Avanti un altro… figure alla ribalta.

Dove eravamo rimasti?

Lo spettacolo continua… l’illusione, la scelta, il destino vanno in scena. Chi avanza alla ribalta? una ragazza (83%)

Dorotea

Dorotea, lunghe gambe e folti ricci, appena donna, diciott’anni. La strada si ritraeva sotto le ruote del suo scooter e i marciapiedi sfilavano veloci alla sua destra. “Stai attenta, mangia e pensami”, le aveva raccomandato la mamma, all’aeroporto, il giorno che aveva lasciato la sua casa e il suo paese, per l’università.

Non era stata attenta e aveva mangiato poco ma, in quel momento, sì, pensava alla mamma: alle sue braccia accoglienti, ai suoi abbracci lunghi, così lontani. Una buca nell’asfalto le provocò una fitta al basso ventre. “ Presto -pensò- sarebbe finito tutto” e le venne da piangere.

Svolto nella stradina e assicurò lo scooter ad un lampione con una robusta catena. Via Branzina, 122, così le aveva detto al telefono, la signora.

Giunse al portone del palazzo, di mattina presto; glielo aveva raccomandato la donna; meglio aver una giornata davanti in caso di complicazioni.

Non aveva quasi chiuso occhio per tutta la notte, ma non aveva dubbi, né ripensamenti per la decisione presa.

La signora, a cui si era rivolta, nel più assoluto riserbo, era pratica, e non nuova a queste operazioni. I primi soldi avuti da suo padre, li avrebbe spesi per uccidere suo figlio.

Salì le scale e suonò il campanello; si sentiva strana, come se un’altra stesse agendo per lei, come se tutto ciò che stava succedendo, le venisse raccontato in terza persona. Attese: le parve lunga l’attesa, ebbe tempo di registrare nella memoria tutti i particolari del pianerottolo, la pianta di ficus rigogliosa, lo zerbino rosso, l’intonaco scrostato; non avrebbe mai scordato quel luogo.

La porta si aprì e la donna la fece entrare; la guardò con indifferenza; non disse una parola e la condusse in una stanza grande e luminosa, arredata con mobili scuri, forse una stanza da pranzo. Sul  tavolo era stesa una tovaglia bianca e accanto ad essa una borsa da medico aperta:

“Togliti le mutande, siediti sul bordo del tavolo e distenditi”, ordinò la donna, senza complimenti. Dorotea obbedì; sentiva male alla mandibola, non si era resa conto, che per frenare il tremore che la scuoteva, aveva tenuto serrati i denti fino a farli stridere.

Rimase distesa immobile sul tavolo, con gli occhi aperti, a fissare il soffitto, le gambe divaricate, le mani a coprirsi, in un estremo, inutile pudore. Così come aveva fatto l’amore, col freddo, contraendo le cosce. Nessun pensiero.

Poi un dolore, oscuro, profondo la dilaniò; un grido rauco le sfuggì e avvertì il calore appiccicoso del sangue, mentre un grumo viscido scivolò fuori dal suo ventre.

“Stai zitta! – le intimò la donna- Vuoi che ti sentano in tutto il palazzo?”

Strinse i pugni e le lacrime le inondarono le tempie, le intrisero i capelli.

Quando il dolore tacque, rimase lì, sul tavolo, a lungo, tremante, indifesa, sola.

Si assopì, stremata; come onde lievi che la sommergevano, le giunsero dietro le palpebre immagini lontane, un mare di erba la cullava, un pesciolino rosso, dentro la sfera di vetro, la guardava o forse le parlava, muovendo lenta la boccuccia.

Qualche ora dopo, la donna si rifece viva e: “Alzati”, le disse porgendole le mutande. Traballante ed intontita, Dorotea si ricompose, si ravviò i capelli, si asciugò il viso e indossò la giacca. Prima d’andare via, depose nella mano della signora due banconote, poi uscì.

La persona che si tirò il portone del palazzo dietro le spalle non era più la stessa che vi era entrata poche ore prima.

Bando alla tristezza... vogliamo sorridere un po'. Chi viene adesso?

  • Il paravento (14%)
    14
  • L'ebanista (29%)
    29
  • Donna Amalia (57%)
    57
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123 Commenti

  • Ciao, Anna.
    L’introduzione mi ha fatto pensare a Margherita Hack, che, a proposito della morte, diceva più o meno la stessa cosa, finché sarò viva non ci sarà la morte e quando morirò non ci sarò più io.
    Rispetto l’idea di questa grande scienziata, che non credeva a nulla che non fosse tangibile, ma io ho una visione diversa delle cose, più rassicurante, c’è qualcosa dopo e qualsiasi cosa sia, sarà meglio del nulla, almeno lo spero.
    Il poveretto ha perso la sua ombra senza neanche accorgersene, beh, non sarebbe poi così male, a parte lo chock, è passato oltre senza soffrire… un altro detto che ho sentito una volta in tv, in una nota serie televisiva, è: “non ho paura della morte, ho paura di morire” che è cosa ben diversa.
    Ma lasciamo stare le mie idee, trovo delicata e profonda questa breve storia, come tu sai fare, brava. L’esperimento è terminato, pensi di tornare presto? Io ti aspetto, eh!
    Alla prossima!

  • Ciao Anna, un capitolo scritto con ricercata eleganza, un tema epocale, esistenziale, e un po’ di gioco.
    Da millenni migliaia di predicatori cercano di convincerci che al rimpiattino con la morte si possa vincere, e che non si deve temerla perché può essere una liberazione.
    Ti qui invece la dai per favorita, sempre e pronta a giocare un brutto scherzo a chicchessia; come non essere d’accordo?
    Resta il tema di fondo: e dopo? Magari ci potrai raccontare in futuro cosa immagini.
    Ti faccio i miei complimenti e ti aspetto qui… Io non mi muovo!😎
    Ciao🙋🌻

  • Capitolo 10)

    Un vero peccato non essere riuscito a recuperarlo in video!
    Ho immaginato un narratore placido, quasi beffardo in alcuni istanti. Tutto osserva, un po’ come un gioco, consapevole che non si possa sfuggire a quel fatidico momento.
    Bella conclusione e fantastica realizzazione. Condivido tuttavia la domanda di Isabella a riguardo del concetto, perché ho pensato un po’ la stessa cosa.
    Rinnovo i miei complimenti per l’idea del racconto e dell’intera storia.
    Reinventarsi ogni capitolo non è semplice, ma hai dimostrato si saperlo fare con eleganza.

    Ovviamente, rimango in attesa del prossimo sviluppo e della prossima avventura!
    A presto Anna!

  • Uhm… scelgo la numero 3, come in un quiz di Mike Bongiorno, magari c’entra qualcosa?
    Ciao, Anna.
    Racconto breve, questa volta, ma carino, come sempre.
    Il paravento non si usa più, l’ultimo l’ho visto nello studio di un dottore… e dire che ce ne sono di bellissimi. Che poi perché si chiamino paravento, se parano solo gli sguardi, non lo so. Forse sono nati con altro scopo.

    Alla prossima!

  • Capitolo 9)

    Ciao Anna!

    Questa storia mia ricordato un’altra che hai portato all’interno delle 10 storie di questo racconto, evidenziando diversi punti di vista. Sempre intriganti e utili al lettore.
    La frenesia dei ricordi del protagonista è un crescendo, e spero di essere riuscito a rendergli giustizia!
    Capitolo più breve del solito, mi pare, ma sempre scorrevole e ben scritto.
    Complimenti!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/-JJUm82-lrU
    Alla prossima, e ultima!
    Ciao!

