HOTEL INVERNO

Dove eravamo rimasti?

intanto, perdonatemi per la lunga attesa. Silla è confusa, non sa che pensare e, secondo voi, che fa? continua a esplorare l'ottavo piano (44%)

NELL’AZZURRO E NEL SANGUE

Il tempo si congela in un istante senza fine, il campo visivo si restringe e ora vedo solo la luce che freme come una farfalla morente in fondo al corridoio. Nel rettangolo della porta appare una sagoma, è imponente e il pavimento rosso ne riflette l’ombra che si allarga come sangue appena versato. Apro la bocca per urlare, ma finisco per muovere le labbra a vuoto.

Ci sono soltanto io qui, la ricciolina è scomparsa. Vorrei che Sophie fosse qui adesso e anche la ragazza alla reception, vorrei non essere così sola. L’ombra si allunga, lenta, fino a lambirmi i piedi, manco fosse un’onda che scivola su una spiaggia di moquette. Il cuore tuona nelle orecchie, mi riempie il cervello e cancella ogni pensiero, ogni intenzione; non faccio nulla, resto ferma ad aspettare che mi raggiunga, qualsiasi cosa sia, è quasi qui.

«Silla!» qualcuno chiama il mio nome.

«Sì», rispondo e non so neanche perché.

L’ombra è dappertutto ora, ricopre il pavimento e le pareti, striscia sul soffitto e inghiotte tutto in un buio asfissiante che mi toglie il respiro.

«Apri la porta, Silla.» Ancora quella voce.

Non vedo porte, so che ci sono ma non riesco a scorgerne una.

«C’è una porta azzurra davanti a te, riesci a vederla?»

Stringo gli occhi, metto a fuoco l’oscurità e, finalmente, la porta appare davanti a me.

«C’è una maniglia, riesci a vederla?»

Ora la vedo. «Sì.»

«Gira la maniglia, Silla.»

Obbedisco e la maniglia scende sotto il peso della mia mano. Mi precipito all’interno e chiudo la porta, giusto prima di che l’ombra si addensi in una forma umana che ringhia come una bestia famelica.

Mi appoggio con le spalle al battente chiuso. Quando guardo davanti a me, non riesco a trattenere un urlo. Sul pavimento giace un manichino, è nudo e biancastro. Mi avvicino, con raccapriccio mi rendo conto che non è un manichino, ma il corpo di una donna. Ha un nastro sul collo, è il nastro di raso della ricciolina di prima. Le guardo i capelli, per un riflesso condizionato. Sono i suoi, i ricci adesso sono un ammasso infeltrito e nerastro, ha gli occhi opachi aperti sulla stanza, ma non può vederla, non può vedere me che ora le sto accanto, cercando di non vomitare.

«Cosa vedi?» ancora quella voce, non capisco da dove arriva. Forse, è nella mia testa. Forse è solo un incubo da cui posso svegliarmi.

«Voglio andare via» dico al buio. «Ho paura!»

«Ancora uno sforzo, un piccolo sforzo e ci siamo.»

«Non voglio fare sforzi, voglio uscire di qui. Voglio andarmene!» Urlo e la mia voce rimbomba nella tutt’intorno. La ragazza morta ora fissa me, ha uno sguardo cattivo e, lentamente, si tira su a sedere.

«Non mi piace questo gioco!»

«Ancora un momento, un piccolo sforzo. Silla, per favore!» c’è allarme nella voce, urgenza. Ma il terrore mi cresce nello stomaco e m’intirizzisce i pensieri. La morta scatta in piedi, nella sua nudità perlacea cammina, ogni passo ha un suono acquoso che si propaga nell’ambiente e s’infrange contro le pareti amplificandosi a dismisura. Mi giro e afferro la maniglia, la porta non si apre, è chiusa. Urlo, con tutta la potenza di cui sono capace. Tutto va in frantumi e precipito nel nulla, nero e silenzioso.

«Silla?» la voce arriva come un refolo fresco che mi ristora, è diversa, più… matura.

«Sì.»

«C’è un puntolino azzurro davanti a te, riesci a vederlo?»

La capocchia di uno spillo si accende d’azzurro davanti a me e buca il buio. «Sì.»

«Il puntino diventa sempre più grande, riesci a vederlo?»

L’azzurro ora è una moneta, poi un cerchio che si espande e conquista l’oscurità. «sì.»

«Entra nell’azzurro, Silla.»

Muovo un passo e sono dentro, la paura scompare. Sono nel grembo di mia madre, al sicuro. La mia mente è quiete e il mio respiro è…

«il centro di un lago che si espande in cerchi concentrici, mentre i pensieri ci cadono dentro come sassi lisci e pesanti, sempre più pesanti.»

Mi sento così bene qui. Il tempo è un’inezia, nulla può toccarmi, sono pace, azzurra e calma.

«Silla?»

«Sì.»

«Ora conterò fino a dieci e quando arriverò a dieci, sarai di nuovo nell’ostello.»

«No!»

«Uno, due, tre. Stai tornando, Silla.»

Non voglio lasciare questo momento, non posso tornare lì. Sono confusa.

«Quattro, cinque, sei. L’azzurro si fa sempre più soffuso, riesci a vedere i contorni di quel che ti circonda.»

«Aspetta!» dico, ma la mia voce m’implode nella gola e diventa un singulto.

«Sette, otto, nove. Ci sei quasi, ormai l’azzurro ora è un velo, sottile, impalpabile. Dieci. Sei nell’ostello, ora. Guardati intorno.»

La morta apre la bocca e urla un urlo muto che sa di umido e muffa e morte. Un rivolo di sangue rappreso le imbratta la bocca dalla narice, ha gli occhi di una vecchia, ma è poco più di una bambina. Ce l’ho quasi addosso, raggiungo la maniglia, la spingo e spalanco la porta. Il corridoio mi inghiotte prima che possa farlo lei. In fondo al corridoio, l’ascensore mi aspetta, le porte aperte, il vano illuminato da un rosso polveroso.

In un momento tutte le porte del piano si aprono all’unisono, piedi nudi attraversano le soglie e brillano diafani come fossero solo ossa.

D'ACCORDO, FORSE AVETE CAPITO DOVE STO ANDANDO A PARARE... PER IL PROSSIMO, DUNQUE, PREFERITE:

  • TUTT'E DUE LE COSE (67%)
    67
  • PASSARE A QUELLO DALL'ALTRA PARTE (17%)
    17
  • RESTARE NEL MONDO DI SILLA (17%)
    17
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108 Commenti

  • Ciao Keziarica,
    Bentornata, ho poco da dire, aspetto gli eventi. Noto solo lo scambio di ragazze alla reception, il che fa pensare che sia quella di Silla una ricostruzione sotto ipnosi fortemente influenzata dall’esperienza vissuta, ma perché e per come lo sai solo tu. Io rimarrei con lei, ancora.
    Prosa impeccabile e pathos; bene, benissimo.😃
    Al prossimo (a presto). Ciaooo🙋🌻

    • Ciao, Fenderman.
      Mi fa piacere che tu abbia votato il cambio di ragazze alla reception, c’è un motivo per questo, motivo che spero di riuscire a spiegare con in prossimi capitoli. Sono stata assente per un po’ e me ne dispiace, sono felice che abbiate deciso di darmi fiducia e di continuare la lettura. Silla avrà prove da superare, chissà se ci riuscirà nei tre capitoli mancanti…
      Grazie infinite, ti auguro un ottimo WeekEnd. Io lavorerò fino a domenica, poi ferie per due settimane, finalmente!

      Alla prossima!

  • Capitolo 7)

    Si torna indietro, oppure si va avanti? Questa domanda dovrebbe guidarci fra i mille possibili risvolti di questa faccenda. Posso dire che ci sei mancata? 🙂
    Io ritengo che si possa rimanere con Silla, questa volta. Bisogna scoprire qualcosa in più, e la consapevolezza può fare molto.
    Non mi pare di aver trovato errori. Tutto scorre rapido e incalzate come sempre.
    Complimenti!

    Aspetto il prossimo! 😛

    • Ciao, GG.
      Grazie, mi rincuora sapere che non ho infilato qualche erroraccio per la fretta (si fa per dire) di pubblicare 😅 e sono anche felice di esservi mancata, chissà se sono mancata anche alla povera Silla che ricomincia tutto daccapo… mah!
      Intanto, ti ringrazio per essere tornato a leggere e per non aver abbandonato la storia dopo la mia lunga pausa. Fa caldo, è vero, ma presto tornerà il fresco e tu ricomincerai a leggere le nostre storie e io spero, per allora, di aver concluso questa 😉.
      Grazie ancora tantissimo.

      Alla prossima!

  • Ciao, non preoccuparti per la pausa, leggendo ci si ricorda tutto!! Brava ed evocativa come sempre, il caldo e l’afa non hanno intaccato la tua vena creativa!!!
    Ho votato per la sessione di ipnosi, “l’antipasto” ha stimolato la mia fame!!! Alla prossima.

    • Ciao, Isabella.
      Il caldo e l’afa hanno intaccato tutto 😂 per questo nel capitolo c’è di mezzo la neve, mi fa pensare e sognare l’inverno che spero arrivi a rotta di collo!
      Sono felice che il capitolo abbia stuzzicato la tua fame, spero davvero di poterti portare nel mondo “ipnotico” del mio caro dottore.

      Alla prossima!

  • So che te la rendo difficile a tre capitoli dalla fine ma… VOGLIO QUALCOSA CHE STRAVOLGA TUTTO! 😀
    E mando pure un suggerimento: qualcosa che si svolge nell’ipnosi si manifesta nella realtà!

    Quindi, almeno per ora, Hotel Inverno è solo una proiezione mentale della nostra protagonista sotto ipnosi… a distanza? Ma si può fare?
    Comunque Kauffman più che un ipnotizzatore mi sembra più un parapsicologo!
    Devo dire che questo capitolo ha acceso il mio interesse, anche perché la protagonista ha ricominciato da capo e se ne sta accorgendo!

    Ciao 🙂

    • Ciao, Red.
      Non ricordo se hai seguito il racconto Silvia, lì si spiega abbastanza bene chi è e cosa fa Kauffman, un accenno c’è anche in Dolores; comunque, per capirsi, è uno psichiatra che ha messo a punto un modo per parlare con le anime appena trapassate, attraverso l’ipnosi.
      Silla ha ricominciato da capo, ma non proprio nello stesso modo, qualcosa di diverso c’è, solo che è passato del tempo e non pretendo che tu possa ricordartene 😉
      Grazie per essere tornato a leggere e per la pazienza.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Finalmente riprendo il racconto, dopo aver saltato la quinta. A rileggere insieme ovviamente ci guadagna moltissimo la suspense, che governi secondo me benissimo. Ho come l’impressione che stia per esserci una svolta narrativa, una piega diversa rispetto alla conduzione fin qui apprezzata, anche se non so dove tu voglia andare a parare.
    Non è la prima volta che nei tuoi personaggi la curiosità prevale sul terrore, in questo ti confermo il riecheggiare di alcune atmosfere del primo Argento; mi sono trovato vicino a Silla e nelle sue angosce, ben esposte dal ritmo che hai impresso alla sua avventura. Scelgo con la maggioranza tutte e due le cose, curioso di questa svolta che avverto.
    Brava come sai essere sempre nel thrilling, stammi bene e a presto!

    • Ciao, Minollo.
      E come sempre, tu sei troppo gentile.
      Sto provando a trasmettere tensione e angoscia, visto che l’intenzione primaria (ovvero creare un horror triller che includesse un’indagine) è andata a farsi benedire… 🙂
      Non è facile tener testa alle idee, soprattutto quando non si pianifica, e io, ahimè, non lo faccio mai, nonostante sia perfettamente consapevole di questa mia debolezza.
      Ci sarà una svolta nel prossimo episodio, anche perché mi pare di capire che le due cose siano l’opzione vincente.
      Ti saluto e ti ringrazio.

      Alla prossima!

  • Capitolo 6)

    Ehi!
    Ci prepari a un grande ritorno?
    L’idea mi piace parecchio, anche se voglio capire dove ci porterai nel concreto. Per ora hai aggiunto un dettaglio importante, ma per quale motivo?
    Si trasformerà presto in una sorta di ricerca della verità?
    Non ti nascondo che la sensazione di “galleggiare” in un ricordo o in una realtà mi ha riportato alla mente alcune scene di Stranger Things, ma che si sono viste comunque in altri film in cui qualcuno viene calato all’interno di un ricordo, la serie è solo il ricordo più fresco. L’espediente mi piace tantissimo 🙂
    Alcuni errorini, sicuramente dovuti alla fretta, non alterano l’intensità del capitolo. Ben fatto!
    Aspetto di leggere il prossimo, e trovo sia giusto dare spazio a tutte le parti.
    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://www.youtube.com/watch?v=5huecSQQSQA

    Alla prossima!

    • Ciao, GG.
      Stranger Things è fantastico e probabilmente, anche solo a livello inconscio, può avermi influenzato, spero non troppo, altrimenti si precipita nella fan-fiction. 😉
      Eh già, ci sara un grande ritorno, non previsto per la verità, frutto di quei momenti di dormiveglia, quando cerchi una soluzione e arrivano vecchi amici a dare man forte. L’idea, in questo capitolo, era di far vedere le cose dalla prospettiva dell’ipnotizzata, cosa che fino a ora non era mai successa, c’è stata Dolores, ma lei ha interagito in maniera diversa.
      Sono contenta che la cosa ti piaccia e ti ringrazio per la lettura coinvolgente di questo capitolo (anche degli altri, ovviamente).

      Alla prossima!

      p.s. saluta TirannoMauro, ho dimenticato di farlo io sul canale… povero, lo hai fatto rimanere male. 🙂

    • Ciao, Anna.
      Una delle caratteristiche di questa piattaforma sono i bivi… ma se preferisci lasciare a me la scelta, va bene uguale 🙂
      Spero di spaventarti tantissimo nei capitoli a seguire e sì, hai ragione: ci sono vari refusi nati in fase di revisione, pensa te 🙂
      Vabbè, dai, farò meglio nel prossimo.

      Alla prossima!

  • Ciao, quindi Silla sta vivendo un’esperienza d’ipnotismo… le domande e i dubbi a questo punto si fanno più pressanti!!! Chi vivrà vedrà… Ah, ci sono dei piccoli refusi, ma per fortuna non ostacolano l’acuirsi del pathos!!!
    Ho votato per tutte due le cose, credo che il passaggio da un mondo e l’altro abbia bisogno di un certo spazio per respirare!!! Alla prossima.

    • Ciao, Isabella.
      Sì, ed è un modo per tirare in ballo una vecchia conoscenza a me molto cara. Il fatto è che l’idea primaria era un’altra ma, come spesso accade, i personaggi hanno preso il sopravvento (o forse è colpa mia che non programmo mai nulla, se non nella mia testa e neanche con tanta convinzione) e mi sono ritrovata a dover chiedere aiuto 😉
      Grazie per la bontà con cui affronti i miei deliri.

      Alla prossima!

    • Ciao, Red.
      Sì, qualcuno ha ipnotizzato Silla e quello che vive, in qualche modo, è reale. Ci vuole ancora qualche passaggio per capire cosa sta avvenendo davvero. Vedrò di rispondere alle vostre domande in sospeso, senza fretta però, eh, che la paura teme la fretta.

      Grazie e alla prossima!

  • Ciao Keziarica, ti dico subito che preferirei restare nel mondo di Silla perché è lì che sta la paura, ma immagino che tu voglia traslocare dalla parte del terrore, e allora ok.
    Tante immagini evocative confezionate con maestria, confidenza, accostamenti sempre indovinati, molto efficaci.
    Complimenti, anche io al manichino che si muove ho avuto un brivido…👀
    Al prossimo! Ciao.🙋🌻

    • Ciao, Fenderman.
      Forse non è il mondo che immagini, quello dall’altra parte. Meglio così, magari ti sorprendo.
      Come ho scritto a Lou, l’idea del manichino arriva dalle testimonianze di coloro che scoprono un cadavere che di solito riferiscono di averlo scambiato per un manichino.
      Lietissima di aver suscitato un brivido e che le immagini funzionino.
      TI ringrazio per le belle parole e ti auguro una bellissima giornata.

      Alla prossima!

    • Ciao, Lou.
      Felice che tu abbia apprezzato. Il discorso del manichino deriva dal fatto che spesso, almeno per quel che dice chi ritrova un cadavere, un corpo somiglia di primo acchito a un manichino, in effetti fa un po’ impressione, ma a questo serve l’horror, giusto? 😉
      Vediamo se anche gli altri si sono fatti una mezza idea.
      Grazie tantissime e alla prossima!

  • Dunque:
    -La fuga, sconsigliabile. Già di sicuro sarà tutta sbarrato.
    -Indagare, super sconsigliabile. Non si sa se il tipo è ancora in agguato, potrebbe spuntare da un momento all’altro;
    -Tornare nella stanza. Forse è una buona idea. Per esempio in Dracula ad inizio storia al protagonista gli viene detto che l’unico luogo sicuro dove può dormire è la sua stanza. Perciò mi baso su quello.
    Ritorno niente male, sono curioso di vedere come continuerà la storia. Specialmente solo per capire se è lì perché lo vuole… o perché è stata portata.

    • Ciao, DN.
      La scelta non è facile, se mi metto nei panni della protagonista, io mi infilerei nella stanza con le coperte tirate fin sulla testa in attesa dell’arrivo dell’alba, ma questo è un horror e le regole del gioco richiedono altro. Cosa? Chissà… lo scopriremo leggendo 😉
      Grazie per il passaggio e per il voto.

      Alla prossima!

  • Certo in racconto dell’orrore, la protagonista deve continuare a spaventarci, ed è normale che scelga di esplorare il posto spaventoso. Ma, io voto per quello che farei io, me la batterei a gambe levate.
    Sempre grande suspence, Sei maestra in questo. La fretta, però, o la necessità di contenere le battute ha lasciato qualche refuso. Capita anche ai migliori. Ciao keziarica e alla prossima.

    • Ciao, Anna.
      Sì, è vero: sono stata precipitosa e, nonostante le diverse letture, mi sono scappati refusi e ripetizioni, farò meglio la prossima volta. 🙂
      Intanto, grazie per il commento e il voto, sei sempre troppo buona con me.

      Alla prossima!

    • Ciao, GG.
      Mamma mia, ti ho ascoltato e mi sono resa conto della miriade di ripetizioni che sono all’interno del testo, questa volta non ho affidato a Siri la lettura, ho letto io… questo la dice lunga sulla mia capacità di scorgere gli errori. Poi ci sono i refusi, e anche lì, non li ho visti. Eh sì, sto invecchiando e il mio cervello si è un po’ accomodato, servirebbe qualche esercizio da editor per stimolarlo un po’, tu ne conosci qualcuno? 😉
      Grazie, per la lettura e i consigli.

      Alla prossima!

  • Bentrovata K.
    Ordunque, come credo di averti già detto in passato l’horror è uno dei miei generi preferiti. Ne leggo molti, da sempre. Mi ci sono pure cimentato in passato ma temo non sia esattamente nelle mie corde. Del resto non sempre si riesce in ciò che piace. Fatta questa pressoché inutile premessa il tuo racconto riprende canoni classici del genere, rivisitati anche recentemente da alcune serie televisive a mio parere molto ben fatte. Si vede che il tema desta ancora oggi un certo interesse nel grande pubblico.
    In questo genere di racconti è fondamentale creare la giusta atmosfera e tu lo hai fatto più che egregiamente. La tensione è palpabile, il senso di angoscia della protagonista molto ben reso. Probabilmente sei il tipo di persona che in una situazione di quel tipo avrebbe davvero una paura matta il che ti agevola nelle descrizioni dgli stati d’animo della tua protagonista. Qualche refuso qua e là ma niente di grave. Nel primo episodio il vento prima scompiglia la frangia della protagonista e dopo la sospinge verso l’ingresso dell’ostello. Mi chiedo se si tratti di una svista o se sia voluto. Insomma siamo sempre in un horror e ci sta che il vento cambi direzione repentinamente. Non è una critica, solo una mia curiosità.

