Causa di forza maggiore

Una pedalata di troppo

Il respiro ritmato, i pedali che girano veloci. Nulla di fuori dal comune per Gianni, che aveva trovato nella bicicletta il suo modo per lasciare alle spalle le rogne dell’ufficio: “Pedalo per ossigenare il cervello” diceva lui, sorridendo sornione ai colleghi.
“Io non so come fai, davvero, complimenti per la costanza” commentavano alcuni, gelosi fino al midollo di quel collega tonico e motivato che trovava la carica a fine giornata per mettersi in sella.
Le ruote scivolavano veloci sull’asfalto liscio, lasciando indietro tutte le preoccupazioni che durante il giorno lo inchiodavano alla scrivania. Otto e più ore, fra call, riunioni e l’incessante squillo del cellulare che continuava imperterrito anche dopo l’ufficio. Un confine sempre più labile fra vita e lavoro, dove la bicicletta era diventata più che una passione un modo per sopravvivere. Il bello della bici era che non c’erano orari, bastava superare l’ostacolo della pigrizia iniziale: il trucco era cambiarsi appena a casa, guai ad appoggiare il posteriore sul divano. Quella sì, sarebbe stata garanzia di un fallimento. Via la camicia, su la maglietta, subito in sella, pronti via! Lo aspettava una buona dose di endorfine. Era diventata quasi una dipendenza la sua, fortunatamente senza effetti collaterali. Almeno fino a quel giorno.
Gianni pedalava, chino sul manubrio della sua bici in alluminio, quando prendeva velocità gli pareva quasi di volare. Partiva con la testa piena di pensieri ma ben presto diventavano sempre più leggeri e Gianni leggero insieme a loro. Il suo corpo sembrava perdere consistenza tanto che a un certo punto era solo aria fredda e respiro e pedali. In testa un solo obiettivo: non perdere il ritmo.
Concentrato e carico, quella sera Gianni pedalò più del previsto e imboccò una stradina che si inerpicava fra le montagne. Continuò per 20 minuti buoni, a fiato regolare, senza interruzioni. Fu in quel momento che si sentì al massimo della leggerezza. Così leggero che alzati gli occhi si ritrovò in mezzo alle nubi: il tempo era cambiato, minacciava pioggia adesso. Un cartello indicava “Fuipiano”, la località più vicina, a meno di un chilometro. Decise di proseguire: sarebbe arrivato al paesino, avrebbe preso fiato e sarebbe rimasto all’asciutto al passaggio del temporale. Così fece, ma non aveva fatto i conti col buio: la pioggia andò avanti per quasi 2 ore e invece di restare sotto qualche tettoia in attesa, decise di cenare lì, alla trattoria di paese. Non fu sorpreso di essere l’unico cliente del locale nonostante fosse un venerdì sera, in quel borgo che sembrava assopito in braccio alla montagna. “Che tempaccio eh? Come mai da queste parti? Qualche pedalata di troppo forse?” ironizzò il cameriere nonché proprietario del locale.
“Eh già, mi sono lasciato prendere un po’ la mano… Sembra molto tranquillo qui. Quanti abitanti fa il paese?” azzardò Gianni, invogliato dall’accoglienza dell’oste e da qualche buon bicchiere di vino. “Siamo rimasti solo in 200 anime quassù… Per fortuna gli affari durante la stagione mi fanno tirare avanti, ma non so ancora per quanto. Vivo alla giornata. Il ristorante è di famiglia da generazioni e mi spiacerebbe lasciare. Però avrei voglia di andarmene da qui per …” – un bagliore nel cielo, seguito da un forte tuono interruppe bruscamente la conversazione che non riprese mai più da dove era stata sospesa. Qualche parola cortese, un apprezzamento sui piatti, Gianni gustò con piacere la sua cena, pulì la bocca col tovagliolo e salutò cordialmente il signor Casari.
Uscito dal locale si ritrovò sotto un cielo affollato di stelle. Senza i lampioni e la prepotenza dell’illuminazione urbana, quel blu trapuntato di luci era la miglior visione in HD che avesse mai avuto davanti agli occhi. Si sentì piccolissimo e parte di qualcosa di immenso tutt’insieme, respirò a pieni polmoni. L’aria sapeva di aghi di pino e di bagnato, fresca e pungente dopo il temporale. Era in momenti come questi che si sentiva davvero libero, palpitante, vivo. Ed era proprio per questi momenti che si lanciava in sella dopo il lavoro, per rincorrere queste sensazioni, fuori dalle stanze di rappresentanza e aria viziata che il suo lavoro lo obbligava a occupare durante il giorno. Una vita davanti allo schermo, in fondo, era davvero degna di questo nome? Aveva perso di vista tutto intorno a sé, si era dimenticato compleanni, auguri, ricorrenze varie, il cambio di temperatura e di stagione l’avevano preso più volte alla sprovvista. Aveva visto spesso l’alba ma si era perso tutti i tramonti, non aveva fatto caso al colorarsi delle foglie, né alle nuove rughe sul volto dei suoi. Riemerso da quei pensieri, da qualche tempo sempre più insistenti, si rese conto che era troppo buio per tornare a casa. Rientrò nel locale e chiese a Casari se avesse un posto per la notte. “Io ho un paio di camere qui al piano di sopra, se vuoi. Posso darti del tu vero? Ti faccio un buon prezzo, dai..”. Gianni si lasciò convincere di buon grado e crollò in un sonno profondo.

