Avanti un altro… figure alla ribalta.

Dove eravamo rimasti?

E adesso a chi tocca? il maestro spirituale (75%)

Il maestro spirituale

Sebastiano Damiani aveva più di settant’anni, alto e magro come un chiodo, ogni giorno portava a passeggio il suo cane, lungo il marciapiedi della via Roma. Il cane era un enorme alano dall’aspetto inquietante, date le sue dimensioni, ma si vedeva che era Sebastiano il capo branco tra i due.

Egli lo teneva al guinzaglio con polso fermo e, con atteggiamento dominatore, dava comandi brevi e secchi, ai quali,  il cane obbediva, come ipnotizzato dalla sua voce roca e tagliente.

Si capiva dalla postura eretta, dal passo sicuro, dal volto serio e severo, che Bastiano era nato per guidare, per condurre, chi lo avesse seguito, verso alti destini. Ma, a guardar bene, si poteva osservare, all’angolo della bocca del cane, un tenue ghigno di derisione, lieve, quasi impercettibile, che tanto, però, faceva riflettere sui reali rapporti tra loro.

Bisogna sapere che, fin da giovanissimo, Bastiano sentiva una vocazione al misticismo e al paranormale e si era convinto d’essere un Maestro-Guida spirituale, o perlomeno così si definiva, presso i suoi discepoli. Aveva carisma e, con rivelazioni affascinanti, riusciva a tenere avvinti, alle sue pseudo dottrine, gruppi d’individui alla ricerca della propria realizzazione spirituale. Per lo più si trattava di giovani che, inclini all’occultismo e alle pratiche esoteriche, venivano catturati dalle sue profezie  mistiche.

Il gruppo si riuniva, nell’Ashram, quasi tutte le sere. Davanti ad un tabellone, con lettere e simboli, guidato da uno spirito disincarnato, il Grande Maestro poneva le mani su di esso e, in un’atmosfera densa d’incenso, rivelava a ognuno le precedenti incarnazioni.

Tutti avevano fatto parte di un antico gruppo di eletti, chiamato a cambiare le sorti dell’umanità e, si erano ritrovati, in questa porzione dello spazio-tempo, per realizzare un non ben definito progetto. Chi era stato faraone, chi sacerdote di un tempio, chi un discepolo di Gesù; mai che tra loro ci fosse stato un contadino, un falegname, uno stalliere, essi erano tutti spiriti eletti, ritrovatisi in questa vita per portare a termine la loro missione.

In quelle riunioni, i suoi occhi, di un bellissimo blu oltremare, saettavano dall’uno all’altro dei presenti, lasciando intendere che Egli era il depositario di conoscenze occulte che, a tempo debito, avrebbe condiviso. Il suo sguardo ammiccante prometteva a ciascuno ciò che essi cercavano. Le donne lo adoravano, gli uomini gli obbedivano. La parte più affascinante delle sue dottrine riguardava la legge del Karma, secondo la quale, tutte le azioni buone o cattive che fossero, non potevano ritenersi merito o colpa ma, necessità di evoluzione spirituale, attraverso esperienze materiali, insomma: fa quello che ti pare, che tanto non paghi pegno.

Ma quelli erano gli anni settanta, quelli dei guru, dei figli dei fiori, e dei “Sette anni in Tibet”, poi tutto è cambiato, è arrivata la “Milano da bere”. I suoi discepoli si sono svegliati dal sogno e si sono dispersi per le vie del mondo: troppo ardua la via dello spirito, che pretendeva digiuni, studio, lunghe meditazioni, penitenze e, perfino, piccoli oboli, per assicurare le necessità al sedicente maestro-guru. Lui lanciava profezie nefaste a chi si allontanava e minacciava eventi disastrosi a chi dubitava.

Ora, il tempio è vuoto, non più onori e devozione; né incenso brucia al centro dell’Ashram, i canti sacri e i mantra, ripetuti ossessivamente, tacciono e, nel silenzio dell’abbandono, solo lui, il maestro reincarnato siede nella posizione del loto.