  • Ciao, Fenderman.
    Anche io scapperei subito, prima di subito e prima ancora di pensare alla parola: Scappo. 😂Però questo è un horror e gli appassionati di questo genere lo sanno: la protagonista non fa mai la cosa più furba… è una tradizione 😉.
    Ti ringrazio per la segnalazione, ho letto almeno tre volte prima di pubblicare, ma non me ne sono proprio accorta, è proprio vero che il cervello non è il miglior alleato di un correttore di bozze, soprattutto se il correttore in questione è l’autore.
    Vabbè, correggerò il file, non mi va di disturbare i ragazzi del sito.

    Grazie ancora tantissimo e alla prossima!

  • torna nella sua stanza per calmarsi e decidere che fare. Mi sembra il momento giusto per fare il punto della situazione prima di agire 🙂

    Ciao! La scena della bambina che dice “ci punirà” e tutto l’intorno, mi ricorda fortemente qualcosa ma non riesco a definire che cosa!

    La scena invece della stazione mi fa capire che è successo qualcosa proprio lì per farla arrivare qui. Ma questo fa parte del mistero che c’è dietro 😉

    Ciao 🙂

    • Ciao, Red.
      Anche a me ricorda qualcosa e mi è venuto in mente mentre lo scrivevo, ma l’ho lasciata comunque la frase, in fondo, in un horror è abbastanza frequente che si dica qualcosa del genere se c’è un cattivo nei paraggi e se questo cattivo… non posso continuare, svelerei troppo 😉 comunque, non si tratta di una bambina, ma di una ragazza, non ci sono bambini nell’Ostello.
      Vedremo come vanno le opzioni.
      Grazie e alla prossima!

  • …dunque cos’è? Un mattatoio, un harem, una prigione?
    Io scapperei non subito, prima di subito.
    Devo rileggere l’episodio di sera, al buio, il mattino non si confà al tema della paura, nonostante tu riesca a creare una atmosfera tesa, densa, usando delle espressioni davvero felici da appassionata del genere. Alcune sono davvero pennellate di finitura notevoli.
    Voto dunque la fuga.
    Se può farti comodo ti segnalo due piccoli refusi.
    Un “per” di troppo nel finale, e qui “…mi trema nelle tempie” credo manchi il punto. Sono piccolissimi dettagli ma so che ci tieni a fare tutto benissimo. Ciao, brava davvero!🙋🌻

    • iao, Fenderman.
      Anche io scapperei subito, prima di subito e prima ancora di pensare alla parola: Scappo. 😂Però questo è un horror e gli appassionati di questo genere lo sanno: la protagonista non fa mai la cosa più furba… è una tradizione 😉.
      Ti ringrazio per la segnalazione, ho letto almeno tre volte prima di pubblicare, ma non me ne sono proprio accorta, è proprio vero che il cervello non è il miglior alleato di un correttore di bozze, soprattutto se il correttore in questione è l’autore.
      Vabbè, correggerò il file, non mi va di disturbare i ragazzi del sito.

      Grazie ancora tantissimo e alla prossima!

      p.s. il sito rifà i capricci, la risposta me l’ha pubblicata come commento…

  • Ciao, sono rimasta tutto il tempo con il fiato sospeso, wow!!! Non si capisce più quale sia il sogno, la realtà e l’intrigo e della vita di Silla ne sta uscendo un vero incubo, per il suo bene deve rislverlo!!!
    Ho votato per continuare a esplorare l’ottavo piano, già che c’è… anche se ho pensato seriamente di farla fuggire dall’hotel!!! Alla prossima.

    • Ciao, Isabella.
      Non si capisce bene cosa sia cosa e come avvenga, cosa succederà… il fatto è che non lo so neanche io 😅, nel senso: so cosa succede, ma non come avviene, vado avanti di capitolo in capitolo, sperando di trovare il modo di continuare senza far aspettare troppo, ché poi si perde il filo e non si riprende più.
      Aspetto di conoscere le vostre preferenze per continuare.
      Grazie, sei sempre troppo gentile.

      Alla prossima!

  • Ciaooo!
    Avevo letto i 4 capitoli per poi scoprire che… non potevo scriverti! 😱
    Però per fortuna il voto lo aveva preso 😅
    Allora: dai che bello!!! Penso che scrivere una storia horror su questa piattaforma sia una grande impresa! Quindi grande che ci riesci! 😊👍
    Mi è piaciuta molto la descrizione del getto della doccia, come anche tutta la descrizione del hotel (sebbene per quest’ultima alcuni nomi tecnici d’architettura non li sapevo nemmeno 😅)
    Però secondo me c’è una nota in tutto il tuo lavoro che devo farti: ma perchè ti scusi? 🙃 sei una donna, la vita ti obbliga già a dover chiedere scusa per troppe cose. Dai valore a quello che vuoi esprimere 😊👍
    Buon lavoro

    Ps ho votato che entrerà nell’ascensore, ma io personalmente me ne resterei in camera, sotto le coperte 😂

    • Ciao, Artemis.
      Benvenuta su questa storia. Mi scuso perché so che faccio sempre un po’ di pasticci con i capitoli. Sono anche un po’ ferma, lo stop ai commenti non ha aiutato, con le idee, farò qualche esercizio per riprendere a scrivere, magari prossima settimana, visto che oggi e domani lavoro e mi serve tempo per “creare” 😉
      Grazie per le belle parole e per l’incoraggiamento, cercherò di fare del mio meglio.
      Alla prossima!
      p.s. alcuni termini vengono da mio marito, che fa il carpentiere e ne sa una più dell’architetto!

    • Ciao, perdona il ritardo, ma non c’era possibilità di commentare o rispondere ai commenti fino ad ora… 😉
      Credo di aver visto il film, ma non mi ricordo molto, dovrò andare a riprenderlo.
      Grazie gentilissimo. Dovrò riprendere la storia ora che i voti e i commenti sono di nuovo attivi.

      Alla prossima!

  • Adoro gli horror ambientati in ambienti chiusi, questi vecchi ostelli di calcestruzzo armato e strani presagi hanno su di me sempre un qualche fascino.

    Le continue sparizioni, la cozza alla reception, Sophie, una figura a metà strada fra un fantasma e una persona che sa anche troppo…
    Sempre più l’ultimo piano dell’ostello sta diventando misterioso, così come la receptionist. Ma soprattutto Lui!

    Non vedo l’ora di vedere come la cosa si andrà ad evolvere, ho trovato stupendo l’uso dell’idea del numero otto simile all’occhio di un nostro che tutto scruta!
    Tutto mi affascina, seguo assolutamente!

