ODEON

Dove eravamo rimasti?

L'ultimo episodio lo scelgo io, per il futuro scegli tu: Ancora storie brevi (60%)

Le tante vite di Agnese

Sono le sette, Agnese al mio fianco dorme ancora. Il suo respiro pacato è così lieve; è il respiro di un’altra donna, una che vive solo poche ore al giorno, nel tempo sospeso del sonno. Una solo mia, che solo io conosco. Ci sono poi certi momenti in cui rimane sola, traffica per casa, e vive un’altra vita ancora.
Adesso mi piacerebbe accarezzarla, ma non posso, non posso neanche muovermi perché la ucciderei, si sveglierebbe, e quello la proietterebbe a chilometri da me.
Da secoli siamo così, Agnese è la mia scommessa persa, e io sono il suo sbaglio.

Da un paio di anni abitiamo un villino sul litorale, dove spesso arriva qualcuno a guastarci il Weekend.
Stavolta tocca a una sua vecchia compagna di scuola, Maria, col marito Gianni, uno che a diciotto anni è stato il suo ragazzo; una storia breve la loro, un po’ torbida, che non è riuscita a trovare la via.
In seguito si sono anche rivisti, una volta sola, per caso, al mare. Erano tutti e due sposati e più vecchi di cinque anni; lui era con Maria, e lei con me. Quella volta fu solo un saluto e un caffè al bar, ma l’amica cominciò a telefonare, e poi nel tempo, anche Agnese, sempre più spesso.
Stavolta, penso io, rivedersi potrebbe essere  l’occasione per capire che cosa ci sia dietro tanta frenesia.
— Oggi gran giorno — insinuo entrando in cucina.
— Già — mi risponde lei acidina, mentre tagliuzza verdure — e mi tocca cucinare per dieci.
— Beh, dov’è la novità?
— Vero. Questa casa è un lavoro… Perché non la vendiamo? Vengono tutti qui; ogni settimana è lo stesso, figli, nipoti, amici, amici degli amici…
— Hai ragione, stavolta però li hai invitati tu.
— Come? Ah, sì, ma io non parlo di oggi. Mi fa piacere rivedere Maria.
— Maria e… Gianni.
— Beh, sì, ovvio, anche Gianni.
— Appunto… volevo ben dire.
Dopo alcuni minuti di silenzio in cui io fingo di leggere il giornale, e lei finge di crederci…
— Mi stavo chiedendo — dico per provocarla, per assecondare lo spiritello maligno che mi mangia dentro — che effetto può fare rivedere un amorino giovanile, uno di quelli che a ripensarci ti chiedi cosa avesse mai di così speciale.
Agnese invece di stare zitta e non cadere nella trappola, dice:
— Che “amorini” hai avuto tu?
— Io nessuno, — dico — infatti non parlavo per me.
Agnese in quel momento, lo so, lo vedo, comincia a ripensare a quegli anni, alla freschezza, ai baci casti, alle chiacchierate senza fine sotto casa… Oppure no, magari ripensa ai pomeriggi nel covo degli amici ribelli, a farsi palpeggiare per un po’ di fumo…  Chissà, del resto io non so com’era veramente in quel suo passato da cui ero escluso.
Una volta mi raccontarono che con Gianni era disposta a tutto, ma che qualcuno, o qualcosa, si mise di traverso, l’occasione sfumò, e il tempo fece il resto. Io che non credo alle favole, pensai che non fosse vero perché i due non erano così stupidi. In seguito, però, ho cambiato opinione, e ancor più mi pesa, mi rode l’idea che lei possa ancora oggi rimpiangere quell’occasione persa.

