ODEON

Dove eravamo rimasti?

La prossima storia Una nuova storia (60%)

La giostra

Il mondo intero girava intorno ai bimbi infagottati nei cappottini di lana, accomodati alla meno peggio sulla groppa di cavallucci marini, draghi e zebre, o nelle macchinine colorate della giostra. Più che contenti sembravano attoniti, smarriti.
Immersi com’erano in un’orgia di mille suoni, e di zanne, corna e proboscidi, spiavano colmi di desiderio i pupazzi intorno, e nulla consideravano la posizione acquisita. Sembravano solo aspettare la fine della corsa, per cambiare finalmente posto. 
Della giostra solo il momento della salita e quello della discesa erano vissuti appieno, e tutto quello che c’era in mezzo, per loro, ostaggi dell’ultima scelta, era ansiosa attesa. 
Fu una di quelle volte che il visino di Letizia, quattro anni, incontrò l’obbiettivo che celava l’occhio di Paolo, quaranta più di lei; ma la bimba, al contrario del fotografo, non ne avrebbe conservato memoria. 
L’otturatore scattò nel momento in cui lei si voltava per imprimere sul fotogramma un insensato sguardo smarrito, quasi disperato; mentre il telefono che l’uomo teneva in tasca prese a vibrare, come attivato dallo stesso scatto. 
— Paolo vieni — disse una voce — Maria è… — e la voce mutò in pianto.
Paolo corse via verso l’ospedale, affannato, disperato, e si fermò solo quando imboccò il corridoio azzurrino, anticamera di una morte. Sua moglie, non c’era già più, stava sei piani più sotto, appena uno sopra quello della spazzatura, quello da cui di solito non si torna. 
Tre giorni dopo finalmente riprese la sua reflex, e guardò gli scatti. Ritrovò il volto di Letizia, in quella foto un poco mossa; i suoi occhi erano liquidi, spessi, dominavano, ingombravano la scena. 
L’ultimo scatto…
Fece una stampa, e la dimenticò.
Tempo dopo però vide che ogni tanto si ritrovava quella stessa foto, sempre quella, tra le mani.
Non volle dar peso alla cosa eppure si interrogò in proposito, sono forse io che la cerco? pensò. Poi ne parlò con qualcuno, che gli consigliò il riposo, e allora non disse più niente; e anzi la riprese, la studiò, e cominciò a farne degli ingrandimenti sempre più spinti, fino ad arrivare dove non c’era più nulla da vedere, se non una grana sfocata, grigiastra.
Intanto iniziò a non star bene, dormiva poco, aveva strane sensazioni, e la notte si svegliava in orari bizzarri. 
— Ah, quelli, caro Paolo — gli rivelò il suo amico psicologo — sono i numeri angelici: 3:33; 4:44; e così via. Questo, ovviamente non significa niente, non nel tuo caso. È il tuo ritmo sonno-veglia che è turbato e… bla, bla, bla. 
Paolo aveva udito abbastanza. Per prima cosa buttò la sveglia nel cassetto, per riprenderla però, puntualmente, ogni volta che si svegliava, per controllare. Alla fine la gettò dalla finestra e cominciò, per dormire, a prendere tutto quello che trovava. 
Una volta sognò la bambina della giostra; era penetrato nel più profondo dei suoi occhi e non sapeva nemmeno chi fosse, peccato. 
Poi cominciò a sentire le voci, e a preoccuparsi davvero. Pensò allo psicologo, e ai suoi strani angeli che si prendevano gioco di lui.
Le voci erano un bisbiglìo che se tappava le orecchie, aumentava di volume. È una cosa che ho nella testa, forse mi ucciderà, si disse, quasi quasi ricomincio a fumare.
Non riprese a fumare, iniziò invece a bere, e smise quasi di mangiare; così che non impiegò molto a ritrovarsi ogni giorno ubriaco, con le voci, gli angeli, e la giostra che girava. 
Una fredda notte in cui aveva esagerato spalancò la finestra, salì sul davanzale e perse l’equilibrio per ritrovarsi, al mattino, steso, gelato, coi piedi incastrati tra il comodino e il letto. 
Fece una doccia bollente e scolò una moka da sei tazze; ma il suo stomaco si ribellò con un reflusso acido, e credette di morire. 
Dopo una mezz’ora, visto che non era morto, pensò di scendere nel laboratorio che teneva in garage, perché non aveva una macchina. Erano settimane che non scattava una foto. 
Le copie di quei due occhi misteriosi erano dappertutto, lo fissavano. Sono pazzo?, si chiese, vomitò di nuovo, credette davvero di essere al capolinea. 
In casa il telefono prese a squillare. Lui uscì incespicando sui suoi stessi piedi. 
— Papà — disse Giulia, sua figlia, quella che s’era scordata di avere un padre — ah, ci sei! Domani è un anno, andiamo a trovare la mamma? 
Paolo non parlò; si picchiò la testa con la cornetta, si ferì, la lasciò cadere; la guardò, sembrava un impiccato; eppure la sua debole voce continuava a dire: pronto, pronto papà, allora?…
Poi più nulla. 
Aveva ancora qualche bottiglia; cominciò con un bicchiere… Alle 3:33 si svegliò tra i cocci di vetro, bagnato di vino rosso, sangue e urina. Guardò fuori dove infuriava una specie di temporale, e vide un vortice di vento ingaggiare le sue stramaledette foto in una strana rincorsa. 
Alle sei era tutto finito. Il cielo era chiaro. 
Paolo era morto stecchito, con le sue feci addosso e tanto sangue intorno.
Fuori nel cortile mille e mille foto s’erano disposte a comporre una specie di puzzle. 
Peccato per lui non poterlo vedere.