    • Ciao, HorroCore.
      Sei davvero molto gentile e ti ringrazio per avermi raggiunto in questo strano ostello 🙂
      Diciamo che io ci provo a rendere tutto misterioso e inquietante, mi auguro di riuscire a mantenere l’interesse. Sophie è una strana tipetta, chissà quale contributo apporterà alla storia e chissà che farà la Cozza. Avrei potuto farla chiamare così anche da Silla, ma mi pareva di cadere in un horror alla Scream (film tra i miei preferiti, ma non adatto all’atmosfera che voglio creare).
      Grazie assolutamente per esserci e per le belle parole. 😉

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Mi dispiace moltissimo di non aver sostenuto il terzo capitolo della tua storia, ma gli ultimi dieci giorni sono stati dedicati all’inventario, e quindi ho avuto pochissimo tempo libero. Leggendo insieme tre e quattro si nota come tu stia dedicando ampi spazi al dialogo e alle sensazioni di Silla, all’angoscia crescente in lei. La scena del calpestio nel corridoio mi fa pensare alla prima volta che ho visto Suspiria, la sensazione di essere un fuscello alla mercé di forze misteriose e sinistre è fortissima. Scelgo che prende l’ascensore, scelgo per la curiosità che va oltre la paura; scusa ancora per l’assenza, spero di leggere presto il prossimo capitolo.
    Stammi molto bene, buona settimana!

    • Ciao, Minollo.
      non scusarti, so perfettamente cosa significa non avere tempo e conosco gli inventari… terribile esperienza annuale. Sono contenta che le mie scelte di narrazione (sembro anche seria mentre lo scrivo) ti stiano piacendo, provo a indagare l’animo di questa ragazza che si trova in una situazione particolare. Sai che me lo dovrei riguardare, Suspiria; mi ricordo solo un giovanissimo Miguel Bosé e la scuola di ballo… ora lo cerco e me lo rivedo.
      Spero davvero di riuscire a pubblicare il prossimo capitolo entro la settimana… questi giorni sono un po’ pieni, ma ci proverò. Grazie per il sostegno stammi benissimo anche tu e alla prossima!

  • ‘ il cuore è un animale che mi cresce nel petto e divora l’aria’. Metafora stupefacente e credo che ti piaccia stupire. Mi piace più degli altri, questo nuovo racconto, procede con tempi più diluiti e ciò permette di gustare al massimo il tuo stile di scrittura. Ho pensato che lei salirà all’ottavo piano (io non lo avrei mai fatto). Alla prossima, ciao keziarica.

    • Ciao, Anna.
      Mi piace stupire… sì, immagino che stupire sia una delle mie intenzioni quando scrivo 🙂
      Questo racconto mi dà modo di esplorare un po’ di più le emozioni della protagonista, anche se rischio di esagerare, la scelta di punto di vista aiuta molto, spero di non abusarne.
      Grazie per la gentilezza che sempre mi dimostri.

      Alla prossima!

  • Capitolo 4)

    Ehi!
    Avrei voluto utilizzare una voce più femminile: secondo me la lettura perde un po’, troppo lontana dal tono della protagonista 🙁
    Trovo che il capitolo sia stato abbastanza funzionale alla storia, e non come lo hai percepito: c’è tutta la creazione dell’ambiente ambiguo, delle domande, della presentazione di un potenziale “cattivo” di eventuali entità. Il dubbio instilla timore nel lettore, perché non sa mai di chi fidarsi. Hai giocato bene questo capitolo! 😉

    Mi aspetto grandi cose dai prossimi!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/2wlDj7eTWWs
    Ciao!

    • Ciao, GG.
      Ottima lettura, come sempre. La voce della receptionist mi ha messo paura!
      Sono felice che non risulti come capitolo di passaggio, sarà che avrei voluto svelare altro e non ci sono riuscita, ho scritto di getto, per far presto perché poi dovevo scappare e non volevo rimandare, sto cercando di impormi di scrivere un capitolo a settimana, perché poi non è facile ricordarsi cosa è successo (già così è difficile ricordarsi tutto di personaggi e storie che sono tanti).
      Che posso dirti? Per i prossimi farò del mio meglio e spero di spaventarti per bene (non credo sia così semplice però).
      Grazie, come sempre.
      Passa una buona domenica.

      Alla prossima!

    • Ciao, Dimensione Nuova.
      Grazie, sei gentile. Siamo solo al quarto… ma si fa presto ad arrivare al finale senza aver detto tutto 😉 bisogna stare molto attenti 🙂
      Sono davvero contenta che la storia risulti intrigante e misteriosa, il mio intento è quello.
      🙂

      Alla prossima!

  • Preme il pulsante…
    Vedo che alla fine l’hai terminato, brava anzi, vedrai ti dimostro “quanto” sei brava.
    Ho anche capito quanto possa essere difficile, ostico scrivere un horror. La necessità primaria di tenere alta, palpabile la tensione ti costringe ad ogni frase a trovare similituni, richiami, paragoni, assonanze, non so come dire… E tutto senza essere banale o ripetitiva. In questo capitolo ce n’è una tale abbondanza che non so come hai fatto! Dunque tutto normale, certi racconti non vengono da soli, non fluiscono leggeri, non si raccontano, si devono “far vivere” ed è tremendamente complicato.
    Congratulation dunque, e forza che alla fine ‘sta ragazza la salviamo!
    A presto (spero). Ciaooo🙋🌻

    • Ciao, Fenderman.
      Sì, alla fine sono riuscita a finirlo. L’ho fatto di getto (cosa più facile da fare quando si scrive in prima persona, almeno secondo me). Scrivere un horror è ostico, forse quanto scrivere un racconto umoristico far ridere o terrorizzare le persone solo con le parole scritte non è semplice.
      Ho cercato di mettere a frutto quel che ho letto e visto (brevi corsi on line) sulla scrittura horror, i rimandi, le similitudini, associare azioni tipiche degli uomini o degli animali a sensazioni, oggetti, momenti; servono a creare stimolare una reazione in chi legge; non è semplice farlo nel modo giusto (io non so se lo faccio correttamente), anche perché si rischia di risultare grotteschi. Non so, ci provo e vediamo che cosa ne viene fuori, finora, a quanto pare funziona 😅
      Ti ringrazio per l’apprezzamento e ti auguro una meravigliosa domenica, io lavoro, ma sarà comunque un’ottima giornata.

      Alla prossima!

  • Ciao, bellissimo, come bellissime sono le tue descrizioni!!! Non so perché, ma a me non è sembrato un capitolo di passaggio, piuttosto un capitolo d’assaggio!!!
    Ho votato per l’urlo agghiacciante, non può mai mancare in una storia thriller, vediamo di cosa si tratta!!! Alla prossima.

    • Ciao, Isabella.
      Non so, l’ho scritto in due trances, senza pensarci troppo e alla fine mi è parso che non dicesse molto… forse perché l’intento era di raccontare qualcosa in più. Sono felice che, comunque, ti sia piaciuto.
      Chissà quale sarà l’opzione vincente…
      Grazie 😊
      Alla prossima!

  • Capitolo 4: QUALCUNO APPARE NEL CORRIDOIO E DISTOGLIE LA SUA ATTENZIONE DALL’ASCENSORE. È ancora presto per scoprire il mistero dell’ascensore.

    Molto interessante la parte Mistery di questo racconto; grandi misteri che la nostra Sophie dorvà riuscire a risolvere in cinque capitoli (nel prossimo penso non scoprirà niente).

    Il capitolo più che di passaggio mi sembra di preannuncio; in queste storie è sempre necessario un capitolo che preannunci l’arrivo di qualcosa piuttosto che dare una “stoccata improvvisa”, almeno secondo me 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao, Red.
      Grazie, l’intento è quello di creare un’atmosfera asfissiante e terrorizzante, non è facile davvero.
      Sono felice che ti stia piacendo.
      Silla dovrà scoprire cosa sta succedendo e dovrà farlo in fretta.
      Grazie, tantissimo.
      Alla prossima!

  • Nuovo capitolo e nuovi complimenti!

    Sempre più l’ultimo piano dell’ostello sta diventando misterioso, così come la receptionist. Ma soprattutto Lui!

    Non vedo l’ora di vedere come la cosa si andrà ad evolvere, ho trovato stupendo l’uso dell’idea del numero otto simile all’occhio di un nostro che tutto scruta!

  • Adoro gli horror ambientati in ambienti chiusi, questi vecchi ostelli di calcestruzzo armato e strani presagi hanno su di me sempre un qualche fascino.

    Le continue sparizioni, la cozza alla reception, Sophie, una figura a metà strada fra un fantasma e una persona che sa anche troppo… Tutto mi affascina, seguo assolutamente!

  • Capitolo 3)

    Tolto il sogno criptico, ma abbastanza “leggibile” e “intuibile”, direi che il capitolo serve per rappresentarci al meglio il senso di disagio provato dalla protagonista. Sophie (sono riuscito a leggerlo decentemente, questa volta?) è maledettamente sospetta. Ma potrebbe rivelarsi un ottima pedina per confondere le idee dei lettori, e quello potrebbe essere Ketchup! 😀
    Mi piace il senso di disagio!
    Lei, invece, mi sembra sempre più una detective: tante domande!
    Per questo ho voluto indagare sull’ascensore.

    Aspetto con curiosità il prossimo!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/FOtvZ255evI

    Continua così!

    • Ciao, GG
      Come ti ho scritto nel commento sul Canale, l’incubo è venuto fuori da sé, avrebbe avuto bisogno di più spazio e l’intenzione era di dedicargli un capitolo, per questo mi scuso, perché è finito in questo che, come voi avete scelto, doveva trattare solo la conversazione con Sophie. Però è arrivato e si è preso la parte finale della scena, non sono stata capace di tenerlo a bada… mi è piaciuto come è venuto fuori e l’ho lasciato. Il tuo commento, soprattutto sul Canale, mi ha fatto capire che avrei dovuto dosare meglio gli avvenimenti e per questo ti ringrazio. 😊Farò tesoro del consiglio e cercherò di fare meglio la prossima volta, ma non prometto niente: sono recidiva 😂
      La macchiolina è proprio sangue, arriva dalla pellicina strappata pochi istanti prima, serviva a trasmettere inquietudine… ma, se hai immaginato che potesse trattarsi di ketchup, non ha sortito l’effetto desiderato.
      Grazie ancora per la lettura, il nome è pronunciato correttamente.
      Buona domenica, GG.
      Mi piace molto la parte dedicata alle “critiche” che hai aggiunto nel finale dei video;

      Alla prossima!

  • Magnifica la descrizione di Sophie, sembra di vederla, figura sfuggente e misteriosissima allo stesso tempo. Mi chiedo quale sia ( se c’è) lo scopo del suo dire e non dire. Col dialogo hai reso la scena inquietante, quanto basta a dare il via all’incubo che segue. Io non sarei uscita a vedere cosa accadeva all’ascensore, perciò ho votato per la vista dal bagno. Mi piace questo racconto, più degli altri che magistralmente hai scritto, ha tempi più dilatati anche se lo stile è sempre il tuo, perfetto tecnicamente e coinvolgente nel contenuto. Alla prossima Keziarica.

    • Ciao, Anna.
      Che bel commento che mi regali, grazie!
      Mi sono un po’ persa e il dialogo si è fatto lungo, nonostante tutto, ci ho infilato dentro anche l’incubo che, forse, come dice GG, avrebbe avuto bisogno di più respiro e di un capitolo dedicato; sono, comunque, molto felice che ti sia piaciuto, spero di riuscire a svelarti presto il perché Sophie è così sfuggente.
      Grazie ancora tantissimo e passa una buona domenica.

      Alla prossima!

  • A me l’incubo è piaciuto tantissimo, non capisco perché ti sia scusata. I topos dell’horror ci sono tutti e la tensione sale sempre di più. In questo capitolo ho notato anche un certo affinamento della prosa, sarà che non ho fatto fermentare a dovere i primi due, ma questo me lo sono scolato come un bicchiere di cerasuolo ghiacciato in una serata afosa di metà luglio. Il tuo stile è davvero affascinante, è delicato, ma al contempo nerboruto. Davvero molto brava.
    Sicuramente vedrà qualcosa di strano dalla finestra.
    Alla prossima carissima.

    • Ciao, Art.
      Mi sono scusata perché l’incubo era una delle opzioni, insieme alla chiacchierata con Sophie, e, dato che l’opzione predominante era quest’ultima, l’incubo non avrebbe dovuto esserci (in quanto non scelto da voi), ma sono sicura che mi avete perdonato 😉
      Ti ringrazio tantissimo per le belle parole, mi fanno davvero piacere. Scrivere horror non è semplice, ormai le abbiamo viste tutte, se il mio stile riesce a risultare efficace non posso che esserne felice.
      Grazie davvero e alla prossima!

    • Ciao, Red.
      Io non lo so cosa farei dopo un incubo così, forse mi raggomitolerei sotto le coperte e tenterei di dormire per ritrovarmi al mattino seguente in una stanza piena di luce… ma io non sono Silla e lei vive in un horror…
      Sophie è particolare, sì, l’ho ideata così, intendo renderla sempre più strana… sappilo 😉
      Grazie e alla prossima!

  • Ciao, voto anche io l’ascensore. Io che non indovino mai niente, colgo in Sophie uno strano disagio, una tensione che me la fa percepire più vittima che colpevole, ho la sensazione che comunichi una cosa che l’atterrisce, ma ha paura di spaventare Silla, e allora si fa reticente. (Naturalmente non sarà così😁)
    Tutto molto efficace e potente brava, brava!🙏
    Un salutone🙋🌻

    • Ciao, Fenderman.
      Sophie ha qualcosa da nascondere, un disagio, forse, chissà, non posso svelare nulla. 😉
      Silla è già spaventata, da molte cose, e questo ostello non è che il culmine dei suoi problemi, vediamo come ne esce, se ne esce… 😉
      Felicissima che ti sia piaciuto, grazie per essere sempre presente. Un salutone a te🙋‍♀️e alla prossima!

