Gott Ohne Uns

Dove eravamo rimasti?

Di fronte a me indovodiai la traccia di tre sentieri Il secondo conduceva fra le campagne, rischiarate da fuochi lontano (67%)

Nella Bocca

Il sentiero di terra battuta piegava a sinistra, portando i miei passi a superare prima il letto secco di un fiume e poi una bassa collina. La spiaggia, che mi richiamava a sé come il canto di una sirena, scomparve presto alla mia vista.

Al suo posto distese di terreni incolti scivolarono fra le retine degli occhi.

La terra era arida e polverosa, lungo il mio commino arbusti ormai morti si muovevano lenti, lambiti da una brezza notturna carica di fumo e odore di cadaveri bruciati. Di tanto in tanto scheletriche apparizioni di carcasse animali si palesavano ai bordi del nervo ottico.

Cercai di non cadere nel becero calderone della curiosità, costringendomi ad ignorare quell’orgia di carne putrefatta e ossa, allontanando dalla mente l’immagine di masse di vermi intenti a banchettare fra i rimasugli di quello che in tempo erano mucche, pecore e cavalli.

In mezzo a tutta quella necrotica disperazione, la luce di un fuoco vicino riuscì a darmi la forza di continuare.

Avvicinandomi intravidi la sagoma di una anziana donna, intenta a muoversi attorno ad un calderone di ghisa scuro, un lungo mestolo in mano.

Attorno a lei, disposti a cerchio, svariati manichini grandi quanto dei bambini, le teste tutte rivolte in direzione del calderone.

La donna parlava sottovoce una lingua straniera, i lunghi capelli bianchi con striature nere ne coprivano il corpo.

Era completamente nuda, come lo ero io. 

Ma non provai paura o imbarazzo.

I miei passi mi spinsero vicino a lei, superando quel cerchio di manichini.

Mi lanciò uno sguardo, nei suoi occhi azzurro pallido lessi una tristezza e una rassegnazione atavica.

<E così sei ritornato. Nonostante tutto ciò che è accaduto, nonostante il tuo odio, la tua rabbia e i tuoi fallimenti…sei tornato. Ammirevole> disse lei con voce stanca, le mani scheletriche lungo il corpo.

Non so come compresi ciò che disse, alle mie orecchie le sue parole erano apparse come un insieme di suoni sgraziati e poco articolati, ma nella mia mente tutto ciò aveva un senso.

Le chiesi se sapeva chi io fossi, quale fosse il mio nome e cos’era quel luogo.

Lei scosse il capo.

<Non ho idea di chi sia il corpo che vesti, ed ignoro il suo nome. Ai miei occhi non sei niente altro che un guscio di carne. E ciò che hai dentro mi è precluso. Ma ciò lo dovresti sapere>

Il tono era duro, come di chi ha già avuto la stessa identica conversazione più o più volte, ed ormai è stanco di ripetersi a vuoto.

Le dissi che non avevo alcun ricordo, tranne che della pila di corpi da cui ero scaturito e del gigantesco manichino, che era crollato.

<È crollato?> Chiese, per poi ridere <È sorprendente che tu l’abbia lasciato in piedi fino ad ora. Chi ti ha preceduto è stato più stolto di te ,a quanto pare. Bene, forse questa è la volta buona>

La confusione si fece strada con forza nella mia mente, le chiesi di spiegarsi, giacché ero totalmente all’oscuro di ogni cosa.

<Molte volte sei giunto qui da me, nel tempo. All’inizio non capivo perché mi avessi scelta, perché io dovessi essere il tuo primo contatto nel mondo. Ho provato a scappare sempre più lontano, eppure tu mi trovavi sempre. E ogni volta mi hai fatto le stesse domande. Ormai sono stanca. Ho provato anche a morire sai? Un giorno ho preso una corda, l’ho posta attorno al collo e mi sono appesa a quell’albero laggiù> disse con voce rotta dalla stanchezza. Puntò un dito scheletrico verso un albero lontano.

La pianta era secca ed annerita, come se fosse stata avvolta da una fiamma.

I lunghi rami si innalzavano al cielo simili a dita  carbonizzate, rivolte alle nuvole in una ultima preghiera. Da questi pendevano numerose corde, corpi di impiccati ballavano nel vento una ultima danza.

Fra la moltitudine di morti, riconobbi quello della donna.

<Ma come vedi non è servito a nulla.> Ammise, scuotendo il capo <Per cui, ancora una volta, mi vedo costretta a raccontarti la storia di questo luogo, siediti vicino ai tuoi fratelli>

Mi sedetti a terra fra i manichini, la sensazione che, mentre non gli osservavo, questi si girassero a scrutarmi.

<Vi fu un tempo in cui gli uomini vivevano in pace con Dio. Egli amava loro, come loro amavano Lui. Ma un giorno gli uomini decisero di rinunciare a Dio, e seguire idoli di carne e metallo. Iniziarono a bestemmiare Dio, ed a distruggere le statue, gli zigurrat e gli obelischi innalzati a suo onore. La stupidità gli aveva resi ciechi. Quando anche l’ultimo libro di Dio venne bruciato, quando anche l’ultimo obelisco venne fatto crollare e l’ultimo dei suoi sacerdoti scarnificato, avvenne ciò che Dio ci aveva promesso>

A queste suo ultime parole un forte vento si levò fra le campagne, portando urla distanti, urla che di umano avevano poco.

Era l’urlo di una bestia immonda, ferita e sofferente, e un gran freddo di sparse fra la terra.

Rabbrividì con forza, tanto che i muscoli iniziarono a contrarsi involontariamente nel tentativo di tenersi vivi, i denti sbattevano fra loro con forza. 

La vecchia non parve sorpresa, anzi.

Sorrideva.

Lo senti? È il mondo che sente la tua presenza e chiede il tuo aiuto. Il tempo è giunto, devi immergerti nel calderone.

  • Mi immersi nel calderone, in posizione fetale. Quando riemersi avevo con me un cucciolo di lupo. (67%)
    67
  • Mi immersi nel calderone, in posizione fetale. Quando riemersi avevo con me un fiore. (0%)
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  • Mi immersi nel calderone, in posizione fetale. Quando riemersi avevo con me una spada. (33%)
    33
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32 Commenti

  • Fortunatamente non sono arrivata qui troppo tardi: mi sarebbe parecchio dispiaciuto non aver avuto la possibilità di “giocare” con la tua storia.
    Molto di rado mi imbatto in storie horror (forse perché, non essendo proprio il mio genere prediletto, non passo molto tempo a cercarle adeguatamente), ma questa mi ha colpito fin dal suo titolo; di questo capitolo, poi, mi sono soffermata molto sulla chiusura “Se grande è il mio odio altrettanto grande può essere il perdono”: quanta verità nascondono queste parole!
    Per quanto riguarda il voto ho optato per la balena morente.
    A presto!
    -Rossella✨-

  • Capitolo 4)

    Ma quanto mi è piaciuto questo capitolo?
    Mi hai super intrippato, ora credo a mille cose diverse! 😀
    Mi è parso che hai risolto i problemi di ripetizioni, anche se c’è qualche refuso di battitura, ma nulla di grave. 😉
    Ho cercato di recuperare il capitolo il più presto possibile, anche se l’interpretazione non è stata granché 🙁 Non ero troppo ispirato oggi.

    Trovi la lettura su Youtube:

    https://youtu.be/bAPehUzlzHk

    Credo si sia capito: aspetto il prossimo! 🙂
    Ciao!

  • Decisamente sul tuo complicato pianeta non si può uscire di casa. Mi sto quasi convincendo che prima di scrivere ogni volta ti scoli una moka da sei.
    Vai come un treno, nulla ti ferma e meno male che il lupacchiotto e la fanciulla sembrano aver risistemato un poco le cose.😊
    Complimenti per l’immaginazione, ( sembra di vedere un coloratissimo fumetto), e anche per la scrittura.
    Se non fosse per qualche refusino e i molti aggettivi (perdonabili visto il genere) sarebbe tutto perfetto.
    Vivissimi complimenti, catastrofico collega, vai così!
    Ciao🙋

  • Ho votato per il cucciolo di lupo.
    Ti prego non farlo sbudellare!
    Non sono una fans di questo genere ma, mi incuriosisce e mi diverte.
    Un consiglio anch’io: il pronome ‘gli’ ( mentre non gli osservavo) non mi pare quello giusto. lo sostituirei con ‘li’
    Giusto per essere precisi. Ciao HoororCore e a presto.

  • Capitolo 3)

    Non credo mi riuscirà di recuperare il capitolo prima del prossimo episodio, quindi lo faccio in silenzio, come tutti gli altri 😀 Rimedierò al prossimo!
    Le tonalità della storia ora vanno decisamente più sull’impronta Fantasy. Anche prima si poteva respirare un’atmosfera simile, ma era decisamente più velata e meno “precisa”. In questo contesto, anche dalle opzioni che metti a nostra disposizione, non ho potuto fare a meno di respirare un’atmosfera in stile Dark Soul, Elder Ring o Bloodborne. Magari è solo una mia congettura 😀
    Rimango incuriosito da quanto svelato all’interno del capitolo.
    Fenderman ha già segnalato alcuni dei consigli utili, io t’invito invece a una revisione in più, terminata quella definitiva: prenditi però un giorno di riposo prima, vedrai alcuni passaggi con più chiarezza, e qualche svista in alcune parole che sono grammaticalmente corrette, e quindi i correttori non riescono a indentificarle come errori, ma che nel contesto non sono esatte. Semplici refusi, nulla di grave.
    La scelta di mettere l’ultima parola in grassetto, sulla destra, gioca il suo effetto. Mi piace! 😉

    Aspetto il prossimo!
    Buona scrittura!

    • Ciao caro ^^
      Si, le atmosfere sono ispirate oggettivamente all’anima dei souls game, in particolare Bloodborne per alcune cose, anche se il concept è ripreso da Pathologic 2, gioco poco conosciuto ma che personalmente sento di consigliarti, se ti piacciono le sfide 😉

      Come sempre ringrazio per la segnalazione degli errori, dai che capitolo dopo capitolo riuscirò ad azzeccare uno da testa a piedi 🤣🤣

      Prima di pubblicare il prossimo aspetto un tuo episodio, e grazie come sempre per quello che fai per la community 😁

  • Ciao, ho votato la spada!
    Da un inizio splatter che mi ha fatto quasi sorridere per quanto terribile era, con la donna il racconto decolla, molto bene direi, bravo.
    C’è una frase da riscrivere, secondo me, questa: un gran freddo di sparse fra la terra.
    E poi ci sarebbe da sostituire questo segno con questi: «/» o con i trattini —/— per i dialoghi.
    Bravo, molto bene. Ciao!🙋

    • Grazie mille per il consiglio, oggettivamente la frase incriminata dovrei sistemarla, promesso che la prossima volta vedo di prestare maggiore attenzione.

      E provvedo anche a sostituire le “finestre” dei dialoghi, così da renderlo più carino.

      Grazie mille ancora!

  • Ehi, è passato un po’ di tempo dall’ultima volta! Finora ho trovato il racconto forse un po’ troppo splatter ma incuriosisce parecchio. Non so con che mezzo scrivi ma ti consiglio di usare il controllo grammaticale prima della pubblicazione. Resto in attesa del prossimo episodio sperando che sia pubblicato in tempi “umani” 🙂

  • Capitolo 2)

    Ehi Horrorcore!

    Il capitolo era perso nella scorsa stagione di The incipit, ma lo riprendiamo nella nuova.
    La carica descrittiva del capitolo è piuttosto impegnativa, e mi piace, sebbene ritengo che più di un lettore potrebbe ritrovarsi un po’ in difficoltà. Il personaggio e la sua disavventura si percepisce tutta, però qualcuno potrebbe avere difficoltà a provare empatia nei confronti dello sventurato.
    Personalmente, mi piace. Ci sono svariate ripetizioni, specie con il termine “corpo/corpi”.
    Consiglio di alleggerire un po’, trovando dei sinonimi.

    Aspetto di scoprire cosa verrà!

    Trovi la lettura del capitolo sempre su Youtube :

    https://youtu.be/kG6MwM0gmE0

    Sul finale ho speso due parole sulla storia.

    Alla prossima!

  • Ciao, voto le campagne.
    Di certo ti sei consumato tanto di quel vocabolario orrifico che potevi riempirci una storia. Forse non era nemmeno necessario ma se ti sei divertito va bene comunque. A me piace quando uno esagera in queste cose. Splatter, splatter mi piace, sembra quasi che l’orrore sconfina nel grottesco e a modo suo acquisisca un valore diverso (ovviamente per chi sa apprezzarlo)
    Chissà che ti inventarsi adesso, che ci sarà un quelle campagne misteriose?
    Alla prossima!🙋

  • Davvero raccapricciante!
    Sconsigliato a stomaci delicati.
    Forse ti sei un po’ troppo soffermato sulle descrizioni, indulgendo con aggettivi non sempre appropriati (sangue raffermo), lasciando ai margini la storia.
    Vorrei, adesso, saperne di più sul protagonista di questo incubo. Sta sognando? Spero si svegli!
    Alla Prossima HorrorCore.

  • Capitolo 1)

    Ehi! Benvenuto su the Incipit!

    Se la cosa può farti piacere, ho letto la tua storia su Youtube, insieme a quelle di altri autori. Sul finale del video ho speso due parole per il primo capitolo della storia.
    Ho trovato il capitolo interessante, anche se forse un po’ troppo criptico.
    Però voglio vedere dove ci porti. Tolto qualche errorino di battitura, ma pare che tutti fili liscio.
    Trovi la lettura del capitolo su Youtube:
    https://youtu.be/1d99GctF-uA
    Alla prossima!
    Se vorrai, leggerò anche i prossimi capitoli.

    • Ciao, grazie mille per esser passato ^^

      Mi scuso per gli errori di battitura, infatti rileggendo post pubblicazione mi sono mangiato le mani mannaggia a me XD
      Grazie mille per la segnalazione, provvederò a sistemare tutto nei prossimi capitoli.

      Inoltre ti ringrazio per la lettura del capitolo, assolutamente non vedo l’ora di sentirti leggere anche gli altri!
      Grazie mille ancora ^^

  • Ciao, HorrorCore.
    Un inizio decisamente horror. Non so perché, ma la scena del calderone mi ha ricordato Chuck Palahniuk… sebbene, non capisco come si possa dedurre con cosa si è a contatto semplicemente al tocco. Forse un po’ carico come incipit, ma dà un’idea di quel che ci aspetta. Io ti seguo per vedere dove vorrai portarci.
    Aspetto il secondo e voto il manichino, nel marasma putrido e mortifero mi pare l’ideale per una virata decisa verso il proseguo.

    Alla prossima!

    • Grazie mille per il commento, scusa il ritardo nella risposta ^^
      Si, ho scelto un incipit carico e di impatto nella speranza che potesse generare un certo interesse in chi legge, sia esso positivo o negativo.

      Per ciò che comporta la capacità di riconoscere ciò che andiamo a contatto al semplice tocco è una semplice scelta stilistica, dovuta principalmente dal limite dei caratteri e dalla volontà di dare al racconto un tono onirico, in cui le abilità umane posso espandersi a dismisura oppure collassare in un istante.

      Grazie mille per i numerosi spunti, alla prossima ^^

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