  • Ciao, in effetti non ci avevo mai pensato… un oggetto creato per salvaguardare il pudore, era al contrario un nascondiglio per “marachelle” poco pudiche!!! E hai ragione sul fatto che ormai si fa tutto alla luce del sole, però si perde quell’alone di mistero e aspettativa che rende tutto più gustoso!!!
    Ho votato per la morte (1), visto che è ad ora l’opzione più votata!!! Alla prossima.

  • Molto bello questo capitolo, un po’ retrò, immagini sbiadite di un passato che non tornerà. Concordo con Giuseppe, è un testo che fa riflettere ed è scritto anche molto bene. Bravissima. Per le scelte, visto che morte deve essere ebbene la numero 1. Mi sa che è la scelta che va per la maggiore perché al momento ha il 100% dei voti. Mi dispiace proprio che sia il penultimo capitolo, in ogni modo mi auguro tu abbia in servo una nuova storia. Ti seguo 🙂

  • Capitolo 8)

    Ciao Anna!

    Capitolo abbastanza toccante. Un tuffo attraverso le impressioni di uno sconosciuto, un acuto osservatore, aggiungerei, tale da raccontarci la vita di questi personaggi, o semplicemente il ritratto di quell’immagine desiderata dalla signora. Ci lasci molto su cui riflettere, specialmente in un momento in cui il digitale sta praticamente cancellando le foto classiche.
    Trovo di non essere riuscito a esprimere, con la voce, l’atmosfera adatta al racconto. Una volta terminato, ho capito che sarebbe servita una lettura più calma, riflessiva e profonda. Spero vada meglio per la prossima!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/MfFq_ncL6kM
    Per la votazione dell’autore preferito, puoi farlo entro la fine di luglio, nei commenti sotto un qualsiasi video! 😉

    Alla prossima!

  • Ciao, Anna.
    Voto il cavaliere Tumbarello, mi ispira simpatia.
    Un racconto nostalgico, che mette insieme le sensazioni di una vita trascorsa che non ha portato molti frutti o comunque non li ha visti maturare.
    Chissà perché, mi aspettavo un finale diverso (tipo un uxoricidio), ma io ho una mente contorta o magari ascolto troppi podcast true crime 😉

    Alla prossima!

  • Ciao, anche se sono una persona con i piedi ben piantati per terra, in qualche modo anch’io ogni tanto cerco di evadere per un po’ dalla realtà, soprattutto scrivendo!!! L’unica accortezza è non confondere la fantasia con la realtà, altrimenti sì che cominciano i guai!!!
    Ho votato per il paravento, a metà strada tra le opzioni… non si sa mai cosa si può trovare là dietro!!! Alla prossima.

  • Capitolo 7)

    Capitolo meraviglioso!
    Rientra di sicuro tra i miei preferiti, ma un po’ tutta la storia è fantastica 🙂
    Keziariaca ti ha già segnalato l’unica parte che potrebbe aver bisogno di correzione, ma è una piccolezza all’interno di questo bellissimo episodio!
    Punto sulla morte!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/k0OHfzGpMtI
    Se ti va di partecipare, AngelaCStevenson ci ha regalato un invito per un sito che regala Ebook. L’autore che sceglierete, a fine luglio, sarà il vincitore! 😉 Puoi farmelo sapere nei commenti al video.

    Ciao!

  • Io dico la Morte, ma credo d’essere in minoranza… so che ne tireresti fuori un ottimo episodio.
    Ciao, Anna.
    Breve ma commovente e intenso questo racconto. Fa riflettere su come siamo diventati, su quanto poco contano le cose oggi, soppiantate ogni giorno da oggetti più sfavillanti e all’avanguardia. Il cavallino incantato dalla bambina che lo sogna a occhi aperti, una storia bellissima.
    Ti segnalo solo, cosa che io avrei messo diversamente, ma non credo sia un errore: “Eravamo innamorati l’uno dell’altro ” l’uno dell’altra? O l’una dell’altro? Dato che uno dei personaggi coinvolti è una bambina. 😉
    Grazie per questo tuffo nei ricordi sani di bambini diversi.

