Niente panico, è così che succede

Dove eravamo rimasti?

Questa storia sarà, (almeno nelle intenzioni): Un giallo rosa (60%)

Brutte facce

— Ehi, capoccetta — disse Anna alla sua dirimpettaia di scrivania, all’improvviso, in un momento in cui erano sole — dove stai con la testolina, si può sapere?
— Eh? Ce l’hai con me? — si meravigliò Anna Maria distogliendo lo sguardo dallo schedario che stava fissando da un po’.
— A che pensi, si può sapere?
“…glielo dico?” pensava l’altra “sarebbe meglio, forse, tanto se n’è accorta. E come glielo dico? Con quello che ha passato, questa ha più paura di me.”
— Scusa, Anna. — disse — A che penso? A, a… nulla; cercavo la scheda di quel tale, quello…
— Lascia perdere, mi sa che lì quello che cerchi non lo trovi. Che cos’hai? Stai male, problemi a casa?
— Uff, sì. — sospirò lei chiudendo lo schedario — Ho paura.
— Paura? Addirittura! E di che, c’entra Paride?
— No, che Paride. Devi sapere che…
*
Mentre in ufficio finalmente la ragazza si confidava, fuori i suoi stalker gustavano una birra ghiacciata seduti al bar di fronte.
— Che cacchio di posto però — diceva Jackdent, cinquantenne consumato, punkabbestia fuori tempo massimo — “Anal”: che vorrà dire? Eh, eh.
— Ridi? — disse asciugandosi le labbra con il polso il compare che era con lui. Piccolo, spettinato, due enormi occhi celesti come acqua, era detto “Corpuscristi” perché pescato da ragazzino a rubare le ostie dal parroco, (e ci aveva quasi rimesso un orecchio). — Potrebbe significare qualsiasi cosa; e te non ridere che te casca la dentiera.
— A me la dentiera non me casca, e io rido quanto me pare. Tse! Dunque, dunque: A-n-a-l… potrebbe essere… “ANnamo A Lavora’!”.
— …Eh, come no?! Oppure “ANvedi ‘A Lazio!”.
— Sì, forza Roma… zitto, zitto, ecco la pupa!
*
Come Anna Maria aveva previsto, le sue confidenze, i suoi timori, ebbero l’effetto di riportare alla memoria di Anna i patimenti per la selvaggia aggressione subita da suo fratello. Non avrebbe voluto, ma fece bene a parlare perché lei nonostante tutto la rassicurò e le propose di fare pausa pranzo insieme, per non lasciarla sola.
*
— E ora sono in due — disse Corpuscristi.
— Una ciascuno — disse l’altro.
— E due più due fa quattro! Troppe donne.
L’uomo faceva riferimento a quello che era successo tempo prima quando le ragazze da pedinare erano due altre, non queste. Alludeva a un’operazione fallita; e alla difficoltà di ricucire la trama interrotta di certi lucrosi affari, a partire, appunto, da Anna Maria.
*
— Li hai visti quei due ceffi seduti al bar? — disse la “pupa”, e Anna disse:
— Quelli? Sono loro? Uhm, mamma che brutti. Secondo me il tuo Patrizio non c’entra.
— Dici? Cavolo… se è così allora è anche peggio.
— Boh! Io non lo so. Senti: qui è inutile perder tempo, devi andare a denunciare.
— Che? No, no. E che gli racconto? Bene che mi va mi rivoltano come un calzino, e così esce fuori la storia di Paride.
— Uhm. E, tu, però, con questo Paride… Ti devi decidere; non puoi continuare a tenere il piede in due staffe.
— Ok, mamma, grazie del consiglio. Credi che io non ci pensi? Io vorrei, vorrei…
— Non ci credo. Comunque qualcosa devi fare. Guarda che facce! Ci vuole un’idea, oppure affrontali: a volte se presi di petto certi tipi “tosti” si squagliano come neve al sole.
— Che? No, no; meglio l’idea… che idea?
— Eh,  “che idea…” lasciami pensare… Per esempio: Palmira non ha una amica poliziotta, una forte?
— Sì, Giusy, certo. Quella che ha salvato la principessa araba, Lumina, Lu…
— Ecco, quella; parlane con lei, magari può fare qualcosa.
— Dici? E se mi prendono per matta?
— Può essere; e allora affrontiamoli.
— Sì, sì; un cavolo! Sai benissimo che non lo farò mai. Dopo chiamo Palmira, anzi la chiamo subito.
Ecco fatto, il dado era tratto: povera Anna Maria, non poteva certo immaginare che mettere in mezzo Palmira e Giusy avrebbe alimentato un nuovo focolaio di un incendio spento a fatica tempo prima.
*
— L’altra non l’ho mai vista… — disse Jackdent.
— Infatti — chiosò l’amico suo.
— Bella donna. C’ha guardati.
— C’hanno visti?
— Corpus mio, tu sei e resterai sempre un dilettante. C’hanno visti perché noi, anzi io ho fatto in modo che…
— Sì, buonasera, se lo sa il boss ti fa alla griglia, col peperone.
— Scemo, quella ci deve vedere, e deve spaventarsi. Sennò  che senso avrebbe seguirla, casa-ufficio ufficio-casa, tutti i giorni? Che senso, dillo te, cretino.
— Ah, e quando si spaventa che succede?
— Questo è quello che non sappiamo; anzi io lo so. È l’errore, amico mio mezzacalzetta. Quella si spaventa, e ci porta dove le altre due, ormai, non ci portano più: a lui… Perché terrore fa rima con errore.
— Certo fa rima… perfetto. Ma se lui, quello, per “errore”, ce spara?
— Ah, Corpus, ma che spara e spara, ma statte zitto! Ghe pensi mi! Secondo te io perché starei qui, per il piacere della tua compagnia? Piuttosto guarda lei come trema, si sente il “ticchettacche” dei denti.
— Ammazza quanto sei forte Jackdent. Rifallo un po’ quel ticchettacche; quasi quasi ce credo. Piuttosto: sai come si chiama?
— Chi?
— Come chi, lei!
— Anna Maria.
— Ah, sì? È carina però… Anal: ANdiamo A Letto, Anna Maria? Eh, eh, eh.

