Causa di forza maggiore

Dove eravamo rimasti?

Il giorno dopo... Gianni decide di partire all'alba per una passeggiata ma viene fermato da un personaggio misterioso al bar del Casari (89%)

L’uomo col cappello

Il mattino dopo la sveglia di Gianni fu un raggio di sole: filtrando dalle persiane verdi aveva finito la sua corsa proprio sul cuscino del ciclista. Gli uccelli cinguettavano festosi, dal cuculo alla cinciallegra, a intermittenza un ticchettio insisteva sul legno: probabilmente un picchio.

La notte era stata fresca e il letto confortevole. Strano, di solito Gianni faceva fatica a dormire su materassi diversi dal suo, ma quello del Casari era stato una piacevole eccezione. L’uomo si stiracchiò e dopo una rapida doccia, scese di buon mattino nel locale. Dietro il bancone il Casari era già al lavoro: stava servendo un caffè nero pece ad un uomo dall’aria scostante. Lo Straniero portava un cappello scuro a falda larga, incurante dell’aria tiepida di primavera e soprattutto di trovarsi al chiuso.

Gianni salutò cordialmente il Casari e ordinò una spremuta e un toast: “Con un bel formaggio di montagna, eh, non mi metta la sottiletta!” – ci tenne a precisare. Il Casari annuì e trattenne a stento un risolino sotto i folti baffi neri. Lo Straniero lo guardò con un’aria che il Casari non seppe interpretare, fra lo sprezzante e l’assente. Gianni, avendo riposato come non succedeva da tempo, era particolarmente energico e incalzò di nuovo il Casari: “Non è che per caso ha qualche bel percorso da consigliarmi per tornare giù in città? Raramente faccio la stessa strada sia all’andata che al ritorno…” – Gianni sapeva bene che il modo migliore per scoprire le vere chicche di un luogo è farsi consigliare da chi ci vive.

Prima che il Casari potesse rispondere, lo Straniero tirò indietro il cappello con un gesto sicuro, quasi solenne, scoprendo la fronte. Due piccoli occhi scuri incrociarono quelli di Gianni: “Temo che oggi non percorrerà nessun sentiero, perlomeno non verso la città” sentenziò.

In realtà, tirato indietro il cappello, lo Straniero era una figura molto meno cupa di quanto si potesse immaginare. Un uomo sulla quarantina dall’aspetto curato, con appena un accenno di barba per guadagnare un po’ di quell’autorevolezza che si confà a un primo cittadino. “Perdoni l’intromissione, ma ho sentito il suo discorso e non ho potuto fare a meno di intervenire. Emilio Testa, sindaco di Fuipiano” si presentò allungandogli una mano a stringere la sua “Stavo andando in Comune ma ho ricevuto poco fa una chiamata dalla Regione: ci hanno intimato di non far uscire nessuno dal paese. La locale ha già organizzato dei posti di blocco. Fortunatamente si accede al paese solo da un paio di strade…anche perché se così non fosse non mi basterebbero gli uomini in servizio…” disse, malcelando un certo imbarazzo.

“Prego?” ribatté Gianni un po’ seccato. Sentiva la rabbia montare e un certo senso di costrizione, una mancanza di fiato come quando il colletto della camicia iniziava a stargli stretto indosso durante i lunghi pomeriggi d’estate in ufficio. Quella che doveva essere una semplice pedalata serale si stava trasformando in un weekend fuori porta forzato: non era nei piani. Gianni odiava dover cambiare piani. “E si potrebbe cortesemente sapere cos’è saltato in mente alla regione per avanzare una pretesa così, nel fine settimana fra l’altro?”

 “Mi spiace, al momento si tratta di un’informazione riservata. Non sono autorizzato a condividere altri dettagli sulla faccenda. Capisco il suo disappunto, ma in fondo si trova in un piccolo paradiso…se fossi in lei, non mi lamenterei troppo. Un bel pranzo al sacco sui prati e magari un giro nel bosco a ridosso del vecchio chiostro. Si fidi, le piacerà qui…”.

