Domani non è un giorno

Dove eravamo rimasti?

Che cosa accade a Sophie ? Si ferma a leggere il racconto, decide di inviarlo presso una casa editrice. Il romanzo comincia ad avere molta fortuna. (50%)

Lady Writer

“Another time, another place”

L’operatore fece un cenno da dietro la macchina e il conduttore catturò il segnale come un cucciolo ben addestrato. Si pettinò i capelli, si strinse la cravatta e sistemò la giacca già perfettamente stirata. Poi sfoderò un largo finto sorriso a sessantaquattro denti, al limite di un ghigno crudele, e lo mantenne per buoni cinque secondi. Gli occhi di Sophie intanto prendevano appunti balzando da un capo all’altro dello studio televisivo, dalle sottili pareti di legno alle comode poltrone di pelle rossa, dal set di luci appese al soffitto al personale dietro le quinte munito di cuffie e microfoni. A un certo punto lo show cominciò e Sophie iniziò a seguirlo come dal divano di casa sua, assumendo la classica posa da pensatore e tamburellando di tanto in tanto le dita sul poggiabraccio. Il conduttore si girò e le rivolse una domanda ma Sophie continuò a tener appoggiato il mento sul pugno aspettando il cambio inquadratura. Accortasi però dell’equivoco comunque non si scompose e, rimanendo concentrata, si salvò in corner con un fulmen in clausula:

“Lo sa, quella…quella è proprio una bella cravatta. Una signora cravatta, se me lo concede !”. 

“Ah, sì ? Le piace così tanto ?”, l’agganciò il conduttore.

“Certo, purtroppo però ha un grossissimo difetto.”

“Cioè quale ?”, chiese aggrottando la fronte e stringendo il nodo ancor di più.

“Sta bene solo addosso a Lei !”

Risero entrambi e subito seguì il breve applauso del pubblico. 

“D’accordo d’accordo, allora”, si schiarì la voce il conduttore, “qualche giorno fa, stavo dicendo, è uscito il suo ultimo libro. Il titolo è Dove pensi di andare ? ed è il capitolo conclusivo di una saga lunga ben quattordici volumi, incredibile ! Non credo sia una storia che abbia bisogno di presentazioni dal momento che è riuscita a stregare fin dal suo esordio milioni di lettori in tutto il mondo. Quello che forse molti non sanno è che a soli quattordici…”

“Tredici”

“…tredici anni! hai pubblicato il tuo primissimo romanzo ed è da qui”, disse tenendo fra le mani il primo volume della saga, “che è partito tutto il resto”. Ci fu un’altra sequenza di applausi, questa volta accompagnati da qualche esclamazione concitata in lontananza. Ci fu una breve pausa durante la quale cessarono gli ultimi battiti di mani. Il conduttore poggiò il libro fra le ginocchia e i suoi occhi si posarono sul viso di Sophie. Poi la domanda arrivò, inevitabile:

“Allora eri solo una bambina ma…dimmi, sinceramente, avresti mai pensato di raggiungere un tale successo ?”

Per Sophie i ricordi di quella serata si interruppero lì. Non le riuscì mai di rammentare cosa rispose a quella terribile domanda. Quelle parole la trascinarono letteralmente nell’oblio. Rivisse le sue notti in bianco passate a scrivere decine e decine di pagine senza mai fermarsi, fino a quando l’inchiostro non smetteva di uscire o la mano si bloccava una volta raggiunto lo sfinimento. Ciò accadeva quasi tutte le notti, finché un giorno Sophie non decise di bruciare tutti i fogli e di sbarazzarsi di penne, matite, colori e, in generale, di tutto ciò che avrebbe potuto usare per scrivere. Così, la mattina seguente, si ritrovò le unghie sporche di sangue e piene di schegge di legno. La scrivania, l’armadio e i muri intorno erano coperti da minuscole incisioni e il pavimento della camera era cosparso di trucioli e pezzi di intonaco. La notte ora, prima di andare a dormire, ingerisce dei farmaci tranquillanti in modo da sprofondare in un sonno senza sogni. Non sempre funziona. Alcune volte i sogni sono così intensi che la costringono a scrivere al doppio della velocità normale. In quei rari casi, al risveglio si ritrova il collo e le mani entrambi immobilizzati e arrossati. Sophie conserva ancora nel suo sgabuzzino diverse centinaia di romanzi ancora non pubblicati.

