22° secolo: prigione mentale

Il risveglio

Era la sera del 18 giugno 2101 quando un uomo si ritrovò legato ad una sedia in una strana casetta di montagna. Aveva appena ripreso i sensi ed era disorientato. Cominciò, per i primi secondi in cui capì di essere legato, a scuotersi sperando di liberarsi facilmente, ma quell’idea che gli era passata per un istante nella testa, svanì immediatamente. Era legato con una corda spessa almeno 6 o 7 centimetri e gli percorreva tutto il busto. Era seduto su una sedia di legno di quercia fissata alla parete dietro ad essa. Non ricordava niente, ma voleva uscire da lì ad ogni costo. Cominciò a guardarsi intorno, impanicato, per quello che poteva, ma non riuscì a trovare niente che gli potesse servire per liberarsi…

In alto, appeso al soffitto, pendeva un lampadario a candele spento che sembrava del settecento, tutto nero e con 4 poggia candele. Davanti a lui, riscaldava l’ambiente un camino acceso con dei ceppi di legno ancora non del tutto bruciati; alla destra del camino era situata una mensola con dei libri e più vicino a lui c’era una finestra piccola con delle tendine arancione scuro, il vetro della finestra sembrava spesso e fu proprio da lì che l’uomo scorse la luce della luna che gli permise di capire più o meno l’ora; non ne era molto sicuro, ma credeva fossero circa le 9. Alla sinistra del camino, invece, si trovava un comodino con 2 cassetti e poggiati sopra una candela e una scatolina di fiammiferi. Al centro della stanza c’era un tappeto rosso con decori gialli e arancioni.

Nella stanza c’era un silenzio angosciante e si respirava un’aria ansiogena e paurosa difronte alle varie candele accese che sparse per la stanza, sembravano volersi spegnere da un momento all’altro. L’uomo, dopo una veloce osservazione della stanza, ricorse ad un secondo tentativo di liberarsi muovendosi bruscamente sulla sedia fissata al muro con dei chiodi. Purtroppo nell’agitarsi del suo corpo sulla sedia, egli non si rese conto che il suo secondo tentativo di liberarsi risultò invano quanto il primo. Dopo un po’ che continuava ad agitarsi, le sue forze esaurirono e con esse anche la sua speranza di uscire; cominciò a pensare che anche se si sarebbe liberato, non ricordava niente e non avrebbe saputo dove andare. In effetti cominciò a pensare, ed effettivamente non ricordava neanche il suo nome. Passarono 20 minuti da quando “il prigioniero” riprese conoscenza, e si stupì dopo essersi accorto che la corda si era allentata leggermente, così ricominciò a scuotersi finché non si sarebbe sciolta del tutto, ma purtroppo con lo sciogliersi del nodo della corda, si staccarono anche i chiodi che fissavano la sedia alla parete… subito la corda si sciolse ma la sedia cadde in un tumulto e fece sbattere la testa sul pavimento all’uomo facendolo svenire.

Riperse i sensi.

Dopo un’ora passata nel silenzio, qualcosa lo fece tacere: la finestrella in alto si spalancò e lasciò entrare un’aria fresca proveniente da fuori. Anche gli occhi del nostro protagonista si spalancarono; costui si alzò in piedi e sentiva ancora il dolore della caduta di un’ora prima. Dopo essersi sistemato, l’uomo tirò un sospiro di sollievo per esser riuscito a liberarsi, ma non sapeva ancora che si sarebbe presentata un’altra sfida per lui…

Quando si rialzò, pensò subito di essere salvo e che sarebbe riuscito a uscire di lì, ma non fu così. Notò che sulla parete a cui era legata la sedia c’era una porta che quando era seduto non riusciva a vedere. Provò immediatamente ad uscire ma la porta era chiusa a chiave. Subito si spaventò e immaginò già gli scenari peggiori tra cui il fatto di non poter uscire da quel posto maledetto. Provò più volte a spingere la porta ma non sembrava essere di aiuto. Disperato, l’uomo turbato si sedette e pensò ma non riuscì a mantenere la calma per molto; così provò a vedere fuori dalla finestra ma era troppo in alto e nella stanza non c’era niente che potesse essere spostato, anzi non c’era proprio niente! Una folata di vento chiuse definitivamente la finestra. Non riuscì a vedere molto con la finestra chiusa: infatti era molto piccola e il vetro era spesso, rovinato e appannato. La situazione stava precipitando per l’uomo che era lì da quasi 2 ore, almeno da sveglio… Non sapeva cosa fare. Ad un certo punto scoppiò a piangere. Aveva perso la cognizione del tempo e stava impazzendo. Cominciò a pensare che fosse solo un sogno. Ad un certo punto si addormentò ma anche il suo sonno era disturbato da incubi che lo torturavano. Urlò per disperazione fino a che non gli si sarebbe seccata la gola. Non riusciva neanche a dormire e cominciò a pensare perché stava lì bloccato in quella stanza che sembrava avercela con lui, mentre stava impazzendo, non ci credeva neanche lui. Dopo tutto ciò si decise a trovare un’uscita, cercava in giro quello che gli poteva servire ma la sua mente non era abbastanza lucida per capirlo, dai suoi occhi sembrava tutto inutile: Non sapeva se sarebbe riuscito a uscire né quantomeno se sarebbe morto lì.

cosa deciderà di fare l'uomo dopo?

