Niente panico, è così che succede

Cominciamo da me

Salve, sono Anna Maria; qualcuno di voi già mi conosce, per via di Paride Galloni, per le cose capitate a lui e a noi che lavoriamo all’Anal, agenzia per il lavoro di cui è fondatore amministratore e padrone.
Molti sanno anche di me, del fatto che lui mi paga per rispondere al telefono, ma in realtà mi tiene perché gli piaccio, e gli piace fare certi giochini insieme, durante le pause.
Nessuno sa però come tutto ultimamente sia diventato difficile. Il capo s’è fatto strano; Anna, la mia collega anziana e sottocapo, dice che è innamorato, ma io non ci credo; credo invece che si sia un poco rincoglionito, perché quello che gli è successo ultimamente avrebbe stroncato anche un toro Miura o uno scimpanzè Bonobo.
Adesso, poi, che anche il suo B&B è fallito prima ancora di cominciare, si inventerà immagino qualche altra cosa… Però, dico io, che sfiga, e aggiungo: che palle! Perché? Perché io non c’entro, e Anna nemmeno, però alla fine siamo noi che paghiamo il conto di tutte le sue stramberie.
L’ultima? Ieri, dopo tre giorni che neanche mi guardava, mi chiama nel suo ufficio, – erano le due ed eravamo soli perché Anna era ancora fuori a pranzo–; io entro tutta caruccia, piena di buona volontà, e lui che fa? Lui alza la testa da un non so che stava leggendo, e dice: “Accomodati, cara.”
“Accomodati cara?” penso io, e non so se devo ridere o preoccuparmi; così decido di preoccuparmi fingendo di prenderla a ridere.
Dico: — Eccomi padre; mi vorrei confessare.
Lui non fa una piega, mi fissa, si toglie gli occhiali, ma siccome non mi vede più se li rimette, poi riabbassa il capoccione e ordina:
“Vieni qua, scema, guarda ‘sta cosa”.
Io mi avvicino, in piedi accanto a lui mi chino per guardare, non riesco a leggere bene, inforco gli occhiali che tengo legati al laccetto, e subito sento una specie di granchio gigante abbrancarmi una natica. Mi tranquillizzo, lo guardo, lui mi guarda, sorride e dice: “Stupida, mi piacciono le segretarie con gli occhiali, dovresti saperlo.”
Capito con chi ho a che fare? Insomma, inutile continuare, quell’uomo è diventato strano. A meno che non sia io quella in crisi e non lui, visto che tutto sommato fa quello che sempre ha fatto con me.
In ogni modo ieri almeno mi ha risparmiato le solite storie sul suo ménage familiare, – e questo è insolito davvero –.
Forse perché avevamo poco tempo ieri ci siamo occupati di una cosa sola, la sola che condividiamo veramente.
Qui tra condivisione e preoccupazione la cosa si sta facendo impegnativa, e io non so tirarmi indietro.
Ma sì, l’ammetto: in fondo gli devo molto, e non per il lavoro, che è una schifezza e neanche lo so fare; è piuttosto per il bisogno che ha di confidarsi con me; mi gratifica, mi fa sentire viva e onesta, e alla fine sono io il confessore, e lui l’anima in pena.
Insomma, la verità è che non posso dirgli di no, non riesco, e gli sono fedele, né più né meno di come lo sono al mio ragazzo, perché non l’ho detto, ma c’è anche un ragazzo, Patrizio, che io non ho nessuna intenzione di lasciare. Sono “bisessuale”? Si dice così? No, no;  “bigama”? Nemmeno. Uffa!… Ci sono loro, Patrizio e Paride, Paride e Patrizio, il diavolo e l’acqua santa, e io in mezzo che non so decidermi, anche se di Paride ho detto, e Patrizio spesso mi fa veramente incavolare per la sua ingiustificata gelosia, e perché è uno stupido bradipo.
Lo sapete che in tre anni che stiamo insieme non mi ha una-volta-una portata in vacanza? Mi ama? E che ne so!  Non mi corteggia… niente! E io ne ho bisogno; perfino di quel granchio sulla natica ho bisogno, come Paride sa, e fa, da padrone, da stronzo, ma insomma, padrone e stronzo sì, ma vivo!
Insomma, se ne approfitta perché gli voglio bene; del resto lo conosco da un secolo, perché l’ho ereditato da mia sorella Giulietta che l’aveva mollato dopo due anni di convivenza, — eravamo amici, mica potevo chiudergli la porta in faccia! –.
Lui dopo quella separazione aveva cominciato a telefonare a me, forse perché lei non gli rispondeva; prima ogni due giorni, poi, dopo un po’, tre volte al giorno.
Quando, a sorpresa, m’ha detto “ti amo” ho riso prima, e poi da sola ho pianto un po’. Ero sicura che usasse me per inseguire Giulietta.
Sembrava finita lì, e invece col tempo…  mah, insomma, alla fine gli ho dato spago, a patto che non mi parlasse mai e poi mai di lei; non l’avrei tollerato, non avrei potuto accettare l’idea di essere considerata una specie di surrogato.
E così arriviamo a oggi: lui c’è e non lo lascio, anche perché non voglio dare soddisfazione a Giulietta che non vede l’ora di dire: “Hai visto? Te lo dicevo io!”

Ecco, riassuntino fatto; scusate lo sfogo.
Tutto qui? direte voi. No, no, magari: da qualche giorno mi capita una cosa, una cosa che non ho ancora raccontato a nessuno.
Qualcuno mi spia, mi segue passo passo, e io temo che stavolta la gelosia di Patrizio abbia generato un mostro. Che vuole fare, che spera di ottenere?
Quelli potrebbero essere certi amici suoi; alcuni li conosco, non sono tanto bravi con le ragazze.

Questa storia sarà, (almeno nelle intenzioni):

  • Una drammatica vicenda sentimentale (10%)
    10
  • Un noir nostrano d.o.c. (30%)
    30
  • Un giallo rosa (60%)
    60
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31 Commenti

  • Ciao, Ottaviano.
    Nonostante l’opzione del covo mi risulti molto interessante, scelgo l’incontro con Giusy, perché voglio pregustarmi l’idea di come li prenderà a calci nel sedere (in senso lato, naturalmente, ma forse no). Capitolo divertente che ho letto ad alta voce cercando di interpretare, non so come faccia GG, io inciampo ogni tre parole 😅
    L’unico, minuscolo, appunto che posso farti è sui salti tra una scena e l’altra all’ A.N.A.L., li avrei separati in qualche modo, non si è preparati al cambio di punti di vista. 😉
    Sono curiosa di vedere la cara Giusy in azione.

    Alla prossima!

  • Ho votato per la mossa di Paride. Qualunque sia il motivo della richiesta (che non è chiarmente esplicitato), penso che in qualche modo dovrà tener buoni i due malandrini, che in questo frangente , riportano ai ‘Bravi’ di Manzoni. Bene un bel capitolo. Aspetto il prossimo, sarei curiosa di sapere cosa farà Paride. Ciao Ottaviano a presto.

  • Ciao, mi è piaciuto la missione minacce e sottointesi, riesci sempre a descrivere bene le scene un po’ malandrine!!! Credo, però, che nessuno dei presenti ci abbia capito un granché, anzi, diciamo che ognuno ha fatto un’ipotesi che non combacia con quella degli altri… Mi aspetto un crescendo di equivoci e colpi di scena!!!
    Ho votato per l’incontro con Giusy, dopo un rendez-vous del genere, è la prima cosa che farei!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella, grazie, sì questa storia comincia come una commedia degli equivoci, ma sappiamo cosa ahimè può scaturire da un pur piccolo equivoco!
      Colpa della coda di paglia che molti si portano appresso, e della paura.
      Grazie, buona domenica!🙋🌻

  • Voto l’incontro con Giusy.