Adesso Bastiano ha un unico discepolo, il suo cane, al quale parla di dottrine esoteriche, di reincarnazione, di karma da superare. Il cane, si chiama Shiva, come la dea indiana della distruzione, della quale rappresenterebbe l’attuale forma vivente. In piedi, con atteggiamento ieratico, un dito alzato ad ammonire, Bastiano predica. Shiva lo ascolta, con attenzione, accucciato ai suoi piedi, lo guarda inclinando la testa e drizzando le orecchie. Ma, il massimo della sua devozione, Shiva la manifesta quando, alla fine della preghiera e dell’invocazione triplice dell’ OOM, si volge, con occhio adorante, verso la parete, su cui campeggia una foto a dimensioni reali, del maestro Parhamansa Yogananda, ai piedi della quale è posta la scodella del suo pasto.

Lo spettacolo continua… l’illusione, la scelta, il destino vanno in scena. Chi avanza alla ribalta?

  • un vecchio (0%)
    0
  • una ragazza (83%)
    83
  • una donna (17%)
    17
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56 Commenti

  • Ciao Anna,
    Hai scelto di evitare colpi di scena in una vicenda tanto ordinaria quanto drammatica. Non so se i recenti fatti americani con la Corte suprema che rischia di resuscitare pratiche come questa, ti hanno influenzata. Una realtà che nel mondo occidentale sembrava definitivamente superata rischia di ritornare😡.
    Voto il paravento, mi intriga!👀
    Buona domenica! 🙋🌻

  • Ciao Anna
    Ho letto i cinque capitoli. Ho visto molto bene i personaggi e le scene; le frasi che chiudono i vari episodi sono coerenti, secche, “umane” e non lasciano dubbi.
    Brava Anna!
    Mi chiedo se hai intenzione di collegare tra loro qualcuno di essi. Potrebbe essere un esperimento carino 😊
    Voto Dona Amalia

  • Ciao, ripeto: sei molto brava a rendere la scena vivibile e reale!!! Per il resto non dico nulla, perché per qualcuno potrebbe essere un argomento molto difficile!!!
    Ho votato per donna Amalia, perché ne conosco una e voglio vedere se le assomiglia!!! Alla prossima, e mi raccomando: proteggiti dal caldo.

  • Povero Sebastiano, già il nome a tutto fa pensare tranne che a un maestro spirituale…
    Ciao, Anna.
    Sono solidale con il povero alano che deve sorbirsi le farneticazioni del padrone, menomale che non può capirlo 😉
    Voto la ragazza.

    Alla prossima!

  • Capitolo 4)

    Ciao Anna!

    Capitolo abbastanza intrigante. Mi piace la questione del Karma e anche tutti gli approfondimenti che aprono una breccia sulla vita di questo personaggio e della sua povera Shiva. Come solito di Fenderman, ci hai portato anche questa volta all’interno della vita di qualcuno che, se adiamo a cercar bene, probabilmente si trova lì fuori.
    La questione dei rincarnati, mi ricorda qualcosa, adesso non riesco ad afferrare in quale storia, film o altro; la battuta dell’autore/autrice, era che, agli incontri di questi reincarnati, vi fossero due Napoleone!

    Niente da consigliarti anche a questo giro, mi pare che tutto fili liscio!
    Aspetto il prossimo 😛

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/pmwbt_E1FCw
    Ciao!

    • Ciao. Pintore,
      ho appena finito di ascoltare la tua lettura. Grazie per i complimenti, e grazie per come riesci a dare ai racconti un valore aggiunto. Sì, mi è accaduto di scrivere qualcosa che poi è realmente accaduta di lì a poco. Non è strano, ciò che è razionale è reale (lo affermava Hegel). Mi consolo, pensando che siccome io l’ho scritto prima no mi si può accusare di disonestà intellettuale. A presto.

  • Buongiorno Anna!
    Mi approccio con ritardo alla storia, che vedo è più una teoria di personaggi e oggetti in momenti particolari della loro esistenza.
    Divertente, tragica e disperata; il guru in calo di consensi e il cane devoto alla… ciotola 😂, la poesia di Carlo, ragazzo che esce piano piano dalla conchiglia sembra venire da Eduardo. L’immagine di Selene che danza davanti a lui è potente e poetica, e l’urlo del trapassato di fronte allo strapotere ingiusto della divinità mi fa solidarizzare all’istante. Seguo la sua rassegna e voto la ragazza, scusandomi della mia prolungata assenza.
    Una buona giornata a presto!

  • Ciao, mi è piaciuto molto il ghigno sardonico del cane che nel finale si collega con la ciotola del cibo sotto la foto del maestro Parhamansa Yogananda!!! E poi chissà perché i seguaci del santone erano stati tutti degli “eletti” nelle vite passate…!!!
    Visti i protagonisti delle storie precedenti, ho votato per esclusione: una donna!!! Alla prossima.