Tornando a quegli anni, un giorno, quella ragazzina riccia antipatica che mi ossessionava, e che amava un altro, chissà come s’accorse che esistevo, e mi sposò. Mi dette un figlio subito, cotto e mangiato, che, per carità, mi somiglia… però poi… addio, finita.
“Così va il mondo” direte voi. Io no, io non ci voglio stare.
— Cosa gli dirai oggi quando arriverà? — le chiedo all’improvviso.
— A lui? Niente perché?
— Beh, intanto perché hai detto lui e non lei. Avresti dovuto dire, a rigor di logica, lei e invece hai detto lui. Però, guarda, ti capisco. Anche io al tuo posto…
— Ecco, tu, forse tu. Io no. — dice lei alzando il coltello che ha in mano.
— Ok, ok, mi arrendo — dico — sei nervosa?
— No, non sono nervosa, cazzo! Sono solo stanca. Vendiamo questa maledetta casa e torniamo a Roma.
— Uhm, certo, come no, si cambia discorso.
— Ancora! Ma che vuoi, vuoi rovinarmi la giornata?
— Io?, no, e perché?
Taccio; la guardo; adesso lei cerca qualcosa che non c’è tra le cose che ha sparse davanti, sul tavolo.
“Ecco, spiritello maligno: mordi, e facciamola finita!
— Però ammettilo, — ricomincio — stai per vivere una esperienza davvero emozionante: il primo amore che ritorna. Chissà com’è adesso.
— Falla finita ti prego.
— Io mi concentrerei sul primo impatto, — insisto quasi eccitato dal male che sto procurando a lei e a me stesso — sono passati vent’anni e più da allora. Come sarà? Sarà grasso e calvo? O sarà brizzolato, atletico, un figo da paura?
A quel punto Agnese fa una cosa che non mi aspetto: si china su di me; è vicinissima; pianta le sue pupille dilatate nelle mie, e in un crescendo arriva a urlare:
— Io non so se mi piacerà, o mi deluderà; non so nemmeno se lo riconoscerò. Però visto che insisti tanto ti dico che sì, ci penso! È da ieri che non penso ad altro! Per me, per Agnese, quello che non ho avuto da lui vale molto, molto più di quello che tu mi hai imposto!

Ecco, bravo spiritello, hai vinto di nuovo.

…lei si allontana da me, e io scompaio dallo specchio dei suoi occhi.

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117 Commenti

  • Un bellissimo finale, poetico, nostalgico, proprio come piace a me. Ti seguo, così, quando scriverai una nuova storia mi arriverà la notifica. Nel frattempo ti auguro buone vacanze e complimenti per il lavoro,originale, ben scritto, scorrevole, non credo si possa chiedere di più a un autore.

  • Ciao, Fenderman.
    Piccole gemme che racchiudono momenti di vita vissuta, quelli che potrebbero essere di tutti e che, per questo, risultano sempre interessanti e coinvolgenti; un po’ come le canzoni che parlano della gente comune e che a ogni ascolto sembra che parlino proprio a te. Non posso che ripetermi e farti i complimenti, sai che sei uno dei miei preferiti. 😉
    Mi piacerebbe che l’esperimento dei capitoli autoconclusivi continuasse.
    A presto rileggerci!
    Ciao ?‍♀️

  • Ciao, mia madre (donna saggia!!!) mi dice sempre: “Non lasciare le cose a metà, i rimpianti ti avvelenano la vita”!!! Per questo mi sarebbe piaciuto “vedere” com’era cambiato Gianni, lo spiritello cattivo ci ha voluto tirare un ennesimo dispetto?
    Alla prossima storia e buon weekend!!!

  • Capitolo 10)

    Finale!
    Direi proprio col botto.
    Capitolo travolgente, intenso e a tratti spietatissimo.
    Pensieri che sicuramente hanno albergato nelle menti di tutti, almeno una volta.
    Trovo sia una chiusura perfetta della serie di racconti, molto differente dalla solita “positiva” che contraddistingue le tue vicende. Questi personaggi mi hanno ricordato degli altri che hai trattato in una storia passata, oppure sono proprio loro?

    Nonostante tutto, il battibecco mi ha divertito. Sono una persona orribile, lo so! 😀
    Bella storia e bel finale!

    Trovi l’ultima lettura su Youtube:
    https://youtu.be/-JJUm82-lrU
    Alla prossima avventura!


  • Se devo essere sincero, il racconto me lo aspettavo diverso, anche perché ne avevi già fatto uno sullo stesso tono e questo mi sembra la sua brutta copia…

    Comunque nel complesso, devo dire che sei riuscita a cavartela egregiamente. Ora vediamo cosa ci riserva il futuro 🙂

    Alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

    • Carissimo, grazie. Ho voluto un finale diverso. Mi sono detto che tanto l’ultimo episodio di solito, specie in una serie dove non serve un finale vero e proprio, sono pochi a leggerlo, ( di questo tempi poi…) e allora ho voluto portare il racconto del disagio di una coppia, un fallimento di una vita, quello di chi non ha saputo in tempo prendersi cura di un amore e l’ha portato a morire.
      Lo so non è divertente, ma si scrive anche per proporre una riflessione, e motivi per riflettere sulle problematiche della vita di coppia, e di famiglia, ce ne sono tante.
      In passato ho affrontato situazioni analoghe, è vero, ma erano temi riguardanti madre ansiosa – figlia depressa o fratello geloso-sorella troppo disponibile con un estraneo.
      Grazie Red per avermi sempre supportato e motivato. Grazie, ciaooo?

      Grazie per avermi seguito sempre, e sempre motivato. Ciaooo?

