ODEON

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo: concediamoci un "noir " (57%)

Violino calibro nove

Stazione di Polizia, ore 8:00 l’ispettore Guild illustra alle giovani reclute un caso difficile.
— Dunque — dice alla platea attenta — seguitemi bene: cominciamo dal momento in cui un uomo sale su un’auto con due persone a bordo, parcheggiata in pieno centro davanti a un palazzo di uffici.
“Borg uscirà adesso” dice “occhio al garage sotterraneo. Ha una Volvo nera”.
“Bene,” fa l’uomo al volante “pronti”.
Intanto Borg nel sotterraneo apre la sua auto, è tranquillo, non sa di essere atteso all’uscita, e nemmeno sa che dietro di lui c’è uno che gli vuole fregare la macchina.
Non si accorge di nulla, improvvisamente però vede nero, e si ritrova a terra, mentre qualcuno con la sua auto sta manovrando per uscire dal garage. Allora estrae una pistola, la punta, ma quello prima lo investe, poi, siccome sta arrivando gente, si ferma e lo carica, convinto di averlo ucciso. “Me lo porto via” pensa “ci vorranno ore prima che si accorgano della scomparsa”.
Un minuto dopo, con la Volvo guadagnata, esce dal garage. Non sa, voi lo avete capito, che qualcuno lo seguirà credendo di seguire Borg. Prosegue a velocità moderata, come da manuale, diretto a una fabbrica dismessa, in periferia, dove l’auto è attesa per un “lifting” definitivo.
I tre che la seguono si interrogano, non capiscono, e poi, al capolinea, sono ancora più sorpresi perché nella macchina si accende una lotta: Borg si è risvegliato. Parte un colpo, Borg muore.
Ok fino qui? Bene. Andiamo avanti.
Dunque: mentre l’assassino si dilegua, dal corpo di fabbrica escono due uomini. Guardano nell’auto, bestemmiano. La studiano bene, poi aprono il bagagliaio, dove trovano una borsa di pelle, e due custodie per violino. Prendono tutto, e portano via.

— Adesso immaginate — prosegue l’ispettore — la scena:
“Cazzo! Avete visto il violino? L’aveva in macchina!” Dice uno dei pedinatori “dobbiamo prenderlo”.
“Dobbiamo prenderli visto che sono due” dice un altro.
“Sì ma a noi interessa la custodia più grande, il malloppo è lì” ribatte il primo.
A quel punto si scatena la “fiesta”: calibro nove contro dodici, sangue e bestemmie, fino alla fine quando i due padroni di casa l’hanno vinta, e discutono il da farsi.
“Cazzo”, dice uno, “era la madama!”
“No, cretino, quelli volevano la borsa, è piena zeppa di documenti guarda!” dice l’altro “Di questi cosi piuttosto, i violini, che ne facciamo?”
“Pensiamo a scappare, tra poco qui farà caldo. I violini, non sono cosa nostra, se qualcuno li segue sicuro ci prende; buttiamoli!”
“Buttarli? Dici? Uhm…, posso portarmene uno a casa?”
“A casa? Certo Paganini, come no. Hai ragione; scegli! L’altro lo prendo io e lo regalo alla RSA dove sta mia madre, là c’è un vecchietto che sa suonare!”

A quel punto l’ispettore fa una pausa, prende un applauso per l’interpretazione e dice:
— E adesso torniamo a mezz’ora prima: Sebastian Borg, ricco collezionista di strumenti musicali, guarda incantato il suo Stradivari, appena tirato fuori dalla camera blindata per portarlo a casa. Domani arriva suo fratello James, comproprietario dello strumento; lui è un antiquario esperto di liuteria antica, e vuole vederlo, come fa ogni volta che capita in città.
Quello che non ha previsto Borg è che morirà presto, e dovrà salutare questo mondo prima ancora di aver avuto il tempo di far valutare da James il secondo violino, quello che teneva ormai da mesi anch’esso nella camera blindata dell’ufficio, riposto in una custodia speciale, con doppio strato di isolante perché proveniente da una zona calda e umida. L’uomo di rispetto che glielo aveva affidato, aveva detto:
“Dopo averlo valutato me lo potrai portare all’indirizzo che ti comunicherò al momento poiché io viaggio molto. Non ho fretta. Voglio solo riservatezza e sapere quanto vale. Sarai pagato e tutto andrà bene.”
Tutta la conversazione, però, in barba alla riservatezza, era stata intercettata da qualcuno interessato non al violino ma al vero pezzo forte: la sua custodia, perché celava mezzo chilo di diamanti grezzi rubati, che il tale voleva tenere in stand-by, al sicuro, fino a che certe acque non si fossero calmate.

