Causa di forza maggiore

Dove eravamo rimasti?

Come prosegue l'avventura del nostro ciclista? Si reca in edicola per acquistare un giornale e la proprietaria gli restituisce i documenti ma qualcosa non torna... (83%)

Ricordati di me

Trenta gradi all’ombra…non pochi per un paesino di montagna. Ma si sa, il riscaldamento globale non risparmia nessuno e, dopotutto, erano già le 12:00 passate.

Gianni entrò deciso nell’unica edicola del paese : “Ciao Gianni, come va?” disse una voce di donna, con l’aria di chi ti conosce da una vita.

Dietro il banco dei giornali e un paio di occhiali eccentrici faceva capolino una donna sulla cinquantina, con lunga coda di cavallo grigia. “Allora che hai? Non rispondi? Non stai bene?” lo incalzò.

Il ciclista era allibito: quel volto non gli diceva nulla di nulla, strano per un fisionomista come lui. “Scusi, ci conosciamo? Non mi pare di ricordare il suo nome…”

“Gianni, davvero, sei sicuro di stare bene? Ci vediamo tutte le mattine…vieni sempre qui a prendere il giornale”.

Era come stare nel Truman Show, ma questa era la vita vera. Gianni infilò una mano in tasca e si diede un pizzicotto. Faceva male eccome..no la sua mente non lo stava ingannando, era assolutamente sveglio e doveva capire in fretta cosa stesse succedendo.

“A che gioco sta giocando? Mi scusi, ma io proprio non la conosco. E’ solo una notte che sono bloccato nel vostro dannato paesino e ora lei mi vorrebbe far credere che ci abito da un pezzo, che sono addirittura un habitué dell’edicola? Non prendiamoci in giro su…non ho tempo da perdere, devo tornarmene a casa. Simona mi sta aspettando ed è già abbastanza in ansia così…”

“Scusa Gianni, ma chi è questa Simona? Tua moglie, Irene, lo sa?”

Gianni appoggiò una mano alla parete. Improvvisamente le pareti avevano iniziato a girare intorno a lui.

“E se non ci conosciamo e non sei mai stato qui, mi spieghi come faccio ad avere trovato qui, sul mio pavimento, questa?” disse la donna allungandogli una carta d’identità.

Gianni chiuse gli occhi per qualche secondo, un respiro e aprì il documento:”Gianni Toccafondo. Stato civile: coniugato. Residente a Fuipiano, via della Gattafame 22. Documento rilasciato dal comune di Fuipiano il 29 ottobre 2020”.

“Non è possibile, lei è pazza…questo documento non è mio! Che diavolo di scherzo è questo? Non mi faccia scomodare tutti i santi del paradiso, la prego…” bofonchiò qualcosa tra sé e poi voce più alta: “ tiratemi fuori da questo incubo, diamine d’una cartolaia hippie, tira fuori il mio vero documento e piantala di fingere di conoscermi o chiamo la polizia”.

“Ah sarebbe lei quello che deve chiamare la polizia? Io invece penso che chiamerò il pronto soccorso…non ti ho mai visto così Gianni, agitato, alterato…incapace di riconoscermi. Non ricordi nemmeno di avere una moglie. Dev’essere scattato qualcosa in te…forse è stato il troppo sole, tu e la tua fissazione per la bici…Per il pomeriggio sono previsti 34 gradi all’ombra e qui non siamo in pianura, amico mio. Il caldo deve averti fatto dare di volta il cervello. Ma ora sei al sicuro, fidati della tua vecchia Emilia…”

Gianni era furibondo tanto che gli tremavano le mani sul touch screen dello smartphone del lavoro, che ormai era diventato anche il suo cellulare personale, le due facce della medaglia si erano ormai fuse in solo volto sfigurato.

Emilia fu più veloce e arrivò prima il medico del paese e poi un’ambulanza a sirene spiegate. Fra l’arrivo del dottore e l’ambulanza a Gianni parve fosse passata un’eternità. Più che una percezione era un dato di fatto: l’ospedale più vicino distava un’ora, un tragitto di montagna dove le curve si sprecavano.

C’era anche il Sindaco col suo cappellaccio a tentare di tranquillizzarlo. Gianni si oppose, si dimenò, gridava a gran voce “Non sono pazzo, non sono pazzoooo…lasciatemi andare, quelli fuori di testa siete voiiii! Dannanti montanari mentecatti!”. All’arrivo dell’ambulanza era sfinito dal tanto divincolarsi: il sindaco e il medico condotto lo tenevano fermo per le braccia.

All’arrivo dell’ambulanza, lo fecero sedere in qualche modo su una barella e con la scusa di un bicchiere d’acqua fresca gli somministrarono una potente dose di Valium, dopodiché si può dire che Gianni “acconsentì” docilmente a essere condotto in ospedale per accertamenti, scortato dal sindaco e dalla fedele Emilia.

“Non preoccuparti, tua moglie sarà qui a momenti” lo rassicurò la donna.

“Ok gra…graaazie” ribatté Gianni quasi rassicurato a quel punto di avere una moglie a sostenerlo. Simona avrebbe capito… sempre che esistesse almeno lei.

Chiuse gli occhi in cerca di riparo, il modo migliore per sfuggire a una realtà troppo difficile da incasellare.

A causa del TSO richiesto da Emilia, Gianni viene portato al pronto soccorso dell'ospedale più vicino...

  • L'ambulanza a poca distanza dalla destinazione fa una brusca frenata e imbocca uno sterrato verso la boscaglia (33%)
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  • L'infermiera all'accettazione ha un'aria fin troppo famigliare... (67%)
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  • Subito dopo il triage arriva Irene e Gianni deve fare i conti con la sua versione della storia (0%)
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26 Commenti

  • Capitolo 3)

    Ciao Ladis!

    Il capitolo è un bel grattacapo.
    L’unica cosa che non mi è tornata, come dico in video, è la questione del TSO, ma magari mi sbaglio. Non credo che sia possibile richiedere un TSO da parte di una persona qualsiasi per qualcosa del genere, a meno che non si tratti proprio di un “grosso inganno”. C’è anche un po’ di confusione anche per l’impostazione del “lei” che cambia poi in altre parti della narrazione.

    Ma sono davvero incuriosito da come svilupperai il resto.
    Aspetto il prossimo!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/4uLgxXuHXQg
    Se ti va di partecipare, AngelaCStevenson ci ha regalato un invito per un sito che regala Ebook. L’autore che sceglierete, a fine luglio, sarà il vincitore! 😉 Puoi farmelo sapere nei commenti al video.

  • Ciao, voto l’ambulanza…
    Il colpo di scena, roba da incubo, impone riflessione e calma, impossibile eppure doverosa.
    Io ho trovato nel modo di fare della giornalaia un che di stonato, non so se voluto o meno. Diciamo che non la conta giusta.
    Aspetto il seguito.. Ciao🙋🌻

    • Sono super contenta che tu abbia apprezzato il colpo di scena! Complice il caldo, ho notato di aver lasciato qualche virgola per strada e una ripetizione relativa “all’arrivo dell’ambulanza” (visto che mi piace proprio come inizio di frase, lo ripeto una terza volta :D) …spero comunque che nel complesso la lettura sia stata abbastanza scorrevole e piacevole.
      A presto!

  • Capitolo 2)

    Ciao Ladis!

    Questa volta non mi riesce di registrate, dunque recupererò il capitolo in silenzio.
    Hai messo il protagonista in una bella situazione complicata; mi chiedo, però, se in circostanze simili la voltante gli avrebbe concesso di tornare in Hotel. Nel caso di un ricercato, che spingesse le autorità a chiudere le via d’uscita dalla città, il nostro protagonista sarebbe già riconosciuto come un potenziale sospettato. Mi ha poco convinto come risvolto, ma potresti avere una spiegazione a questo, quindi non voglio sbilanciarmi, nonostante l’alibi della bicicletta.
    Mi pare che tutto sia filato abbastanza liscio sino alla fine, quindi non mi sento di darti consigli per questo capitolo.
    Giusto una virgola in più nella prima frase: “Il mattino dopo, la sveglia di…”

    Alla prossima!

  • Ciao Ladis,
    purtroppo non ho alcun consiglio da darti. Solo i miei più sinceri complimenti e un’unica preghiera: scrivili tutti così, i capitoli. Per quanto mi riguarda la stesura è perfetta e non risente di essere snellita. Il ritmo è fantastico e i periodi non ristagnano mai. Anzi corrono, come in sella insieme a Gianni.🚴
    Voto per il personaggio misterioso.
    Alla prossima (e spero presto!!!)😉

  • Capitolo 1)

    Benvenuta su The Incipit!

    Benvenuta su The Incipit.
    Se la cosa può farti piacere, ho iniziato a leggere la tua storia su Youtube, insieme a quelle di altri autori e autrici. Se vorrai, continuerò con i prossimi episodi!
    Mi hai colpito con questo Incipit, quindi voglio vedere dove ci porterai con la tua avventura!
    In video ti ho lasciato qualche consiglio di scrittura, che trovi al termine del video.

    Trovi il video su Youtube:
    https://youtu.be/nkJd8ULvpVM
    Alla prossima!

  • Ciao! Parto col farti i complimenti per questo primo capitolo, mi è piaciuto molto.

    Nonostante non sia un amante della bicicletta, le emozioni e le sensazioni che questa riesce a trasmettere le ho ritrovate fedelmente nel racconto.

    Un inizio interessante, seguo molto volentieri il racconto!

  • Ciao, benvenuta nella nostra piccola comunità.
    La storia e la prosa sono premessa e promessa di una lettura coinvolgente. Concordo con quello scritto da Anna Genna e il solo piccolo consiglio che ti potrei dare è di snellire un poco la stesura andando a capo un pochino più spesso.
    voto l’inconveniente e vediamo che succede.
    ciao, ti seguo. 🙂

    • Ciao Ottaviano! Grazie del commento e dei suggerimenti. Sono approdata casualmente sulla pagina e ho pensato: “Perché no?”. Mi è sempre piaciuto leggere oltre che scrivere…e la piattaforma mi ha ricordato un po’ sia i romanzi a puntate dell’epoca Vittoriana sia i libri-game (questa è un po’un’eresia ma passamela per il fatto dell’interazione, dai…).
      Sì effettivamente il formato in cui ho pubblicato è un po’ faticoso da leggere, rimedierò per le prossime puntate!

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