Domani non è un giorno

Dove eravamo rimasti?

Come continua la storia ? Con un flashback (50%)

Il tema

La porta della camera da letto di Sophie si aprì. Martha entrò e vide Sophie intenta ad arrabattare fogli, astucci e cianfrusaglie varie nel suo zaino.

“Muoviti”, intimò Martha seccata, “il bus passa tra dieci minuti”

L’erba del giardino davanti casa brillava sotto il peso della rugiada e l’aria  aveva l’odore di menta e foglie. Martha fece scattare l’interruttore del cancelletto e afferrò con la mano il ferro bagnato. Sophie scese gli scalini scivolosi con fretta e circospezione. 

“Hai lavato la faccia ?”

“No, perché ?”

“Così, solo per essere sicuri”, disse Martha spalmando la mano bagnata sul viso di Sophie.

“Ahhh, ma sei scema!”, si lamentò ancora un pò assonnata.

“Ecco, ora ti sei svegliata”, puntualizzò Martha.

I posti sul bus erano quasi tutti vuoti. Sophie decise per quello vicino al finestrino. Le porte si chiusero, si sentì un pesante sbuffo e poi partirono. Martha cominciò a leggere il tema che aveva scritto per la seconda ora.

“Posso leggerlo ?”, chiese Sophie cercando di mostrarsi arrogante e ancora indispettita per il cattivo scherzo.

“Non credo sia questo il modo”, rispose pacata Martha.

“Guarda che ti vedo”, disse Sophie alzando il tono.

“Cosa ?”

“Ti scaccoli, fai entrare quei vermetti con lo smalto dentro quelle sudice caverne che hai per narici”, disse quasi gridando.

“Non è vero, stai zitta !”

“Allora è questo il modo ?”, domandò gentile Sophie.

“E va bene”, si arrese Martha passandole il tema, “però mi fai leggere il tuo”

Quando glielo porse Martha strabuzzò gli occhi incredula. Prese quella risma di fogli e cominciò a guardare prima loro, poi sua sorella facendo avanti e indietro con la testa come incantata. Sophie non accennò a spiegazioni. Iniziò invece a leggere l’estate di Martha con occhi indifferenti ma con un imbarazzo che pian piano le colorava il viso. Martha dal canto suo fece lo stesso. Per tutto il viaggio rimasero in silenzio, con Martha intenta a leggere quel tema gigantesco e Sophie alla ricerca di qualche minuto di sonno in più.

La prima ora fu di ‘bentornati’ e ‘cavolate varie’. Nessuno si sentiva veramente il bentornato.  Così, tra un ‘Siete felici di ritornare?’ e un ‘Chissenefrega’, la prima ora sì dileguò furtiva come un ladro in piena notte e la campanella della seconda ora scoccò. Sophie era tesa, sapeva di non voler presentare il suo tema e Martha non aspettava altro che questo: vedere come sarebbe andata a finire quella bizzarra faccenda. Sophie lo sapeva e, ogni volta che si girava dal suo banco in prima fila, le sembrava di vedere sua sorella con indosso occhiali 3D, intenta a sgranocchiare pop-corn come nel migliore dei film di lupi mannari: stava aspettando la luna piena.

Il professore entrò tuonando un “Buongiorno” , quindi passò subito al sodo:

“I temi, su forza voi in prima fila camerate”, esordì allargando i denti.

Per tutta risposta gli studenti scattarono ognuno con il proprio foglio in mano. 

“Incominciamo dalla fila di destra”, disse il professore mentre si siedeva per firmare il registro.

Sophie, intimorita e imbarazzata iniziò a leggere il suo ‘tema’. Pian piano le nubi si diradarono e la luna fece il suo ingresso. Intanto Martha sorrideva, e più Sophia andava avanti più sua sorella provava un piacere perverso, una gloria tutta personale.

Arrivata alla fine del primo capitolo Sophie incrociò lo sguardo di Adolfo. 

“Un pò strana come esperienza estiva, mi faccia vedere”, disse il professore alzandosi e avvicinandosi al banco di Sophie. Le prese il blocco di fogli e si allontanò.

Durante la ricreazione non si parlò d’altro: il libro di Sophie. Molti dei suoi compagni le si avvicinavano curiosi di parlare con lei. Era la prima volta che si sentiva così desiderata e non le dispiaceva affatto. Per Martha invece lo spettacolo era finito e il finale non le era andato proprio a genio. Insoddisfatta della visione si alzò dalla sedia e prese per il braccio Sophie.

“Vieni andiamo in bagno”, le ordinò.

“Io non devo”

“Sì invece!”

Sophie girò gli occhi in su e si consegnò a sua sorella. Mancava qualche minuto alla fine della pausa. Così accelerarono il passo ma Martha la dirottò in biblioteca. C’era un silenzio tombale in quell’aula. Le luci erano spente e fuori le nuvole sembravano cariche di polvere da sparo.

“Allora, cosa aspetti ? Racconta”, bisbigliò Martha.

“Cosa ?”, si sforzò di capire Sophie socchiudendo gli occhi arrossati.