Quando finalmente riaprì gli occhi, si ritrovò davanti l’ennesimo manoscritto e stretta alla sua sinistra la biro ormai prosciugata del suo inchiostro. L’ultima frase del suo racconto era rimasta invariata: “Allora eri solo una bambina ma…dimmi, sinceramente, avresti mai pensato di raggiungere un tale successo ?”

Sophie era in quel momento troppo confusa e assonnata per decidere cosa in realta fosse davvero accaduto. Così si alzò, raggiunse la cucina e si preparò un bel tazzone di caffè bollente, senza zucchero. D’improvviso sentì qualcosa sbattere violentemente contro la porta di ingresso. L’aprì e si chinò a raccogliere il giornale. Non fece neanche in tempo a raddrizzare la schiena che il titolo le fulminò gli occhi.

“Lady Writer confessa: svelato in diretta il segreto del suo successo !”

Cosa ha raccontato L.W. in diretta ?

  • Si è tirata fuori dai giochi: ha confessato che il vero autore dei romanzi è suo marito. (0%)
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  • Il solito discorso motivazionale di circostanza (0%)
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  • La verità (100%)
    100
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37 Commenti

  • Capitolo 9)

    Ciao Dean!

    C’è stata una bella evoluzione e un bel risvolto di trama in questo capitolo. Complimenti!
    Come dice Fenderman, sembra proprio un finale. Ma attendiamo di scoprire come si concluderà del tutto la storia. Certo, ci hai già anticipato la soluzione, ma ci stai offrendo una possibilità di cambiare qualche carta.

    Aspettiamo l’ultimo!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:

    https://youtu.be/CckN6rTb19A

    Alla prossima!

  • Ciao, capitolo ben scritto, molto ben scritto, che somiglia a un finale ed è quasi un peccato dover continuare.. Per evitare di riaprire la storia magari sarebbe giusta l’opzione “pubblicherà…” Ma che uccida la sorella intriga. Quasi quasi voto quella!(•‿•) Ciao

  • Capitolo 8)

    Trovo che l’impostazione del capitolo sia più un gioco tuo, personale, intimo. Le storie che rimangono in sospeso troppo a lungo rischiano di ottenere un po’ di odio da parte dello stesso autore. Penso che tu abbia ritenuto che non ci fosse più spazio per una conclusione lineare per dei lettori che non avrebbero saputo seguirla, e allora perché non stravolgere tutto?
    Mi piace l’idea.
    Specie perché ho avuto l’impressione che tu ti sia divertito parecchio nel farlo.
    Aspettiamo allora la parte finale di questa storia! 🙂

    Alla prossima!

  • Levi Matteo, così un po’ a caso.

    Ciao! Non mi aspettavo un simile capitolo e mi hai sorpreso! Continuo a brancolare nel buio su questa storia anche a causa delle lunghe pause tra un capitolo ed un altro (le trame complesse dovrebbero andare più spedite per potersi ricordare i vari dettagli); però la rottura della quarta parete mi è piaciuta 🙂

    Ciao 🙂

    • Sono d’accordo con te: le trame complesse hanno bisogno di periodi brevi. Però la mia trama non è complessa, disordinata semmai. Purtroppo non possiedo uno stile di scrittura che mi soddisfi pienamente; quindi lo cambio spesso e lo stesso avviene per l’incedere della storia. Vorrei scrivere qualcosa di più semplice ma è stramaledettamente difficile farlo! Vuoi un esempio ? “Una goccia” è un racconto breve di D. Buzzati che narra di una goccia d’acqua che sale (non scende) le scale. Solo questo…però com’ è scritto!

