Marte Rossa

Dove eravamo rimasti?

Val, Raffa ed Ergo arriveranno in tempo all'Accademia per la lezione di Agraria Marziana? No, ma proveranno a entrare eludendo la sorveglianza per non avere un'ulteriore nota negativa, e soprattutto per non perdersi il pasto caldo (71%)

La lunga scalinata

La lunga scalinata, ricavata nella dura roccia, seguiva un disegno tortuoso fino all’Accademia scavata nelle pendici della montagna, un centinaio di metri al di sopra del centro di Gagarin. Quando Raffa ci arrivò, ansante e sudato nel sole già caldo, trovò il grande cancello in acciaio corten già sbarrato. Un antico orologio olografico proiettava sul muro di roccia le 8:05.

-Bella fregatura- bofonchiò tra le labbra già immaginandosi la fame che avrebbe avuto la sera, alla fine di un giorno intero senza la mensa accademica. Stette lì a fissare il cancello brunito per un altro po’, lanciando ogni tanto uno sguardo tra il vendicativo e il pentito alla telecamera. Poi si girò per ritornare sui suoi passi e rincominciare la lenta discesa.

-E’ chiusa. 

Ergo e Val lo stavano aspettando alla base delle scale. Seduti per terra, all’ombra di un piccolo, striminzito albero d’ulivo. Mangiavano un angolo di focaccia rubacchiato probabilmente a Ezio, il fornaio sulla settima strada. Ergo gli porse un boccone.

-Senti che buona.

Raffa lo guardò male, senza dire nulla. Calciava le pietre del selciato camminando veloce avanti e indietro.

Smise solo quando, alzando lo sguardo, si accorse di Val che lo guardava, sorridendo sardonica. -Se proprio non ti va di stare qui fuori, perché invece di innervosirti e consumarti la suola delle scarpe, non cerchiamo un modo di entrare? – gli disse Val in tono serio, ma senza perdere il suo sorrisetto.

Raffa abbassò lo sguardo sulle scarpe, che già si erano riempite di quella dannata sabbia rossa che si infilava dappertutto. 

Si andò a sedere tra i due amici, e si decise a prendere un boccone della focaccia che Ergo gli offriva.

Fu Ergo a rompere il silenzio. 

– Non mi sembra una cattiva idea, c’è quel condotto di areazione che scende dal lato ovest e porta dritto al corridoio sotterraneo.

– Certo, lo stesso condotto dove ci hanno beccato la scorsa volta?- Rispose Raffa.

E di nuovo rimasero in silenzio, guardando la città sottostante da cui giungevano i rumori della vita di tutti i giorni.

Un cargo decollava pigramente, un po’ inclinato sulla destra. 

– Bene – disse Val alzandosi- se voi due volete rimanere qui a guardare romanticamente l’orizzonte per distrarvi dal problema, fate pure. Io provo a entrare.

Ergo inghiottì l’ultimo pezzo di focaccia e diede una poderosa pacca sulle spalle di Raffa. Si alzò lisciandosi i pantaloni e seguì Val sul sentiero che portava al condotto di areazione, sul versante ovest della montagna.

Raffa rimase a guardare il cargo che, dopo il decollo, virava dolcemente verso nord mantenendosi a bassa quota.

Quando questo non fu più altro che un puntolino indistinto nel riverbero delle dune ormai bollenti, si decise ad alzarsi. Si sistemò la tracolla sulla spalla, controllò che fosse ben chiusa, per paura di perdere qualcuno dei suoi preziosi attrezzi, e si avviò giù per gli ultimi gradini. Poi svoltò a Est, rasentando il muro di protezione di Gagarin per coglierne la fresca, sottile ombra.

* * *

Val ed Erg camminavano fianco a fianco , sul lato Ovest della montagna. Avrebbero avuto ancora qualche minuto di ombra, prima che il sole facesse capolino sopra la cresta.

Alle loro spalle, verso Sud, la base Gagarin era ormai scomparsa dietro le curve del sentiero. Ogni tanto, quando il passaggio si stringeva tanto da dover camminare con le spalle alla parete e il precipizio davanti a sé, si fermavano a osservare lo spettacolo delle dune rosse, sferzate dal vento termico. 

– È sempre uno spettacolo, ogni volta diverso. – disse Val.

– Secondo te Raffa che fa?- chiese Ergo, superando con un balzo un piccolo crepaccio.

-Non ci seguirà. Va sicuramente a cercare di aggiustare quei ferri vecchi, così si innervosisce ancora di più.

Pochi minuti dopo, sospirò un momento per riprendere fiato, ferma finalmente davanti a una grande grata metallica che proteggeva il lungo, buio corridoio che scendeva nelle viscere della montagna. Si sentiva venirne fuori un suono come di una ventola arrugginita.

-Peggio per lui. – concluse, scivolando nell’apertura tra due sbarre allentate da tempo, che evidentemente nessuno aveva mai riparato.

Ergo la seguì, lasciandosi alle spalle la luce del sole.

Camminarono seguendo la lieve pendenza del tunnel. Il pavimento e le pareti metalliche erano perfettamente dritte e regolari, senza svolte né bivi. Perdersi era impossibile. 

Il rumore irregolare, dal fondo, era sempre più insistente. 

La luce, sempre più flebile, bastava giusto a vedersi la punta dei piedi. Ergo seguiva Val da vicino.

– Val, senti, io credo che…

– Sshhhh- lo zittì Val.

– Cosa?

– Stai zitto.

Val si era fermata. Ergo si fermò accanto a lei, sfiorandola nello stretto tunnel.

– Lo senti anche tu?- continuò Val.

– Cosa?

– Lo sai anche tu che non c’è nessuna ventola di areazione in questo tunnel. Questo rumore… queste sono grida.

Ergo sbiancò, rendendosi conto solo allora dei lamenti e delle urla che arrivavano attutite, grottescamente distorte alle loro orecchie.

Cosa faranno Val ed Ergo?

  • Torneranno indietro, per raggiungere Raffa e raccontargli cosa hanno sentito. (0%)
    0
  • Torneranno indietro, per andare alla Sicurezza Generale alla base Gagarin. (0%)
    0
  • Proseguiranno la discesa, per vedere cosa stia succedendo. (100%)
    100
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19 Commenti

  • Ciao, r.g.
    Un capitolo di passaggio, come ti hanno già detto. A me capita spesso di pubblicare capitoli di passaggio, perché, magari, mi metto a scrivere e poi mi dispiace buttare via il capitolo e finisco per pubblicarlo anche se non svela molto altro sulla storia; è un difetto che dovrei correggere, non so se per te è lo stesso. 😃
    Nella frase: “Smise solo quando, alzando lo sguardo, si accorse di Val che lo guardava, sorridendo sardonica. -Se proprio non ti va di stare qui fuori, perché invece di innervosirti e consumarti la suola delle scarpe, non cerchiamo un modo di entrare? – gli disse Val in tono serio, ma senza perdere il suo sorrisetto.” Avrei evitato di aggiungere gli disse Val in tono serio. Sappiamo che è Val a parlare, lo hai evidenziato a inizio frase. Se l’intenzione era di far notare il cambio di atteggiamento (sardonica-seria), forse, avresti potuto aggiungere una cosa tipo: ora era seria o qualcosa del genere. Ma sono piccolezze, il capitolo è ben scritto.
    Voto per la discesa, perché sono curiosa di sapere da dove e, soprattutto, da chi arrivano le urla.

    Alla prossima!

  • Capitolo 2)

    La scrittura mi pare sempre molto buona, non ho trovato grandi errori, forse qualche refuso di battitura. Posso dirti che appare più come un capitolo di transito, quindi un po’ scarico di interesse. Ti sei ripreso sul finale, cercando di sollevare la tensione, ma non ho avuto l’impatto di qualcosa di inquietante: il termine “grida”, anche se supportato dal termine “lamenti” è abbastanza ambiguo. Potrebbe significare tutto o niente, e credo appunto sia stata una scelta da te ponderata. Da lettore a lettore può cambiare l’impressione iniziale.
    Ho trovato il passaggio del “sospiro per prendere fiato” un po’ pigro, ma nulla di terribile 🙂

    Aspetto di scoprire qualcosa in più nel prossimo!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/dVIqvN82Kow
    Alla prossima!

  • Ciao, proseguiamo nel tunnel, siamo qui per questo.
    Buon capitolo, forse bisognoso di rilettura attenta, (non avere fretta di pubblicare!) Perché alcune espressioni potrebbero essere migliorate, e tutti quei lati nord-est- ovest… Non so, forse serviranno in seguito ma qui risultano appesantire la narrazione.
    I miei complimenti, ti seguo.. Ciaooo🙋

  • No, ma proveranno a entrare eludendo la sorveglianza per non avere un’ulteriore nota negativa, e soprattutto per non perdersi il pasto caldo.
    È l’opzione che rende le cose più interessanti, dal mio punto di vista 🙂

    Ciao! Le storie di fantascienza mi piacciono e questa l’avevo adocchiata, poi Pintore l’ha anche letta e quindi eccomi qui! Non ho molto da dire sul capitolo: sei riuscito a dare un buon escursus del pianeta e dei personaggi.

    Ti seguo e vediamo dove ci porti 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao e benvenuto,
    non so se sei già stato (o stata) qui, ma potrebbe essere…
    Bell’inizio, il capitolo scivola via veloce e senza intoppi (a parte quell’ “infondo” che non capisco; intendi in fondo, all’estremità, giusto? Perché ho notato che lo hai usato due volte allo stesso modo).
    I personaggi sono interessanti e la storia pure, la pioggia su Marte è una cosa strana, ma siamo nel 3215 e chissà quanti cambiamenti da qui a quel momento ;-). Devo confessare che subito pensavo si trattasse di un ricordo, poi però hai specificato che la pioggia cade sulla sabbia rossa. Forse arriva dalla scia nera… chissà.
    Sono curiosa di saperne di più, voto la prima parte della lezione, mi piacerebbe leggere di qualche indicazione su come coltivare il terreno marziano.
    Bene, ci si rilegge.

    Alla prossima!

  • Ciao, e benvenuto su The Incipit!
    Hai uno stile notevole, e mi hai incuriosito. Dove ci porterai in questa storia? Marte è sempre una meta affascinate, e sempre più plausibile. Non ho particolari consigli da darti, per ora. Se può farti piacere, ho letto la tua storia su Youtube, insieme a quelle di altri autori. Se vorrai, continuerà a leggere i capitoli. L’intento è di conferire maggiore visibilità agli autori, da autore! 😀
    In video ho speso qualche parola anche per la tua storia.
    Lo trovi qui:
    https://youtu.be/lWDMBEJhgF0

    Aspetto il prossimo capitolo, sperando di portare qualche altro autore sulla tua storia 🙂

    • Ciao G.G! Complimenti a te per il bel video, è stata una bella occasione per ascoltare anche gli altri racconti.
      E grazie per aver dato voce alle mie parole! è stato molto interessante ascoltarti.
      Sarò onorato se vorrai continuare a leggermi 🙂

  • Ciao, piove su Marte, è un fatto. Cominciamo con un fatto strano, (anche se non siamo mai stati su Marte strano sembra davvero!)
    Non dico niente, aspetto di capirci qualcosa. Per adesso dico solo bravo perché incuriosisce e viene voglia di leggere il seguito. ciao🙋

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