  • analizza la situazione e cerca di aiutarsi con quello che trova (100%)
    100
  • cerca a tutti i costi un modo per uscire dalla finestra (0%)
    0
  • si scoraggia e rinuncia (0%)
    0
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21 Commenti

  • Capitolo 4)

    Ho notato che hai seguito alcuni dei consigli, e funzionano alla perfezione. Va migliorato l’utilizzo del punto e virgola, in quanto l’utilizzo che ne fai tende a non velocizzare la narrazione. L’impostazione della frase che segue deve sempre accompagnare il proseguo, altrimenti continua comunque creare quell’effetto di schematicità. Però stai migliorando.
    Bisogna fare un po’ di attenzione ai tempi, qualche volta si passa dal passato al presente. Un giorno di revisione in più ti avrebbe concesso di limare alcune ripetizioni ed errorini.
    Trovi la lettura e qualche altro consiglio su Youtube:
    https://youtu.be/inlW-BQ6Lyw
    Aspetto il prossimo!
    Ciao!

  • Io voto il contratto!

    Capitolo molto interessante. Giusto un pelino quando ci sono i due uomini senza nome al centro della stanza, che non avendo nulla per distinguerli, ci si impiega un momento a capire chi sta parlando.

    Dubbio: sarà un clone del vero Jonathan? Ovviamente non rispondere: voglio scoprirlo leggendo ^_^

    Ciao 🙂

  • Buona fortuna per questo romanzo. Da professore universitario, ti esprimo tutto il mio appoggio per il proseguimento della tua intera produzione filo-antologica. Una narrazione dai caratteri avvincenti…bravo.

  • Mi ricorda un escape room: l’uomo continua a cercare vie d’uscita servendosi delle nuove zone trovate.

    Ciao! Vengo a leggere questa storia dopo che Pintore l’ha letta su Youtube. Questo secondo capitolo è scritto meglio del primo ed il nostro protagonista sembra meno impanicato di prima, cosa che rende la lettura più piacevole 🙂

    Ti seguo!

    Ciao 🙂

  • Ehi!
    Benvenuto su The Incipit!
    Come primo approccio alla scrittura, trovo che non sia niente male. Tuttavia, potresti apportare delle migliorie allo stile. Per iniziare, considerato che si tratta di un racconto, limitare i dettagli; a meno che questi non siano rilevanti ai fini della narrazione, sempre meglio tagliarli per lasciare spazio ai personaggi e alla trama. Il primo errore che si commette, quando si inizia a scrivere, è ritenere che tutto sia indispensabile: l’utilità del limite dei caratteri dovrebbe aiutare a limitare i dettagli superflui.
    Purtroppo ci sono delle carenze a livello di punteggiatura, le quali tolgono un po’ di carica al testo. Ti consiglio sempre di lasciar riposare il testo, dove avere fatto l’editing, così da potergli dare la lettura finale, magari dopo un giorno. Leggi sempre a voce alta, così da capire dove sia necessario inserire delle pause, oppure un inciso! 🙂
    Le ripetizioni come: sciogliere, sciolse etc, tendono a stancare il lettore, quindi in fase di rilettura devono essere sostituire con dei sinonimi oppure eliminate.
    Ho letto la tua storia su Youtube, se può farti piacere, in video ti ho lasciato qualche altro consiglio!
    Spero i miei consigli possano essere tornati utili. Aspetto il prossimo!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/rayfISNVd6I
    Alla prossima!

  • Ciao Secret_cube,
    Ho appena letto il primo capitolo della tua storia. l’idea è buona, incuriosisce ma, molto ci sarebbe da dire sulla stesura: descrizioni troppo lunghe che potrebbero essere diluite nel corso della storia; ripetizioni di assonanze “in effetti, effettivamente” e simili; inutili e contradditorie precisazioni, “Dopo un’ora passata nel silenzio, qualcosa lo fece tacere” .Spero accoglierai i miei modesti consigli con pazienza. Sei Giovane! Non smettere di scrivere.

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