“Dai su, come hai fatto a scrivere quella roba formidabile ?”, disse tutta eccitata.

Sophie provò ad aprir bocca, Poi la pioggia cadde inzuppando i rami e graffiando i vetri. 

Sophie ebbe un breve flashback di quella notte. Ricordò una porta che si apriva e le sue braccia che diventavano nere come anche le gambe e la stanza che aveva intorno. Ogni cosa era nera e densa come l’inchiostro, pure i suoi pensieri che come gocce bagnavano la carta mentre la punta di una penna scorreva al di sopra producendo degli impercettibili graffi.

“Allora”, la rianimò sua sorella.

“Credo…credo che questa storia non andrà a finire bene”

Sophie e il lettore si trovano in difficoltà nel capire cosa stia succedendo. Quale personaggio potrebbe aiutare entrambi ?

  • Martha (0%)
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  • Il professore Adolfo (67%)
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  • Dio (33%)
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34 Commenti

  • Capitolo 8)

    Trovo che l’impostazione del capitolo sia più un gioco tuo, personale, intimo. Le storie che rimangono in sospeso troppo a lungo rischiano di ottenere un po’ di odio da parte dello stesso autore. Penso che tu abbia ritenuto che non ci fosse più spazio per una conclusione lineare per dei lettori che non avrebbero saputo seguirla, e allora perché non stravolgere tutto?
    Mi piace l’idea.
    Specie perché ho avuto l’impressione che tu ti sia divertito parecchio nel farlo.
    Aspettiamo allora la parte finale di questa storia! 🙂

    Alla prossima!

  • Levi Matteo, così un po’ a caso.

    Ciao! Non mi aspettavo un simile capitolo e mi hai sorpreso! Continuo a brancolare nel buio su questa storia anche a causa delle lunghe pause tra un capitolo ed un altro (le trame complesse dovrebbero andare più spedite per potersi ricordare i vari dettagli); però la rottura della quarta parete mi è piaciuta 🙂

    Ciao 🙂

    • Sono d’accordo con te: le trame complesse hanno bisogno di periodi brevi. Però la mia trama non è complessa, disordinata semmai. Purtroppo non possiedo uno stile di scrittura che mi soddisfi pienamente; quindi lo cambio spesso e lo stesso avviene per l’incedere della storia. Vorrei scrivere qualcosa di più semplice ma è stramaledettamente difficile farlo! Vuoi un esempio ? “Una goccia” è un racconto breve di D. Buzzati che narra di una goccia d’acqua che sale (non scende) le scale. Solo questo…però com’ è scritto!

  • Bene! Un vero “coup de teatre” all’ottavo capitolo.
    La sposa scappa dall’altare c’è appena il tempo di farle gli auguri, prima del finale.
    Potevi cavartela con un flash back ma hai voluto esagerare. Hai fatto bene perché la cosa sorprende e rimette in moto un motore che, a detta tua, s’era ingolfato.
    A questo punto mi viene da dire Matteo ( chissà che non ci scappi un ennesimo passo evangelico apocrifo), e non scomodare i gli altri due signori, che non hanno nulla da insegnare a nessuno.
    Alla prossima! Ciao🙋

    • Eh già, i flashback sono una scappattoia formidabile per chi come me non ha ben chiaro l’intreccio della trama fin dall’inizio. Questa volta si cambia completamente punto di vista (e narratore) e
      , sebbene il racconto si svolga ancora nel passato, spero tanto si possa avere ancora qualcosa per cui valga la pena sorprenderci e continuare.

  • Capitolo 7)

    La struttura che hai scelto di dare alla narrazione può risultare ostica per la maggior parte dei lettori, specie in un racconto a episodi a distanza di diverso tempo. Per l’autore, giustamente, è più semplice. Tuttavia, il mio consiglio è quello di non farti scoraggiare dalla difficoltà.
    Ho trovato il passaggio intrigante, anche se forse un po’ più “lento” rispetto agli episodi passati.
    Ma potrebbe essere un buon modo per inoltrare il momento chiave della narrazione. Io mi gioco la carta di “Dio” che non per forza deve essere “quel” Dio, potrebbe essere Ronnie James Dio! 😀
    Tornando seri, però, rimango abbastanza incuriosito.
    Aspetto il prossimo!

    Ciao!

  • Io scelgo il taccuino, quello che ha scritto è l’ultima cosa che ha fatto, dunque…
    Mi aspettavo la meraviglia di una gravidanza e mi ritrovo nel lutto. Certamente Sofie la farai rivivere però mi dispiace per Molly.
    La tua storia non so dove andrà a parare però starei attenta perché percepisco una strana confusione, come se il racconto sia, come dire… polveroso, difficile da seguire. Dovresti snellire un poco, metterti nei panni di chi ti legge ogni sette giorni e non può ogni volta dover tornare indietro per seguire i complicati pensieri della protagonista.
    Nel complesso vedo un buonissimo lavoro.
    Alla prossima!🌻🙋 ciao

    • Ciao Ottaviano,
      sono d’accordissimo con te, purtroppo ho sbagliato impostazione e non ho avuto l’accortezza di calarmi già dall’inizio nei panni del lettore. Non mi sono mai cimentato nel leggere una storia a puntate. Diverso è infatti leggere un libro dove puoi affrontare più capitoli in poco tempo. Grazie mille del consiglio, cercherò di correggere il tiro nelle prossime puntate, promesso. Se al riguardo hai qualche altro suggerimento dimmi pure, non potrà che essermi utile.

  • Capitolo 4)

    Con questo capitolo apri una strada proprio sul caos più totale che, forse, dimora proprio nella mente della nostra protagonista. Possiamo definirli degli episodi quasi staccati l’uno dell’altra, a seconda del momento attraversato dalla protagonista?

    Lo scopriremo nei prossimi episodi.
    L’unico appunto che posso farti, è lo stesso del primo capitolo: lasciare più spazio alla storia. La parte centrare è tutto un blocco. Sono convinto che avrebbe giovato di qualche pausa in più!
    Per il resto, mi pare che tutto sia andato per il meglio.

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/dVIqvN82Kow
    Continua così!

    Alla prossima!

    • Ciao G.G. Pintore,
      le tue considerazioni sono esattissime. La storia non segue uno sviluppo linearissimo. Diciamo che va un po’ a balzi. La prima metà del racconto è mutilata, mancano ovviamente dei collegamenti che verranno dati al lettore solo nella seconda parte. Questa è l’impostazione che ho deciso di adottare. Forse non è l’ideale per una storia a puntate, credo che sui prossimi racconti farò più attenzione.
      Come sempre grazie per le tue piacevoli letture e per i tuoi preziosissimi consigli!😉

  • Capitolo 3)

    La scrittura è decisamente più fluida, con ampio respiro. Però, e forse sarò io, ho trovato qualche difficoltà a seguirti. C’è un certo sbalzo, ma magari è dovuto all’idea di tante avventure differenti di capitolo in capitolo. Penso che proverò, una volta raggiunti un tot di capitoli, a rileggerlo tutto d’un fiato, potrebbe essermi più chiaro.
    Quindi: l’impatto che ho avuto ora è un po’ di confusione per il lettore, ma questo potrebbe essere dovuto a un calo della mia attenzione, dunque prendi le mie parole con davvero pochissimo peso.
    Vedrò che succede nel prossimo, intanto 🙂

    Trovi la storia sempre su Youtube, e perdona la follia dell’aver dimenticato come si legge Mrs!
    https://youtu.be/FVnfhY_6Uyc
    Alla prossima!

  • Capitolo 2)

    Ribadisco quanto detto per il primo episodio, ma già qui si vede una struttura più equilibrata. Di certo m’incuriosisce il dilemma che stai porgendo ai lettori. Realtà o finzione? O finzione che influenza la realtà?

    Aspetto di scoprirlo nei prossimi episodi!

    Trovi la lettura sempre su Youtube, dalle 9:00 del 3 Maggio:

    Alla prossima!

  • Capitolo 1)

    Inizio con dire che l’idea mi piace molto.
    Il capitolo presenta un grosso ostacolo: è tutto un unico blocco.
    Occorre qualche punto in più, andando a capo. Lasciare maggior respiro alla storia e offrire al lettore uno spazio per metabolizzare quanto letto.
    Mi pare che le capacità ci siano tutte.

    Tenterò di recuperare il resto della storia nei prossimi giorni 🙂
    Se la cosa può farti piacere, ho letto il primo capitolo su Youtube. Se vorrai, continuerò anche con le prossime 🙂

    Trovi la lettura qui:
    https://youtu.be/JL0AK5-4_K4Al prossimo capitolo!

    • Buondì G.G. Pintore,
      originariamente il capitolo era diviso in blocchi; poi l’ autovelox mi ha multato per “eccesso di caratteri” così ho compattato tutto. Comunque seguirò il consiglio sul respiro. D’altronde nel tuo racconto (Il Cimitero Segreto di Terralba) molte sequenze riesco a ricordarle proprio perché avevi messo le giuste pause.
      A proposito, la lettura l’ho apprezzata moltissimo, un tono di voce perfetto bravo! Continuerai a leggere i prossimi capitoli ? Spero di sì, non vedo l’ora!

  • Ciao, benvenuto.
    Io credo che si spaventi…
    Tu sei bravo, hai ottime idee e sono sicuro che farai molto bene.
    Un consiglio, per dovere di ufficio, ( siamo qui per questo, per aiutarci) è di non indulgere in certi contorsionismi stilistici che appesantiscono il testo e possono anche alla fine risultare sbagliati. Esempio: “…che neanche la schiena era ridotta questo granchè.” Potevi dire la stessa cosa in modo molto più semplice.
    Detto ciò, bravo, auguri. A presto!?

  • Ho appena letto il primo capitolo del tuo racconto, mi è piaciuto e sono curiosa di leggere il secondo.
    Ho votato per la pubblicazione del romanzo. Bella la similitudine tra le gocce di pioggia e le parole scritte, entrambe foriere di frutti, sulla terra o su un foglio di carta. Bravo Dean Bean Jordan ti seguo.

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