mi scusi

sono io, un fuoco dentro

Sono una ragazza dai lunghi capelli color mogano, due lentiggini e un sorriso che fa innamorare. Il mio nome è Hilde, mi trovo in un villaggio lontano da tutti, la città principale dista due notti, il mio villaggio è circondato da un bosco che profuma di libertà ed uno specchio d’acqua color smeraldo, la mia famiglia è piccola mio padre, noto fabbro del paese, mia madre una curatrice. Ogni tanto mia madre mi manda nel bosco a raccogliere erbe per creare unguenti, infusi e decotti, io mi annoio a raccogliere sempre queste erbe quindi quando devo andare, ne approfitto e faccio qualche piccola deviazione. La mia storia inizia proprio qui. Le luci dell’alba mi sfiorano il viso, sento del calore sulla mia pelle, mi alzo e sento subito mia madre dirmi fai colazione e poi corri nel bosco che mi servono queste erbe, mentre mangio un pezzo di pane, mi dice ‘tarassaco, ginepro e dei mirtilli’, finisco di masticare e parto; mentre sto raccogliendo del ginepro sento un rumore e cosi, mi nascondo dietro un’albero poco distante da me, vedo passare al trotto una decina di cavalieri con al centro una gabbia trainata ed un ragazzo poco più grande di me. Torno a casa con mezze erbe raccolte e corro a dire a mio padre quello che era accaduto, lui con espressione pacata e rilassata mi risponde di stare tranquilla, che non era sicuramente nulla di grave. Arriva sera ed io continuo a pensare a qual che avevo visto, mangio il mio tozzo di pane e bevo la mia scodella di latte allungata con l’acqua, cosi da poter berne anche l’indomani mattina.

Mi sveglio con la curiosità di ieri, parlo a mio padre che volevo recarmi in città con lui, cosi potevo anche vedere se vedevo il ragazzo di ieri. Mentre ci prepariamo mia madre ci fa le solite raccomandazioni e cosi, via vero la città, mi portano veramente poche volte in città, dicono che sia per proteggermi, ma io non vedo questi grandi pericoli, nel bosco è più pericoloso, ma mi mandano senza tante preoccupazioni.

Faccio notare a mio padre questa drastica differenza, lui si mette a ridere sguaiatamente e mi spiega come dovrò comportarmi in città, che ogni anno che passa per me è un pericolo per questo sono cosi apprensivi nel non portarmi.

Sono passate due notti, abbiamo dormito all’aperto, nulla di più magico e rilassante; risaliamo in sella e vediamo le mura della città, la mi agitazione si fa notare un pelino, inizio a riempire di domande mio padre, che esclama un ‘calmati calmati a tempo debito’; Entriamo nelle mura, lui fa le sue consegne ed i suoi acquisti per poter lavorare ancora, io mi perdo nella meraviglia del mercato e dal colore dei tessuti che aimè non potrò mai permettermi, poco più distante in piazza noto il ragazzo di tre sere fa, ancora in quella gabbia, sporco e triste, cerco di avvicinarmi ma non faccio nemmeno in tempo a muovermi che mio padre mi bloccò e mi disse che non era cosa buona avvicinarmi, soprattutto con le guardie che ci stavano osservando.

Carichiamo le sacche, montiamo in sella e torniamo a casa. Ero molto triste per non essere riuscita ad avvicinarmi, il senso di colpa mi divorava dentro, provai a parlare con mio padre, uomo molto comprensivo e magnanimo, spiegai i miei sentimenti , le mie idee, tutte giuste mi disse, ma ricorda, sei donna, tali atteggiamenti avranno delle conseguenze non poco leggere per te e la tua famiglia.

Sentirmi dire tali cosi, mi gelò il sangue che per un paio di giorni non pensai più al ragazzo che avevo visto. 

cosa farà poi Hilde

  • le guardie arrivano presso la sua abitazione chiedendo...... (67%)
    67
  • ne parla con sua madre (33%)
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  • torna in città da sola (0%)
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6 Commenti

  • le guardie arrivano presso la sua abitazione chiedendo……

    Ciao! Sono venuto a leggere questa storia dopo averla vista sul canale di Youtube di Pintore. Ci sono in effetti alcuni problemi di stesura che ti hanno già fatto notare.
    Per quello che ti posso dire io, e che hanno detto anche a me, hai “sbrodolato” tutto come un unico fiume di informazioni. Lascia un po’ respirare la storia, vai a capo quando vi è un dialogo e cerca di renderlo più fruibile come tale. Ad esempio, poteva essere messo come scambio di battute varie cose che il padre dice a Hilde. So che porta via caratteri e questi saranno sempre pochi, ma rende più agevole la lettura.

    Scrivere è difficile ma è bello: continua a migliorare ^_^

    Ti seguo 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao, grazie mille
      Va bene
      Il prossimo capitolo starò molto più attenta.
      Grazie dei consigli ed ora corro a leggere qualcosa di tuo
      Si, scrivere è bello ma non semplice
      Ti seguo pure io ora😁😁

  • Capitolo 1)

    Ehi! Se la cosa può farti piacere, ho letto la tua storia su Youtube. Se vorrai, continuerò anche con i prossimi capitoli! Trovi la lettura qui:
    https://youtu.be/m7rH0k6kgnY

    Approcciarsi a una storia è sempre un po’ difficile. Per iniziare, voglio consigliarti un tempo specifico per la narrazione: ci sono dei salti tra uso del passato e presente. Trovo che saresti più a tuo agio parlandone sempre al passato.
    Inoltre, è consigliabile inserire i dialoghi tra virgolette, separandoli dalla narrazione. Anche a dare a capo più spesso è utile per staccare le scene, specie se distanti nel tempo 😉

    Alla fine del video ho lasciato qualche altro consiglio. Spero di essere tornato utile!

    Al prossimo capitolo!

    • grazie mille.. prenderò in considerazione i tuoi suggerimenti.. 🙂 🙂
      non è facile per me scrivere, ma sono sicura che ci riuscirò

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