— Ok ragazzi? Domande, osservazioni…— chiede l’Ispettore.
— Io, signore. Sono l’agente Genn, signore.
— Prego.
— Mi chiedevo… dunque da qualche parte in una Rsa potrebbe esserci uno Stradivari!?
— Brava!, potrebbe: noi però non lo abbiamo trovato.
— Ma… li abbiamo presi? — chiede un altro.
— Sì, tutti. E recuperato i diamanti. Perfino la Volvo si è salvata. Con il violino, invece, abbiamo fallito; temiamo possa essere andato perso, o addirittura distrutto.

L’agente Ann Genn quella sera torna a casa con un tarlo in testa: deve chiedere al nonno che s’è accollato dopo aver visto in che condizioni stava a “Villa Arzilla”, di quel violino che non sa suonare, quello che un compagno di stanza morendo gli ha lasciato in ricordo.
Arrivata, corre a guardarlo: non ne capisce gran che ma… “Può essere?” si chiede “E se fosse quel violino?”
Ecco il dilemma: fare un figurone e carriera nella Polizia, o godersi un paio di milioni a Ibiza?

prossima tappa...

  • Tutto per una Panda (e un'Alfa GT) (20%)
    20
  • Un horror (60%)
    60
  • Demonia tezo capitolo (20%)
    20
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

62 Commenti

  • Ciao, Fenderman.
    Ho votato l’horror senza neanche pensarci.
    L’inizio della storia mi ha un po’ spiazzato, non ho compreso subito di cosa si trattasse: dapprima mi è parso di vedere un ispettore che istruisce i suoi prima dell’uscita di pattuglia, poi però si passa direttamente al racconto in terza persona su ciò che fa Borg… c’è un salto di punto di vista, che forse non avrei usato.
    Comunque, resta un capitolo ben scritto, non potrebbe essere altrimenti.
    Aspetto l’horror. E che sia spaventoso, mi raccomando. 🙂

    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      L’ispettore sta raccontando un caso difficile, emblematico a nuove leve di polizia.
      La terza persona è lui stesso che racconta ciò che si è plausilmente ricostruito con le indagini, e gli interrogatori effettuati.
      Grazie del contributo, questa esperienza dei 5000 e basta mi serve a imparare a raccontare storie complesse senza apparire confuso e impreciso… Alla prossima!
      🌻🙋

  • Ciao!!! Eh no, non si fa così, ci lasci nel dubbio?!? Se c’è una cosa che mi fa innervosire è proprio la mancanza di finale… sono strana, eh? Comunque bel micro giallo, mi ha tenuto in sospeso fino all’ultimo!!!
    Ho votato per un horror, perché non ne ho mai letto uno tuo e perché credo farail. Per la terza puntata di Demonia c’è ancora tempo!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella, grazie.
      Non c’era spazio per un finale decente, scrivilo tu, se vuoi, io preferisco pensare che Ann sarà più vittima che fortunata per il ritrovamento, nemmeno è sicura e già ha un problema! 🤔
      Con l’horror mi sono buttato da uno scoglio: chissà se l’acqua è profonda abbastanza! Ciaoooo 🙋🌻

  • Capitolo 4)

    Ehi!

    Non scherzavi proprio con la cattiveria a fin di… bene?
    L’idea di un personaggio fiabesco nel nostro mondo mi fa abbastanza sorridere. Il modo in cui gestisci tutto, poi, è un perfetto incontro tra serietà e ironia.
    Capitolo che può sembrare complicato da intercettare sulle prime, perché bisogno rammentare l’episodio passato, ma nulla che un paio di righe non possano chiarire, così da riportarci sulla giusta strada! 😀
    Mi è piaciuto!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/HSXeV9bWXCU
    Alla prossima!

  • Ciao, Fenderman.
    Devo confessarti che leggendo le prime righe ho sognato a occhi aperti l’arrivo dei temporali… il caldo mi irrita, mi debilita e mi fa venire voglia di urlare! Ma, tanto, non è che posso farci nulla, no?
    Bene, veniamo al capitolo, e al fatto che Demonia, in veste di vendicatrice, mi piace parecchio. Ci sta proprio bene, e quante ce ne vorrebbero in giro…
    Nonostante l’improvvisa simpatia per questa rinnovata guasta tutto, la mia attenzione è stata attirata da quella parolina lì: noir… non posso farne a meno, la voto!
    Il refuso te lo ha segnalato Isabella, quindi, io mi fermo qui e ti saluto.

    Alla prossima!

