Delitto di una quindicenne innocente

Dove eravamo rimasti?

Di cosa si racconta nel prossimo capitolo? FLASHBACK: interrogatorio allo zio Marco (67%)

Il colpevole

-Come si chiama?

-Marco Franceschi.

-Come si dichiara?

-Innocente.

-Che rapporto di parentela c’era tra lei e la vittima, Marta Franceschini?

-Ero lo zio di Marta.

-Quindi è il fratello di Luigi Franceschini, il padre della vittima?

-Sì.

-Marco, deve sapere che lei è il primo sospettato sulla lista, per questo l’abbiamo interrogato per primo.

-Io non ho ucciso Marta.

-Però le sue azioni sono sospette, Marco. Non ha mai avuto rapporti con la famiglia, eppure ha deciso di partecipare alla cena in cui Marta è stata uccisa.

-So anche io che sembra sospetto. Ma non ho altra scusa se non che volevo riallacciare i rapporti con la famiglia. Che Marta sia stata uccisa proprio quella sera, è solo una coincidenza.

——

Mi sveglio. La testa è pesante, rimbombano parole che non riesco a sentire. Quanto vorrei riuscire a farle tacere. Trascino il corpo pesante fino alle scale e le percorro, raggiungendo il piano inferiore. Trovo i miei genitori in preda ad una crisi. Mio padre piange seduto al tavolo. Non l’avevo mai visto piangere prima che Marta venisse uccisa, e invece ora è tutto ciò che fa. Eppure mi fa paura, perché potrebbe benissimo essere stato lui.

Mia madre è in piedi, appoggiata alla dispensa, con una mano sul viso, cerca di asciugarsi le lacrime, ma queste continuano a scendere e scendere e scendere.

Loro si accorgono di me, ma continuano a disperarsi, come se non riuscissero a fermarsi. Di solito quando mi vedevano, smettevano di piangere, o almeno ci provavano. Ma adesso no. Capisco che c’è qualcosa che non va.

Guardo mio padre con una faccia interrogativa. Lui indica il giornale sul tavolo. E già mi immagino cosa possa esserci scritto. Lo afferro, tremante. Non so se voglio saperlo.

In prima pagina c’è una foto di Marta e il mio cuore manca un colpo. Cerco di non concentrarmi troppo su di lei e procedo con la lettura.

“IL CASO MARTA FRANCESCHINI è CHIUSO: TROVATO L’ASSASSINO

La quindicenne Marta Franceschini, uccisa nel bagno della casa di sua nonna ormai tre settimane fa, è stata vittima di ripetuti colpi alla testa. Il caso finalmente è stato chiuso. Si pensava che il colpevole fosse un membro della famiglia presente alla cena, ma non è andata proprio così. Il colpevole è Mattia Pasini, il fidanzato della vittima. La polizia ha ricostruito l’accaduto e sembra che Mattia e Marta avessero litigato il giorno prima dell’omicidio. Lui voleva parlare con Marta per riappacificare il loro rapporto, recandosi alla casa della nonna per chiarire. Mattia non è mai entrato nella casa, poiché Marta non voleva che la famiglia lo vedesse. I due, infatti, si sono incontrati nella veranda, all’esterno. La chiacchierata è diventata un litigio e Mattia si è lasciato andare, colpendo Marta più volte con un utensile da giardinaggio. Il ragazzo, in preda al panico è scappato, mentre Marta ha cercato di trascinarsi in casa, raggiungendo il bagno, il luogo in cui avrebbe poi abbandonato la vita.

Il processo comincerà domani e vedrà coinvolti Mattia Pasini, ovviamente, e anche la famiglia di Marta, che costituirà la difesa e una parte dei testimoni.”

Sento qualcosa di strano. Mi accorgo di star piangendo, ovviamente. Mi viene da vomitare. Sento un vuoto nel petto. Avrei potuto far qualcosa? Io quella sera c’ero. Avrei potuto immaginare che Mattia sarebbe venuto a casa della nonna. Marta mi aveva raccontato del litigio. Avrei dovuto saperlo. Ma la verità è che da uno come Mattia non me lo sarei mai aspettata.

Cosa si racconta nel prossimo capitolo?

  • Flashforward al processo (0%)
    0
  • Flashback al momento dell'omicidio (50%)
    50
  • Qualche approfondimento su Mattia (50%)
    50
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25 Commenti

  • Ciao eemmaa,
    Il racconto del distacco è coinvolgente, lo trovo efficace, e l’escursione dotta sull’etimologia sa di istinto di coservazione, un istintivo tenersi fuori dalla causa del dolore, per proteggersi. Capita quando qualcuno caro muore che si finisca per pensare in quel modo oggettivo, freddo per tener a freno la pena che affligge e tronca il respiro.
    Brava, mi hai convinto, ti seguo ovviamente, alla prossima!🙋🌻

    • Ciao Ottaviano, sono contenta che si sia notato. Era esattamente quello che volevo trasparisse. La riflessione sulla parola “apnea” l’avevo scritta nelle note del telefono dopo una lezione di greco in cui ne avevamo parlato. Scrivendo questo capitolo volevo appunto mettere in luce l’oggettività e la freddezza con cui Alice cerca vanamente di affrontare la vita e così l’inserimento di quella riflessione (con i dovuti aggiustamenti) mi è sembrata una buona idea.

  • A suo tempo l’incipit aveva suscitato molto interesse in me, quindi, d’istinto, decisi di seguire la storia. Adesso ho concluso i capitoli successivi e sono andato un po’ in confusione con i flashback. Ma la ragazza non era stata uccisa in occasione di un’altra cena di famiglia? Mentre qui il flashback ci porta alla cena di Natale, dove, per altro, non compare nessun cadavere, ma soltanto un alterco in bagno tra Marta e suo zio (che poi abbia a che fare con il movente è un altro paio di maniche).
    Tuttavia la narrazione tiene bene, anche perché espressa attraverso gli occhi affranti della sorella gemella.
    Ci vediamo al prossimo capitolo.
    Ps: ho votato per il flashback al momento del ritrovamento del cadavere. Magari questa è la volta buona 😀

  • Ho votato per il ritorno al ritrovamento del cadavere. I parenti assassini purtroppo non son una rarità, se ne sente spesso. L’arresto della zia in chiesa durante il funerale mi ricorda un caso in cui fu il padre ad essere portato via dagli agenti. Era accusato d’aver ucciso la figlia, poi si scopri che era innocente. Credo che proprio in questi giorni si stia svolgendo il processo con altri colpevoli o presunti tali. Seguo il tuo racconto e aspetto il terzo episodio.

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