    • I nuovi discepoli erano stati spiriti eletti nelle precedenti incarnazioni, perché un “curriculum vitae” elevato, soddisfaceva la vanità e riscattava la banalità del presente stato. Pensa, la gioia di una impiegata alle poste, che copre d’essere la reincarnazione della dea Iside. L’unico ad aver capito tutto era Shiva. ciao Isabella, a presto.

  • Ciao, Anna.
    Con la tua delicatezza e maestria ci hai raccontato in pochissimi caratteri la musica vista da un violino, e che violino!
    Bravissima, come sempre. Che altro posso dirti?
    Per il prossimo voto il maestro spirituale e vediamo cosa ci racconti, quale personaggio fantastico vorrai presentarci. 🙂
    Alla prossima!

    • A quanto pare sarà un maestro spirituale a salire sul palco.
      Ne ho conosciuto qualcuno e ho avuto l’impressione che il tratto comune fosse la necessità di non restare soli. Nessuno voleva fare l’eremita e per i motivi più diversi, come politici ruffiani, cercavano un seguito. Grazie ai complimenti fatti al mio violino, era davvero Lui a parlare; la storia mi era sfuggita di mano.
      Ciao Keziarica, a prsto

  • Ciao, mi accodo a Fenderman, anche se da un po’ più lontano anch’io amo molto sentir suonare un certo violinista!!! Sono stata molto fortunata, perché ogni tanto si vede dalle mie parti assieme ai Solisti Veneti, persino nella nostra chiesa dall’acustica raffinata!!!
    Ho assistito a molti concerti (di Stradivari e Guarnieri muniti), e leggendo le tue parole mi sono sentita ancora là, emozionata e rapita nel mezzo della platea vibrante. Grazie, grazie, grazie.
    Ho votato per il maestro spirituale, perché di solito dietro a queste figure si cela o una santa persona o un gran mascalzone. In ogni caso pane per la tua fantasia!!! Alla prossima.

    • Ci sono anche quelli che, impregnati di ingenuo fanatismo, credono veramente di essere i prescelti. il guaio è che ci credono veramente solo loro. Gli altri, i discepoli hanno altre mire, altri progetti, spesso lontani mille miglia dalla missione promessa.
      Per quello che riguarda il mio violino, ti confesso che ad un certo punto mi sono io sentita posseduta da Lui, che ha parlato per mezzo mio. Io ero il suo servo e non lo sapevo.
      A presto Isabella.

  • Ciao Anna questo episodio è ancora più bello, bravissima il violino ispira moltissimo.
    Ho avuto la ventura, con altre persone, di visitare la foresta dei violini a Paneveggio, quella degli abeti rossi “di risonanza” assieme a, forse, il più grande violinista italiano di sempre.
    Su un albero c’era una targhetta col suo nome inciso. “Questo è il mio albero!” disse abbracciandolo. ” Suona già! ”
    Del suo Stradivari (aveva anche un Guarneri del Gesù) diceva: “Non ho idea di quanto valga, forse un milione, forse due…” Eppure gli capitava, incredibile, di dimenticarlo in giro; come una volta quando fui proprio io a ritrovarlo su una sedia del palco reale de “La Fenice” a Venezia dove lo aveva lasciato poco prima.
    …storie di violini… Storie di cose vive e bellissime.
    Grazie!🙋🌻

  • Ciao, Anna.
    In principio, già con la prima frase, ho avvertito un pizzico di amarezza, poi ho sorriso, pensando a una cosa leggera, ma mi sono ricreduta con lo sfogo finale, con il povero Signor Rossi, uomo qualunque, portatore sano di peccati (come tutti del resto), che chiede conto al Creatore e, addirittura, lo spedisce all’inferno.
    Mi ha toccato questa svolta, chissà come sarà davvero dopo, chissà se c’è un dopo, io spero che non si cominci da una sala d’attesa…
    Brava, come sempre.
    Voto il fotografo e ti saluto.

    Alla prossima!

    • “Chissà come sarà” davvero dopo”. Ecco i tormenti dell’anima! Un altro dono del Creatore, la consapevolezza della nostra fragilità.
      Chissà se potremo chiedere conto o ringraziare, e se c’è qualcuno a cui chiedere conto o ringraziare.
      Domande vane! Comunque, la vita è una meravigliosa opportunità concessa a noi dal Caso o dalla Necessità non importa, viviamola. Ciao Keziarica, buona giornata.

  • Ciao, spero proprio che l’anticamera del paradiso/inferno non sia un’attesa infinita come qui sulla terra, sarebbe una beffa terribile!!! E poi le grandi domande che gli uomini si fanno in ogni tempo, soprattutto in quelli bui come in questo frangente infinito. Le risposte? Chissà…
    Ho votato per il violino, accodandomi agli altri, amo molto la musica!!!!!! Alla prossima.

    • La capacità di farsi domande e la consapevolezza della fine sono “doni” di cui, forse, avremmo fatto volentieri a meno. Le risposte non ci sono e ci rimane solo la speranza che la nostra vita non sia solo un effimero passaggio. Il violino non si pone domande, lui ha solo certezze. Lo vedremo, forse nel prossimo capitolo, se sarà tra i più votati. Ciao Isabella, alla prossima.

  • Ciao Anna, sponsor stavolta di un sentimento molto diffuso.
    I preti dicono che abbiamo avuto in dono il libero arbitrio, che non siamo bestie, tuttavia il dubbio resta, e il povero signor tal de’ tali non ha del tutto torto.
    Capitolo di sfogo e riflessione, ci sta, ci riconosciamo, in lui.
    Per il prossimo voto il violino. Mi piace!
    Ciao, buona domenica!🌻🙋

  • Ciao, bella storia, come lo sono ogni volta le tue. Eh sì, a volte (o forse sempre) il credere troppo negli oroscopi ti può rovinare la vita!!! Ma credo che da Selene ce ne potremo aspettare di belle, povero Carletto!!!
    Ho votato per un defunto, magari proprio la madre che continua a influenzare il figlio dall’Aldilà!!!!!! Alla prossima.

    • Non sempre i personaggi del racconto avranno tra loro relazioni. Sono figure isolate, in comune hanno il fatto che, si trovano in un momento di svolta nella loro vita.
      Alla ribalta, quindi, per un attimo, illuminati dalle luci che mettono in risalto i loro tormenti e le loro scelte. Spero che anche il prossimo ( il defunto non ti deluderà. Ciao Isabella e buona giornata.

  • Ciao, Anna.
    Bentrovata!! Ottimo inizio, titolo che mi ricorda la tua pubblicazione 🙂 Mi ha divertito questo capitolo, come sempre, nelle tue storie convivono leggerezza e profondità, momenti leggeri e altri davvero intensi, mi piace molto il tuo stile, davvero.
    Non posso far altro che votare per il defunto, è nella mia natura, non posso farne a meno, il mistero o, comunque, il rimando a un qualsiasi mondo sconosciuto mi attira inesorabilmente. 🙂
    Davvero un bell’incipit, brava!

    Alla prossima!

    • Sì, stavolta spezzatino. Niente capitoli tra loro legati, che devi ricordare o rileggere per ritrovare il filo della narrazione. Un palcoscenico, un riflettore che si accende, una figura che si presenta, in un momento della sua esistenza in cui qualcosa accade. Qualcosa che mette alla ribalta le sue convinzioni e le muta, dando alla sua coscienza una diversa consapevolezza. Accade, sai, tutti i momenti.
      Ciao Pintore e buona domenica.

  • Io voto una donna!

    Ciao! La storia è simpaticissima e questo bambino/ragazzo più che la luna di traverso aveva la luna dritta, visto come gli sono andate le cose 😀
    Non sono riuscito a capire se saranno tante storie slegate o se si intersecheranno in qualche modo tra di loro, ma lo scoprirò.

    Ti seguo 🙂

    Ciao 🙂
    PS: qualcuno sa perché improvvisamente si possono commentare solo le storie nuove? Qualcuno è riuscito a sentire lo staff al riguardo?

  • Ciao Anna, dalla conclusione si evince, mi pare, che tutte le castronerie che si dicono a proposito dell’astrologia sono davvero “castronerie”, e che il poveraccio debba essere bollato come uno sfigato predestinato, altrettanto, mentre in realtà è vero che la fortuna si costruisce con il lavoro e, come dimostri, col conforto dell’amore.
    Non avermene, vedo che sei addentro al tema e magari un po’ ci credi. 🙏
    Bravissima come sempre, voto la “donna”. Ciao 🙋🌻

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