HOTEL INVERNO

Dove eravamo rimasti?

PERDONATE LO SCORCIO D'INCUBO CHE È VENUTO FUORI NEL FINALE... CHE FA ADESSO? ESCE PER VEDERE SE DAVVERO L'ASCENSORE, CHE DOVREBBE ESSERE FUORI SERVIZIO, SI MUOVE (60%)

L’ASCENSORE

Fuori, il corridoio buio è illuminato dal rettangolo di luce metallica che si allunga dall’interno dell’ascensore. La cabina è vuota, mi avvicino, intorno il silenzio mi crepita nelle orecchie. Lo noto solo ora, al centro della cabina, adagiato sul pavimento di moquette rossa: un giglio, un giglio bianco con il pistillo nero e la corolla macchiata. Faccio un altro passo, il cuore è un animale che mi cresce nel petto e divora l’aria. Le macchie sul fiore candido sono rosse, lucenti, sono macchie di sangue. Mi paralizzo, le porte si chiudono portandosi via la luce al neon. Resta una linea verticale, che si fa più piccola a mano a mano che l’ascensore sale, è sparita. Nella notte dell’ostello, il corridoio è un buco nero dove solo i numeri dei piani vincono sull’oscurità. Ne resta uno, l’ottavo, il piano riservato; ma riservato a chi?

Resto immobile senza staccare gli occhi dal numero luminoso, penso che se si rovesciasse su un lato potrebbe essere il segno dell’infinito. È rosso e pare fissarmi come l’occhio malvagio di un mostro… allungo una mano, con l’indice sfioro il pulsante di chiamata.

«Non funziona!» La voce mi arriva come uno schiaffo. Mi volto e mi ritrovo di fronte il viso corrucciato della ragazza alla reception. Ora le luci sono accese e lei sembra più piccola di quando l’ho incontrata stamattina, i suoi occhi sono biglie nere dietro le lenti degli occhiali.

«Era aperto ed è salito» le dico.

«Non funziona» ripete come un automa.

Non voglio intavolare una discussione, ma sono curiosa. «Cosa c’è al piano di sopra?» le domando.

«Niente, non c’è niente al piano di sopra.»

Parla in modo strano, come se le facesse male la gola e sembra… non so, sembra spaventata da qualcosa.

«Dovresti rientrare nella tua stanza» mi dice, indicando il rettangolo della porta rimasta aperta.

«Dovrei?» la sfido.

Annuisce e si stringe nelle spalle, come se all’improvviso avesse freddo. «Lui non vuole che circoliate la sera.»

«Lui chi?»

«Il padrone dell’albergo.»

«Credevo fosse un ostello.»

«Non dovresti stare fuori. Rientra nella tua stanza, potrebbe…» s’interrompe, alle mie spalle un cigolio annuncia il movimento dell’ascensore. La ragazza alza gli occhi e guarda oltre le mie spalle.

Le luci si spengono nuovamente, un led verde si accende a pochi passi da lei. Potrebbe allungare una mano e premere il tastino per riattivare i neon, ma non lo fa.

«Dobbiamo andare» dice e lo dice che un tono che mi fa accapponare la pelle.

«D’accordo,» le dico «entra con me.»

Tentenna, la cabina dev’essere al piano, uno scampanellio leggero ne annuncia l’arrivo. Lei spalanca gli occhi, lo spiraglio livido tra le porte dell’ascensore si riflette sulle lenti dei suoi occhiali.

«Andiamo» dice e si infila nella mia camera. La seguo e chiudo la porta dietro di me, veloce, ma faccio in tempo a vedere l’ombra luminosa scivolare sulla moquette del corridoio, pronta ad azzannare il confine con la mia stanza.

Chiudo la porta e mi appoggio con le spalle al battente. Il cuore mi trema in gola, ho i brividi.

«Si può sape–»

«Shhh» mi fa appoggiandosi l’indice sulle labbra screpolate.

Un calpestio attutito attraversa lento e cadenzato il corridoio dietro di me, una sensazione di angoscia mi si aggrappa alle caviglie e sale con dita gelide fino a ghermire ogni parte del mio corpo.

Poi, come è venuto, il calpestio scompare. Lei mi guarda con gli occhi assenti e riprende a respirare.  «Questa cosa mi costerà cara» mi dice e ha un’espressione così… fragile: sembra una bambina.

«Chi è lui?»

«Te l’ho detto, è il padrone dell’albergo. Non puoi andartene in giro di notte per i corridoi.»

«Non credevo ci fosse un regolamento…»

«Non è un regolamento» puntualizza, nella voce una vena di esasperazione. «Non si può e basta.»

«Avresti potuto dirmelo» le faccio, piccata.