Demonia torna ... Come?

  • Giustiziere della notte (83%)
    83
  • In vena di vendetta (17%)
    17
  • Dispettosa e strafottente con chiunque gli capiti a tiro (0%)
    0
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68 Commenti

  • Ciao, arrivo a storia già iniziata e quindi ho deciso di votare Demonia anche se non so dove ti porterà questa scelta 🙂 Ho visto che il tuo racconto è nella sezione avventura, ma i dialoghi scorrevoli e chiari mi avevano fatto pensare a un umoristico. Buon proseguimento.

  • Capitolo 5)

    Alla terza, sono riuscito a votare… una vera impresa!

    Ho trovato qualche difficoltà all’inizio della storia, ma penso sia più un mio problema, qualche scherzetto del caldo, ma comunque ci tengo a segnalarti la possibile difficoltà! 😀
    Non mi sembra di aver trovato errori, tolto un passaggio con il trattino mancante, ma che si capiva comunque 🙂
    Storia coinvolgente e divertente, come sempre. Sei un narratore invidiabile, e trovo che leggerti sia una grande fonte di energie e ispirazione: hai una costanza incredibile! Sei un macinatore di storie 😀
    Mi sono scordato di leggere le scelte sul finale, maledetto caldo!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/rO4AcHdzcAY

    Alla prossima!

    • Ciao Giuseppe, è vero: là dove scrivo: Intanto Borg… Avrei dovuto aggiungere, …continuò l’ispettore… o roba del genere per rimarcare che era sempre lui ha raccontare…
      Grazie sei sempre gentilissimo, a presto!🙋

  • Ciao, Fenderman.
    Ho votato l’horror senza neanche pensarci.
    L’inizio della storia mi ha un po’ spiazzato, non ho compreso subito di cosa si trattasse: dapprima mi è parso di vedere un ispettore che istruisce i suoi prima dell’uscita di pattuglia, poi però si passa direttamente al racconto in terza persona su ciò che fa Borg… c’è un salto di punto di vista, che forse non avrei usato.
    Comunque, resta un capitolo ben scritto, non potrebbe essere altrimenti.
    Aspetto l’horror. E che sia spaventoso, mi raccomando. 🙂