  • Ciao, bellissimo dialogo, in qualche passaggio ho addirittura pensato che la colpevole delle sparizioni sia proprio Sophie, ma sarebbe troppo ovvio e semplice!!!
    Ho votato per esce a vedere l’ascensore, io d’istinto farei così, magari trovandomi in qualche situazione pericolosa!!! Alla prossima.

    • Ciao, Isabella.
      Anche io uscirei a vedere, ma prima guarderei dallo spioncino… 😰😂
      Sono contenta che ti sia piaciuto il dialogo, non è mai facile fare interagire i personaggi, si rischia di rendere la conversazione stereotipata e poco credibile, io sono andata liscia, senza pensarci troppo, immaginando proprio le due lì a chiacchierare. A quanto pare, è andata bene.
      Grazie per le belle parole, ti auguro una buona giornata (qui piove, non so da te).

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Prende forma l’ambiente circostante con le atmosfere; tutto questo passa attraverso il corpo di Silla, il caldo e il freddo, i brividi. C’è un sentore di disagio incombente, e tutto sommato reagisce con un minimo di empatia all’invasione di Sophie.
    Bellissima questa narrazione “fisica”, le carezze, la gratitudine di tutte le parti del corpo, le luci al neon negli occhi. La nausea… la storia vive di sensazioni, le protagoniste dell’episodio più ancora della scritta e delle rivelazioni di Sophie. Bravissima!
    Forse per questo non scelgo l’incubo ma le rivelazioni della nuova arrivata (nella storia, perché nell’hotel la nuova è Silla).
    Ti saluto e ti auguro una ottima domenica (io vado al lavoro 😣)

    • Ciao, Minollo.
      Scusa, con i tuoi commenti sono sempre in ritardo… perché?! Mah!
      Se può consolarti, sono andata anche io a lavoro domenica scorsa, come tutte le domeniche d’altronde.
      Le sensazioni della ragazza sono importanti, specie perché la narrazione è in prima persona e servono a creare empatia con il personaggio (almeno questo è quello che dicono i corsi di scrittura creativa che seguo di tanto in tanto). Sophie è una tipa stramba, per come la immagino, una che suscita tenerezza e irritazione allo stesso tempo. Silla imparerà a conoscerla e con lei… e no, basta, sto dicendo troppo. 🙂
      Grazie tantissime e scusa ancora per il ritardo vergognoso.

      Alla prossima!

  • Capitolo 2)

    Bella situazione del caspio! Ho capito ora a che ti riferivi con la questione degli specchi 😀
    Odio le persone invadenti! Ma hai reso bene l’idea 😉

    Mi hai super catturato con questa idea, e adesso sono curiosissimo di scoprire cosa accadrà!
    Non ho molto da segnalarti, mi pare che tutto scorra senza problemi 🙂

    Trovi la lettura sempre su Youtube, a partire dalle 14:00
    https://youtu.be/SNwG-4_-j1g

    Alla prossima!

    • Ciao, GG.
      Le persone invadenti non piacciono neanche a me, dicono di pensare a quello che ci piace e non per poter mettere in scena una storia, be’, ecco, questa cosa mi dà molto fastidio e l’ho messa in campo per dare spessore e credibilità al racconto. Poi, Sophie avrà un ruolo nel prosieguo e mi serviva presentarla con una peculiarità, a parte l’aspetto fisico, che le desse personalità.
      Vediamo come se la cava la nostra ospite, grazie per tutto, sempre gentilissimo.

      Alla prossima!

    • Ciao, Red.
      Ah ah ah, effettivamente, che razza di albergo è? Un ostello un po’ strano, diciamo.
      Sono felice che ti stia piacendo, nonostante il genere che so non essere di tuo gradimento 😉
      Penso che sarà Sophie a vincere, aspetto ancora qualche giorno e poi le do la parola.

      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica, ho visto che hai iniziato un nuovo racconto e quindi eccomi qui. Senza offesa, ma non ho avuto il tempo di leggere “Altrove liquido 1 e 2”. Si parte subito con un’atmosfera che crea senso d’angoscia e suggestione nel lettore. Interessante la descrizione dei dettagli architettonici (lavori nel settore?), e come riesci a dar voce agli oggetti inanimati. La questione dello specchio mi ha ricordato il film “Sei ancora qui”, o magari è soltanto un ricordo distorto, mentre il contesto generale mi ha portato con la mente a “The million dollar hotel”.
    Ecco, se proprio devo improvvisarmi in una personalissima e inutile critica, ho trovato un po’ forzata la “cronaca secondo per secondo” dei mutamenti chimici che avvengono all’interno della protagonista, in special modo per il fatto che la narrazione sia tenuta in prima persona. Ma forse dovrei semplicemente rileggerlo.
    Direi che sono capitato nel posto giusto, in quanto adoro le storie ambientate in luoghi chiusi, che siano alberghi come l’Overlook o manicomi dismessi alla “Session 9”.
    Ottimo lavoro. Alla prossima.

    • Ciao, Art.
      Grazie per essere passato. Non preoccuparti per la mancata lettura degli altri racconti, non è obbligatorio 😉
      Non ho visto i film di cui mi parli, ma so che lo specchio, sia quando riflette cose che quando ospita scritte inquietanti, è una cosa già vista, ma mi piaceva inserirlo 🙂
      Forse capisco quel che intendi con la cronaca secondo per secondo, la protagonista, in quanto detentrice delle sensazioni, non pensa alle mutazioni del suo corpo, però io avevo in mente di far immedesimare il lettore in quello che sente lei, per far comprendere il suo stato d’animo. Forse non avrei dovuto usare la prima persona, ma il punto di vista non sarebbe cambiato e le reazioni sarebbero risultate comunque fuori luogo. Non so, dovrei ragionarci meglio. Ti ringrazio, comunque, per avermelo fatto notare, ci studierò su.
      Anche a me piacciono i luoghi chiusi, abbandonati e, in qualche modo, corrotti (se non lo hai visto, ti consiglio la docu-serie sul Cecil Hotel in programmazione su Netflix), e spero di riuscire a spaventarti almeno un pochino 😉

      Alla prossima!

  • Ciao, mi hai ricordato certe docce raccapriccianti che ho dovuto affrontare nei miei tanti anni da scout!!! Bellissimo il colpo di scena con la scritta “invisibile” nello specchio, un classico per creare suspence!!!
    Ho votato per Sophie, un antipasto di detto non detto sta sempre bene, naturalmente se serve a ingarbugliare ancor di più la narrazione!!! Alla prossima.