Il giorno dopo...

  • Gianni si sveglia senza più voce (0%)
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  • Gianni si sveglia e ricorda di avere un pranzo in famiglia ma un imprevisto lo trattiene a Fuipiano (11%)
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  • Gianni decide di partire all'alba per una passeggiata ma viene fermato da un personaggio misterioso al bar del Casari (89%)
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26 Commenti

  • Capitolo 3)

    Ciao Ladis!

    Il capitolo è un bel grattacapo.
    L’unica cosa che non mi è tornata, come dico in video, è la questione del TSO, ma magari mi sbaglio. Non credo che sia possibile richiedere un TSO da parte di una persona qualsiasi per qualcosa del genere, a meno che non si tratti proprio di un “grosso inganno”. C’è anche un po’ di confusione anche per l’impostazione del “lei” che cambia poi in altre parti della narrazione.

    Ma sono davvero incuriosito da come svilupperai il resto.
    Aspetto il prossimo!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/4uLgxXuHXQg
    Se ti va di partecipare, AngelaCStevenson ci ha regalato un invito per un sito che regala Ebook. L’autore che sceglierete, a fine luglio, sarà il vincitore! 😉 Puoi farmelo sapere nei commenti al video.

  • Ciao, voto l’ambulanza…
    Il colpo di scena, roba da incubo, impone riflessione e calma, impossibile eppure doverosa.
    Io ho trovato nel modo di fare della giornalaia un che di stonato, non so se voluto o meno. Diciamo che non la conta giusta.
    Aspetto il seguito.. Ciao🙋🌻

  • L’infermiera all’accettazione ha un’aria fin troppo familiare… magari è proprio Simona!

    Il colpo di scena mi ha gasato, proseguiamo con la cosa, ma inserendo dubbi ed incrongruenze, in modo tale da incasinare ancora di più il nostro protagonista (e poi magari grazie a questi, riesce a trovare una soluzione). Vai così! 😀

    Ciao 🙂

    • Sono super contenta che tu abbia apprezzato il colpo di scena! Complice il caldo, ho notato di aver lasciato qualche virgola per strada e una ripetizione relativa “all’arrivo dell’ambulanza” (visto che mi piace proprio come inizio di frase, lo ripeto una terza volta :D) …spero comunque che nel complesso la lettura sia stata abbastanza scorrevole e piacevole.
      A presto!

  • Si reca in edicola per acquistare un giornale e la proprietaria gli restituisce i documenti ma qualcosa non torna…
    In verità mi piacciono tutte e tre!