«Non avresti dovuto…»

«Non avrei dovuto cosa?»

«Adesso devo andare» mi dice e tende una mano per aprire la porta. Tento di fermarla, ma si sottrae alla presa, proprio come Sophie.

«Aspetta» le dico con calma «perché non si può uscire? E chi è lui?»

Mi fissa, le iridi invase da pupille immense che le colorano di un nero brillante che sembra inchiostro. «Lui è il padrone, il padrone di tutte le cose. Resta nella tua stanza.»

Apre la porta e sparisce. Mi affaccio, l’anta basculante che conduce alle scale ondeggia e poi resta immobile.

Richiudo e rimango a fissare la mia stanza, è enorme e i soffitti sono altissimi. Il giglio campeggia al centro e sovrasta tutto con la sua corolla immacolata. Nuvole di gesso veleggiano statiche nel cielo dipinto. Non ci sono ragazze, solo il sentore che possano trovarsi lì, tra le crepe, pronte a tornare fuori, pronte a protendersi verso di me, come Chiara. Forse dovrei dormire, ma non ho sonno.

Vado alla porta, ascolto. Nulla, silenzio assoluto. Apro e in un momento sono di nuovo nel corridoio. L’ascensore è fermo. Il numero otto, ancora illuminato, irradia un bagliore rosso che conquista l’intero ambiente. Allungo una mano e…

LO SO, ANCHE QUESTO SEMBRA UN CAPITOLO DI PASSAGGIO, MA, SPERO DI RIUSCIRE A DARGLI UN SENSO. INTANTO,SILLA ALLUNGA UNA MANO E...

  • QUALCUNO APPARE NEL CORRIDOIO E DISTOGLIE LA SUA ATTENZIONE DALL'ASCENSORE (20%)
    20
  • PREME IL PULSANTE, L'ASCENSORE ARRIVA E LEI CI SI INFILA PER LASCIARE IL PIANO (60%)
    60
  • UN URLO AGGHIACCIANTE LA TRATTIENE DAL PREMERE IL PULSANTE DI CHIAMATA E LA FA FUGGIRE NELLA SUA STANZA (20%)
    20
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65 Commenti

  • Adoro gli horror ambientati in ambienti chiusi, questi vecchi ostelli di calcestruzzo armato e strani presagi hanno su di me sempre un qualche fascino.

    Le continue sparizioni, la cozza alla reception, Sophie, una figura a metà strada fra un fantasma e una persona che sa anche troppo…
    Sempre più l’ultimo piano dell’ostello sta diventando misterioso, così come la receptionist. Ma soprattutto Lui!

    Non vedo l’ora di vedere come la cosa si andrà ad evolvere, ho trovato stupendo l’uso dell’idea del numero otto simile all’occhio di un nostro che tutto scruta!
    Tutto mi affascina, seguo assolutamente!

    • Ciao, HorroCore.
      Sei davvero molto gentile e ti ringrazio per avermi raggiunto in questo strano ostello 🙂
      Diciamo che io ci provo a rendere tutto misterioso e inquietante, mi auguro di riuscire a mantenere l’interesse. Sophie è una strana tipetta, chissà quale contributo apporterà alla storia e chissà che farà la Cozza. Avrei potuto farla chiamare così anche da Silla, ma mi pareva di cadere in un horror alla Scream (film tra i miei preferiti, ma non adatto all’atmosfera che voglio creare).
      Grazie assolutamente per esserci e per le belle parole. 😉

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Mi dispiace moltissimo di non aver sostenuto il terzo capitolo della tua storia, ma gli ultimi dieci giorni sono stati dedicati all’inventario, e quindi ho avuto pochissimo tempo libero. Leggendo insieme tre e quattro si nota come tu stia dedicando ampi spazi al dialogo e alle sensazioni di Silla, all’angoscia crescente in lei. La scena del calpestio nel corridoio mi fa pensare alla prima volta che ho visto Suspiria, la sensazione di essere un fuscello alla mercé di forze misteriose e sinistre è fortissima. Scelgo che prende l’ascensore, scelgo per la curiosità che va oltre la paura; scusa ancora per l’assenza, spero di leggere presto il prossimo capitolo.
    Stammi molto bene, buona settimana!

    • Ciao, Minollo.
      non scusarti, so perfettamente cosa significa non avere tempo e conosco gli inventari… terribile esperienza annuale. Sono contenta che le mie scelte di narrazione (sembro anche seria mentre lo scrivo) ti stiano piacendo, provo a indagare l’animo di questa ragazza che si trova in una situazione particolare. Sai che me lo dovrei riguardare, Suspiria; mi ricordo solo un giovanissimo Miguel Bosé e la scuola di ballo… ora lo cerco e me lo rivedo.
      Spero davvero di riuscire a pubblicare il prossimo capitolo entro la settimana… questi giorni sono un po’ pieni, ma ci proverò. Grazie per il sostegno stammi benissimo anche tu e alla prossima!