    • Ciao, Isabella.
      Io, per fortuna, di docce raccapriccianti non ne ho mai fatto… 😰ma ho in mente immagini terrificanti tratte da tantissimi film. In effetti, la scritta sullo specchio è un po’ un cliché nel genere horror, ma fa sempre un certo effetto.
      Sophie è un personaggio importante in questa storia e avrà di che raccontare, vediamo se sarà lei ad averla vinta.
      Grazie davvero e alla prossima!

  • Ciao Keziarica, di solito una bella doccia nel rifugio di una camera d’albergo progettata proprio per accogliere, è il massimo.
    Qui no, mi pare. Si è solo nudi e vulnerabili, mentre la minaccia si presenta nel più classico dei modi, il più inverosimile, e quindi il più angoscioso.
    Come minimo Silla vorrà saperne di più, e quindi, nel pomeriggio sentirà l’altra ragazza.
    (So che ci tieni e allora ti segnalo: …e incontro il volto di moretta…) Forse manca qualcosa.?
    Ciao!??

    • Nooo, non posso crederci! E dire che l’ho letto tre volte, una interpretandolo come GG, e non ho notato la mancanza… dovrò farmi correggere anche questa, grazie per avermelo segnalato.
      La doccia della povera Silla non è stata come se l’aspettava, purtroppo, arriverà di peggio. 😉
      Grazie, caro Fenderman, per tutto.

      Alla prossima!

  • Capitolo 1)

    Nuova storia!

    Ed è bello vederti di nuovo sull’horror. Cosa ci racconterai?
    Non so perché, ma ho pensato subito all’Overlook, per la descrizione inquietante che hai fatto della situazione. Insomma, un ottimo posto dove andare a dormire!
    Camera 237, eh? Ottima scelta! 😀

    Aspetto di scoprire in quale orrore ci trascinerai.

    Trovi la lettura del primo capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/95NORqZrFRs
    Bentornata, e alla prossima!

    • Ciao, GG.
      In realtà, questa storia arriva dalla visione alla finestra di cui ti ho scritto da qualche parte. Come al solito, i personaggi fanno un po’ quello che vogliono e vedremo dove ci porteranno.
      La stanza 237 ogni tanto spunta nei miei racconti, c’è anche nel primo Gock, un omaggio (umilissimo) a Shining che resta (a parte il libro che è fantastico) uno dei migliori horror mai realizzati. In questo albergo c’è anche un po’ del Cecil, come ha notato Minollo, e non potrebbe essere altrimenti, la sua storia mi ha davvero sconvolta.
      Sono felice che l’incipit ti abbia intrigato, farò del mio meglio per creare sgomento, speriamo bene ?grazie per il commento e per la lettura, mi hai fatto scoprire un errore che non avevo proprio notato.
      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica!
    Un’atmosfera da Cecil Hotel, da rabbrividire solo a varcare la soglia; mi sembra una ambientazione adatta ai tuoi racconti, con vicende passate e presenti che hanno lasciato il segno nella storia della struttura e si intrecciano. Vedremo che ruolo avrà la persona all’accettazione, la tua capacità di resa delle immagini è quella che ormai conosco e che mi cala nell’ostello: dico che le interromperanno la doccia, seguo e ti auguro una bella seconda metà pasquetta.
    Ciao a presto!

    • Ciao, Minollo.
      Sì, da Cecil Hotel e da momenti vissuti a casa… ne scrivevo con Giuseppe. una sera mi è capitato di guardare fuori della finestra e di trovarmi a fissare la sagoma di qualcuno in controluce, che guardava fuori. Dato che era sera e la finestra era illuminata di luce fredda, la sagoma era nera e pareva guardare proprio me in lontananza. Da lì è germogliata l’idea, poi il Cecil ha aggiunto un po’ di carico. Vediamo cosa ne viene fuori. Spero qualcosa di terrificante. ?
      Grazie per essere anche qui e per i complimenti.

      Alla prossima!

    • Ciao, Anna.
      Felicissima di trovarti anche in quest’avventura!
      Sì, ci saranno scene horror, spero inquietanti al punto giusto.
      Intanto, ti rinnovo gli auguri per questa giornata di festa che spero trascorrersinin serenità. Io lavoro, ma la prendo con filosofia.

      Alla prossima!

  • Ciao, bellissimo incipit, anche il tempo esterno s’intona alla perfezione con l’umore della protagonista!!! In effetti tutto è meglio della stazione di notte, certo che sta andando dalla padella alla brace, almeno è questo che lascia intendere tra le righe… Ah, ti è sfuggito un “restò ferma” malandrino, ma immagino fosse un refuso della versione in terza persona (o almeno penso, visto che faccio anch’io sempre le due versioni e poi decido quale scorre meglio)!!!
    Ho votato per la doccia, mi sembrava la desiderasse così tanto da non poterla deludere, almeno nelle intenzioni!!! Alla prossima, Buona Pasqua.

    • Ciao, Red.
      Ben ritrovato ?
      Sì, un altro horror, sarà un po’ anche un giallo e un thriller… servirebbero più sottogeneri su questa piattaforma. 😉
      Vedremo quale opzione vincerà, la doccia, in effetti, sarebbe apprezzata dalla povera Silla. Vedremo…
      Grazie tantissime per esserci anche in questa avventura.
      Buona Pasqua anche a te!
      Alla prossima!

  • Ciao Keziarica, auguri per il nuovo lavoro.
    Inizia nel più classico dei modi alla scoperta di una casa che mette inquietudine.
    Mi è piaciuta molto la descrizione di lei fuori, il vento che la spinge, le offre il volantino, quasi a chiedere aiuto…
    moltissimo la frangia mossa, (cosa che un uomo forse non avrebbe saputo scrivere), e la faccia della ragazza alla reception.
    Una cosa mi sento di obbiettare (non a te , a Silla): visto che l’hotel è poco occupato, perché non trattare una sistemazione a un piano inferiore visto che l’ascensore è rotto? Certe ragazze si mettono nei guai e non fanno nulla per evitarlo!?
    Voto che esce a cercare lavoro. Primo perché la storia me la voglio centellinare… Secondo per vederla fare su e giù per le scale. Ben le sta!?
    Felice Pasqua, speriamo di pace.??

    • Ciao, Ottaviano.
      La descrizione di lei fuori dall’ostello l’ho scritta di getto, senza pensare troppo e immaginando me stessa in mezzo a mulinelli di polvere, con una stanchezza immane addosso e tanto freddo.
      Sul discorso ascensore e piano, beh, intanto, mi occorre un piano alto per ragioni che scoprirai leggendo, non sempre negli horror la protagonista fa la cosa giusta (vedi la biondina che si solito scappa su per le scale anziché verso la porta) e Silla è davvero troppo esausta (anche mentalmente) per poter trattare per una stanza a un piano inferiore.
      Grazie per essere anche qui, grazie per gli appunti, spero di riuscire a dare un senso a tutto nel corso della scrittura.
      Buonissima Pasqua anche a te e, sì, speriamo sia di pace. ?

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