    Alla prossima!

  • Ciao, non so perché, ma mi è tornata alla mente la storia del soldatino di latta, quanti pianti ci ho fatto da bambina!!! Tu sai sempre come portare a galla i dolci ricordi d’infanzia!!!
    Ho votato per il fotografo, chi di noi non è affascinato da una fotografia… e non parlo di selfie!!! Alla prossima.

    • Sì, le vecchie foto, magari in bianco e nero. Se ne facevano poche, ma ognuna veniva conservata con cura, aveva un significato. Adesso, scorrono veloci, coloratissime, si moltiplicano sui telefonini e sui social, senza muovere emozioni. Sono troppe e spesso non dicono la verità. Non ci dispiace troppo premere il tasto ‘cancella’. Cosa che non faremmo mai con le vecchie, sfocate e sgranate foto della memoria. Chi non ha una foto in cui viene ritratto abbracciato al suo giocattolo più amato? Senza tanti megapixel, ma con tanta emozione.
      Ciao Isabella, a presto.

  • Ciao Anna, stavolta davvero ci hai trasportati lontano a quando il giocattolo aveva un significato ormai perso, era la dimensione del sogno. Il desiderio inesprimibile se non con la contemplazione, eppure realizzato, goduto ” …con cautela..” per non sciuparlo e, infine, con quel desiderio ormai consumato, ecco, come da prassi l’abbandono.
    “Poi è andata via… ” quattro parole che chiudono una parentesi e propongono nuovi scenari, ma non per il giocattolo che resta confinato nel suo mondo incompleto, effimero e provvisorio, in attesa di un domani che non ci sarà.
    Brava Anna. Ciao!🙋🌻
    Rivoto il fotografo😊

  • Il fotografo!

    Ciao! Bella e nostalgica questa storia! Ma mi chiedo: in quale soffitta si trova? In quella della casa dell’ex-bambina od in un’altra.

    Anch’io avevo un cavallo a dondolo. Si è rotto ed è rimasto solo il cavallo ed io sono troppo grande per cavalcarlo, ma sono rimasto un sognatore ed ogni volta che lo vedo, sogno ancora di cavalcarlo (ed è bellissimo!).

    Ciao 🙂

  • Ciao, mi sono accorta che il tuo stile ricorda quello di Andre Vitali, autore molto amato e prolifico che in genere ambienta le sue storie a Bellano (paese di origine). Ho ritrovato in alcuni passi la sua ironia, e la sua schiettezza. Ho scelto il fotografo, anche se il cavalluccio a dondolo va per la maggiore 🙂

  • Capitolo 6)

    Torniamo alla lettura 😀

    Ogni storia ha un suo carattere, in questo caso anche un proprio stile di scrittura. Ben fatto!
    Una storia per riflettere su certi aspetti della vita, e su certi personaggi che potrebbe vivere proprio nella porta accanto… magari al piano di sopra! 😀
    Il ritmo è incalzate, il tono divertente ma riflessivo.
    Come sempre i miei complimenti, Anna!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/6kh1gYCRv_c

    Alla prossima!
    Ciao!

  • Ciao, proprio una bella tipa donna Amalia, scendere giù in mutande!!! Ops, in effetti una volta una mia lontana parente è salita nella soffitta del condominio vestita nello stesso modo… e sfangandola altrettanto bene!!!
    Ho votato per il cavallo a dondolo, visto che io da piccola avevo un gallo a dondolo!!!! Alla prossima.

    • Pur di recuperare un oggetto inutile e superfluo, come una bottiglia di plastica vuota, Donna Amalia sfiderebbe l’inferno: ” E se poi mi servisse? Non si sa mai!”
      Una ‘tipa’ , come dici tu, davvero esecrabile.
      Vedremo come sarà il mio cavallo a dondolo, ormai pare de3ciso che sarà lui il prossimo personaggio a salire sul palcoscenico.
      A presto Isabella.