  • ‘ il cuore è un animale che mi cresce nel petto e divora l’aria’. Metafora stupefacente e credo che ti piaccia stupire. Mi piace più degli altri, questo nuovo racconto, procede con tempi più diluiti e ciò permette di gustare al massimo il tuo stile di scrittura. Ho pensato che lei salirà all’ottavo piano (io non lo avrei mai fatto). Alla prossima, ciao keziarica.

    • Ciao, Anna.
      Mi piace stupire… sì, immagino che stupire sia una delle mie intenzioni quando scrivo 🙂
      Questo racconto mi dà modo di esplorare un po’ di più le emozioni della protagonista, anche se rischio di esagerare, la scelta di punto di vista aiuta molto, spero di non abusarne.
      Grazie per la gentilezza che sempre mi dimostri.

      Alla prossima!

  • Capitolo 4)

    Ehi!
    Avrei voluto utilizzare una voce più femminile: secondo me la lettura perde un po’, troppo lontana dal tono della protagonista 🙁
    Trovo che il capitolo sia stato abbastanza funzionale alla storia, e non come lo hai percepito: c’è tutta la creazione dell’ambiente ambiguo, delle domande, della presentazione di un potenziale “cattivo” di eventuali entità. Il dubbio instilla timore nel lettore, perché non sa mai di chi fidarsi. Hai giocato bene questo capitolo! 😉

    Mi aspetto grandi cose dai prossimi!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/2wlDj7eTWWs
    Ciao!

    • Ciao, GG.
      Ottima lettura, come sempre. La voce della receptionist mi ha messo paura!
      Sono felice che non risulti come capitolo di passaggio, sarà che avrei voluto svelare altro e non ci sono riuscita, ho scritto di getto, per far presto perché poi dovevo scappare e non volevo rimandare, sto cercando di impormi di scrivere un capitolo a settimana, perché poi non è facile ricordarsi cosa è successo (già così è difficile ricordarsi tutto di personaggi e storie che sono tanti).
      Che posso dirti? Per i prossimi farò del mio meglio e spero di spaventarti per bene (non credo sia così semplice però).
      Grazie, come sempre.
      Passa una buona domenica.

      Alla prossima!

    • Ciao, Dimensione Nuova.
      Grazie, sei gentile. Siamo solo al quarto… ma si fa presto ad arrivare al finale senza aver detto tutto 😉 bisogna stare molto attenti 🙂
      Sono davvero contenta che la storia risulti intrigante e misteriosa, il mio intento è quello.
      🙂

      Alla prossima!

  • Preme il pulsante…
    Vedo che alla fine l’hai terminato, brava anzi, vedrai ti dimostro “quanto” sei brava.
    Ho anche capito quanto possa essere difficile, ostico scrivere un horror. La necessità primaria di tenere alta, palpabile la tensione ti costringe ad ogni frase a trovare similituni, richiami, paragoni, assonanze, non so come dire… E tutto senza essere banale o ripetitiva. In questo capitolo ce n’è una tale abbondanza che non so come hai fatto! Dunque tutto normale, certi racconti non vengono da soli, non fluiscono leggeri, non si raccontano, si devono “far vivere” ed è tremendamente complicato.
    Congratulation dunque, e forza che alla fine ‘sta ragazza la salviamo!
    A presto (spero). Ciaooo🙋🌻

    • Ciao, Fenderman.
      Sì, alla fine sono riuscita a finirlo. L’ho fatto di getto (cosa più facile da fare quando si scrive in prima persona, almeno secondo me). Scrivere un horror è ostico, forse quanto scrivere un racconto umoristico far ridere o terrorizzare le persone solo con le parole scritte non è semplice.
      Ho cercato di mettere a frutto quel che ho letto e visto (brevi corsi on line) sulla scrittura horror, i rimandi, le similitudini, associare azioni tipiche degli uomini o degli animali a sensazioni, oggetti, momenti; servono a creare stimolare una reazione in chi legge; non è semplice farlo nel modo giusto (io non so se lo faccio correttamente), anche perché si rischia di risultare grotteschi. Non so, ci provo e vediamo che cosa ne viene fuori, finora, a quanto pare funziona 😅
      Ti ringrazio per l’apprezzamento e ti auguro una meravigliosa domenica, io lavoro, ma sarà comunque un’ottima giornata.

      Alla prossima!

  • Ciao, bellissimo, come bellissime sono le tue descrizioni!!! Non so perché, ma a me non è sembrato un capitolo di passaggio, piuttosto un capitolo d’assaggio!!!
    Ho votato per l’urlo agghiacciante, non può mai mancare in una storia thriller, vediamo di cosa si tratta!!! Alla prossima.

    • Ciao, Isabella.
      Non so, l’ho scritto in due trances, senza pensarci troppo e alla fine mi è parso che non dicesse molto… forse perché l’intento era di raccontare qualcosa in più. Sono felice che, comunque, ti sia piaciuto.
      Chissà quale sarà l’opzione vincente…
      Grazie 😊
      Alla prossima!

  • Capitolo 4: QUALCUNO APPARE NEL CORRIDOIO E DISTOGLIE LA SUA ATTENZIONE DALL’ASCENSORE. È ancora presto per scoprire il mistero dell’ascensore.

    Molto interessante la parte Mistery di questo racconto; grandi misteri che la nostra Sophie dorvà riuscire a risolvere in cinque capitoli (nel prossimo penso non scoprirà niente).

    Il capitolo più che di passaggio mi sembra di preannuncio; in queste storie è sempre necessario un capitolo che preannunci l’arrivo di qualcosa piuttosto che dare una “stoccata improvvisa”, almeno secondo me 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao, Red.
      Grazie, l’intento è quello di creare un’atmosfera asfissiante e terrorizzante, non è facile davvero.
      Sono felice che ti stia piacendo.
      Silla dovrà scoprire cosa sta succedendo e dovrà farlo in fretta.
      Grazie, tantissimo.
      Alla prossima!

  • Nuovo capitolo e nuovi complimenti!

    Sempre più l’ultimo piano dell’ostello sta diventando misterioso, così come la receptionist. Ma soprattutto Lui!

    Non vedo l’ora di vedere come la cosa si andrà ad evolvere, ho trovato stupendo l’uso dell’idea del numero otto simile all’occhio di un nostro che tutto scruta!

  • Adoro gli horror ambientati in ambienti chiusi, questi vecchi ostelli di calcestruzzo armato e strani presagi hanno su di me sempre un qualche fascino.

    Le continue sparizioni, la cozza alla reception, Sophie, una figura a metà strada fra un fantasma e una persona che sa anche troppo… Tutto mi affascina, seguo assolutamente!

  • Capitolo 3)

    Tolto il sogno criptico, ma abbastanza “leggibile” e “intuibile”, direi che il capitolo serve per rappresentarci al meglio il senso di disagio provato dalla protagonista. Sophie (sono riuscito a leggerlo decentemente, questa volta?) è maledettamente sospetta. Ma potrebbe rivelarsi un ottima pedina per confondere le idee dei lettori, e quello potrebbe essere Ketchup! 😀
    Mi piace il senso di disagio!
    Lei, invece, mi sembra sempre più una detective: tante domande!
    Per questo ho voluto indagare sull’ascensore.

    Aspetto con curiosità il prossimo!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/FOtvZ255evI

    Continua così!

    • Ciao, GG
      Come ti ho scritto nel commento sul Canale, l’incubo è venuto fuori da sé, avrebbe avuto bisogno di più spazio e l’intenzione era di dedicargli un capitolo, per questo mi scuso, perché è finito in questo che, come voi avete scelto, doveva trattare solo la conversazione con Sophie. Però è arrivato e si è preso la parte finale della scena, non sono stata capace di tenerlo a bada… mi è piaciuto come è venuto fuori e l’ho lasciato. Il tuo commento, soprattutto sul Canale, mi ha fatto capire che avrei dovuto dosare meglio gli avvenimenti e per questo ti ringrazio. 😊Farò tesoro del consiglio e cercherò di fare meglio la prossima volta, ma non prometto niente: sono recidiva 😂
      La macchiolina è proprio sangue, arriva dalla pellicina strappata pochi istanti prima, serviva a trasmettere inquietudine… ma, se hai immaginato che potesse trattarsi di ketchup, non ha sortito l’effetto desiderato.
      Grazie ancora per la lettura, il nome è pronunciato correttamente.
      Buona domenica, GG.
      Mi piace molto la parte dedicata alle “critiche” che hai aggiunto nel finale dei video;

      Alla prossima!

  • Magnifica la descrizione di Sophie, sembra di vederla, figura sfuggente e misteriosissima allo stesso tempo. Mi chiedo quale sia ( se c’è) lo scopo del suo dire e non dire. Col dialogo hai reso la scena inquietante, quanto basta a dare il via all’incubo che segue. Io non sarei uscita a vedere cosa accadeva all’ascensore, perciò ho votato per la vista dal bagno. Mi piace questo racconto, più degli altri che magistralmente hai scritto, ha tempi più dilatati anche se lo stile è sempre il tuo, perfetto tecnicamente e coinvolgente nel contenuto. Alla prossima Keziarica.

    • Ciao, Anna.
      Che bel commento che mi regali, grazie!
      Mi sono un po’ persa e il dialogo si è fatto lungo, nonostante tutto, ci ho infilato dentro anche l’incubo che, forse, come dice GG, avrebbe avuto bisogno di più respiro e di un capitolo dedicato; sono, comunque, molto felice che ti sia piaciuto, spero di riuscire a svelarti presto il perché Sophie è così sfuggente.
      Grazie ancora tantissimo e passa una buona domenica.

      Alla prossima!

  • A me l’incubo è piaciuto tantissimo, non capisco perché ti sia scusata. I topos dell’horror ci sono tutti e la tensione sale sempre di più. In questo capitolo ho notato anche un certo affinamento della prosa, sarà che non ho fatto fermentare a dovere i primi due, ma questo me lo sono scolato come un bicchiere di cerasuolo ghiacciato in una serata afosa di metà luglio. Il tuo stile è davvero affascinante, è delicato, ma al contempo nerboruto. Davvero molto brava.
    Sicuramente vedrà qualcosa di strano dalla finestra.
    Alla prossima carissima.

    • Ciao, Art.
      Mi sono scusata perché l’incubo era una delle opzioni, insieme alla chiacchierata con Sophie, e, dato che l’opzione predominante era quest’ultima, l’incubo non avrebbe dovuto esserci (in quanto non scelto da voi), ma sono sicura che mi avete perdonato 😉
      Ti ringrazio tantissimo per le belle parole, mi fanno davvero piacere. Scrivere horror non è semplice, ormai le abbiamo viste tutte, se il mio stile riesce a risultare efficace non posso che esserne felice.
      Grazie davvero e alla prossima!

    • Ciao, Red.
      Io non lo so cosa farei dopo un incubo così, forse mi raggomitolerei sotto le coperte e tenterei di dormire per ritrovarmi al mattino seguente in una stanza piena di luce… ma io non sono Silla e lei vive in un horror…
      Sophie è particolare, sì, l’ho ideata così, intendo renderla sempre più strana… sappilo 😉
      Grazie e alla prossima!

  • Ciao, voto anche io l’ascensore. Io che non indovino mai niente, colgo in Sophie uno strano disagio, una tensione che me la fa percepire più vittima che colpevole, ho la sensazione che comunichi una cosa che l’atterrisce, ma ha paura di spaventare Silla, e allora si fa reticente. (Naturalmente non sarà così😁)
    Tutto molto efficace e potente brava, brava!🙏
    Un salutone🙋🌻

    • Ciao, Fenderman.
      Sophie ha qualcosa da nascondere, un disagio, forse, chissà, non posso svelare nulla. 😉
      Silla è già spaventata, da molte cose, e questo ostello non è che il culmine dei suoi problemi, vediamo come ne esce, se ne esce… 😉
      Felicissima che ti sia piaciuto, grazie per essere sempre presente. Un salutone a te🙋‍♀️e alla prossima!

  • Ciao, bellissimo dialogo, in qualche passaggio ho addirittura pensato che la colpevole delle sparizioni sia proprio Sophie, ma sarebbe troppo ovvio e semplice!!!
    Ho votato per esce a vedere l’ascensore, io d’istinto farei così, magari trovandomi in qualche situazione pericolosa!!! Alla prossima.

    • Ciao, Isabella.
      Anche io uscirei a vedere, ma prima guarderei dallo spioncino… 😰😂
      Sono contenta che ti sia piaciuto il dialogo, non è mai facile fare interagire i personaggi, si rischia di rendere la conversazione stereotipata e poco credibile, io sono andata liscia, senza pensarci troppo, immaginando proprio le due lì a chiacchierare. A quanto pare, è andata bene.
      Grazie per le belle parole, ti auguro una buona giornata (qui piove, non so da te).