  • Ciao, non so perché, ma Demonia comincia a essermi simpatica!!! Ah, era da un pezzo che non facevamo questo gioco: trova l’intruso… “poco più il là”!!!
    Ho votato per continuare con Demonia, magari si rivelerà una vendicatrice di donne maltrattate!!! Alla prossima, che caldooooooooo!!!!

    • Ciao, carissima, quando incontro un lettore come te sono felice perché leggi davvero con attenzione, cosa ormai rarissima. Il refuso, l’incubo di tutti noi è una medaglia di stima che ti meriti ogni volta. Grazie a te e a the incipit ( ovviamente.)🌻🙏

  • Che bello! La “pioggia di cristallo” è un’espressione che condensa tutto il dinamismo della scena. Hai una scrittura limpida e mossa che rende perfettamente l’andamento delle scene. Voglio anch’io un po’ di poter mettere ordine in un po’ di cosette. Procedo nella lettura, sperando di aver preso un po’ di confidenza con le regole del gioco

    • Ciao Giuseppe, è vero in questa storia tutto quello che c’ è solo l’indizio del mondo che c’è dietro. Spero, tuttavia, che riesca a farlo intuire.
      Lascio al lettore pensare se ci sia un che di soprannaturale, premonitorio, o invece soltanto la disperazione di un uomo solo che vede fantasmi e in quella foto ritrova l’attimo in cui la sua vita ha smesso di avere uno scopo. Forse il puzzle potrebbe spiegare…
      Grazie, ciao!🙋

  • Ciao, ultimamente dispensi “ottimismo” a palate, fammi un bel sorriso!!! Stiamo andando verso l’estate, quando esci non gettare l’occhio ai cinghiali, la monnezza, le buche e compagnia bella di Roma, altrimenti ti deprimi troppo!!! Spero solo non ti sia successo qualcosa di brutto… nel qual caso stacca da tutto e tutti e prenditi qualche giorno per stare solo con te stesso, con me ha sempre funzionato!!!
    Ho votato per giustiziere della notte, anche se sono stata incerta fino all’ultimo, forse quel ruolo le calza meglio!!!!!! Alla prossima.

  • Ciao, Fenderman.
    La morte di una figlia non può passare senza ferite, questo padre ha lasciato che gli occhi della bambina sulla giostra lo strappassero al dolore per la perdita e lo gettassero nella follia, in un gorgo alcolico che ha fatto il suo dovere di mietitore. Non mi ricordo dello strazio dello stare sulla giostra, ma conosco la smania di fare altro mentre faccio qualcosa, credo di essere affetta da disturbo dell’attenzione, anche se, ai miei tempi, eri solo disattento e la maestra te lo scriveva nelle note.
    Racconto crudo, ben scritto, come sempre.
    Voto la Demonia giustiziere e vediamo che succede, speriamo non le crescano i baffi come Charles Bronson 😉

    Alla prossima!

    • Ciao, la giostra è frutto di esperienza di figlio, bambino con tre fratelli, e poi padre di due. C’era anche il piccoletto che il massimo divertimento lo trovava nel pagare il biglietto!
      Questa storia è effettivamente la dissoluzione di un uomo preda di sentimenti dal potere allucinatorio e vittima della solitudine. Mi piacerebbe molto parlarne più a lungo, ma ti annoierei. Grazie per averlo letto, a presto con Demonia …( Baffi hai detto? Uhm,😏).
      🙋🌻

  • Yeaaah si può tornare a ciciarà! 🎵
    Ciaooo! 😄
    “Compagni di merende” m’ha fatto morir dal ridere 😂
    Ho votato per “un’altra storia” ma perchè mi piacciono questi tuoi incipit mordaci 😊
    Il gatto che cerca rifugio mi è stato simpaticissimo!
    Sei davvero bravo nel girare attorno all’eros senza entrare nel dettaglio, grande! 😄👍
    Le righe finali m’hanno spiazziata e divertita allo stesso tempo!
    Buon lavoro 😊

  • Eccoci, almeno qui ci fa votare e commentare…
    Finale sorprendente, mi fa un po’ sorridere e un po’ inorridire, il fratello troppo appiccicoso e anche insinuatore non mi piace per nulla. Hai usato una delle tue armi pesanti per questo capitolo: i dialoghi; su questo campo non ti batte nessuno.
    Bravo, come sempre. Voto una nuova storia, curiosa di vedere che ti inventi.

    Alla prossima!

