Domani non è un giorno

Dove eravamo rimasti?

Cosa accade a questo punto della vicenda ? Sophie si accorge di essere in attesa di un bambino (67%)

Un giorno perfetto

Molly inseguiva gli scoiattoli, Sophie la osservava giocare e sorrideva.

Quel tardo pomeriggio il parco non era molto affollato. Si sentivano voci spaiate in lontananza e fra i rami distinti i cinguettii degli uccellini. Sophie era seduta sulla panchina e fra le mani teneva un taccuino su cui annotava alcuni spunti per una nuova storia, la sua stavolta.

Aveva una famiglia ora, non più notti insonni all’orizzonte. Anche quelle strane visioni erano scomparse. Finalmente poteva vedere la realtà così com’era, perché aveva scelto: Molly era stata la sua scelta.

“Vieni qui, Molly”, disse prendendo la bimba in braccio, “è l’ora della pappa”.

Molly si eccitava sempre quando sentiva la parola “pappa”; non vedeva il momento di essere imboccata dall’aeroplanino di Sophie. Si metteva sulle ginocchia della mamma e seguiva con occhi attenti il cucchiaino volteggiare in aria e poi…

“Gnam!”

“Bravissima Molly! Ecco che ne arriva un altro. Vvvvvvv….si sta alzando in volo…shhhhh”

“Gnam!”

Dopo il pasto la bambina si mise a dormire sul grembo di Sophie. Il sole continuò lento la sua discesa e lì intorno ogni cosa d’un tratto brillò: il prato si rivestì d’oro, il lago divenne miele. Sophie davanti al graduale dissolversi del giorno iniziò a sprofondare in un sonno senza sogni né ricordi. Sentì solo una sensazione di eterna estate sulla pelle e un vento caldo accarezzarle il viso.

Quando Molly si svegliò era buio e faceva freddo. Molly aveva paura del buio.

“Mamma”, disse con la voce ancora un po’ impastata. Continuò a chiamarla. Poi la strattonò e le tirò i capelli, ma gli occhi di Sophie non si aprivano.

“Dai mamma è tardi, andiamo via”, pregò Molly non ottenendo risposta.

All’improvviso si sentì la ghiaia scricchiolare e un’ombra si avvicinò. La bambina si voltò di scatto e appena riconobbe la figura esplose di gioia.

“Zia Doyle!!”

“Ciao Molly”, disse la vicina prendendo in braccio quel tenero fagottino e stampandole un sonoro bacione sulla fronte.

“Perché siete ancora qui ? E’ tardi, è ora di andare a nanna”

“La mamma non vuole svegliarsi”

“Come ?”, domandò perplessa Mrs Doyle. Avvicinò la mano al viso di Sophie e lo scosse debolmente. Una lacrima le rigò la guancia.

“Perché piangi zia Doyle ?”

“No, non è niente”, disse cullando dolcemente Molly.

“Ecco, adesso di’ buonanotte alla mamma. Ci raggiungerà dopo, ora sta dormendo”.

“Ma lei non mi sente”

“Sì che ti sente, però è troppo stanca per parlare; ma ti ascolta Molly, ti ascolterà sempre”

“E come fai a saperlo ?”

“La mamma me l’ha detto. Come ? Vorresti dire che non l’hai sentita ?”

Molly scosse il capo in un misto di meraviglia e curiosità.

“Scommetto che ancora non ti ha rivelato il nostro segreto”

“Quale segreto zia Doyle, quale segreto ?”, domando come un fiume in piena. 

“Devi sapere che la mamma e io comunichiamo attraverso un’antenna nascosta che sta proprio qui dentro”, disse Mrs Doyle indicandosi la testa con l’indice.

“Un’ antenna! Davvero? WOW !”

“Questa antenna ce l’abbiamo solo io, te e la mamma; quindi shhhhh”, sussurrò Mrs Doyle portandosi l’indice sulle labbra,”è il nostro segreto !”