Gianni pagò il Casari -che non osò proferire parola- in silenzio e lasciò il locale con un saluto appena accennato al Sindaco. Salì in sella e, diffidente, decise di andare a verificare lui stesso se non fosse effettivamente possibile lasciare il paese, determinato a scoprirne il perché.

Il cellulare era quasi scarico, perciò anziché attivare il navigatore, preferì avviarsi verso il sentiero che l’aveva portato per la prima volta a Fuipiano. Poco prima dell’imbocco, una volante della Polizia Locale lo fermò. “Documento di identità, prego” gli fece un giovane poliziotto un po’ tarchiato. Gianni iniziò a frugare nella sua maglia da ciclista, ma niente da fare: documenti evaporati, questa non ci voleva. “Senta, ero sicuro di avere i documenti con me…devono essermi caduti durante il tragitto o forse sono rimasti in stanza. Dieci minuti e le mostro tutto.”

Gianni si precipitò dal Casari che gli lasciò setacciare tutta la camera in lungo e in largo, ma della sua carta d’identità e della patente, nulla. Tornò al bancone del bar, con la promessa del proprietario di avvisarlo se avesse trovato qualcosa e la testa piena di interrogativi. Come mai tutta quella fretta di bloccare i cittadini in paese? E perché chiedere un documento se ogni spostamento era proibito?

Doveva recuperare qualche informazione in più, non sarebbe rimasto lì impalato, in attesa. La vita gli aveva insegnato troppe volte che per essere fabbri della propria fortuna bisogna darsi da fare.

Come prosegue l'avventura del nostro ciclista?

  • Il Casari gli offre uno strano aperitivo (17%)
    17
  • Decide di indagare sul motivo del confinamento raccogliendo informazioni sui media locali (0%)
    0
  • Si reca in edicola per acquistare un giornale e la proprietaria gli restituisce i documenti ma qualcosa non torna... (83%)
    83
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

26 Commenti

  • Capitolo 3)

    Ciao Ladis!

    Il capitolo è un bel grattacapo.
    L’unica cosa che non mi è tornata, come dico in video, è la questione del TSO, ma magari mi sbaglio. Non credo che sia possibile richiedere un TSO da parte di una persona qualsiasi per qualcosa del genere, a meno che non si tratti proprio di un “grosso inganno”. C’è anche un po’ di confusione anche per l’impostazione del “lei” che cambia poi in altre parti della narrazione.

    Ma sono davvero incuriosito da come svilupperai il resto.
    Aspetto il prossimo!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/4uLgxXuHXQg
    Se ti va di partecipare, AngelaCStevenson ci ha regalato un invito per un sito che regala Ebook. L’autore che sceglierete, a fine luglio, sarà il vincitore! 😉 Puoi farmelo sapere nei commenti al video.

  • Ciao, voto l’ambulanza…
    Il colpo di scena, roba da incubo, impone riflessione e calma, impossibile eppure doverosa.
    Io ho trovato nel modo di fare della giornalaia un che di stonato, non so se voluto o meno. Diciamo che non la conta giusta.
    Aspetto il seguito.. Ciao🙋🌻

  • L’infermiera all’accettazione ha un’aria fin troppo familiare… magari è proprio Simona!

    Il colpo di scena mi ha gasato, proseguiamo con la cosa, ma inserendo dubbi ed incrongruenze, in modo tale da incasinare ancora di più il nostro protagonista (e poi magari grazie a questi, riesce a trovare una soluzione). Vai così! 😀

    Ciao 🙂

    • Sono super contenta che tu abbia apprezzato il colpo di scena! Complice il caldo, ho notato di aver lasciato qualche virgola per strada e una ripetizione relativa “all’arrivo dell’ambulanza” (visto che mi piace proprio come inizio di frase, lo ripeto una terza volta :D) …spero comunque che nel complesso la lettura sia stata abbastanza scorrevole e piacevole.
      A presto!

  • Si reca in edicola per acquistare un giornale e la proprietaria gli restituisce i documenti ma qualcosa non torna…
    In verità mi piacciono tutte e tre!

    Ciao! Quindi abbiamo un bel mistero in corso in cui il nostro ciclista è incappato! E per di più, qualcuno ha preso i suoi documenti. Sono curioso ^_^

    Ciao 🙂

  • Capitolo 2)

    Ciao Ladis!

    Questa volta non mi riesce di registrate, dunque recupererò il capitolo in silenzio.
    Hai messo il protagonista in una bella situazione complicata; mi chiedo, però, se in circostanze simili la voltante gli avrebbe concesso di tornare in Hotel. Nel caso di un ricercato, che spingesse le autorità a chiudere le via d’uscita dalla città, il nostro protagonista sarebbe già riconosciuto come un potenziale sospettato. Mi ha poco convinto come risvolto, ma potresti avere una spiegazione a questo, quindi non voglio sbilanciarmi, nonostante l’alibi della bicicletta.
    Mi pare che tutto sia filato abbastanza liscio sino alla fine, quindi non mi sento di darti consigli per questo capitolo.
    Giusto una virgola in più nella prima frase: “Il mattino dopo, la sveglia di…”

    Alla prossima!

  • Le scelte mi lasciano un po’ perplesso ma il personaggio misterioso mi intriga, quindi voto quello 🙂

    Ciao! Benarrivato su The Incipit! La storia è intrigante per come è scritta anche se ancora non è successo niente di particolare. Ti consiglio solo di andare a capo durante i dialoghi perché facilitano la lettura.

    Ti seguo 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao Ladis,
    purtroppo non ho alcun consiglio da darti. Solo i miei più sinceri complimenti e un’unica preghiera: scrivili tutti così, i capitoli. Per quanto mi riguarda la stesura è perfetta e non risente di essere snellita. Il ritmo è fantastico e i periodi non ristagnano mai. Anzi corrono, come in sella insieme a Gianni.🚴
    Voto per il personaggio misterioso.
    Alla prossima (e spero presto!!!)😉

  • Capitolo 1)

    Benvenuta su The Incipit!

    Benvenuta su The Incipit.
    Se la cosa può farti piacere, ho iniziato a leggere la tua storia su Youtube, insieme a quelle di altri autori e autrici. Se vorrai, continuerò con i prossimi episodi!
    Mi hai colpito con questo Incipit, quindi voglio vedere dove ci porterai con la tua avventura!
    In video ti ho lasciato qualche consiglio di scrittura, che trovi al termine del video.

    Trovi il video su Youtube:
    https://youtu.be/nkJd8ULvpVM
    Alla prossima!

  • Ciao! Parto col farti i complimenti per questo primo capitolo, mi è piaciuto molto.

    Nonostante non sia un amante della bicicletta, le emozioni e le sensazioni che questa riesce a trasmettere le ho ritrovate fedelmente nel racconto.

    Un inizio interessante, seguo molto volentieri il racconto!

  • Ciao, benvenuta nella nostra piccola comunità.
    La storia e la prosa sono premessa e promessa di una lettura coinvolgente. Concordo con quello scritto da Anna Genna e il solo piccolo consiglio che ti potrei dare è di snellire un poco la stesura andando a capo un pochino più spesso.
    voto l’inconveniente e vediamo che succede.
    ciao, ti seguo. 🙂

    • Ciao Ottaviano! Grazie del commento e dei suggerimenti. Sono approdata casualmente sulla pagina e ho pensato: “Perché no?”. Mi è sempre piaciuto leggere oltre che scrivere…e la piattaforma mi ha ricordato un po’ sia i romanzi a puntate dell’epoca Vittoriana sia i libri-game (questa è un po’un’eresia ma passamela per il fatto dell’interazione, dai…).
      Sì effettivamente il formato in cui ho pubblicato è un po’ faticoso da leggere, rimedierò per le prossime puntate!

  • Ciao Ladis,
    la tua prosa pulita, chiara, coinvolgente ha reso piacevole la lettura del primo capitolo del tuo racconto. Bene hai saputo descrivere le sensazioni del protagonista e il suo desiderio di una vita più vicina alla natura, più attenta e partecipata. ti seguo. alla prossima.

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi