ODEON

Demonia

Tutto cominciò una sera di novembre, in una modesta casa di contadini dalle parti di Macerata. Erano le diciassette di venerdì diciassette quando Liquerizia, il micio di casa, improvvisamente andò a nascondersi, lanciando un avvertimento che, però, nessuno colse. Si andò a rintanare sotto la credenza di castagno massiccio, ereditata da un nonno centenario che l’aveva a sua volta ereditata da suo nonno, esattore di Pio IX, che l’aveva sequestrata a un possidente ottantenne in disgrazia che la teneva da sempre nel magazzino delle cose vecchie.
Insomma: quella eroica credenza che aveva resistito a generazioni, eserciti di tarli, lo faceva sentire al sicuro.
Solo lui, pare, aveva indovinato che Nerina, detta Nera, stava per compiere, a sei anni, la sua prima impresa.
La cosa accadde in un momento in cui sua madre Giusta, detta Ingiusta, faceva l’ennesimo complimento alla figlia più grande Santina, detta Santa.
Santa, era appena tornata da scuola dove la maestra l’aveva portata per l’ennesima volta ad esempio di grazia e virtù per tutte le altre scolarette, e poi, non contenta, era voluta passare a casa per complimentarsi personalmente coi genitori.
Nera non era d’accordo. Sua sorella era per lei solo un’antipatica secchiona, che mirava esclusivamente alla gratificazione personale, anche a costo di offendere la sensibilità sua e dei compagni di scuola. Allora, siccome non era in grado di spiegare il suo punto di vista a parole, ragionando per bene, quel giorno trovò il modo di tradurlo in un semplice gesto. — Mamma — disse — guarda che faccio!
Prese dalla tavola il boccale da birra da un litro di papà, e con la sola forza delle manine lo frantumò in mille pezzettini. Le schegge di vetro schizzarono tutt’intorno, e solo quelli che stavano nascosti sotto la credenza, (Liquerizia) si risparmiarono la doccia di cristallo.
Nera, a quel punto, a vedere le facce sgomente dei presenti fu colta da un accesso di riso a completamento di una scena che qualcuno subito definì “demoniaca”.
Quel fatto, quel giorno, cambiò per sempre il nome e il destino della povera bambina superdotata.
Nera divenne Demonia, e sua sorella fu la prima a chiamarla così. I bravi bambini sono sempre un po’ intransigenti con chi non è come loro; sono conformisti, e si guardano da quelli che scelgono libertà, ribellione, o sono affetti da una intollerabile diversità, fosse anche quella del genio. Nel caso di Demonia la piaga, la macchia nera su un ideale curriculum, era l’indisciplina prima di tutto, e poi quella capacità di distruggere le cose, e come godeva nel farlo. Nessuno tuttavia sapeva che spesso, dopo, veniva colta da una specie di scoramento che la lasciava svuotata e smarrita.

Qualche anno dopo, quando ormai con la fama da guastafeste riempiva le pagine dei giornali locali, qualcuno cominciò a studiare il modo di guadagnarci qualcosa; ma fu inutile perché la ragazza finalmente volle dettare nuove pagine della sua storia, rivelando due aspetti decisivi delle sue facoltà speciali.
Primo aspetto: le sue capacità distruttive non potevano funzionare a gettone, perché erano istintive e incontrollabili. La sua potenza e la sua forza non si potevano comprare.
Il secondo aspetto, del tutto nuovo, era invece una sorta di reciprocità degli effetti. Se una cosa bella, perfetta e preziosa poteva da lei essere distrutta in un attimo, ridotta in brandelli, cenere e fumo, una brutta, malsana e corrotta, lei al contrario la poteva aggiustare.
Questa cosa capitò due o tre volte; furono eccezioni, momenti in cui rinnegò il suo nome, ma fu sempre solo per istinto, forse attivato, malgrado lei, da una remota fiammella d’amore che conservava nascosta in fondo al cuore.
Una volta, per esempio, guarì un ladro morso dal cane di un tale che aveva appena derubato; un’altra, invece, salvò un moribondo indispettita dagli eredi sciacalli ansiosi di vederlo crepare.
Poi successe di nuovo perché si innamorò. Perse la testa per un ricco signore chiamato principe ortolano-cacciatore, e il giorno in cui quello rischiava di morire, per le ferite guadagnate in un diverbio con un cinghiale poco propenso a farsi ammazzare, corse da lui e lo sanò.
Quello, però, tanto per ringraziarla le preferì sua sorella Santa, perché aveva il pollice verde, mentre con lei anche le piante più rigogliose rischiavano di prender fuoco.
Ora, una che si chiama Demonia e che fa quel che fa, secondo voi, come la prese?

Sua madre Ingiusta, che si mise in mezzo, ci guadagnò la casa in cenere; il prete impiccione un trasferimento in Tibet, dove, pare, c’erano sei cristiani, pecorelle senza pastore; il principe il raffreddore cronico, e Santa un’allergia da bacio, così che… potete immaginare come finì.

Demonia fu arrestata, ma non c’era prigione utile a contenerla, così si passò alle marce, alla preghiera, e poi alla supplica, finché lei, stanca, cedette.
Un giorno si abbracciò forte forte, e si trasformò in una nuvola bianca a forma di colomba; e ancora oggi, giuro, puoi vederla da qualche parte, in cielo, a primavera.

Come proseguiamo?

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117 Commenti

  • Un bellissimo finale, poetico, nostalgico, proprio come piace a me. Ti seguo, così, quando scriverai una nuova storia mi arriverà la notifica. Nel frattempo ti auguro buone vacanze e complimenti per il lavoro,originale, ben scritto, scorrevole, non credo si possa chiedere di più a un autore.

  • Ciao, Fenderman.
    Piccole gemme che racchiudono momenti di vita vissuta, quelli che potrebbero essere di tutti e che, per questo, risultano sempre interessanti e coinvolgenti; un po’ come le canzoni che parlano della gente comune e che a ogni ascolto sembra che parlino proprio a te. Non posso che ripetermi e farti i complimenti, sai che sei uno dei miei preferiti. 😉
    Mi piacerebbe che l’esperimento dei capitoli autoconclusivi continuasse.
    A presto rileggerci!
    Ciao ?‍♀️

  • Ciao, mia madre (donna saggia!!!) mi dice sempre: “Non lasciare le cose a metà, i rimpianti ti avvelenano la vita”!!! Per questo mi sarebbe piaciuto “vedere” com’era cambiato Gianni, lo spiritello cattivo ci ha voluto tirare un ennesimo dispetto?
    Alla prossima storia e buon weekend!!!

  • Capitolo 10)

    Finale!
    Direi proprio col botto.
    Capitolo travolgente, intenso e a tratti spietatissimo.
    Pensieri che sicuramente hanno albergato nelle menti di tutti, almeno una volta.
    Trovo sia una chiusura perfetta della serie di racconti, molto differente dalla solita “positiva” che contraddistingue le tue vicende. Questi personaggi mi hanno ricordato degli altri che hai trattato in una storia passata, oppure sono proprio loro?

    Nonostante tutto, il battibecco mi ha divertito. Sono una persona orribile, lo so! 😀
    Bella storia e bel finale!

    Trovi l’ultima lettura su Youtube:
    https://youtu.be/-JJUm82-lrU
    Alla prossima avventura!

    • Ecco, caro Giuseppe. È l’ora di imbracciare la chitarra e raggiungere la spiaggia. Io lo farò idealmente e tu, lo so, lo farai davvero nella tua splendida Sardegna.
      Mi tengo stretti i tuoi complimenti e gli incoraggiamenti a continuare; non chiedo (per ora) altro, e in quanto al volume ci penserò, fosse anche solo per me stesso.
      Prometto un bel finalino simpatico per Palmi&C. e ti ringrazio ancora. Ciaooo!?


  • Se devo essere sincero, il racconto me lo aspettavo diverso, anche perché ne avevi già fatto uno sullo stesso tono e questo mi sembra la sua brutta copia…

    Comunque nel complesso, devo dire che sei riuscita a cavartela egregiamente. Ora vediamo cosa ci riserva il futuro 🙂

    Alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Carissimo, grazie. Ho voluto un finale diverso. Mi sono detto che tanto l’ultimo episodio di solito, specie in una serie dove non serve un finale vero e proprio, sono pochi a leggerlo, ( di questo tempi poi…) e allora ho voluto portare il racconto del disagio di una coppia, un fallimento di una vita, quello di chi non ha saputo in tempo prendersi cura di un amore e l’ha portato a morire.
      Lo so non è divertente, ma si scrive anche per proporre una riflessione, e motivi per riflettere sulle problematiche della vita di coppia, e di famiglia, ce ne sono tante.
      In passato ho affrontato situazioni analoghe, è vero, ma erano temi riguardanti madre ansiosa – figlia depressa o fratello geloso-sorella troppo disponibile con un estraneo.
      Grazie Red per avermi sempre supportato e motivato. Grazie, ciaooo?

      Grazie per avermi seguito sempre, e sempre motivato. Ciaooo?