  • Ciao, Anna.
    Questa Donna Amalia mi ricorda una vecchia conoscenza… più ne hanno e più ne vogliono, triste deja vu.
    Ti confesso che ho trovato questo episodio un pochino sottotono rispetto agli altri, non so, molto più raccontato che mostrato. Il tocco è sempre il tuo, lo scritto è scritto bene, ma mi è parso leggermente meno brillante del solito.
    Mi scuso per il ritardo nella lettura, è un periodaccio.
    Voto il cavallo a dondolo e ti saluto.

    Alla prossima!

  • Donna Amalia risparmiatrice, tirchia, avara?
    Che miseria la mania di guadagnare anche quando si spende. A me la vecchia cicciona non piace, quelli come lei non sono da imitare anche se lo spreco è, anche quello, un delitto.
    Il personaggio quasi caricaturale va secondo me oltre le tue stesse intenzioni, sembra che tu non sia completamente connessa con la vicenda. Forse la mia e solo una sensazione ( il caldo?) Ma non posso non dirtelo.
    Voto il fotografo che chissà quante ne ha viste!🌻🙋

    • Apprezzo moltissimo un commento sereno. Già Keziarica mi ha fatto notare i distacco dal mio solito stile ed ho spiegato a lei il motivo. Il fatto è, che detesto Donna Amalia e le persone come lei, ma non ho voluto infierire perché la figura non merita più di tanto. Forse ho sbagliato ad inserirla tra i personaggi… ma ormai.
      Grazie Fenderman e a presto.

  • Capitolo 5)

    Per questa volta mi tocca recuperare il capitolo in silenzio!
    Mi sarebbe piaciuto recuperarlo in video, ma temo di arrivarci troppo tardi!

    La scrittura è sempre ottima.
    Le sensazioni rimangono impresse; e, nonostante tutto, è molto facile immedesimarsi nella protagonista, nel tuo timore, nell’orrore del suo gesto. Non utilizzo il termine orrore a caso.
    L’impostazione che scegli è rappresentativa di un orrore, tenuto nascosto, che è stato causa di malessere per molte donne. Un passo indietro, in alcune parti del mondo, ma che potrebbe innescare il grande ritorno alle posizioni conservazioniste e cieche sui diritti della donna.
    Trovo il tuo racconto, nella sua semplicità di sviluppo, un valido argomento di discussione e confronto, a prescindere dalle posizioni di ognuno in merito alla questione.

    Complimenti!

    Alla prossima!

  • Ciao Anna,
    Hai scelto di evitare colpi di scena in una vicenda tanto ordinaria quanto drammatica. Non so se i recenti fatti americani con la Corte suprema che rischia di resuscitare pratiche come questa, ti hanno influenzata. Una realtà che nel mondo occidentale sembrava definitivamente superata rischia di ritornare😡.
    Voto il paravento, mi intriga!👀
    Buona domenica! 🙋🌻

  • Ciao Anna
    Ho letto i cinque capitoli. Ho visto molto bene i personaggi e le scene; le frasi che chiudono i vari episodi sono coerenti, secche, “umane” e non lasciano dubbi.
    Brava Anna!
    Mi chiedo se hai intenzione di collegare tra loro qualcuno di essi. Potrebbe essere un esperimento carino 😊
    Voto Dona Amalia

    • Ciao Louise, è un vero piacere ritrovarti come lettrice ma, ancor di più mi piacerebbe leggere una tua nuova storia. Come vedi la tua idea di piccole storie iniziata tempo fa col ‘divaneggiare’, ha fatto scuola e in questo momento molti bravi autori si dedicano a questo genere.
      Non ho pensato di mettere in relazione i personaggi alla ribalta ma, potrebbe essere un’idea.
      A presto.