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      L’ispettore sta raccontando un caso difficile, emblematico a nuove leve di polizia.
      La terza persona è lui stesso che racconta ciò che si è plausilmente ricostruito con le indagini, e gli interrogatori effettuati.
      Grazie del contributo, questa esperienza dei 5000 e basta mi serve a imparare a raccontare storie complesse senza apparire confuso e impreciso… Alla prossima!
      🌻🙋

  • Ciao!!! Eh no, non si fa così, ci lasci nel dubbio?!? Se c’è una cosa che mi fa innervosire è proprio la mancanza di finale… sono strana, eh? Comunque bel micro giallo, mi ha tenuto in sospeso fino all’ultimo!!!
    Ho votato per un horror, perché non ne ho mai letto uno tuo e perché credo farail. Per la terza puntata di Demonia c’è ancora tempo!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella, grazie.
      Non c’era spazio per un finale decente, scrivilo tu, se vuoi, io preferisco pensare che Ann sarà più vittima che fortunata per il ritrovamento, nemmeno è sicura e già ha un problema! 🤔
      Con l’horror mi sono buttato da uno scoglio: chissà se l’acqua è profonda abbastanza! Ciaoooo 🙋🌻

  • Capitolo 4)

    Ehi!

    Non scherzavi proprio con la cattiveria a fin di… bene?
    L’idea di un personaggio fiabesco nel nostro mondo mi fa abbastanza sorridere. Il modo in cui gestisci tutto, poi, è un perfetto incontro tra serietà e ironia.
    Capitolo che può sembrare complicato da intercettare sulle prime, perché bisogno rammentare l’episodio passato, ma nulla che un paio di righe non possano chiarire, così da riportarci sulla giusta strada! 😀
    Mi è piaciuto!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/HSXeV9bWXCU
    Alla prossima!

  • Ciao, Fenderman.
    Devo confessarti che leggendo le prime righe ho sognato a occhi aperti l’arrivo dei temporali… il caldo mi irrita, mi debilita e mi fa venire voglia di urlare! Ma, tanto, non è che posso farci nulla, no?
    Bene, veniamo al capitolo, e al fatto che Demonia, in veste di vendicatrice, mi piace parecchio. Ci sta proprio bene, e quante ce ne vorrebbero in giro…
    Nonostante l’improvvisa simpatia per questa rinnovata guasta tutto, la mia attenzione è stata attirata da quella parolina lì: noir… non posso farne a meno, la voto!
    Il refuso te lo ha segnalato Isabella, quindi, io mi fermo qui e ti saluto.

    Alla prossima!

  • Ciao, non so perché, ma Demonia comincia a essermi simpatica!!! Ah, era da un pezzo che non facevamo questo gioco: trova l’intruso… “poco più il là”!!!
    Ho votato per continuare con Demonia, magari si rivelerà una vendicatrice di donne maltrattate!!! Alla prossima, che caldooooooooo!!!!

    • Ciao, carissima, quando incontro un lettore come te sono felice perché leggi davvero con attenzione, cosa ormai rarissima. Il refuso, l’incubo di tutti noi è una medaglia di stima che ti meriti ogni volta. Grazie a te e a the incipit ( ovviamente.)🌻🙏

  • Che bello! La “pioggia di cristallo” è un’espressione che condensa tutto il dinamismo della scena. Hai una scrittura limpida e mossa che rende perfettamente l’andamento delle scene. Voglio anch’io un po’ di poter mettere ordine in un po’ di cosette. Procedo nella lettura, sperando di aver preso un po’ di confidenza con le regole del gioco

    • Ciao Giuseppe, è vero in questa storia tutto quello che c’ è solo l’indizio del mondo che c’è dietro. Spero, tuttavia, che riesca a farlo intuire.
      Lascio al lettore pensare se ci sia un che di soprannaturale, premonitorio, o invece soltanto la disperazione di un uomo solo che vede fantasmi e in quella foto ritrova l’attimo in cui la sua vita ha smesso di avere uno scopo. Forse il puzzle potrebbe spiegare…
      Grazie, ciao!🙋