Cominciamo i problemi

  • Perché Paride ha la coscienza sporca (57%)
    57
  • Per aver atteso troppo a denunciare (14%)
    14
  • Per volere del caso (29%)
    29
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31 Commenti

  • Ciao, Ottaviano.
    Nonostante l’opzione del covo mi risulti molto interessante, scelgo l’incontro con Giusy, perché voglio pregustarmi l’idea di come li prenderà a calci nel sedere (in senso lato, naturalmente, ma forse no). Capitolo divertente che ho letto ad alta voce cercando di interpretare, non so come faccia GG, io inciampo ogni tre parole 😅
    L’unico, minuscolo, appunto che posso farti è sui salti tra una scena e l’altra all’ A.N.A.L., li avrei separati in qualche modo, non si è preparati al cambio di punti di vista. 😉
    Sono curiosa di vedere la cara Giusy in azione.

    Alla prossima!

  • Ho votato per la mossa di Paride. Qualunque sia il motivo della richiesta (che non è chiarmente esplicitato), penso che in qualche modo dovrà tener buoni i due malandrini, che in questo frangente , riportano ai ‘Bravi’ di Manzoni. Bene un bel capitolo. Aspetto il prossimo, sarei curiosa di sapere cosa farà Paride. Ciao Ottaviano a presto.

  • Ciao, mi è piaciuto la missione minacce e sottointesi, riesci sempre a descrivere bene le scene un po’ malandrine!!! Credo, però, che nessuno dei presenti ci abbia capito un granché, anzi, diciamo che ognuno ha fatto un’ipotesi che non combacia con quella degli altri… Mi aspetto un crescendo di equivoci e colpi di scena!!!
    Ho votato per l’incontro con Giusy, dopo un rendez-vous del genere, è la prima cosa che farei!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella, grazie, sì questa storia comincia come una commedia degli equivoci, ma sappiamo cosa ahimè può scaturire da un pur piccolo equivoco!
      Colpa della coda di paglia che molti si portano appresso, e della paura.
      Grazie, buona domenica!🙋🌻

  • Voto l’incontro con Giusy.

    Questi due non sapevano niente, solo qualche vago indizio e li hanno snocciolati come verità a Paride che c’è cascato con tutte e due i piedi. Sarebbe interessante sapere la reazione di Paride, ma preferisco vedere l’incontro con Giusy 🙂

    Ciao 🙂

  • Mi ricordano il gatto e la volpe di Pinocchio, questi due personaggi così magistralmente descritti. I nomi che hai dato loro sono un abito che li veste come un guanto. Non immagino possano essere davvero pericolosi ma forse lo è chi li paga. Ho scelto per il ritardo nella denuncia e aspetto che entrino in scena Palmira e Giusy. A Presto Ottaviano. Ciao, ciao.

  • Ciao, Ottaviano.
    Episodio godibilissimo, con dialoghi veraci che ho sentito nella mia testa interpretati da personaggi fumosi venuti fuori da “i Soliti Ignoti” dico fumosi perché non so a chi attribuire le parti, forse per via dell’aspetto che poco si addice agli attori del bellissimo film. Ci vedrei bene un Memmo Carotenuto e magari anche un Renato Salvatori di mezza età.
    Molto intrigante, interessante, si beve in un nulla e questo è un bene. Anna Maria ha tirato in ballo Giusy e Palmira, spero che presto facciano capolino anche loro, una bella squadra al femminile per sgominare i cattivi. Bravissimo, come sempre.
    Voto il caso e ti auguro una buonissima settimana.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, grazie.
      Eh sì, certi “tipetti” ereditati dai film anni sessanta, rimandano l’idea di una malavita pacioccona, tutto sommato innocua.
      Non è escluso, tuttavia, che quelli de “I soliti ignoti” esistano davvero ancora, la malavita spesso è stupida, fatta di persone dal passato misero e senza futuro che suo malgrado fa simpatia.
      A presto dunque, grazie. Ciaooo🙋🌻

  • Ciao, bell’intrigo, l’Anal è una vera fucina di misteri!!! Sembra quasi La signora in giallo, un minuscolo paesino/microcosmo zeppo di assassini e malviventi!!!
    Ho votato per Paride con la coscienza sporca, quell’uomo mi ha sempre dato l’impressione di nascondere qualcosa… magari è un superboss della mala!!! Alla prossima.

  • Ho votato a caso che Paride ha la coscienza sporca.

    Che tipi questi due: non si capisce se sono due mezze calzette dall’aspetto spaventoso o se sono due tipi pericolosi dall’aspetto idiota.
    Comunque Anna Maria è sempre nei casini e se riesce ad uscirne anche questa volta perfettamente sana, si merita un applauso! 😀

    Forse è presto per dirlo, ma questa storia mi sta piacendo un casino 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao Ottaviano!
    Direi un giallo rosa; temo che il noir sia troppo per una anima candida come Anna Maria; dal suo punto di vista c’è un panorama splendido di maschi gelosi e spregevoli, cui lei si sente di dover dare aiuto. Persona essenzialmente di cuore, ma di cui non ci si deve innamorare. Mai.
    OK pronti per l’occhio di bue acceso su questa ragazza, e vediamo dove ci porti.
    Ciao buona giornata!

    • Ciao Minollo, ancora guai (e avventura!) Per i nostri piccoli eroi.
      Anna Maria (che ti confesso adoro) si caccerà, forse, nei guai. Vedremo chi, come, e quando risolverà, se lo farà, la questione.
      Cominciamo a raccontare… Grazie del commento, a presto!🙋

  • Ciao Ottaviano! Non conosco i personaggi essendo il primo dei tuoi racconti che leggo, ma devo dire che con poche pennellate li hai già dipinti alla perfezione. Anna Maria deve avere un bel caratterino ma è piena di contraddizioni e questo aspetto mi piace, la rende molto “vera”. Ora aspetto di leggere le prossime puntate!
    A presto

