene, anche perché espressa attraverso gli occhi affranti della sorella gemella.
    Ci vediamo al prossimo capitolo.
    Ps: ho votato per il flashback al momento del ritrovamento del cadavere. Magari questa è la volta buona 😀

  • Ho votato per il ritorno al ritrovamento del cadavere. I parenti assassini purtroppo non son una rarità, se ne sente spesso. L’arresto della zia in chiesa durante il funerale mi ricorda un caso in cui fu il padre ad essere portato via dagli agenti. Era accusato d’aver ucciso la figlia, poi si scopri che era innocente. Credo che proprio in questi giorni si stia svolgendo il processo con altri colpevoli o presunti tali. Seguo il tuo racconto e aspetto il terzo episodio.

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