  • Ciao, Fenderman.
    Dato che ho trovato molto interessante il tuo esperimento horror (e a dispetto che tu abbia rivelato che proprio non è il tuo genere) io ti propongo un racconto horror, con titolo: ULTIMA LIMONATA AL CINEMA PUTIFERIO. Vediamo che ne esce, so che non vincerà l’opzione, ma io ci provo.
    Uno spaccato interessante della vita di quei tempi, di chi è arrivato a cercar fortuna portando braccia per costruirla quella fortuna e di coloro che coi sogni hanno realizzato capolavori. Non avrei camuffato i nomi dei due maestri, in fondo li hai omaggiati, mica denigrati.
    Bene, detto ciò, ti auguro un ottimo fine settimana, con la speranza che il caldo passi in fretta e ci lasci tornare alla vita di sempre, quella dove si respira 😉

    Alla prossima!

  • Capitolo 9)

    Ciao Fenderman!

    Siamo quasi alla fine… quindi io voto assolutamente per scoprirne delle nuove. Trovo che sia un ottimo esercizio, e mi pare che ti sia divertito parecchio!
    Ho apprezzato molto l’indirizzo colto, sfruttato comunque per raccontare una storia pregna di passione. Temo di aver assassinato l’accento, mi dispiace!
    Belli i riferimenti e la passione che illumina il racconto.
    Sempre bello leggerti!
    Aspetto di scoprire la prossima storia.

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/4uLgxXuHXQg
    Ciao!

    • Ciao GPP, è vero che queste storielle sono molto diversi da inventare, soprattutto per il fatto che possono funzionare come pretesto o vero antefatto di un qualche cosa che il lettore deve immaginare, spesso infatti mi viene naturale scrivere il finale “aperto”, aperto alla riflessione e alla immaginazione. Vedremo se si potrà e/o dovrà continuare. Grazie, ciaooo.?

  • Ciao, confesso: preferisco la lettura/scrittura e il teatro al cinema!!! Una cosa, però, posso dirla, a costo di fare la vecchia nostalgica!!! I film di oggi sono diventati più superficiali e usa-e-getta, schiavi del botteghino/piattaforme streaming. Dov’è finita la loro anima?
    Ho votato per ancora storie brevi. Sai, fa troppo caldo, ci sono le ferie di mezzo e se per un motivo o un altro resti indietro con la lettura non rischi di perdere il filo!!! Alla prossima e ultima storia (almeno per questa serie).

  • Il cine-verità o la verità raccontata al cinema, non potrà mai mostrare per intero lo strazio di chi guarda senza speranza, né la freddezza, l’insensibilità, di chi si lascia guardare senza pudore senza provar dolore, senza fiatare nel lasciarsi frugar dentro.
    il capitolo è di una bellezza cruda, sconvolgente.
    Ciao fenderman a presto..

    • Ciao Anna, il mio era un omaggio alla gente del mio quartiere e a chi ha saputo raccontarlo così bene. Ancora oggi che in quelle stradine impazza la movida, il nome di Pasolini è un legante intellettuale tra generazioni, il punto di incontro del pensiero visionario di allora con quello nostalgico e ‘vintage’ di oggi.
      Grazie, a presto!??

  • Volevo proporti Demonia, ma poi sarai stato ripetitivo, quindi punto su:
    Fantascienza, Space Opera, Esplorazione; Titolo: Là dove Nessuno è mai giunto prima!

    Tornando al capitolo odierno, l’ho trovato molto molto carino però… mi sembra manchi di un finale. Sarò solo io, ma è l’impressione che mi ha dato.
    Comunque sei sempre fantastico 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, è vero; in realtà quello che ho raccontato è solo un antefatto, e la storia vera con il relativo finale, se proprio un finale ci deve essere, sta scritto nella storia socio-culturale dell’Italia del ‘900.
      Quello che, dopo Alfio e compagnia bella, è arrivato con “Pisolini” ancora oggi riempie pagine di libri e sta stampato, impresso nella memoria collettiva del Pigneto, di Roma e dell’Italia intera.
      Grazie del commento, sei sempre molto gentile. Ciaooo

  • ‘ se semo persi alla prima rotonda di Saturno’
    Fantastico, surreale! Ma sono mai davvero partiti questi due, dai cognomi così evocativi della loro situazione? Sono invecchiati a causa dell’ibernazione o è il buon cibo di cesena che allunga la vita?
    Mai una delusione da parte tua fenderman. Sempre alla grande!

  • Propongo personaggio e tema: un truffatore (romano, sia ben inteso -non voglio rinunciare alla parlata-, vende qualcosa di impossibile a un malcapitato. Lascia perdere Colosseo e Fontana di Trevi ?)
    Ciao, Fenderman.
    Davvero spassoso, futuristico, eppure vintage, questo episodio, mi è piaciuto molto. Chissà se un giorno lo avremo anche noi un robot tutto fare che ci tenga compagnia… io non ho figli e all’ospizio non ci voglio finire! ?Il robot sarebbe un’ottima soluzione.
    Bello, davvero.

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica, domani pubblico un altro episodio. Ti scontenterò, o meglio: ti accontenterò per la parlata, ma siccome vorrei accontentare anche altri due tipi che hanno votato, scontenterò tutti con una storia questa vintage davvero!
      Grazie, ciao??

  • Ehi!

    Ciao Fenderman!

    Temo di non riuscire a recuperare la storia per tempo in video, quindi lo faccio in silenzio, quasi di nascosto!
    La trovo spiritosa, spensierata e a tratti anche vagamente romantica. Mi ha strappato diverse risate e, nonostante la quasi totale assenza di descrizioni, trovo il tuo modo di scrivere riesca a dipingere la scena senza alcuna difficoltà. Complimenti! 🙂

    L’unico passaggio un po’ incerto è quel “non usa più” che suppongo ci sia una dimenticanza, ma che non impedisce la comprensione del testo. Piccolezze che possono capitare.

    Voglio proporti qualcosa: un Bagnino (con la fobia per l’acqua) e il tema del Mare/piscina.
    Cosa ne verrà fuori? 😀

    Alla prossima!

    • Ciao Giuseppe grazie del commento. Peccato non sentire O’ring copiato da te, pazienza!?
      L’espressione “non usa più” non ha bisogno di aggiunte, in questo caso sottintende: “prigioni? Roba d’altri tempi!” .
      Grazie ancora del tuo commento, sempre gradito, e a presto!?

  • Ciao, il razzo prima del titolo è un vero colpo di genio, cosa ne penserebbe Carlotta? Comunque… vorresti dire che il traffico nello spazio è lo stesso di Roma?!? Ah, bei tipetti sti Cesenati, ma io preferisco il Grana!!!
    Ho votato per l’ossessione di Luli, anche se ero indecisa con gli amori giovanili, spero di non averti messo nei casini per colpa della parità!!! Alla prossima.

  • Capitolo 7)

    Ciao Fenderman!
    Il tono di questo capitolo ritorna un pelo più spensierato, più vicino alla favola, sia per le similitudini che per i giochi di parole. Ma il tono cupo del racconto permane e si respira, specie l’origine ambigua del personaggio e delle sue peripezie. Al lettore spetta il compito di assimilare e interpretare l’esito della storia: non c’è bontà, di fondo. Mi piace! 😀
    Credo il sito ti abbia remato contro anche per questo capitolo, mettendoti qualche carattere un po’ dove voleva lui, ma trovo che tutto sia scritto sempre molto bene!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/7ipPav8O1mw
    Alla prossima!

  • Ciao, che intrigo nell’intrigo, ma all’aspirante sindaco/suino nei boschi di Roncobilaccio è andata anche troppo bene!!! Ma mi chiedevo… tutta la grana e i possedimenti del prete? Lasciti delle pie donne?
    Ho votato per Marte chiana Roma, facciamolo diventare il mese dei pianeti!!! Alla prossima.

  • Marte chiama Roma.
    Una bella combriccola da inviare a Belzebù. Non manca nessuno: il politicante ridicolo, l’ecclesiastico senza scrupoli, la ragazzina furbetta, l’imprenditore disonesto… Al confronto la nostra Demonia merita il premio di bontà. Bello il capitolo; il nonnetto è favoloso. Sempre bravo, tu.
    Ciao Fenderman, a presto.

    • Ciao Anna, hai visto che gente?! E pensare che sono tutti presi in prestito dalla realtà.
      Chi non conosce qualcuno di loro?
      Dai primi voti credo che ci vedremo su Marte…?
      A presto dunque. ?? Ciao!

  • Ciao, Fenderman.
    Marte chiama Roma, mi pare un film con Tognazzi e Raimondo Vianello… o magari il grande Alberto Sordi. Mi piace e, anche se non sarà ambientato nella Roma anni ’50, andrà bene comunque.
    Demonia ripara i torti e lo fa con astuzia e leggerezza, un po’ come fai tu con i tuoi racconti. 🙂 C’è sempre una strizzatina d’occhio, qua e là, un sorriso e una riflessione. Bravo, non c’è che dire.
    Solo una cosa, che è una mia idea ma, dato il mio rapporto con le virgole potrebbe anche essere una baggianata, forse qualcosa manca, nella frase: “Nel dire Demonia aveva tirato fuori una agenda” Demonia l’avrei messa tra due virgole… forse sbaglio, sai sono apprendista interpuntrice…. si può dire? Mah! ?‍♀️dal segnaccio rosso sotto la parola, non credo… 😉

    Alla prossima!

    • Buon giorno Keziarica, Mi sa che ci vedremo davvero di Marte!
      È vero, le virgole ci vogliono? grazie.
      In quanto alla storiella credo che per sorridere si debba prima un poco anche riflettere, solo gli sciocchi ridono per nulla. Quante ce ne vorrebbero di Demonia! Non sarà un giustiziere della notte ma i suoi “scherzetti” sono salutari. Grazie, a presto!??

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