Domani non è un giorno

Dove eravamo rimasti?

Cosa ha raccontato L.W. in diretta ? La verità (100%)

Ricordi sospesi

«Sarà così la vostra fantasia
a vestire di sfarzo i nostri re,
a menarli dall’uno all’altro luogo,
saltellando sul tempo,
e riducendo a un volger di clessidra
gli eventi occorsi lungo diversi anni»

“Vedo che è sveglia”, sentì Sophie mentre cercava di mettere a fuoco il misterioso interlocutore. Man mano che i contorni divenivano più nitidi riuscì a distinguere quello che sembrava essere un camice bianco poggiato su un corpo alto e snello. Qualche secondo dopo la porta in fondo alla stanza si spalancò, sì udì un rumore di tacchi e delle parole rotte dal pianto e dalla paura.

“Mi riconosci ?”

Sebbene gli occhi faticassero ancora a definire i contorni, identificò subito la voce di Mrs. Doyle.

“Sì”, rispose decisa Sophie.

“Vi lascio sole un momento”

La porta si richiuse. Seduta accanto al letto sul quale si trovava stesa Sophie, la signora Doyle cominciò a raccontare.

Quella domenica mattina Mrs. Doyle si era alzata di buonora. Finita la colazione aveva iniziato a mettere in ordine casa, spostando mobili, sgrassando i fornelli, disinfettando il bagno, togliendo la polvere dai vetri ecc. ecc. Era così concentrata nelle sue faccende domestiche che quasi non si accorse che la stavano chiamando. Era un urlo che proveniva da fuori e portava il suo nome. Si affacciò alla finestra per ascoltare meglio e una folata di vento gelido la investì. Sophie ? Giunsero ancora delle grida, stavolta così forti e disparate che la signora Doyle si precipitò davanti all’ingresso della vicina ancora con la scopa piena di polvere fra le mani. Vide che la porta era leggermente spalancata.

“C’è permesso ?”, disse bussando con nocche tremanti mentre i suoi occhi preoccupati si infilavano in mezzo al sottile spiraglio. 

“Ah, eccoti finalmente ! Sai quanti cicli di astri ho visto passare fintanto che tu te ne stavi tranquilla nel non-so-dove ? ”, disse isterica Sophie mentre strattonava per il braccio Mrs. Doyle.

“Vedi ?!”, disse indicando il caminetto. Dopodiché schioccò le dita della mano sinistra agitando il braccio in un furioso movimento di frusta. Gli schiocchi si ripeterono veloci, nervosi e implacabili.

“Non si accende !”, le sbraitò in faccia, “Perché non si accende ?!”

“Prova con della legna. Ho sentito dire che funziona una meraviglia !”, rispose divertita.

Dal canto suo invece Sophie continuò ostinata a schioccare le dita, stavolta con entrambe le mani e con più veemenza. Parecchio confusa e preoccupata dall’atteggiamento di Sophie, la signora Doyle cercò di calmarla. Una volta che si sedettero tutte e due sul divano, Sophie cominciò a fissarla a lungo premendo indice e medio contro la tempia. La fronte si aggrottò, le sopracciglia si strinsero basse fin quasi a toccarsi e gli occhi si trasformarono in due sottilissime fessure immobili. Per quasi un minuto Mrs Doyle stette lì ferma, indecisa se interrompere o meno quell’interminabile e insensato silenzio. 

“Possia…”

“Ssssh !” la zittì Sophie, sempre con le dita fisse in testa e lo sguardo penetrante. Sembrava avesse intenzione di disintegrare la povera vicina con la forza del pensiero. O magari leggerglielo.

“Basta”, si alzò di scatto Mrs Doyle, “io me ne vado”

Raggiunto  di corsa l’ingresso sbatté la porta dietro di sé. Quindi Sophie, vedendo che aveva dimenticato per la fretta il suo mezzo di trasporto, si precipitò a consegnarlo. Così si portò la scopa fra le gambe e prese la rincorsa diritta verso l’ingresso. Tuttavia una volta spiccato il salto non solo vide che la scopa di Mrs Doyle era rotta ma che quel disgraziato giorno non le riusciva neppure di attraversare una semplice porta.

“No assolutamente”, affermò scuotendo la testa fasciata, “non lo ricordo per niente”

“Ah, meglio così”, disse Mrs Doyle tirando un lungo sospiro di sollievo.

“Lo stress, cara”, continuò mentre le accarezzava dolcemente la guancia.

“Quasi ogni notte vedo dalla mia finestra la luce della tua camera restare accesa fino a tardi. Molto tardi. Dovresti lavorare di meno e dormire di più, dammi retta”.

Detto ciò aprì la borsa e tirò fuori il giornale di quella mattina.

“Ecco,”, disse mostrandole l’articolo,”perfino il Times ti ha definito una sorta di strega !”

Sophie lesse velocemente le ultime righe dell’articolo:

E così Lady “Witch” confessa: i suoi romanzi sono il prodotto delle sue capacità “magiche” di scrittura. Sarà la verità o forse la trama del suo prossimo racconto ?

Purtroppo Sophie conosceva la verità, quella a cui tutti ormai si rifiuteranno di credere: quella verità non le stava solo distruggendo le mani ma anche trasformando i ricordi.

Cosa accadrà ai ricordi di Sophie ?

  • Poiché i ricordi sono parecchio instabili, Sophie decide di tagliarsi le mani e non scrivere mai più (0%)
    0
  • Le faranno intraprendere un viaggio mistico e trascendentale (100%)
    100
  • La faranno diventare pazza (0%)
    0
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34 Commenti

  • Capitolo 8)

    Trovo che l’impostazione del capitolo sia più un gioco tuo, personale, intimo. Le storie che rimangono in sospeso troppo a lungo rischiano di ottenere un po’ di odio da parte dello stesso autore. Penso che tu abbia ritenuto che non ci fosse più spazio per una conclusione lineare per dei lettori che non avrebbero saputo seguirla, e allora perché non stravolgere tutto?
    Mi piace l’idea.
    Specie perché ho avuto l’impressione che tu ti sia divertito parecchio nel farlo.
    Aspettiamo allora la parte finale di questa storia! 🙂

    Alla prossima!

  • Levi Matteo, così un po’ a caso.

    Ciao! Non mi aspettavo un simile capitolo e mi hai sorpreso! Continuo a brancolare nel buio su questa storia anche a causa delle lunghe pause tra un capitolo ed un altro (le trame complesse dovrebbero andare più spedite per potersi ricordare i vari dettagli); però la rottura della quarta parete mi è piaciuta 🙂

    Ciao 🙂

    • Sono d’accordo con te: le trame complesse hanno bisogno di periodi brevi. Però la mia trama non è complessa, disordinata semmai. Purtroppo non possiedo uno stile di scrittura che mi soddisfi pienamente; quindi lo cambio spesso e lo stesso avviene per l’incedere della storia. Vorrei scrivere qualcosa di più semplice ma è stramaledettamente difficile farlo! Vuoi un esempio ? “Una goccia” è un racconto breve di D. Buzzati che narra di una goccia d’acqua che sale (non scende) le scale. Solo questo…però com’ è scritto!

  • Bene! Un vero “coup de teatre” all’ottavo capitolo.
    La sposa scappa dall’altare c’è appena il tempo di farle gli auguri, prima del finale.
    Potevi cavartela con un flash back ma hai voluto esagerare. Hai fatto bene perché la cosa sorprende e rimette in moto un motore che, a detta tua, s’era ingolfato.
    A questo punto mi viene da dire Matteo ( chissà che non ci scappi un ennesimo passo evangelico apocrifo), e non scomodare i gli altri due signori, che non hanno nulla da insegnare a nessuno.
    Alla prossima! Ciao🙋

    • Eh già, i flashback sono una scappattoia formidabile per chi come me non ha ben chiaro l’intreccio della trama fin dall’inizio. Questa volta si cambia completamente punto di vista (e narratore) e
      , sebbene il racconto si svolga ancora nel passato, spero tanto si possa avere ancora qualcosa per cui valga la pena sorprenderci e continuare.

  • Capitolo 7)

    La struttura che hai scelto di dare alla narrazione può risultare ostica per la maggior parte dei lettori, specie in un racconto a episodi a distanza di diverso tempo. Per l’autore, giustamente, è più semplice. Tuttavia, il mio consiglio è quello di non farti scoraggiare dalla difficoltà.
    Ho trovato il passaggio intrigante, anche se forse un po’ più “lento” rispetto agli episodi passati.
    Ma potrebbe essere un buon modo per inoltrare il momento chiave della narrazione. Io mi gioco la carta di “Dio” che non per forza deve essere “quel” Dio, potrebbe essere Ronnie James Dio! 😀
    Tornando seri, però, rimango abbastanza incuriosito.
    Aspetto il prossimo!

    Ciao!

  • Io scelgo il taccuino, quello che ha scritto è l’ultima cosa che ha fatto, dunque…
    Mi aspettavo la meraviglia di una gravidanza e mi ritrovo nel lutto. Certamente Sofie la farai rivivere però mi dispiace per Molly.
    La tua storia non so dove andrà a parare però starei attenta perché percepisco una strana confusione, come se il racconto sia, come dire… polveroso, difficile da seguire. Dovresti snellire un poco, metterti nei panni di chi ti legge ogni sette giorni e non può ogni volta dover tornare indietro per seguire i complicati pensieri della protagonista.
    Nel complesso vedo un buonissimo lavoro.
    Alla prossima!🌻🙋 ciao

    • Ciao Ottaviano,
      sono d’accordissimo con te, purtroppo ho sbagliato impostazione e non ho avuto l’accortezza di calarmi già dall’inizio nei panni del lettore. Non mi sono mai cimentato nel leggere una storia a puntate. Diverso è infatti leggere un libro dove puoi affrontare più capitoli in poco tempo. Grazie mille del consiglio, cercherò di correggere il tiro nelle prossime puntate, promesso. Se al riguardo hai qualche altro suggerimento dimmi pure, non potrà che essermi utile.

  • Capitolo 4)

    Con questo capitolo apri una strada proprio sul caos più totale che, forse, dimora proprio nella mente della nostra protagonista. Possiamo definirli degli episodi quasi staccati l’uno dell’altra, a seconda del momento attraversato dalla protagonista?

    Lo scopriremo nei prossimi episodi.
    L’unico appunto che posso farti, è lo stesso del primo capitolo: lasciare più spazio alla storia. La parte centrare è tutto un blocco. Sono convinto che avrebbe giovato di qualche pausa in più!
    Per il resto, mi pare che tutto sia andato per il meglio.

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/dVIqvN82Kow
    Continua così!

    Alla prossima!

    • Ciao G.G. Pintore,
      le tue considerazioni sono esattissime. La storia non segue uno sviluppo linearissimo. Diciamo che va un po’ a balzi. La prima metà del racconto è mutilata, mancano ovviamente dei collegamenti che verranno dati al lettore solo nella seconda parte. Questa è l’impostazione che ho deciso di adottare. Forse non è l’ideale per una storia a puntate, credo che sui prossimi racconti farò più attenzione.
      Come sempre grazie per le tue piacevoli letture e per i tuoi preziosissimi consigli!😉

  • Capitolo 3)

    La scrittura è decisamente più fluida, con ampio respiro. Però, e forse sarò io, ho trovato qualche difficoltà a seguirti. C’è un certo sbalzo, ma magari è dovuto all’idea di tante avventure differenti di capitolo in capitolo. Penso che proverò, una volta raggiunti un tot di capitoli, a rileggerlo tutto d’un fiato, potrebbe essermi più chiaro.
    Quindi: l’impatto che ho avuto ora è un po’ di confusione per il lettore, ma questo potrebbe essere dovuto a un calo della mia attenzione, dunque prendi le mie parole con davvero pochissimo peso.
    Vedrò che succede nel prossimo, intanto 🙂

    Trovi la storia sempre su Youtube, e perdona la follia dell’aver dimenticato come si legge Mrs!
    https://youtu.be/FVnfhY_6Uyc
    Alla prossima!

  • Capitolo 2)

    Ribadisco quanto detto per il primo episodio, ma già qui si vede una struttura più equilibrata. Di certo m’incuriosisce il dilemma che stai porgendo ai lettori. Realtà o finzione? O finzione che influenza la realtà?

    Aspetto di scoprirlo nei prossimi episodi!

    Trovi la lettura sempre su Youtube, dalle 9:00 del 3 Maggio:

    Alla prossima!

  • Capitolo 1)

    Inizio con dire che l’idea mi piace molto.
    Il capitolo presenta un grosso ostacolo: è tutto un unico blocco.
    Occorre qualche punto in più, andando a capo. Lasciare maggior respiro alla storia e offrire al lettore uno spazio per metabolizzare quanto letto.
    Mi pare che le capacità ci siano tutte.

    Tenterò di recuperare il resto della storia nei prossimi giorni 🙂
    Se la cosa può farti piacere, ho letto il primo capitolo su Youtube. Se vorrai, continuerò anche con le prossime 🙂

    Trovi la lettura qui:
    https://youtu.be/JL0AK5-4_K4Al prossimo capitolo!

    • Buondì G.G. Pintore,
      originariamente il capitolo era diviso in blocchi; poi l’ autovelox mi ha multato per “eccesso di caratteri” così ho compattato tutto. Comunque seguirò il consiglio sul respiro. D’altronde nel tuo racconto (Il Cimitero Segreto di Terralba) molte sequenze riesco a ricordarle proprio perché avevi messo le giuste pause.
      A proposito, la lettura l’ho apprezzata moltissimo, un tono di voce perfetto bravo! Continuerai a leggere i prossimi capitoli ? Spero di sì, non vedo l’ora!

  • Ciao, benvenuto.
    Io credo che si spaventi…
    Tu sei bravo, hai ottime idee e sono sicuro che farai molto bene.
    Un consiglio, per dovere di ufficio, ( siamo qui per questo, per aiutarci) è di non indulgere in certi contorsionismi stilistici che appesantiscono il testo e possono anche alla fine risultare sbagliati. Esempio: “…che neanche la schiena era ridotta questo granchè.” Potevi dire la stessa cosa in modo molto più semplice.
    Detto ciò, bravo, auguri. A presto!?

  • Ho appena letto il primo capitolo del tuo racconto, mi è piaciuto e sono curiosa di leggere il secondo.
    Ho votato per la pubblicazione del romanzo. Bella la similitudine tra le gocce di pioggia e le parole scritte, entrambe foriere di frutti, sulla terra o su un foglio di carta. Bravo Dean Bean Jordan ti seguo.

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