  • Ciao, ultimamente dispensi “ottimismo” a palate, fammi un bel sorriso!!! Stiamo andando verso l’estate, quando esci non gettare l’occhio ai cinghiali, la monnezza, le buche e compagnia bella di Roma, altrimenti ti deprimi troppo!!! Spero solo non ti sia successo qualcosa di brutto… nel qual caso stacca da tutto e tutti e prenditi qualche giorno per stare solo con te stesso, con me ha sempre funzionato!!!
    Ho votato per giustiziere della notte, anche se sono stata incerta fino all’ultimo, forse quel ruolo le calza meglio!!!!!! Alla prossima.

  • Ciao, Fenderman.
    La morte di una figlia non può passare senza ferite, questo padre ha lasciato che gli occhi della bambina sulla giostra lo strappassero al dolore per la perdita e lo gettassero nella follia, in un gorgo alcolico che ha fatto il suo dovere di mietitore. Non mi ricordo dello strazio dello stare sulla giostra, ma conosco la smania di fare altro mentre faccio qualcosa, credo di essere affetta da disturbo dell’attenzione, anche se, ai miei tempi, eri solo disattento e la maestra te lo scriveva nelle note.
    Racconto crudo, ben scritto, come sempre.
    Voto la Demonia giustiziere e vediamo che succede, speriamo non le crescano i baffi come Charles Bronson 😉

    Alla prossima!

    • Ciao, la giostra è frutto di esperienza di figlio, bambino con tre fratelli, e poi padre di due. C’era anche il piccoletto che il massimo divertimento lo trovava nel pagare il biglietto!
      Questa storia è effettivamente la dissoluzione di un uomo preda di sentimenti dal potere allucinatorio e vittima della solitudine. Mi piacerebbe molto parlarne più a lungo, ma ti annoierei. Grazie per averlo letto, a presto con Demonia …( Baffi hai detto? Uhm,😏).
      🙋🌻

  • Yeaaah si può tornare a ciciarà! 🎵
    Ciaooo! 😄
    “Compagni di merende” m’ha fatto morir dal ridere 😂
    Ho votato per “un’altra storia” ma perchè mi piacciono questi tuoi incipit mordaci 😊
    Il gatto che cerca rifugio mi è stato simpaticissimo!
    Sei davvero bravo nel girare attorno all’eros senza entrare nel dettaglio, grande! 😄👍
    Le righe finali m’hanno spiazziata e divertita allo stesso tempo!
    Buon lavoro 😊

  • Eccoci, almeno qui ci fa votare e commentare…
    Finale sorprendente, mi fa un po’ sorridere e un po’ inorridire, il fratello troppo appiccicoso e anche insinuatore non mi piace per nulla. Hai usato una delle tue armi pesanti per questo capitolo: i dialoghi; su questo campo non ti batte nessuno.
    Bravo, come sempre. Voto una nuova storia, curiosa di vedere che ti inventi.

    Alla prossima!

    • Eh, eh, ciao, mi sono affidato alla teoria del “Iceberg” di Hemingway: dire l’essenziale e lasciare al lettore immaginare il resto.
      Ho inteso scattare una istantanea, una mattina in casa di quei due, e affidarmi al loro dialogo per far filtrar tutto quello che c’è (o potrebbe esserci) dietro.
      Spero che Odeon resti commentabile ancora, vedremo.
      Grazie, sei molto gentile, una buonissima giornata a te.🌻🙋

  • Ciao, complimenti, stavolta mi hai fregata!!!! Davvero, non mi sarei mai aspettata un finale simile!!!
    Ho votato anch’io per tornare a Demonia, perché? Non so, ma la trovo ancor più fuori dagli schemi per te!!!!
    Buona festa/ponte del 2 giugno, divertiti e alla prossima.