    Questi due non sapevano niente, solo qualche vago indizio e li hanno snocciolati come verità a Paride che c’è cascato con tutte e due i piedi. Sarebbe interessante sapere la reazione di Paride, ma preferisco vedere l’incontro con Giusy 🙂

    Ciao 🙂

  • Mi ricordano il gatto e la volpe di Pinocchio, questi due personaggi così magistralmente descritti. I nomi che hai dato loro sono un abito che li veste come un guanto. Non immagino possano essere davvero pericolosi ma forse lo è chi li paga. Ho scelto per il ritardo nella denuncia e aspetto che entrino in scena Palmira e Giusy. A Presto Ottaviano. Ciao, ciao.

  • Ciao, Ottaviano.
    Episodio godibilissimo, con dialoghi veraci che ho sentito nella mia testa interpretati da personaggi fumosi venuti fuori da “i Soliti Ignoti” dico fumosi perché non so a chi attribuire le parti, forse per via dell’aspetto che poco si addice agli attori del bellissimo film. Ci vedrei bene un Memmo Carotenuto e magari anche un Renato Salvatori di mezza età.
    Molto intrigante, interessante, si beve in un nulla e questo è un bene. Anna Maria ha tirato in ballo Giusy e Palmira, spero che presto facciano capolino anche loro, una bella squadra al femminile per sgominare i cattivi. Bravissimo, come sempre.
    Voto il caso e ti auguro una buonissima settimana.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie.
      Eh sì, certi “tipetti” ereditati dai film anni sessanta, rimandano l’idea di una malavita pacioccona, tutto sommato innocua.
      Non è escluso, tuttavia, che quelli de “I soliti ignoti” esistano davvero ancora, la malavita spesso è stupida, fatta di persone dal passato misero e senza futuro che suo malgrado fa simpatia.
      A presto dunque, grazie. Ciaooo🙋🌻

  • Ciao, bell’intrigo, l’Anal è una vera fucina di misteri!!! Sembra quasi La signora in giallo, un minuscolo paesino/microcosmo zeppo di assassini e malviventi!!!
    Ho votato per Paride con la coscienza sporca, quell’uomo mi ha sempre dato l’impressione di nascondere qualcosa… magari è un superboss della mala!!! Alla prossima.

  • Ho votato a caso che Paride ha la coscienza sporca.

    Che tipi questi due: non si capisce se sono due mezze calzette dall’aspetto spaventoso o se sono due tipi pericolosi dall’aspetto idiota.
    Comunque Anna Maria è sempre nei casini e se riesce ad uscirne anche questa volta perfettamente sana, si merita un applauso! 😀

    Forse è presto per dirlo, ma questa storia mi sta piacendo un casino 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao Ottaviano!
    Direi un giallo rosa; temo che il noir sia troppo per una anima candida come Anna Maria; dal suo punto di vista c’è un panorama splendido di maschi gelosi e spregevoli, cui lei si sente di dover dare aiuto. Persona essenzialmente di cuore, ma di cui non ci si deve innamorare. Mai.
    OK pronti per l’occhio di bue acceso su questa ragazza, e vediamo dove ci porti.
    Ciao buona giornata!

    • Ciao Minollo, ancora guai (e avventura!) Per i nostri piccoli eroi.
      Anna Maria (che ti confesso adoro) si caccerà, forse, nei guai. Vedremo chi, come, e quando risolverà, se lo farà, la questione.
      Cominciamo a raccontare… Grazie del commento, a presto!🙋

  • Ciao Ottaviano! Non conosco i personaggi essendo il primo dei tuoi racconti che leggo, ma devo dire che con poche pennellate li hai già dipinti alla perfezione. Anna Maria deve avere un bel caratterino ma è piena di contraddizioni e questo aspetto mi piace, la rende molto “vera”. Ora aspetto di leggere le prossime puntate!
    A presto