  • Ciao, ripeto: sei molto brava a rendere la scena vivibile e reale!!! Per il resto non dico nulla, perché per qualcuno potrebbe essere un argomento molto difficile!!!
    Ho votato per donna Amalia, perché ne conosco una e voglio vedere se le assomiglia!!! Alla prossima, e mi raccomando: proteggiti dal caldo.

  • Povero Sebastiano, già il nome a tutto fa pensare tranne che a un maestro spirituale…
    Ciao, Anna.
    Sono solidale con il povero alano che deve sorbirsi le farneticazioni del padrone, menomale che non può capirlo 😉
    Voto la ragazza.

    Alla prossima!

  • Capitolo 4)

    Ciao Anna!

    Capitolo abbastanza intrigante. Mi piace la questione del Karma e anche tutti gli approfondimenti che aprono una breccia sulla vita di questo personaggio e della sua povera Shiva. Come solito di Fenderman, ci hai portato anche questa volta all’interno della vita di qualcuno che, se adiamo a cercar bene, probabilmente si trova lì fuori.
    La questione dei rincarnati, mi ricorda qualcosa, adesso non riesco ad afferrare in quale storia, film o altro; la battuta dell’autore/autrice, era che, agli incontri di questi reincarnati, vi fossero due Napoleone!

    Niente da consigliarti anche a questo giro, mi pare che tutto fili liscio!
    Aspetto il prossimo 😛

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/pmwbt_E1FCw
    Ciao!

    • Ciao. Pintore,
      ho appena finito di ascoltare la tua lettura. Grazie per i complimenti, e grazie per come riesci a dare ai racconti un valore aggiunto. Sì, mi è accaduto di scrivere qualcosa che poi è realmente accaduta di lì a poco. Non è strano, ciò che è razionale è reale (lo affermava Hegel). Mi consolo, pensando che siccome io l’ho scritto prima no mi si può accusare di disonestà intellettuale. A presto.

  • Buongiorno Anna!
    Mi approccio con ritardo alla storia, che vedo è più una teoria di personaggi e oggetti in momenti particolari della loro esistenza.
    Divertente, tragica e disperata; il guru in calo di consensi e il cane devoto alla… ciotola 😂, la poesia di Carlo, ragazzo che esce piano piano dalla conchiglia sembra venire da Eduardo. L’immagine di Selene che danza davanti a lui è potente e poetica, e l’urlo del trapassato di fronte allo strapotere ingiusto della divinità mi fa solidarizzare all’istante. Seguo la sua rassegna e voto la ragazza, scusandomi della mia prolungata assenza.
    Una buona giornata a presto!

  • Ciao, mi è piaciuto molto il ghigno sardonico del cane che nel finale si collega con la ciotola del cibo sotto la foto del maestro Parhamansa Yogananda!!! E poi chissà perché i seguaci del santone erano stati tutti degli “eletti” nelle vite passate…!!!
    Visti i protagonisti delle storie precedenti, ho votato per esclusione: una donna!!! Alla prossima.

    • I nuovi discepoli erano stati spiriti eletti nelle precedenti incarnazioni, perché un “curriculum vitae” elevato, soddisfaceva la vanità e riscattava la banalità del presente stato. Pensa, la gioia di una impiegata alle poste, che copre d’essere la reincarnazione della dea Iside. L’unico ad aver capito tutto era Shiva. ciao Isabella, a presto.

  • Ciao, Anna.
    Con la tua delicatezza e maestria ci hai raccontato in pochissimi caratteri la musica vista da un violino, e che violino!
    Bravissima, come sempre. Che altro posso dirti?
    Per il prossimo voto il maestro spirituale e vediamo cosa ci racconti, quale personaggio fantastico vorrai presentarci. 🙂
    Alla prossima!

    • A quanto pare sarà un maestro spirituale a salire sul palco.
      Ne ho conosciuto qualcuno e ho avuto l’impressione che il tratto comune fosse la necessità di non restare soli. Nessuno voleva fare l’eremita e per i motivi più diversi, come politici ruffiani, cercavano un seguito. Grazie ai complimenti fatti al mio violino, era davvero Lui a parlare; la storia mi era sfuggita di mano.
      Ciao Keziarica, a prsto

  • Ciao, mi accodo a Fenderman, anche se da un po’ più lontano anch’io amo molto sentir suonare un certo violinista!!! Sono stata molto fortunata, perché ogni tanto si vede dalle mie parti assieme ai Solisti Veneti, persino nella nostra chiesa dall’acustica raffinata!!!
    Ho assistito a molti concerti (di Stradivari e Guarnieri muniti), e leggendo le tue parole mi sono sentita ancora là, emozionata e rapita nel mezzo della platea vibrante. Grazie, grazie, grazie.
    Ho votato per il maestro spirituale, perché di solito dietro a queste figure si cela o una santa persona o un gran mascalzone. In ogni caso pane per la tua fantasia!!! Alla prossima.

    • Ci sono anche quelli che, impregnati di ingenuo fanatismo, credono veramente di essere i prescelti. il guaio è che ci credono veramente solo loro. Gli altri, i discepoli hanno altre mire, altri progetti, spesso lontani mille miglia dalla missione promessa.
      Per quello che riguarda il mio violino, ti confesso che ad un certo punto mi sono io sentita posseduta da Lui, che ha parlato per mezzo mio. Io ero il suo servo e non lo sapevo.
      A presto Isabella.

  • Ciao Anna questo episodio è ancora più bello, bravissima il violino ispira moltissimo.
    Ho avuto la ventura, con altre persone, di visitare la foresta dei violini a Paneveggio, quella degli abeti rossi “di risonanza” assieme a, forse, il più grande violinista italiano di sempre.
    Su un albero c’era una targhetta col suo nome inciso. “Questo è il mio albero!” disse abbracciandolo. ” Suona già! ”
    Del suo Stradivari (aveva anche un Guarneri del Gesù) diceva: “Non ho idea di quanto valga, forse un milione, forse due…” Eppure gli capitava, incredibile, di dimenticarlo in giro; come una volta quando fui proprio io a ritrovarlo su una sedia del palco reale de “La Fenice” a Venezia dove lo aveva lasciato poco prima.
    …storie di violini… Storie di cose vive e bellissime.
    Grazie!🙋🌻

  • Ciao, Anna.
    In principio, già con la prima frase, ho avvertito un pizzico di amarezza, poi ho sorriso, pensando a una cosa leggera, ma mi sono ricreduta con lo sfogo finale, con il povero Signor Rossi, uomo qualunque, portatore sano di peccati (come tutti del resto), che chiede conto al Creatore e, addirittura, lo spedisce all’inferno.
    Mi ha toccato questa svolta, chissà come sarà davvero dopo, chissà se c’è un dopo, io spero che non si cominci da una sala d’attesa…
    Brava, come sempre.
    Voto il fotografo e ti saluto.

    Alla prossima!

    • “Chissà come sarà” davvero dopo”. Ecco i tormenti dell’anima! Un altro dono del Creatore, la consapevolezza della nostra fragilità.
      Chissà se potremo chiedere conto o ringraziare, e se c’è qualcuno a cui chiedere conto o ringraziare.
      Domande vane! Comunque, la vita è una meravigliosa opportunità concessa a noi dal Caso o dalla Necessità non importa, viviamola. Ciao Keziarica, buona giornata.

  • Ciao, spero proprio che l’anticamera del paradiso/inferno non sia un’attesa infinita come qui sulla terra, sarebbe una beffa terribile!!! E poi le grandi domande che gli uomini si fanno in ogni tempo, soprattutto in quelli bui come in questo frangente infinito. Le risposte? Chissà…
    Ho votato per il violino, accodandomi agli altri, amo molto la musica!!!!!! Alla prossima.

    • La capacità di farsi domande e la consapevolezza della fine sono “doni” di cui, forse, avremmo fatto volentieri a meno. Le risposte non ci sono e ci rimane solo la speranza che la nostra vita non sia solo un effimero passaggio. Il violino non si pone domande, lui ha solo certezze. Lo vedremo, forse nel prossimo capitolo, se sarà tra i più votati. Ciao Isabella, alla prossima.

  • Ciao Anna, sponsor stavolta di un sentimento molto diffuso.
    I preti dicono che abbiamo avuto in dono il libero arbitrio, che non siamo bestie, tuttavia il dubbio resta, e il povero signor tal de’ tali non ha del tutto torto.
    Capitolo di sfogo e riflessione, ci sta, ci riconosciamo, in lui.
    Per il prossimo voto il violino. Mi piace!
    Ciao, buona domenica!🌻🙋

  • Ciao, bella storia, come lo sono ogni volta le tue. Eh sì, a volte (o forse sempre) il credere troppo negli oroscopi ti può rovinare la vita!!! Ma credo che da Selene ce ne potremo aspettare di belle, povero Carletto!!!
    Ho votato per un defunto, magari proprio la madre che continua a influenzare il figlio dall’Aldilà!!!!!! Alla prossima.

    • Non sempre i personaggi del racconto avranno tra loro relazioni. Sono figure isolate, in comune hanno il fatto che, si trovano in un momento di svolta nella loro vita.
      Alla ribalta, quindi, per un attimo, illuminati dalle luci che mettono in risalto i loro tormenti e le loro scelte. Spero che anche il prossimo ( il defunto non ti deluderà. Ciao Isabella e buona giornata.

  • Ciao, Anna.
    Bentrovata!! Ottimo inizio, titolo che mi ricorda la tua pubblicazione 🙂 Mi ha divertito questo capitolo, come sempre, nelle tue storie convivono leggerezza e profondità, momenti leggeri e altri davvero intensi, mi piace molto il tuo stile, davvero.
    Non posso far altro che votare per il defunto, è nella mia natura, non posso farne a meno, il mistero o, comunque, il rimando a un qualsiasi mondo sconosciuto mi attira inesorabilmente. 🙂
    Davvero un bell’incipit, brava!

    Alla prossima!

    • Sì, stavolta spezzatino. Niente capitoli tra loro legati, che devi ricordare o rileggere per ritrovare il filo della narrazione. Un palcoscenico, un riflettore che si accende, una figura che si presenta, in un momento della sua esistenza in cui qualcosa accade. Qualcosa che mette alla ribalta le sue convinzioni e le muta, dando alla sua coscienza una diversa consapevolezza. Accade, sai, tutti i momenti.
      Ciao Pintore e buona domenica.

  • Io voto una donna!

    Ciao! La storia è simpaticissima e questo bambino/ragazzo più che la luna di traverso aveva la luna dritta, visto come gli sono andate le cose 😀
    Non sono riuscito a capire se saranno tante storie slegate o se si intersecheranno in qualche modo tra di loro, ma lo scoprirò.

    Ti seguo 🙂

    Ciao 🙂
    PS: qualcuno sa perché improvvisamente si possono commentare solo le storie nuove? Qualcuno è riuscito a sentire lo staff al riguardo?

  • Ciao Anna, dalla conclusione si evince, mi pare, che tutte le castronerie che si dicono a proposito dell’astrologia sono davvero “castronerie”, e che il poveraccio debba essere bollato come uno sfigato predestinato, altrettanto, mentre in realtà è vero che la fortuna si costruisce con il lavoro e, come dimostri, col conforto dell’amore.
    Non avermene, vedo che sei addentro al tema e magari un po’ ci credi. 🙏
    Bravissima come sempre, voto la “donna”. Ciao 🙋🌻

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