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Prende forma l’ambiente circostante con le atmosfere; tutto questo passa attraverso il corpo di Silla, il caldo e il freddo, i brividi. C’è un sentore di disagio incombente, e tutto sommato reagisce con un minimo di empatia all’invasione di Sophie.
    Bellissima questa narrazione “fisica”, le carezze, la gratitudine di tutte le parti del corpo, le luci al neon negli occhi. La nausea… la storia vive di sensazioni, le protagoniste dell’episodio più ancora della scritta e delle rivelazioni di Sophie. Bravissima!
    Forse per questo non scelgo l’incubo ma le rivelazioni della nuova arrivata (nella storia, perché nell’hotel la nuova è Silla).
    Ti saluto e ti auguro una ottima domenica (io vado al lavoro 😣)

    • Ciao, Minollo.
      Scusa, con i tuoi commenti sono sempre in ritardo… perché?! Mah!
      Se può consolarti, sono andata anche io a lavoro domenica scorsa, come tutte le domeniche d’altronde.
      Le sensazioni della ragazza sono importanti, specie perché la narrazione è in prima persona e servono a creare empatia con il personaggio (almeno questo è quello che dicono i corsi di scrittura creativa che seguo di tanto in tanto). Sophie è una tipa stramba, per come la immagino, una che suscita tenerezza e irritazione allo stesso tempo. Silla imparerà a conoscerla e con lei… e no, basta, sto dicendo troppo. 🙂
      Grazie tantissime e scusa ancora per il ritardo vergognoso.

      Alla prossima!

  • Capitolo 2)

    Bella situazione del caspio! Ho capito ora a che ti riferivi con la questione degli specchi 😀
    Odio le persone invadenti! Ma hai reso bene l’idea 😉

    Mi hai super catturato con questa idea, e adesso sono curiosissimo di scoprire cosa accadrà!
    Non ho molto da segnalarti, mi pare che tutto scorra senza problemi 🙂

    Trovi la lettura sempre su Youtube, a partire dalle 14:00
    https://youtu.be/SNwG-4_-j1g

    Alla prossima!

    • Ciao, GG.
      Le persone invadenti non piacciono neanche a me, dicono di pensare a quello che ci piace e non per poter mettere in scena una storia, be’, ecco, questa cosa mi dà molto fastidio e l’ho messa in campo per dare spessore e credibilità al racconto. Poi, Sophie avrà un ruolo nel prosieguo e mi serviva presentarla con una peculiarità, a parte l’aspetto fisico, che le desse personalità.
      Vediamo come se la cava la nostra ospite, grazie per tutto, sempre gentilissimo.

      Alla prossima!

  • Pomeriggio: voglio un incipit di quello che sta accadendo.

    Silla si è lasciata parecchio suggestionare ma, almeno per ora, Sophie mi sembra una persona a modo.
    Per il resto: ma razza di albergo è, con i contrafforti fasulli e le docce negli speroni?!

    Bravissima: continua così ^_^

    Ciao 🙂

    • Ciao, Red.
      Ah ah ah, effettivamente, che razza di albergo è? Un ostello un po’ strano, diciamo.
      Sono felice che ti stia piacendo, nonostante il genere che so non essere di tuo gradimento 😉
      Penso che sarà Sophie a vincere, aspetto ancora qualche giorno e poi le do la parola.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica, ho visto che hai iniziato un nuovo racconto e quindi eccomi qui. Senza offesa, ma non ho avuto il tempo di leggere “Altrove liquido 1 e 2”. Si parte subito con un’atmosfera che crea senso d’angoscia e suggestione nel lettore. Interessante la descrizione dei dettagli architettonici (lavori nel settore?), e come riesci a dar voce agli oggetti inanimati. La questione dello specchio mi ha ricordato il film “Sei ancora qui”, o magari è soltanto un ricordo distorto, mentre il contesto generale mi ha portato con la mente a “The million dollar hotel”.
    Ecco, se proprio devo improvvisarmi in una personalissima e inutile critica, ho trovato un po’ forzata la “cronaca secondo per secondo” dei mutamenti chimici che avvengono all’interno della protagonista, in special modo per il fatto che la narrazione sia tenuta in prima persona. Ma forse dovrei semplicemente rileggerlo.
    Direi che sono capitato nel posto giusto, in quanto adoro le storie ambientate in luoghi chiusi, che siano alberghi come l’Overlook o manicomi dismessi alla “Session 9”.
    Ottimo lavoro. Alla prossima.

    • Ciao, Art.
      Grazie per essere passato. Non preoccuparti per la mancata lettura degli altri racconti, non è obbligatorio 😉
      Non ho visto i film di cui mi parli, ma so che lo specchio, sia quando riflette cose che quando ospita scritte inquietanti, è una cosa già vista, ma mi piaceva inserirlo 🙂
      Forse capisco quel che intendi con la cronaca secondo per secondo, la protagonista, in quanto detentrice delle sensazioni, non pensa alle mutazioni del suo corpo, però io avevo in mente di far immedesimare il lettore in quello che sente lei, per far comprendere il suo stato d’animo. Forse non avrei dovuto usare la prima persona, ma il punto di vista non sarebbe cambiato e le reazioni sarebbero risultate comunque fuori luogo. Non so, dovrei ragionarci meglio. Ti ringrazio, comunque, per avermelo fatto notare, ci studierò su.
      Anche a me piacciono i luoghi chiusi, abbandonati e, in qualche modo, corrotti (se non lo hai visto, ti consiglio la docu-serie sul Cecil Hotel in programmazione su Netflix), e spero di riuscire a spaventarti almeno un pochino 😉

      Alla prossima!

  • Ciao, mi hai ricordato certe docce raccapriccianti che ho dovuto affrontare nei miei tanti anni da scout!!! Bellissimo il colpo di scena con la scritta “invisibile” nello specchio, un classico per creare suspence!!!
    Ho votato per Sophie, un antipasto di detto non detto sta sempre bene, naturalmente se serve a ingarbugliare ancor di più la narrazione!!! Alla prossima.

    • Ciao, Isabella.
      Io, per fortuna, di docce raccapriccianti non ne ho mai fatto… 😰ma ho in mente immagini terrificanti tratte da tantissimi film. In effetti, la scritta sullo specchio è un po’ un cliché nel genere horror, ma fa sempre un certo effetto.
      Sophie è un personaggio importante in questa storia e avrà di che raccontare, vediamo se sarà lei ad averla vinta.
      Grazie davvero e alla prossima!

  • Ciao Keziarica, di solito una bella doccia nel rifugio di una camera d’albergo progettata proprio per accogliere, è il massimo.
    Qui no, mi pare. Si è solo nudi e vulnerabili, mentre la minaccia si presenta nel più classico dei modi, il più inverosimile, e quindi il più angoscioso.
    Come minimo Silla vorrà saperne di più, e quindi, nel pomeriggio sentirà l’altra ragazza.
    (So che ci tieni e allora ti segnalo: …e incontro il volto di moretta…) Forse manca qualcosa.?
    Ciao!??

    • Nooo, non posso crederci! E dire che l’ho letto tre volte, una interpretandolo come GG, e non ho notato la mancanza… dovrò farmi correggere anche questa, grazie per avermelo segnalato.
      La doccia della povera Silla non è stata come se l’aspettava, purtroppo, arriverà di peggio. 😉
      Grazie, caro Fenderman, per tutto.

      Alla prossima!

  • Capitolo 1)

    Nuova storia!

    Ed è bello vederti di nuovo sull’horror. Cosa ci racconterai?
    Non so perché, ma ho pensato subito all’Overlook, per la descrizione inquietante che hai fatto della situazione. Insomma, un ottimo posto dove andare a dormire!
    Camera 237, eh? Ottima scelta! 😀

    Aspetto di scoprire in quale orrore ci trascinerai.

    Trovi la lettura del primo capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/95NORqZrFRs
    Bentornata, e alla prossima!

    • Ciao, GG.
      In realtà, questa storia arriva dalla visione alla finestra di cui ti ho scritto da qualche parte. Come al solito, i personaggi fanno un po’ quello che vogliono e vedremo dove ci porteranno.
      La stanza 237 ogni tanto spunta nei miei racconti, c’è anche nel primo Gock, un omaggio (umilissimo) a Shining che resta (a parte il libro che è fantastico) uno dei migliori horror mai realizzati. In questo albergo c’è anche un po’ del Cecil, come ha notato Minollo, e non potrebbe essere altrimenti, la sua storia mi ha davvero sconvolta.
      Sono felice che l’incipit ti abbia intrigato, farò del mio meglio per creare sgomento, speriamo bene ?grazie per il commento e per la lettura, mi hai fatto scoprire un errore che non avevo proprio notato.
      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Un’atmosfera da Cecil Hotel, da rabbrividire solo a varcare la soglia; mi sembra una ambientazione adatta ai tuoi racconti, con vicende passate e presenti che hanno lasciato il segno nella storia della struttura e si intrecciano. Vedremo che ruolo avrà la persona all’accettazione, la tua capacità di resa delle immagini è quella che ormai conosco e che mi cala nell’ostello: dico che le interromperanno la doccia, seguo e ti auguro una bella seconda metà pasquetta.
    Ciao a presto!

    • Ciao, Minollo.
      Sì, da Cecil Hotel e da momenti vissuti a casa… ne scrivevo con Giuseppe. una sera mi è capitato di guardare fuori della finestra e di trovarmi a fissare la sagoma di qualcuno in controluce, che guardava fuori. Dato che era sera e la finestra era illuminata di luce fredda, la sagoma era nera e pareva guardare proprio me in lontananza. Da lì è germogliata l’idea, poi il Cecil ha aggiunto un po’ di carico. Vediamo cosa ne viene fuori. Spero qualcosa di terrificante. ?
      Grazie per essere anche qui e per i complimenti.

      Alla prossima!

  • Per visitare l’ostello ci sarà tempo e mi aspetto scene horror.
    Adesso voto per la doccia e sono curiosa di leggere chi sarà ad interrompere questo momento di relax. Brava come sempre nel suscitare inquietanti atmosfere, direi che è il tuo punto di forza.
    Aspetto il prossimo, ciao Keziarica.

    • Ciao, Anna.
      Felicissima di trovarti anche in quest’avventura!
      Sì, ci saranno scene horror, spero inquietanti al punto giusto.
      Intanto, ti rinnovo gli auguri per questa giornata di festa che spero trascorrersinin serenità. Io lavoro, ma la prendo con filosofia.

      Alla prossima!

  • Ciao, bellissimo incipit, anche il tempo esterno s’intona alla perfezione con l’umore della protagonista!!! In effetti tutto è meglio della stazione di notte, certo che sta andando dalla padella alla brace, almeno è questo che lascia intendere tra le righe… Ah, ti è sfuggito un “restò ferma” malandrino, ma immagino fosse un refuso della versione in terza persona (o almeno penso, visto che faccio anch’io sempre le due versioni e poi decido quale scorre meglio)!!!
    Ho votato per la doccia, mi sembrava la desiderasse così tanto da non poterla deludere, almeno nelle intenzioni!!! Alla prossima, Buona Pasqua.

    • Ciao, Isabella.
      Grazie, felicissima che l’incipit ti sia piaciuto.
      Per il refuso: non so da dove arrivi, ho letto e riletto e fatto rileggere da Siri, ma mi è sfuggito. Non ho fatto stesura in terza persona, qualche volta mi capita di mettere l’accento, forse lo faccio inconsciamente… ?grazie, comunque, per avermelo segnalato, vado a correggere subito.
      Buona Pasqua anche a te e ancora tante grazie per essere tornata a leggermi.

      Alla prossima!

      • Ciao, grazie per l’invito, lo apprezzo moltissimo!!! Purtroppo, però, dopo una bruttissima e dolorosa esperienza, ho deciso di abbandonare i social per un po’, ma non si sa mai!!! Grazie di cuore, alla prossima.

  • Fa la doccia perché era la sua intenzione, sperando che l’acqua non esca nera 😀
    In verità mi interesserebbe di più la visita dell’ostello ma da come l’hai messa sarà per un’altra volta 🙂

    Di nuovo un horror… l’altra è virata sul giallo… questa lo seguirò fino alla fine o scapperò prima? 🙂

    Ciao 🙂
    PS: Buona Pasqua!

    • Ciao, Red.
      Ben ritrovato ?
      Sì, un altro horror, sarà un po’ anche un giallo e un thriller… servirebbero più sottogeneri su questa piattaforma. 😉
      Vedremo quale opzione vincerà, la doccia, in effetti, sarebbe apprezzata dalla povera Silla. Vedremo…
      Grazie tantissime per esserci anche in questa avventura.
      Buona Pasqua anche a te!
      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica, auguri per il nuovo lavoro.
    Inizia nel più classico dei modi alla scoperta di una casa che mette inquietudine.
    Mi è piaciuta molto la descrizione di lei fuori, il vento che la spinge, le offre il volantino, quasi a chiedere aiuto…
    moltissimo la frangia mossa, (cosa che un uomo forse non avrebbe saputo scrivere), e la faccia della ragazza alla reception.
    Una cosa mi sento di obbiettare (non a te , a Silla): visto che l’hotel è poco occupato, perché non trattare una sistemazione a un piano inferiore visto che l’ascensore è rotto? Certe ragazze si mettono nei guai e non fanno nulla per evitarlo!?
    Voto che esce a cercare lavoro. Primo perché la storia me la voglio centellinare… Secondo per vederla fare su e giù per le scale. Ben le sta!?
    Felice Pasqua, speriamo di pace.??

    • Ciao, Ottaviano.
      La descrizione di lei fuori dall’ostello l’ho scritta di getto, senza pensare troppo e immaginando me stessa in mezzo a mulinelli di polvere, con una stanchezza immane addosso e tanto freddo.
      Sul discorso ascensore e piano, beh, intanto, mi occorre un piano alto per ragioni che scoprirai leggendo, non sempre negli horror la protagonista fa la cosa giusta (vedi la biondina che si solito scappa su per le scale anziché verso la porta) e Silla è davvero troppo esausta (anche mentalmente) per poter trattare per una stanza a un piano inferiore.
      Grazie per essere anche qui, grazie per gli appunti, spero di riuscire a dare un senso a tutto nel corso della scrittura.
      Buonissima Pasqua anche a te e, sì, speriamo sia di pace. ?

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