  • Ciao, Fenderman.
    Dato che ho trovato molto interessante il tuo esperimento horror (e a dispetto che tu abbia rivelato che proprio non è il tuo genere) io ti propongo un racconto horror, con titolo: ULTIMA LIMONATA AL CINEMA PUTIFERIO. Vediamo che ne esce, so che non vincerà l’opzione, ma io ci provo.
    Uno spaccato interessante della vita di quei tempi, di chi è arrivato a cercar fortuna portando braccia per costruirla quella fortuna e di coloro che coi sogni hanno realizzato capolavori. Non avrei camuffato i nomi dei due maestri, in fondo li hai omaggiati, mica denigrati.
    Bene, detto ciò, ti auguro un ottimo fine settimana, con la speranza che il caldo passi in fretta e ci lasci tornare alla vita di sempre, quella dove si respira 😉

    Alla prossima!

  • Capitolo 9)

    Ciao Fenderman!

    Siamo quasi alla fine… quindi io voto assolutamente per scoprirne delle nuove. Trovo che sia un ottimo esercizio, e mi pare che ti sia divertito parecchio!
    Ho apprezzato molto l’indirizzo colto, sfruttato comunque per raccontare una storia pregna di passione. Temo di aver assassinato l’accento, mi dispiace!
    Belli i riferimenti e la passione che illumina il racconto.
    Sempre bello leggerti!
    Aspetto di scoprire la prossima storia.

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/4uLgxXuHXQg
    Ciao!

    • Ciao GPP, è vero che queste storielle sono molto diversi da inventare, soprattutto per il fatto che possono funzionare come pretesto o vero antefatto di un qualche cosa che il lettore deve immaginare, spesso infatti mi viene naturale scrivere il finale “aperto”, aperto alla riflessione e alla immaginazione. Vedremo se si potrà e/o dovrà continuare. Grazie, ciaooo.?

  • Ciao, confesso: preferisco la lettura/scrittura e il teatro al cinema!!! Una cosa, però, posso dirla, a costo di fare la vecchia nostalgica!!! I film di oggi sono diventati più superficiali e usa-e-getta, schiavi del botteghino/piattaforme streaming. Dov’è finita la loro anima?
    Ho votato per ancora storie brevi. Sai, fa troppo caldo, ci sono le ferie di mezzo e se per un motivo o un altro resti indietro con la lettura non rischi di perdere il filo!!! Alla prossima e ultima storia (almeno per questa serie).

  • Il cine-verità o la verità raccontata al cinema, non potrà mai mostrare per intero lo strazio di chi guarda senza speranza, né la freddezza, l’insensibilità, di chi si lascia guardare senza pudore senza provar dolore, senza fiatare nel lasciarsi frugar dentro.
    il capitolo è di una bellezza cruda, sconvolgente.
    Ciao fenderman a presto..

    • Ciao Anna, il mio era un omaggio alla gente del mio quartiere e a chi ha saputo raccontarlo così bene. Ancora oggi che in quelle stradine impazza la movida, il nome di Pasolini è un legante intellettuale tra generazioni, il punto di incontro del pensiero visionario di allora con quello nostalgico e ‘vintage’ di oggi.
      Grazie, a presto!??

  • Volevo proporti Demonia, ma poi sarai stato ripetitivo, quindi punto su:
    Fantascienza, Space Opera, Esplorazione; Titolo: Là dove Nessuno è mai giunto prima!

    Tornando al capitolo odierno, l’ho trovato molto molto carino però… mi sembra manchi di un finale. Sarò solo io, ma è l’impressione che mi ha dato.
    Comunque sei sempre fantastico 🙂

    Ciao 🙂

    • Ciao Red, è vero; in realtà quello che ho raccontato è solo un antefatto, e la storia vera con il relativo finale, se proprio un finale ci deve essere, sta scritto nella storia socio-culturale dell’Italia del ‘900.
      Quello che, dopo Alfio e compagnia bella, è arrivato con “Pisolini” ancora oggi riempie pagine di libri e sta stampato, impresso nella memoria collettiva del Pigneto, di Roma e dell’Italia intera.
      Grazie del commento, sei sempre molto gentile. Ciaooo

  • ‘ se semo persi alla prima rotonda di Saturno’
    Fantastico, surreale! Ma sono mai davvero partiti questi due, dai cognomi così evocativi della loro situazione? Sono invecchiati a causa dell’ibernazione o è il buon cibo di cesena che allunga la vita?
    Mai una delusione da parte tua fenderman. Sempre alla grande!

  • Propongo personaggio e tema: un truffatore (romano, sia ben inteso -non voglio rinunciare alla parlata-, vende qualcosa di impossibile a un malcapitato. Lascia perdere Colosseo e Fontana di Trevi ?)
    Ciao, Fenderman.
    Davvero spassoso, futuristico, eppure vintage, questo episodio, mi è piaciuto molto. Chissà se un giorno lo avremo anche noi un robot tutto fare che ci tenga compagnia… io non ho figli e all’ospizio non ci voglio finire! ?Il robot sarebbe un’ottima soluzione.
    Bello, davvero.

    Alla prossima!

  • Ehi!

    Ciao Fenderman!

    Temo di non riuscire a recuperare la storia per tempo in video, quindi lo faccio in silenzio, quasi di nascosto!
    La trovo spiritosa, spensierata e a tratti anche vagamente romantica. Mi ha strappato diverse risate e, nonostante la quasi totale assenza di descrizioni, trovo il tuo modo di scrivere riesca a dipingere la scena senza alcuna difficoltà. Complimenti! 🙂

    L’unico passaggio un po’ incerto è quel “non usa più” che suppongo ci sia una dimenticanza, ma che non impedisce la comprensione del testo. Piccolezze che possono capitare.

    Voglio proporti qualcosa: un Bagnino (con la fobia per l’acqua) e il tema del Mare/piscina.
    Cosa ne verrà fuori? 😀

    Alla prossima!

    • Ciao Giuseppe grazie del commento. Peccato non sentire O’ring copiato da te, pazienza!?
      L’espressione “non usa più” non ha bisogno di aggiunte, in questo caso sottintende: “prigioni? Roba d’altri tempi!” .
      Grazie ancora del tuo commento, sempre gradito, e a presto!?

  • Ciao, il razzo prima del titolo è un vero colpo di genio, cosa ne penserebbe Carlotta? Comunque… vorresti dire che il traffico nello spazio è lo stesso di Roma?!? Ah, bei tipetti sti Cesenati, ma io preferisco il Grana!!!
    Ho votato per l’ossessione di Luli, anche se ero indecisa con gli amori giovanili, spero di non averti messo nei casini per colpa della parità!!! Alla prossima.

  • Capitolo 7)

    Ciao Fenderman!
    Il tono di questo capitolo ritorna un pelo più spensierato, più vicino alla favola, sia per le similitudini che per i giochi di parole. Ma il tono cupo del racconto permane e si respira, specie l’origine ambigua del personaggio e delle sue peripezie. Al lettore spetta il compito di assimilare e interpretare l’esito della storia: non c’è bontà, di fondo. Mi piace! 😀
    Credo il sito ti abbia remato contro anche per questo capitolo, mettendoti qualche carattere un po’ dove voleva lui, ma trovo che tutto sia scritto sempre molto bene!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/7ipPav8O1mw
    Alla prossima!

  • Ciao, che intrigo nell’intrigo, ma all’aspirante sindaco/suino nei boschi di Roncobilaccio è andata anche troppo bene!!! Ma mi chiedevo… tutta la grana e i possedimenti del prete? Lasciti delle pie donne?
    Ho votato per Marte chiana Roma, facciamolo diventare il mese dei pianeti!!! Alla prossima.

  • Marte chiama Roma.
    Una bella combriccola da inviare a Belzebù. Non manca nessuno: il politicante ridicolo, l’ecclesiastico senza scrupoli, la ragazzina furbetta, l’imprenditore disonesto… Al confronto la nostra Demonia merita il premio di bontà. Bello il capitolo; il nonnetto è favoloso. Sempre bravo, tu.
    Ciao Fenderman, a presto.

  • Ciao, Fenderman.
    Marte chiama Roma, mi pare un film con Tognazzi e Raimondo Vianello… o magari il grande Alberto Sordi. Mi piace e, anche se non sarà ambientato nella Roma anni ’50, andrà bene comunque.
    Demonia ripara i torti e lo fa con astuzia e leggerezza, un po’ come fai tu con i tuoi racconti. 🙂 C’è sempre una strizzatina d’occhio, qua e là, un sorriso e una riflessione. Bravo, non c’è che dire.
    Solo una cosa, che è una mia idea ma, dato il mio rapporto con le virgole potrebbe anche essere una baggianata, forse qualcosa manca, nella frase: “Nel dire Demonia aveva tirato fuori una agenda” Demonia l’avrei messa tra due virgole… forse sbaglio, sai sono apprendista interpuntrice…. si può dire? Mah! ?‍♀️dal segnaccio rosso sotto la parola, non credo… 😉

    Alla prossima!

    • Buon giorno Keziarica, Mi sa che ci vedremo davvero di Marte!
      È vero, le virgole ci vogliono? grazie.
      In quanto alla storiella credo che per sorridere si debba prima un poco anche riflettere, solo gli sciocchi ridono per nulla. Quante ce ne vorrebbero di Demonia! Non sarà un giustiziere della notte ma i suoi “scherzetti” sono salutari. Grazie, a presto!??

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