    Ciao! Quindi abbiamo un bel mistero in corso in cui il nostro ciclista è incappato! E per di più, qualcuno ha preso i suoi documenti. Sono curioso ^_^

    Ciao 🙂

  • Capitolo 2)

    Ciao Ladis!

    Questa volta non mi riesce di registrate, dunque recupererò il capitolo in silenzio.
    Hai messo il protagonista in una bella situazione complicata; mi chiedo, però, se in circostanze simili la voltante gli avrebbe concesso di tornare in Hotel. Nel caso di un ricercato, che spingesse le autorità a chiudere le via d’uscita dalla città, il nostro protagonista sarebbe già riconosciuto come un potenziale sospettato. Mi ha poco convinto come risvolto, ma potresti avere una spiegazione a questo, quindi non voglio sbilanciarmi, nonostante l’alibi della bicicletta.
    Mi pare che tutto sia filato abbastanza liscio sino alla fine, quindi non mi sento di darti consigli per questo capitolo.
    Giusto una virgola in più nella prima frase: “Il mattino dopo, la sveglia di…”

    Alla prossima!

  • Le scelte mi lasciano un po’ perplesso ma il personaggio misterioso mi intriga, quindi voto quello 🙂

    Ciao! Benarrivato su The Incipit! La storia è intrigante per come è scritta anche se ancora non è successo niente di particolare. Ti consiglio solo di andare a capo durante i dialoghi perché facilitano la lettura.

    Ti seguo 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao Ladis,
    purtroppo non ho alcun consiglio da darti. Solo i miei più sinceri complimenti e un’unica preghiera: scrivili tutti così, i capitoli. Per quanto mi riguarda la stesura è perfetta e non risente di essere snellita. Il ritmo è fantastico e i periodi non ristagnano mai. Anzi corrono, come in sella insieme a Gianni.🚴
    Voto per il personaggio misterioso.
    Alla prossima (e spero presto!!!)😉

  • Capitolo 1)

    Benvenuta su The Incipit!

    Benvenuta su The Incipit.
    Se la cosa può farti piacere, ho iniziato a leggere la tua storia su Youtube, insieme a quelle di altri autori e autrici. Se vorrai, continuerò con i prossimi episodi!
    Mi hai colpito con questo Incipit, quindi voglio vedere dove ci porterai con la tua avventura!
    In video ti ho lasciato qualche consiglio di scrittura, che trovi al termine del video.

    Trovi il video su Youtube:
    https://youtu.be/nkJd8ULvpVM
    Alla prossima!

  • Ciao! Parto col farti i complimenti per questo primo capitolo, mi è piaciuto molto.

    Nonostante non sia un amante della bicicletta, le emozioni e le sensazioni che questa riesce a trasmettere le ho ritrovate fedelmente nel racconto.

    Un inizio interessante, seguo molto volentieri il racconto!

  • Ciao, benvenuta nella nostra piccola comunità.
    La storia e la prosa sono premessa e promessa di una lettura coinvolgente. Concordo con quello scritto da Anna Genna e il solo piccolo consiglio che ti potrei dare è di snellire un poco la stesura andando a capo un pochino più spesso.
    voto l’inconveniente e vediamo che succede.
    ciao, ti seguo. 🙂

    • Ciao Ottaviano! Grazie del commento e dei suggerimenti. Sono approdata casualmente sulla pagina e ho pensato: “Perché no?”. Mi è sempre piaciuto leggere oltre che scrivere…e la piattaforma mi ha ricordato un po’ sia i romanzi a puntate dell’epoca Vittoriana sia i libri-game (questa è un po’un’eresia ma passamela per il fatto dell’interazione, dai…).
      Sì effettivamente il formato in cui ho pubblicato è un po’ faticoso da leggere, rimedierò per le prossime puntate!

  • Ciao Ladis,
    la tua prosa pulita, chiara, coinvolgente ha reso piacevole la lettura del primo capitolo del tuo racconto. Bene hai saputo descrivere le sensazioni del protagonista e il suo desiderio di una vita più vicina alla natura, più attenta e partecipata. ti seguo. alla prossima.

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