  • Bene! Un vero “coup de teatre” all’ottavo capitolo.
    La sposa scappa dall’altare c’è appena il tempo di farle gli auguri, prima del finale.
    Potevi cavartela con un flash back ma hai voluto esagerare. Hai fatto bene perché la cosa sorprende e rimette in moto un motore che, a detta tua, s’era ingolfato.
    A questo punto mi viene da dire Matteo ( chissà che non ci scappi un ennesimo passo evangelico apocrifo), e non scomodare i gli altri due signori, che non hanno nulla da insegnare a nessuno.
    Alla prossima! Ciao🙋

    • Eh già, i flashback sono una scappattoia formidabile per chi come me non ha ben chiaro l’intreccio della trama fin dall’inizio. Questa volta si cambia completamente punto di vista (e narratore) e
      , sebbene il racconto si svolga ancora nel passato, spero tanto si possa avere ancora qualcosa per cui valga la pena sorprenderci e continuare.

  • Capitolo 7)

    La struttura che hai scelto di dare alla narrazione può risultare ostica per la maggior parte dei lettori, specie in un racconto a episodi a distanza di diverso tempo. Per l’autore, giustamente, è più semplice. Tuttavia, il mio consiglio è quello di non farti scoraggiare dalla difficoltà.
    Ho trovato il passaggio intrigante, anche se forse un po’ più “lento” rispetto agli episodi passati.
    Ma potrebbe essere un buon modo per inoltrare il momento chiave della narrazione. Io mi gioco la carta di “Dio” che non per forza deve essere “quel” Dio, potrebbe essere Ronnie James Dio! 😀
    Tornando seri, però, rimango abbastanza incuriosito.
    Aspetto il prossimo!

    Ciao!

  • Io scelgo il taccuino, quello che ha scritto è l’ultima cosa che ha fatto, dunque…
    Mi aspettavo la meraviglia di una gravidanza e mi ritrovo nel lutto. Certamente Sofie la farai rivivere però mi dispiace per Molly.
    La tua storia non so dove andrà a parare però starei attenta perché percepisco una strana confusione, come se il racconto sia, come dire… polveroso, difficile da seguire. Dovresti snellire un poco, metterti nei panni di chi ti legge ogni sette giorni e non può ogni volta dover tornare indietro per seguire i complicati pensieri della protagonista.
    Nel complesso vedo un buonissimo lavoro.
    Alla prossima!🌻🙋 ciao

    • Ciao Ottaviano,
      sono d’accordissimo con te, purtroppo ho sbagliato impostazione e non ho avuto l’accortezza di calarmi già dall’inizio nei panni del lettore. Non mi sono mai cimentato nel leggere una storia a puntate. Diverso è infatti leggere un libro dove puoi affrontare più capitoli in poco tempo. Grazie mille del consiglio, cercherò di correggere il tiro nelle prossime puntate, promesso. Se al riguardo hai qualche altro suggerimento dimmi pure, non potrà che essermi utile.

  • Capitolo 4)

    Con questo capitolo apri una strada proprio sul caos più totale che, forse, dimora proprio nella mente della nostra protagonista. Possiamo definirli degli episodi quasi staccati l’uno dell’altra, a seconda del momento attraversato dalla protagonista?

    Lo scopriremo nei prossimi episodi.
    L’unico appunto che posso farti, è lo stesso del primo capitolo: lasciare più spazio alla storia. La parte centrare è tutto un blocco. Sono convinto che avrebbe giovato di qualche pausa in più!
    Per il resto, mi pare che tutto sia andato per il meglio.

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/dVIqvN82Kow
    Continua così!

    Alla prossima!

    • Ciao G.G. Pintore,
      le tue considerazioni sono esattissime. La storia non segue uno sviluppo linearissimo. Diciamo che va un po’ a balzi. La prima metà del racconto è mutilata, mancano ovviamente dei collegamenti che verranno dati al lettore solo nella seconda parte. Questa è l’impostazione che ho deciso di adottare. Forse non è l’ideale per una storia a puntate, credo che sui prossimi racconti farò più attenzione.
      Come sempre grazie per le tue piacevoli letture e per i tuoi preziosissimi consigli!😉

  • Capitolo 3)

    La scrittura è decisamente più fluida, con ampio respiro. Però, e forse sarò io, ho trovato qualche difficoltà a seguirti. C’è un certo sbalzo, ma magari è dovuto all’idea di tante avventure differenti di capitolo in capitolo. Penso che proverò, una volta raggiunti un tot di capitoli, a rileggerlo tutto d’un fiato, potrebbe essermi più chiaro.
    Quindi: l’impatto che ho avuto ora è un po’ di confusione per il lettore, ma questo potrebbe essere dovuto a un calo della mia attenzione, dunque prendi le mie parole con davvero pochissimo peso.
    Vedrò che succede nel prossimo, intanto 🙂

    Trovi la storia sempre su Youtube, e perdona la follia dell’aver dimenticato come si legge Mrs!
    https://youtu.be/FVnfhY_6Uyc
    Alla prossima!

  • Capitolo 2)

    Ribadisco quanto detto per il primo episodio, ma già qui si vede una struttura più equilibrata. Di certo m’incuriosisce il dilemma che stai porgendo ai lettori. Realtà o finzione? O finzione che influenza la realtà?

    Aspetto di scoprirlo nei prossimi episodi!

    Trovi la lettura sempre su Youtube, dalle 9:00 del 3 Maggio:

    Alla prossima!

  • Capitolo 1)

    Inizio con dire che l’idea mi piace molto.
    Il capitolo presenta un grosso ostacolo: è tutto un unico blocco.
    Occorre qualche punto in più, andando a capo. Lasciare maggior respiro alla storia e offrire al lettore uno spazio per metabolizzare quanto letto.
    Mi pare che le capacità ci siano tutte.

    Tenterò di recuperare il resto della storia nei prossimi giorni 🙂
    Se la cosa può farti piacere, ho letto il primo capitolo su Youtube. Se vorrai, continuerò anche con le prossime 🙂

    Trovi la lettura qui:
    https://youtu.be/JL0AK5-4_K4Al prossimo capitolo!

    • Buondì G.G. Pintore,
      originariamente il capitolo era diviso in blocchi; poi l’ autovelox mi ha multato per “eccesso di caratteri” così ho compattato tutto. Comunque seguirò il consiglio sul respiro. D’altronde nel tuo racconto (Il Cimitero Segreto di Terralba) molte sequenze riesco a ricordarle proprio perché avevi messo le giuste pause.
      A proposito, la lettura l’ho apprezzata moltissimo, un tono di voce perfetto bravo! Continuerai a leggere i prossimi capitoli ? Spero di sì, non vedo l’ora!

  • Ciao, benvenuto.
    Io credo che si spaventi…
    Tu sei bravo, hai ottime idee e sono sicuro che farai molto bene.
    Un consiglio, per dovere di ufficio, ( siamo qui per questo, per aiutarci) è di non indulgere in certi contorsionismi stilistici che appesantiscono il testo e possono anche alla fine risultare sbagliati. Esempio: “…che neanche la schiena era ridotta questo granchè.” Potevi dire la stessa cosa in modo molto più semplice.
    Detto ciò, bravo, auguri. A presto!?

  • Ho appena letto il primo capitolo del tuo racconto, mi è piaciuto e sono curiosa di leggere il secondo.
    Ho votato per la pubblicazione del romanzo. Bella la similitudine tra le gocce di pioggia e le parole scritte, entrambe foriere di frutti, sulla terra o su un foglio di carta. Bravo Dean Bean Jordan ti seguo.

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