Il volto della bambina si riempì di stupore. Quelle parole le avevano fatto scoprire qualcosa che prima non conosceva, e le novità per Molly erano sempre un’avventura. Era come se i suoi occhi ora avessero un dono, un potere: lei riusciva a vedere quello che gli altri ignoravano. Si sentiva speciale, era speciale.

“E come si fa ? Come si fa ? Ti prego insegnami!”

“Calma, calma. Te lo dico subito”

La bambina allora fece silenzio e cominciò a seguire i gesti di Mrs Doyle con la stessa attenzione ed entusiasmo con cui era solita giocare al gioco dell’aereoplano durante l’ora della pappa.

“Ecco, adesso fai come me:  stringi forte forte le dita proprio qui”, e indicò la tempia destra, “e di’ buonanotte alla mamma.”

Allora Molly si concentrò, chiuse gli occhi e con le due dita premute sulla tempia sussurrò: “Buonanotte mamma”

“Ora andiamo Molly, su”

“Aspetta”, disse slegandosi dall’abbraccio della vicina, “il bacetto della buonanotte!”

E così Molly si arrampicò sul corpo di Sophie e diede un amorevole bacio al suo cadavere.

Da dove partiremo nel prossimo capitolo ?

  • Dal padre di Molly (25%)
    25
  • Dalle motivazioni che hanno portato Mrs Doyle a raggiungere Sophie al parco (25%)
    25
  • Dal taccuino di Sophie (50%)
    50
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23 Commenti

  • Capitolo 5)

    Il capitolo gode di ampio respiro: scorre rapido e piacevole.
    Trovo che il lettore si possa comunque sentire ancora un po’ spaesato, ma immagino presto ci sarà maggiore chiarezza. Lo stile di scrittura aiuta a rimanere legati alla narrazione e agli eventi presentati.
    Aspetto di scoprire qualcosa in più!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/2wlDj7eTWWs
    Al prossimo capitolo.

  • Io scelgo il taccuino, quello che ha scritto è l’ultima cosa che ha fatto, dunque…
    Mi aspettavo la meraviglia di una gravidanza e mi ritrovo nel lutto. Certamente Sofie la farai rivivere però mi dispiace per Molly.
    La tua storia non so dove andrà a parare però starei attenta perché percepisco una strana confusione, come se il racconto sia, come dire… polveroso, difficile da seguire. Dovresti snellire un poco, metterti nei panni di chi ti legge ogni sette giorni e non può ogni volta dover tornare indietro per seguire i complicati pensieri della protagonista.
    Nel complesso vedo un buonissimo lavoro.
    Alla prossima!🌻🙋 ciao

    • Ciao Ottaviano,
      sono d’accordissimo con te, purtroppo ho sbagliato impostazione e non ho avuto l’accortezza di calarmi già dall’inizio nei panni del lettore. Non mi sono mai cimentato nel leggere una storia a puntate. Diverso è infatti leggere un libro dove puoi affrontare più capitoli in poco tempo. Grazie mille del consiglio, cercherò di correggere il tiro nelle prossime puntate, promesso. Se al riguardo hai qualche altro suggerimento dimmi pure, non potrà che essermi utile.

  • Capitolo 4)

    Con questo capitolo apri una strada proprio sul caos più totale che, forse, dimora proprio nella mente della nostra protagonista. Possiamo definirli degli episodi quasi staccati l’uno dell’altra, a seconda del momento attraversato dalla protagonista?

    Lo scopriremo nei prossimi episodi.
    L’unico appunto che posso farti, è lo stesso del primo capitolo: lasciare più spazio alla storia. La parte centrare è tutto un blocco. Sono convinto che avrebbe giovato di qualche pausa in più!
    Per il resto, mi pare che tutto sia andato per il meglio.

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/dVIqvN82Kow
    Continua così!

    Alla prossima!

    • Ciao G.G. Pintore,
      le tue considerazioni sono esattissime. La storia non segue uno sviluppo linearissimo. Diciamo che va un po’ a balzi. La prima metà del racconto è mutilata, mancano ovviamente dei collegamenti che verranno dati al lettore solo nella seconda parte. Questa è l’impostazione che ho deciso di adottare. Forse non è l’ideale per una storia a puntate, credo che sui prossimi racconti farò più attenzione.
      Come sempre grazie per le tue piacevoli letture e per i tuoi preziosissimi consigli!😉

  • Capitolo 3)

    La scrittura è decisamente più fluida, con ampio respiro. Però, e forse sarò io, ho trovato qualche difficoltà a seguirti. C’è un certo sbalzo, ma magari è dovuto all’idea di tante avventure differenti di capitolo in capitolo. Penso che proverò, una volta raggiunti un tot di capitoli, a rileggerlo tutto d’un fiato, potrebbe essermi più chiaro.
    Quindi: l’impatto che ho avuto ora è un po’ di confusione per il lettore, ma questo potrebbe essere dovuto a un calo della mia attenzione, dunque prendi le mie parole con davvero pochissimo peso.
    Vedrò che succede nel prossimo, intanto 🙂

    Trovi la storia sempre su Youtube, e perdona la follia dell’aver dimenticato come si legge Mrs!
    https://youtu.be/FVnfhY_6Uyc
    Alla prossima!

  • Capitolo 2)

    Ribadisco quanto detto per il primo episodio, ma già qui si vede una struttura più equilibrata. Di certo m’incuriosisce il dilemma che stai porgendo ai lettori. Realtà o finzione? O finzione che influenza la realtà?

    Aspetto di scoprirlo nei prossimi episodi!

    Trovi la lettura sempre su Youtube, dalle 9:00 del 3 Maggio:

    Alla prossima!

  • Capitolo 1)

    Inizio con dire che l’idea mi piace molto.
    Il capitolo presenta un grosso ostacolo: è tutto un unico blocco.
    Occorre qualche punto in più, andando a capo. Lasciare maggior respiro alla storia e offrire al lettore uno spazio per metabolizzare quanto letto.
    Mi pare che le capacità ci siano tutte.

    Tenterò di recuperare il resto della storia nei prossimi giorni 🙂
    Se la cosa può farti piacere, ho letto il primo capitolo su Youtube. Se vorrai, continuerò anche con le prossime 🙂

    Trovi la lettura qui:
    https://youtu.be/JL0AK5-4_K4Al prossimo capitolo!

    • Buondì G.G. Pintore,
      originariamente il capitolo era diviso in blocchi; poi l’ autovelox mi ha multato per “eccesso di caratteri” così ho compattato tutto. Comunque seguirò il consiglio sul respiro. D’altronde nel tuo racconto (Il Cimitero Segreto di Terralba) molte sequenze riesco a ricordarle proprio perché avevi messo le giuste pause.
      A proposito, la lettura l’ho apprezzata moltissimo, un tono di voce perfetto bravo! Continuerai a leggere i prossimi capitoli ? Spero di sì, non vedo l’ora!

  • Ciao, benvenuto.
    Io credo che si spaventi…
    Tu sei bravo, hai ottime idee e sono sicuro che farai molto bene.
    Un consiglio, per dovere di ufficio, ( siamo qui per questo, per aiutarci) è di non indulgere in certi contorsionismi stilistici che appesantiscono il testo e possono anche alla fine risultare sbagliati. Esempio: “…che neanche la schiena era ridotta questo granchè.” Potevi dire la stessa cosa in modo molto più semplice.
    Detto ciò, bravo, auguri. A presto!?

  • Ho appena letto il primo capitolo del tuo racconto, mi è piaciuto e sono curiosa di leggere il secondo.
    Ho votato per la pubblicazione del romanzo. Bella la similitudine tra le gocce di pioggia e le parole scritte, entrambe foriere di frutti, sulla terra o su un foglio di carta. Bravo Dean Bean Jordan ti seguo.

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