    • Ciao Red, anche a me Demonia piace molto, peccato abbia prevalso un’altra opzione. Però può tornare, e lo spero.
      Questa era una storiella del filone serio che incrocia realtà e fantasia generando il paradosso.
      A presto con quel che vorrete!🙋 Ciao

  • Oggi si può commentare!
    Ciao Fenderman!
    L’esattore di Pio IX, si entra nella Roma papalina, che gatto…
    Beh, l’idea è forte sul serio, una versione in prosa, anzi, in poesia, di personaggi noti. Bravo come sempre, e spiritoso come sempre. Ti direi di fare ancora, senza consigli però, fa pure tu, anche perché magari hai già in mente storie che conosci.
    Una buonissima domenica a te caro Fenderman!

    • Ciao Danilo, magari si potesse commentare, purtroppo si può farlo solo con le storie al primo capitolo😡
      Io, infatti mi sono fermato perché senza i commenti e i voti TI è di fatto morto.
      Speriamo di poter riprendere presto e intanto ti ringrazio e ti auguro una grande domenica!😊ciao!🙋

  • Ciao, bianco e nero, bene e male, l’eterna lotta tra opposti!!! E alla fine, ritrovi la ragione sempre nel mezzo!!! Bell’inizio, davvero.
    Ho votato per continuare la storia in corso, ma con due personaggi presi in prestito da Anna Genna: Attu e il genio Dijnny della Lumiera di rame!!! Magari tra gatti e personaggi “magici” la fantasia è servita!!! Alla prossima.

  • Ciao, Fenderman.
    sei un vulcano pieno di idee, non conosci sosta e ti invidio tantissimo per questo, te l’ho già detto, ma mi perdonerai. 😉
    Bene, hai scelto Demonia e ho notato che hai cercato di non allontanarti troppo dallo stile di Red, almeno questa è l’impressione che ho avuto. Ovviamente, la storia è scritta a modo tuo, ma senza calcare troppo la (tua) mano. Saresti un ottimo ghostwriter.
    Non so se riuscirò a votare, ci ho già provato tre volte. La mia opzione è: scrivi un’altra storia, non saprei che personaggio consigliarti, mi piacerebbe prestarti uno dei miei, uno vecchio, magari, ma dovresti rileggerti la storia e non mi pare il caso di importelo. Quindi, voto un’altra storia e vediamo cosa ti inventi.
    Bravo, come sempre.

    Alla prossima!

  • Mi pareva una storia autoconclusiva, mi pareva che avessi dato un epilogo a ogni conflitto, per cui ho votato “scrivi un’altra storia”, spero sia inteso nel senso che l’avventura continua… un po’ come nelle saghe a episodi misti che vanno tanto per la maggiore. .. se invece ho fatto un casino e sembra che non mi sia piaciuto l’episodio, chiedo venia… sono una veterana del sito, per questo mi definisco una rincoglionita… ahahha ( non ci becchiamo spesso, qui, lo sai… sono un po’ ovunque, ma ogni tanto capito e torno da te…) ( seguo eccetera)

    • Ciao, non sai che piacere mi fai…
      E invece mi hai dato una idea in più, una cosa che non avevo pensato, cioè continuare la storia con un episodio diverso, che non sia propriamente il seguito del precedente. Vedremo come voteranno gli altro; mi piacerebbe però.
      Un abbraccio e una splendida giornata!
      🙋🌻

  • Capitolo 1)

    Non so perché, ma è l’unica storia che posso commentare per oggi sul sito!
    Direi che questo inizio ci sta perfettamente: utilizzo affascinante del personaggio preso in prestito da Red!
    Mi hai incuriosito e ingolosito, quindi voglio proporti di farti prestare Arpad da Minollo! 😀
    Scritta bene, fila liscia e non mi pare di aver trovato errori, almeno nella prima lettura!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/Jh1Dv2mhtiQ
    Alla prossima!

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