    • Ciao Ladis, grazie.
      E sì, questo personaggi e molti altri hanno dietro una storia lunga portata avanti prima da un altro autore (Fenderman con “La meraviglia di doverti raggiungere”) poi da me (e infatti la chiamai “Personaggi in prestito”) poi ripresa ancora da lui in due altre storie (Talee e Sipari). Sono successe mille cose, e spero che ne succedano ancora perché mi sono affezionato😃.
      Grazie ancora. Alla prossima! 🙋🌻

  • I personaggi li conosco, non ce li vedo in un noir, perciò ho votato per il giallo rosa. Nella vita, però, e anche nella fantasia niente va dato per scontato. Siamo all’inizio e tutto può succedere. Io mi sento in famiglia con i tuoi personaggi. Sempre bravo Ottaviano. Alla prossima

    • Ciao Anna, anche io questo miei piccoli “parenti” non riesco a togliermeli di torno. Ogni tanto mi trovo a pensare a cosa altro può capitare nelle loro vite.
      Dal “come stai, che fai?” a una storia, poi, il passo è breve.
      grazie del commento, a presto, ciao!🌻🙋

  • Ciao, Ottaviano.
    Eccola lì la nostra Anna Maria, si ritorna all’ ANAL, detto così sembra il titolo di un film porno demenziale…
    La narrazione in prima persona trasmette sempre empatia con il personaggio, sono curiosa di conoscere meglio Anna Maria e di sapere cosa è preso a Paride, mi spiace leggere che il B&B sia andato male, chissà come va invece con la moglie…
    Aspetto di conoscere gli sviluppi e, intanto, voto il noir (e con me non poteva essere altrimenti, sono prevedibile, lo so😅)

    Alla prossima!

  • Capitolo 1)

    Il grande ritorno alla linea temporale principale, mi piace definirla così! 🙂
    Si tratta di un bel ritorno, anche se ho percepito, così come lo descrivi, Paride abbastanza differente dal solito. Mi hai incuriosito, ma non è una novità, giusto?
    Non mi sento di avere grandi consigli da darti, se non il passaggio “Lo sapete che in tre anni che stiamo insieme non mi ha una-volta-una portata”. A leggerla esce un po’ ostica. Forse, e dico sempre forse, avrebbe reso meglio: “Non mi ha una volta – una! – portata in” L’impostazione mi ha portato a leggera tutta insieme, almeno a voce alta. Ma magari è solo un mio problema!
    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/FVnfhY_6Uyc

    Al prossimo episodio!

    • Ciao Giuseppe, grazie come sempre puntuale e gentile.
      A proposito di quel passaggio una-volta-una, l’ho voluta così come una parola sola, strascicata, perché l’ho immaginata come una sorta di lamento di chi è rassegnato, cerca comprensione e non è animato da spirito di rivalsa. (Solo appresso quando mette Patrizio a confronto coi modi di Paride si anima un po’, e allora vediamo qualche punto esclamativo.) Insomma mi sembra che un dettaglio possa cambiare molto le cose, e tutto grazie alla nostra meravigliosa lingua. Grazie ancora, ciao!🙋

  • Ciao, bentornato Paride, cosa ci riserverai stavolta? Sempre che si parli ancora di lui e non sia stato solo un espediente per partire!!! Chi vivrà vedrà, ormai sono tutti di “famiglia”!!!
    Ho votato per il giallo rosa, mi sembra il più azzeccato dopo un prologo simile!!! Alla prossima.

  • Eccomi qua! Io voto un giallo rosa perché mi ispira!

    Il punto di vista di Anna Maria mi fa sempre sorridere: forse perché è una tipetta a suo modo, vuole bene a tutti ed a nessuno, ha bisogno di tutti e di nessuno, si trova bene con tutti e con nessuno. Ha una vita che gli altri direbbero che è un casino ma a lei piace e lo trasmette con le sue descrizioni. Mi piace! E proprio perché mi piace, il Giallo Rosa mi sembra il genere più adatto a lei, rispetto al dramma od al noir 🙂

    Ciao 🙂

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