Una voce nella notte

Dove eravamo rimasti?

La cartella conteneva diversi fogli, e alcune foto, doveva scegliere quale parte della storia raccontare per primo. Inizia presentandomi i protagonisti di questo podcast (75%)

Cody, Andrew, Janine

Si udì la porta chiudersi, il rumore dei passi morbidi farsi strada nella stanza, L’uomo accese la luce perennemente tenue, fisso il tavolo per un paio di secondi. Sospiro, con un gesto violento sposto la vecchia sedia da ufficio. Si sedette, come se lui fosse un sacco di patate. Apri un cassetto nascosto alla sua destra, prese una cartella color mattone bagnato è la sbatte sul tavolo. Non era di malumore, I suoi gesti, I suoi sospiri, delineavano la figura di un uomo pensieroso, determinato ad andare fino in fondo.
Estrasse un foglio dalla cartella, scritto a mano in bella calligrafia, non si vedevano lettere cosi ben definite e O cosi rotonde da moltissimi anni. Lo fisso per un paio di secondi controllando che sia tutto giusto.
Tutto doveva essere perfetto, tutto al posto giusto, al momento giusto. Accese la Radio, indosso le cuffie, come se fossero un armatura medioevale, sposto il microfono davanti a lui, dolcemente attivo la leva, attese il led verde.

                                      §§§§

«Io sono la vostra voce nella notte. La voce che non volete sentire. La voce che sussurra quando dormite parole proibite.
Una di queste parole, è Cody 17 anni con I capelli color mirtillo, li tinse per caso aiutando la nonna a tingersi I capelli. Decise di tenerli perché ad Andrew piacevano tanto. Cody dal eterna domanda dei genitori «Cosa ti sei rotto oggi?». Eternamente convinto di essere invincibile, 3 volte su 5 ritornava a casa con qualche livido, graffio, è a volte anche qualche dito spezzato. Al età di 8 anni, si ruppe un braccio lanciandosi dal trampolino a occhi chiusi ma sbaglio mira il suo braccio colpi violentemente il trampolino sotto. «Per fortuna è solo il braccio e non la testa pezzo di imbecille» lo sgrido il medico. Gli rimase una cicatrice dalla strana forma di chiave di violino. Un segno del destino per Cody, inizio cosi a studiare musica. Si innamoro del violoncello, senza nessun motivo, lo trovava semplicemente perfetto. Collezionava gli anelli apriscatole delle scatole di acciughe, li dipingeva è li metteva via. Aveva dei pessimi gusti in fatto di cibo, metteva il burro di arachidi nel risotto hai funghi, l’aceto assieme ai corn flakes, intingeva la cioccolata fusa con la pancetta fritta. Il fegato chiedeva aiuto molto spesso. Conobbe Andrew al asilo, entrambi volevano scappare dalla finestra, per evitare I cavoli a pranzo.
Andrew, aveva un anno in meno di Cody. 16 anni, era obbligato a fare nuoto dai genitori disciplina in cui primeggiava, lui amava la danza classica, la praticava di nascosto, adorava danzare il Bolero di Ravel, e Cody lo suonava per lui. A differenza del suo amico/compagno Andrew aveva dei gusti culinari in fatto di cibo molto più sofisticati, forse anche troppo. Leggeva sempre I libri partendo dalla fine, perché non amava aspettare, non terminava mai un libro. Di carattere molto affabile riusciva ad andare d’accordo con quasi tutti. Il solo che non riusciva a sopportare era Jo, il fidanzato di sua sorella, il pallone gonfiato titolare della maglia N.6 della squadra di Football della scuola, di mentalità troppo militare e antiquata secondo lui, un pallone gonfiato che considerava chi si alza dopo le 7 del mattino un fannullone. Così per vendicarsi, nei giorni di festa, quando Jo era più stanco andava sotto casa sua per svegliarlo alle 4 del mattino, lo copriva sempre Janine.
Lei, Janine, abitava nella casa di fronte a Jo, aveva 16 anni, portava spesso gli occhiali da sole perché era stanca delle continue domande sui suoi occhi di diverso colore. Janine non si sentiva ne femmina ne maschio, viveva alla giornata, non faceva mai progetti per il futuro a lungo termine perché definiva la vita un eterno paradosso di Socrate. C’era una cosa che amava tanto, il birdwatching. Era capace di stare ore intere ferma, come un cecchino, per fotografare gli uccelli, ho qualsiasi animale selvatico che le piaceva. Per fotografare un bellissimo cervo, fini al pronto soccorso con molti graffi sul volto e una bruttissima cicatrice lungo tutto il collo a forma di cappio. Ne valse la pena le foto erano bellissime, e venivano comprate spesso dalla casa editrice locale per illustrare I libri per bambini, ho dalla redazione del giornale locale della città. Conobbe Andrew e Cody tra i banchi della mensa, ci fu subito simpatia tra loro.
Fu proprio Janine a leggere per prima il messaggio di Rick, alla chat di gruppo.
«Ci vediamo al bosco dei cuori infranti. E urgente. Sbrigatevi» lui era già la ad aspettarli, camminava avanti è indietro, parlava da solo, guardava il cellulare «Sbrigatevi cazzo».
Perché Rick aveva scoperto una cosa destinata a cambiare per sempre le vite di tutti.
Questa una storia fatta di parole proibite, che corre nella notte, una storia che nessuno vuole sentire per paura. Io sono il sussurro che muta la vostra paura di scoprire cosa c’è oltre il muro.»

L’uomo premette la leva, attese che il led diventi rosso, e si tolse le cuffie.

L'uomo prese la cartella color mattone bagnato, davanti a lui 3 fogli:

  • Raccontami di più sulla loro città. (75%)
    75
  • Raccontami Perché Rick li aspetta nel bosco. (25%)
    25
  • Raccontami la storia di Rick, Carrie e Jim. (0%)
    0
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24 Commenti

  • Capitolo 3)

    Ciao Baby! 😉

    La prima cosa che colpisce, purtroppo, sono gli errori di battitura, tra “è” senza accento, “o” e “ho” comunque il verbo avere un po’ abbandonato in alcune circostanze. Errori secondo me dovuto alla mancata revisione del testo, oppure a una rapida e senza troppa attenzione. Un peccato, perché l’idea di base è, come dico sempre, abbastanza buona.
    Se hai qualche dubbio, puoi sempre utilizzare i comandi vocali del telefono per “dettare” quanto vuoi scrivere, e vedere che ti dice la scrittura automatica 🙂
    Più attenzione. Ricorda che un giorno in più di revisione può salvare una storia!
    In video ti ho lasciato qualche coniglio!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/eKjHY2ag5GI
    Alla prossima!

  • Capitolo interessante, mi piace l’idea di questa città che nasconde la sua anima dietro una facciata rispettabile, per quando a tratti terribile.

    Volevo solo segnalarti un errore: Dicono che la città di nascita, ho la ami ho la odi.

    In questo caso andava la “o” usata come correlazione e non ho di possesso.

    A parte questo continuo a seguire super interessato

  • Ciao, mi accorgo adesso di non aver mai commentato.
    Hai già ricevuto tanto consigli utilissimi; il mio è condensabile in una parola: calma!
    Troppa roba, troppe cose vuoi dire e tutto si confonde, a volte ti sfuggono errori banali che non faresti mai parlando, nella vita. Armati di pazienza, impara a sottrarre e a mettere nero di bianco solo le cose di cui sei certa. Cerca espressioni efficaci, non usare giri di parole.
    Calma e semplicità e vedrai come cresci!😊
    Parlami del muro. Ciao🙋

    • Grazie per essere passato.
      I consigli sono sempre ben accetti.
      Mi trovo ancora con l’ansia da 5000 parole, ho scrivo poco oppure troppo.
      Grazie infinite per i consigli, mi rendo conto che a volte le metafore sono inutili, meglio un linguaggio asciutto e diretto.

  • Dovevo pubblicarlo 5 giorni fa, ma al ultimo minuto mi sono accorta che c’erano delle cose scritte decisamente troppo spoiler.
    Alcune cose possono sembrare senza senso altre assurte e ripetitive, ma se pazientate e arrivate alla fine, a tutto c’è una spiegazione.
    Chiedo gia scusa a tutti in anticipo.

  • Allora allora allora.

    Ho trovato il primo capitolo ben ispirato, ho apprezzato il fatto che fin da subito le cose non funzionino per bene, mi ha scaturito parecchia curiosità.

    Il secondo, come hanno detto i ragazzi prima di me, perde un po’ di forza.

    Penso che ti sia ritrovato magari con una opzione poco nelle tue corde, o che ti abbia un po’ abbattuto.

    Se posso darti un consiglio, evita di mettete fra le opzioni qualcosa che non ti aggrada, così da evitare di trovarsi in strada poco percorribili 😉

    • TI ringrazio infinitamente, per esserti fermato a leggere, e mi scuso per la bruttezza del secondo capitolo. In effetti, mi sono trovata con le mani legate nel scriverlo è il risultato si vede.
      Cerco di non avere fretta, è di fare le cose per bene, anche se ti confesso, come già mi è capitato nel racconto precedente, ho già scritto la fine di questo. Ho le idee chiare di dove voglio arrivare.
      E L’inizio che mi blocca sempre.

      Grazie ancora per essere passato.

  • Capitolo 2)

    Qualche grossa difficoltà di lettura!
    Uno o due giorni in più di revisione avrebbero fatto la differenza, di questo sono sicuro.
    Ho idea che tu abbia proprio odiato questo capitolo, scriverlo perlomeno.
    Ti è venuto fuori quasi un blocco unico, mettendo il lettore in difficoltà. In video credo di aver sottolineato tutto quello che ci sarebbe da sistemare.
    Ci hai dimostrato che sai fare decisamente meglio 🙂 Non farti prendere dalla fretta: hai tutto il tempo del mondo e, se ti forzi a doverlo a tutti i costi pubblicare, rischi di commettere quegli errori grossolani che non sanno proprio del tuo stile. Forza e coraggio per il prossimo! 🙂

    Trovi la lettura sempre su youtube:
    https://youtu.be/FVnfhY_6Uyc
    Non buttarti giù: sbagliare fa parte del processo creativo! 😉

    • Questo capitolo infatti mi ha bloccato molto, per la gestione soprattutto dei personaggi.
      Guardo sempre il lato positivo: Un ulteriore input per studiare e imparare ^_^
      Grazie infinite per i tuoi preziosi e sempre utili consigli.

  • Capitolo 1)

    Iniziamo una nuova avventura. L’idea mi piace molto 🙂

    Purtroppo qualche errorino ha condizionato questa lettura, pur non privandola del suo senso. Qualche tempo verbale spezzato, qualche virgola fuori posto e una punteggiatura che ha tolto un po’ di enfasi al capitolo. Sicuramente non sono riuscito a dare l’effetto che volevi nella narrazione, ma con qualche indicazione in più (ad esempio indicando la cadenza della voce) sarebbe stato più semplice anche per il lettore immedesimarsi. Io ho provato a dargli un taglio più pacato, considerato che hai suggerito Lucarelli.
    I discorsi che crescono di velocità, generalmente vengono privati di punteggiatura, proprio per indicare l’effetto di un discorso senza pause. Se quello era l’intento della parte con i nomi, avresti proprio dovuto evitare la punteggiatura. Sarebbe diventato un unico flusso. Però, in aggiunta, avrei specificato che la voce “correva”.
    Però ho credo di aver capito “l’illusione” che volevi creare con la struttura del testo.
    Mi pare una storia accattivante, quindi aspetto di scoprire dove ci porterai 🙂
    Un giorno di pausa, e poi la revisione finale: è un’ottima strategia per evitare alcuni errori banali!

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube:
    https://youtu.be/JL0AK5-4_K4

    Alla prossima!

    • Grazie per i tuoi consigli, in effetti io ho scritto la storia, pensando ad un romanzo, non ho pensato che un testo podcast, avesse un taglio narrativo un po’ diverso.
      Devo assolutamente revisionare di nuovo il capitolo due.
      Grazie infinite ancora ^_^

  • Ogni buon podcast comincia sempre con una presentazione. In più sono curioso ma non troppo, meglio girare intorno alla storia che andare dritto all’inizio o alla fine.
    Capitolo un po’ NI, le parole sono usate bene ma ci sono qua e la degli errori di paragrafo. In più manca anche l’età di un personaggio (Jim).
    So che è un lavoraccio ma controlla sempre prima di pubblicare.

  • Alcune ripetizioni, sono volute, come scelta narrativa martellante, immaginando una voce narrante questo podcast virtuale. Nella mia mente, mi son sentita la voce di Lucarelli.
    Ringrazio già adesso chi avrà piacere di leggere questa storia, mi scuso già adesso per tutti gli errori fatti in questo episodio, è quelli che faro in quelli successivi.

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