    • Ciao Ladis, grazie.
      E sì, questo personaggi e molti altri hanno dietro una storia lunga portata avanti prima da un altro autore (Fenderman con “La meraviglia di doverti raggiungere”) poi da me (e infatti la chiamai “Personaggi in prestito”) poi ripresa ancora da lui in due altre storie (Talee e Sipari). Sono successe mille cose, e spero che ne succedano ancora perché mi sono affezionato😃.
      Grazie ancora. Alla prossima! 🙋🌻

  • I personaggi li conosco, non ce li vedo in un noir, perciò ho votato per il giallo rosa. Nella vita, però, e anche nella fantasia niente va dato per scontato. Siamo all’inizio e tutto può succedere. Io mi sento in famiglia con i tuoi personaggi. Sempre bravo Ottaviano. Alla prossima

    • Ciao Anna, anche io questo miei piccoli “parenti” non riesco a togliermeli di torno. Ogni tanto mi trovo a pensare a cosa altro può capitare nelle loro vite.
      Dal “come stai, che fai?” a una storia, poi, il passo è breve.
      grazie del commento, a presto, ciao!🌻🙋

  • Ciao, Ottaviano.
    Eccola lì la nostra Anna Maria, si ritorna all’ ANAL, detto così sembra il titolo di un film porno demenziale…
    La narrazione in prima persona trasmette sempre empatia con il personaggio, sono curiosa di conoscere meglio Anna Maria e di sapere cosa è preso a Paride, mi spiace leggere che il B&B sia andato male, chissà come va invece con la moglie…
    Aspetto di conoscere gli sviluppi e, intanto, voto il noir (e con me non poteva essere altrimenti, sono prevedibile, lo so😅)

    Alla prossima!

  • Capitolo 1)

    Il grande ritorno alla linea temporale principale, mi piace definirla così! 🙂
    Si tratta di un bel ritorno, anche se ho percepito, così come lo descrivi, Paride abbastanza differente dal solito. Mi hai incuriosito, ma non è una novità, giusto?
    Non mi sento di avere grandi consigli da darti, se non il passaggio “Lo sapete che in tre anni che stiamo insieme non mi ha una-volta-una portata”. A leggerla esce un po’ ostica. Forse, e dico sempre forse, avrebbe reso meglio: “Non mi ha una volta – una! – portata in” L’impostazione mi ha portato a leggera tutta insieme, almeno a voce alta. Ma magari è solo un mio problema!
    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/FVnfhY_6Uyc

    Al prossimo episodio!

    • Ciao Giuseppe, grazie come sempre puntuale e gentile.
      A proposito di quel passaggio una-volta-una, l’ho voluta così come una parola sola, strascicata, perché l’ho immaginata come una sorta di lamento di chi è rassegnato, cerca comprensione e non è animato da spirito di rivalsa. (Solo appresso quando mette Patrizio a confronto coi modi di Paride si anima un po’, e allora vediamo qualche punto esclamativo.) Insomma mi sembra che un dettaglio possa cambiare molto le cose, e tutto grazie alla nostra meravigliosa lingua. Grazie ancora, ciao!🙋

  • Ciao, bentornato Paride, cosa ci riserverai stavolta? Sempre che si parli ancora di lui e non sia stato solo un espediente per partire!!! Chi vivrà vedrà, ormai sono tutti di “famiglia”!!!
    Ho votato per il giallo rosa, mi sembra il più azzeccato dopo un prologo simile!!! Alla prossima.

  • Eccomi qua! Io voto un giallo rosa perché mi ispira!

    Il punto di vista di Anna Maria mi fa sempre sorridere: forse perché è una tipetta a suo modo, vuole bene a tutti ed a nessuno, ha bisogno di tutti e di nessuno, si trova bene con tutti e con nessuno. Ha una vita che gli altri direbbero che è un casino ma a lei piace e lo trasmette con le sue descrizioni. Mi piace! E proprio perché mi piace, il Giallo Rosa mi sembra il genere più adatto a lei, rispetto al dramma od al noir 🙂

    Ciao 🙂

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