    • Eh, eh, ciao, mi sono affidato alla teoria del “Iceberg” di Hemingway: dire l’essenziale e lasciare al lettore immaginare il resto.
      Ho inteso scattare una istantanea, una mattina in casa di quei due, e affidarmi al loro dialogo per far filtrar tutto quello che c’è (o potrebbe esserci) dietro.
      Spero che Odeon resti commentabile ancora, vedremo.
      Grazie, sei molto gentile, una buonissima giornata a te.🌻🙋

  • Ciao, complimenti, stavolta mi hai fregata!!!! Davvero, non mi sarei mai aspettata un finale simile!!!
    Ho votato anch’io per tornare a Demonia, perché? Non so, ma la trovo ancor più fuori dagli schemi per te!!!!
    Buona festa/ponte del 2 giugno, divertiti e alla prossima.

    • Ciao Red, anche a me Demonia piace molto, peccato abbia prevalso un’altra opzione. Però può tornare, e lo spero.
      Questa era una storiella del filone serio che incrocia realtà e fantasia generando il paradosso.
      A presto con quel che vorrete!🙋 Ciao

  • Oggi si può commentare!
    Ciao Fenderman!
    L’esattore di Pio IX, si entra nella Roma papalina, che gatto…
    Beh, l’idea è forte sul serio, una versione in prosa, anzi, in poesia, di personaggi noti. Bravo come sempre, e spiritoso come sempre. Ti direi di fare ancora, senza consigli però, fa pure tu, anche perché magari hai già in mente storie che conosci.
    Una buonissima domenica a te caro Fenderman!

    • Ciao Danilo, magari si potesse commentare, purtroppo si può farlo solo con le storie al primo capitolo😡
      Io, infatti mi sono fermato perché senza i commenti e i voti TI è di fatto morto.
      Speriamo di poter riprendere presto e intanto ti ringrazio e ti auguro una grande domenica!😊ciao!🙋

  • Ciao, bianco e nero, bene e male, l’eterna lotta tra opposti!!! E alla fine, ritrovi la ragione sempre nel mezzo!!! Bell’inizio, davvero.
    Ho votato per continuare la storia in corso, ma con due personaggi presi in prestito da Anna Genna: Attu e il genio Dijnny della Lumiera di rame!!! Magari tra gatti e personaggi “magici” la fantasia è servita!!! Alla prossima.

  • Ciao, Fenderman.
    sei un vulcano pieno di idee, non conosci sosta e ti invidio tantissimo per questo, te l’ho già detto, ma mi perdonerai. 😉
    Bene, hai scelto Demonia e ho notato che hai cercato di non allontanarti troppo dallo stile di Red, almeno questa è l’impressione che ho avuto. Ovviamente, la storia è scritta a modo tuo, ma senza calcare troppo la (tua) mano. Saresti un ottimo ghostwriter.
    Non so se riuscirò a votare, ci ho già provato tre volte. La mia opzione è: scrivi un’altra storia, non saprei che personaggio consigliarti, mi piacerebbe prestarti uno dei miei, uno vecchio, magari, ma dovresti rileggerti la storia e non mi pare il caso di importelo. Quindi, voto un’altra storia e vediamo cosa ti inventi.
    Bravo, come sempre.

    Alla prossima!

  • Mi pareva una storia autoconclusiva, mi pareva che avessi dato un epilogo a ogni conflitto, per cui ho votato “scrivi un’altra storia”, spero sia inteso nel senso che l’avventura continua… un po’ come nelle saghe a episodi misti che vanno tanto per la maggiore. .. se invece ho fatto un casino e sembra che non mi sia piaciuto l’episodio, chiedo venia… sono una veterana del sito, per questo mi definisco una rincoglionita… ahahha ( non ci becchiamo spesso, qui, lo sai… sono un po’ ovunque, ma ogni tanto capito e torno da te…) ( seguo eccetera)

    • Ciao, non sai che piacere mi fai…
      E invece mi hai dato una idea in più, una cosa che non avevo pensato, cioè continuare la storia con un episodio diverso, che non sia propriamente il seguito del precedente. Vedremo come voteranno gli altro; mi piacerebbe però.
      Un abbraccio e una splendida giornata!
      🙋🌻

  • Capitolo 1)

    Non so perché, ma è l’unica storia che posso commentare per oggi sul sito!
    Direi che questo inizio ci sta perfettamente: utilizzo affascinante del personaggio preso in prestito da Red!
    Mi hai incuriosito e ingolosito, quindi voglio proporti di farti prestare Arpad da Minollo! 😀
    Scritta bene, fila liscia e non mi pare di aver trovato errori, almeno nella prima lettura!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/Jh1Dv2mhtiQ
    Alla prossima!

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi