Visitatori da un altro mondo al museo

Una noiosa ronda con sorpresa

“noia!! Noia!! E Super Noia!” urlava Johnny, il guardiano notturno del piccolo museo di storia & affini della cittadina di Alloyance, negli USA. Il suo turno era iniziato da neanche un’ora e avrebbe pagato a peso d’oro per andarsene!!

“che noia essere da soli a fare la guardia! Maledetti tagli al budget! Potevano almeno tenerne due, almeno avrei avuto compagnia e non sarei a parlare da solo con questi fantocci! Senza offesa Generale” disse scusandosi con uno dei manichini

“e poi a chi interessa sta roba!?” urlò indicando uno scaffale pieno di elmetti dei soldati della Seconda Guerra Mondiale tutti uguali “risposta… a nessuno!!” improvvisamente si sentì un rumore, per lo spavento Johnny fece un salto per poi accorgersi che il suono altri non era che il suo cellulare che squillava.

Tirandolo fuori dalla tasca dei pantaloni vide che a chiamarlo era suo padre, “ok (profondo respiro) ciao papà!” urlò Johnny mascherando felicità “tutto a posto? Successo qualcosa? Ah ok, mi hai chiamato per chiedermi come sto… ma si dai tutto bene, sto facendo la ronda, senza di me ladri e predoni ruberebbero tutto! Ahahah! Ehh… sì lo so che nel museo non c’è niente di valore, si chiama sarcasmo! Si papà hai ragione… So che non dovrei lamentarmi, gli altri sono stati licenziati tranne me, e questo lavoro mi serve per pagare le bollette… solo dai! Sono solo come un cane! Comunque boh, faccio ancora un giro e poi mi farò un pisolino in ufficio, ciao stammi bene papà” e chiudendo la chiamata Johnny tornò a fare la ronda.

Dopo aver controllato la sezione “antichi indumenti di guerra” passò nella stanza accanto dedicata ai “busti di personaggi famosi”. Era una stanza piena di volti di marmo che di notte sembravano guardare la guardia con sguardo inquisitorio.

Cercando di evitare i loro occhi Johnny urtò qualcosa che lo fece cadere rovinosamente a terra “che cayser!” urlò tirandosi su, con la torcia guardò cosa aveva urtato e sembrava… un giocattolo?

Una jeep di preciso, di colore verde con delle ruote giganti e un grosso fucile attaccato ad un’asta, “oh oh, guarda guarda, qualche bambino sbadato deve averlo dimenticato… dovrei portarlo tra gli oggetti smarriti, ma prima vediamo se non l’ho rotta” disse ridendo per poi cominciare a giocarci

“vroom vroom, e passa la curva, salta il dirupo… cavolo quanto pesa! E poi spara!” e dicendo ciò toccò l’interruttore del fucile… che sparò un VERO raggio laser che colpì il muro lasciandoci il segno della bruciatura!!

“ehh, da quando la Nattel e la Masbro fanno giocattoli con armi vere!?” si chiese sconvolto

Improvvisamente sentì un rumore, dei piccoli passi, e dopo aver deglutito piano piano si avvicinò all’interruttore e una volta accesa la luce si girò di scatto tenendo la torcia come un manganello

“altolà!” urlò notando però che non c’era nessuno davanti a lui. Poco dopo sentì un ticchettio sotto di lui, chinandosi vide una piccola sfera azzurra, incuriosito la prese per guardarla meglio… e poi esplose!!

“ahhh!!” urlò essendo che la piccola bomba aveva rilasciato del gas urticante che gli finì negli occhi!!

Sentì dei passi, i piccolissimi di prima, poi il rumore di un’auto che viene accesa e con la vista sfocata vide la piccola jeep partire via

“ehi! Fermati!” urlò Johnny cercando d’inseguire il mezzo.

Uscito dalla stanza girò a destra e si ritrovò nell’ala “vasi antichi Cinesi”, poco distante notò la jeep, “non andrai così lontano!” urlò premendo un bottone

Johnny, dopo anni di ronde, anche se accecato sapevano benissimo dove si trovavano tutti i pulsanti che attivavano l’antifurto.

Dopo averlo premuto tutte le entrate vennero bloccate da delle grate e la piccola jeep dovette fermarsi “niente sirena? Maledetti tagli! Beh dai il lato positivo è che non mi esploderanno i timpani, e ora che mi è tornata la vista… vediamo chi c’è!” disse accendendo la luce, e quando vide chi c’era rimase di stucco!!

Sopra al mezzo ci stavano due piccoli esseri umani, cioè, sembravano umani, avevano due enormi occhi completamente neri, niente capelli, orecchie e naso. Uno aveva addosso una tuta gialla e dietro la schiena portava delle spade mentre l’altro una tuta azzurra.

Intanto che Johnny era sbalordito uno degli esseri, quello giallo, afferrò il fucile montato sulla Jeep e provò a colpirlo con il raggio laser, prontamente la guardia schivò il colpo e si nascose dietro un vaso grande quanto lui.

Il cecchino sparò altri due ma poi però il fucile smise di sparare. Il guidatore, ovvero quello azzurro, indicò al suo collega il pannello del veicolo mostrando che avevano finito sia i colpi del fucile… che il carburante.

Il giallo ringhiò, con un balzo scese a terra e poi estrasse le spade “BZZZ!?” chiese guardando il suo compagno, il guidatore fece un lungo sospiro e poi tirò fuori delle bombe e scese anche lui dal mezzo “BZBZBZ!!” gli rispose. Anche se erano contro un gigante i due erano pronti a tutto per vivere!!

Johnny intanto mise fuori la testa per vedere meglio gli esseri “Ok, hanno smesso di sparare, bene… e adesso che faccio?”

Già, e adesso che cosa può fare Johnny?

  • Prova a parlarci? (75%)
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  • Combattere i due piccoli intrusi? (25%)
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  • Scappare via? (0%)
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63 Commenti

  • Capitolo 10)

    Ciao Dimensione Nuova!

    Almeno il finale sono riuscito a recuperarlo.
    Trovo che ci sia qualche errorino di battitura che avresti potuto risolvere con un pelo di revisione in più, considerato che si tratta dell’ultimo capitolo, conviene sempre cercare di chiudere in bellezza!
    In video ho lasciato delle considerazioni finali.
    Tutto sommato, direi che è stata una bella avventura.
    Il trailer finale è davvero simpatico! 😉

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/RyUsVKjvXmU

    Se ti va di partecipare, AngelaCStevenson ci ha regalato un invito per un sito che regala Ebook. L’autore che sceglierete, a fine luglio, sarà il vincitore! 😉 Puoi farmelo sapere nei commenti al video.

    Ciao!

  • Letto anche commento finale e bonus e… mi sto rotolando in terra dalle risate! 😆 😆 😆

    La storia mi è piaciuta ed è stato un piacere leggerla: peccato che sia finita. Ho letto che ti prenderai una pausa (dal caldo) ma poi tornerai a scrivere. Io starò ad aspettarti. Intanto rinnovo i miei complimenti ed applaudo: CLAP! CLAP! CLAP! CLAP! CLAP!

    Alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

  • E siamo arrivati alla fine, non nego che questa storia è stata molto difficile. Ma andiamo con ordine.
    Dopo Toon Quest volevo assolutamente fare una storia fantascientifica, l’idea iniziale era di un ragazzo, sempre di nome Johnny, proveniente dal 2222 che insieme a sua padre stanno creando un videogioco. La trama era simile a Tron, ovvero con Johnny che rimane bloccato nel videogioco e doveva superare tutti i dieci livelli per uscire. Ogni capitolo doveva essere appunto un livello e nella sua avventura si sarebbe fatto aiutare da dei mostriciattoli meccanici simili ai Pokemon che avreste scelto voi lettori. Per vari motivi, un po’ perché non mi andava di fare dei capitoli con un solo personaggio che parla ma anche perché esiste un film simile (il quarto di Scooby Doo), ho accantonato l’idea e ho deciso di fare una storia sul classico “Incontro del terzo tipo”. L’idea del museo è venuta dopo, inizialmente volevo fosse un centro commerciale, ma poi su Netflix vidi “Transformers BotBots” che aveva un’idea simile e ho dovuto cambiare per non essere accusato di plagio.
    A parte questo ecco alcune curiosità. Inizialmente le aliene doveva essere tre: Ghita, Uriel e Navy. Quest’ultima sarebbe stata una ragazza sempre allegra e medico di bordo. Ma poi l’ho tolta perché ci sarebbero stati troppi personaggi da gestire per me.
    Se non si è capito la razza di Uriel e Ghita (volutamente senza nome come il loro pianeta, anche perché non sapevo come chiamarli) sono insetti. Specialmente api e formiche.
    Poi, sì da subito volevo che fossero alieni femmine, un po’ perché in Toon Quest ci sono stati solo personaggi maschili e volevo bilanciare.
    Per i parassiti, strano ma vero, gli ho inventati in un secondo momento! Inizialmente volevo che le aliene fossero naufragate sulla Terra ed erano inseguite dai militari. Ma come un po’ tutto ho abbandonato questo idea in favore di “Terrestri buoni”.
    Il numero di matricola di Ghita (ovvero 19820611) non è un numero a casa, è la data al contrario (quindi 11/06/1982) di E.T.
    E con questo ho finito le curiosità, spero che la storia vi sia piaciuta, vedo che ha avuto molto più successo delle precedenti, ma non sono mancate critiche a volte giuste a volte, a mio parere s’intende, un po’ troppo rompi.
    Ma a parte questo grazie ancora che mi seguite sappiate che continuerò a scrivere, ma per adesso mi prenderò una luuuuunga pausa, un po’ per schiarirmi le idee ma specialmente perché siamo in estate.
    Alla prossima!!

  • Ma tranquilli, ecco un trailer per voi
    “If there’s something strange! In your neighborhood! Who you gonna call? ALIENBUSTERS” cantavano Johnny, Ghita e Uriel mentre attraversavano un deserto.
    “Troppo bella questa canzone! Ma sul serio il film parlava di questi tizi che con delle aspirapolveri catturavano alieni?” chiese Ghita
    “Già, il bello e che l’avevano spiegato in modo scientifico tanto da sembrare possibile, poi ad un certo punto compare persino un dio alieno che per annientarli evoca un mostro pizza gigante!!”
    “Voi umani siete pazzi” rispose Uriel
    “Sicura che le tracce dei parassiti portano qui? Siamo in mezzo ad un deserto! Ovvero luce forever!”
    “Il radar ha localizzato un’anomalia, di sicuro c’è qualcosa” disse Ghita
    “Ehi! Quello cos’è!?” urlò ad un certo punto Uriel, Johnny frenò di colpo e i tre videro davanti a loro un lupo grigio con indosso dei vestiti! Dei pantaloni con delle bretelle per essere precisi.
    L’animale piano piano si avvicinò al mezzo e da quattro zampe si sollevò stando in piedi!
    “Eh mi scusi buon uomo… e piccole personcine, saprebbe dirmi dove si trova il paese delle fiabe? Devo tornarci assolutamente, una mia cara amica ha bisogno di me” chiese gentilmente il lupo rivelando che sapeva parlare!!
    I tre rimasero senza parole.
    “Johnny…”
    “No, questo da noi non è normale Ghita” rispose il ragazzo sconvolto.

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