22° secolo: prigione mentale

Dove eravamo rimasti?

nel prossimo capitolo... l'uomo scopre le sue origini (80%)

Memorie

Era immobilizzato, non sapeva che fare ed era in confusione. Si decise ad avvicinarsi ad uno dei cilindri e stette fermo lì davanti ad osservare. Quell’uomo era proprio identico a lui, in tutto e per tutto. Cominciò a pensare; voleva ricordare… si sforzò per far risalire a galla dei ricordi del suo passato.

Mentre provava a ricordare osservava ancora, attraverso il vetro, gli uomini fermi a mezz’aria in quei tubi. Si accorse di un’incisione sul metallo della base del tubo. C’era un numero: 3. Andò subito a vedere se ci fossero altri numeri sulle altre basi. Sul tubo affianco a lui c’era scritto 4. Continuando trovò il cinque ed il sei. Andando nel verso opposto, c’erano l’uno e il due. Nell’altra fila invece c’erano gli altri numeri fino a dodici. Si chiedeva per quale motivo fossero stati numerati ma piuttosto perché erano tutti uguali a lui.

All’improvviso iniziò a fargli male la testa e il dolore peggiorava velocemente. Si manteneva il capo barcollando e non riusciva a tenere aperti gli occhi. Gli comparvero nella mente delle immagini sfocate, un vago ricordo.

 Lui era in macchina, una macchina costosa sembrava. Poi scese; nel ricordo era vestito elegantemente. Strinse la mano ad un’altra persona, un altro uomo, anch’egli ben vestito con un completo bianco.

“Piacere di conoscerci, io sono Drake.” Disse l’altro uomo.

“Piacere… Jonathan o anche semplicemente Jhon…” rispose lui.

Le altre scene erano confuse, si vedevano solo entrambi gli uomini che camminavano verso un grande edificio. Il mal di testa era diventato troppo forte; fino a fargli distogliere l’attenzione dal ricordo. Cominciò a passare il dolore. L’uomo si sedette ai piedi di un cilindro. “Jonathan…” pronunciò a bassa voce; era il suo nome. Era ancora stordito ma era riuscito a ricordare il suo nome.

Rimase seduto a riposare per un po’, fin quando non sentì dei rumori in lontananza. Erano dei passi. Si nascose dietro il tubo appena prima che si aprì una porta; da lì uscirono due uomini. Uno stava parlando e l’altro, che sembrava ospite, osservava la stanza. Sei poteva intuire che fossero entrambi ricchi per come vestivano. L’uomo che osservava di nascosto la scena era quasi spaventato; soprattutto da cosa gli sarebbe successo se fosse stato scoperto. Cercava di non farsi notare ma nel frattempo ascoltava il loro discorso.

“…Ma, per curiosità personale…”

“Mi dica…”

“…Quanto le è costato tutto questo? Cioè… è davvero impressionante!” chiese l’uomo prima silenzioso.

“Oh, lei non si faccia domande…” rispose con un sorriso. Continuò:

“Mi ci è voluta una vita per creare tutto questo! Ci sono dietro anni di lavoro.”

Rimasero un po’ in silenzio camminando per la stanza, poi si fermarono lì in mezzo.

“Allora ha deciso?”

“Beh… credo di sì. Ne prendo due.”

Si strinsero la mano sorridendo.

“Bene. Allora mi segua per fare le copie…”

“Certo Drake…”

Tornarono indietro scomparendo dietro la porta.

Jonathan uscì allo scoperto cercando di capire quel discorso. Quell’uomo si chiamava Drake; probabilmente era lo stesso che aveva visto nel ricordo. Ciò significava che anche lui stesso aveva avuto a che fare con Drake in passato. Stavano facendo cose da ricchi ma di che cosa si trattava realmente? In lui sorgevano sempre più domande ma sapeva che sarebbe riuscito a scoprire di più sul suo passato grazie a quel posto.

“Ah!” Un altro dolore alla testa; era identico al primo. Ebbe un’altra visione. Era in una stanza e c’erano delle persone con dei camici, ma non riusciva a capire se fossero dottori o scienziati. C’era anche quel Drake accanto a lui. Si sedette e uno di quegli “scienziati” gli premette la punta di un ago sul dito. Spremette la goccia di sangue in una fialetta di vetro.

“Siamo sicuri che funzionerà?” disse scettico.

“Ma certo Jonathan…”

Anche quel ricordo cominciò a dissolversi. Il dolore diminuì fino a scomparire di nuovo. Quelle persone nel ricordo avevano bisogno del suo sangue… ma per cosa? Inoltre, ancora non aveva capito bene il rapporto che aveva con quel Drake, sembravano quasi in confidenza ma era più particolare.

Si sforzò ancora; voleva sapere di più. Per il momento cercava di associare le poche conoscenze che aveva: si era svegliato legato senza ricordi, c’erano dei corpi identici al suo in grandi tubi di vetro in una stanza segreta e conosceva quello che sembrava essere un uomo d’affari di nome Drake. Forse sarebbe riuscito ad avere più risposte se fosse riuscito ad arrivare a Drake; ma come? Rifletteva.

Ormai non sapeva più neanche se voleva uscire da quel posto oppure sfruttarlo per riprendersi i suoi ricordi. Si avvicinò alla parete dove si era aperta la porta per controllarla e magari cercare di aprirla ma un altro ricordo lo acceca…

cosa ricorderà l'uomo questa volta?

  • una scena con Drake in laboratorio (0%)
    0
  • un contratto che fece con Drake (75%)
    75
  • una conversazione tra lui e Drake (25%)
    25
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21 Commenti

  • Capitolo 4)

    Ho notato che hai seguito alcuni dei consigli, e funzionano alla perfezione. Va migliorato l’utilizzo del punto e virgola, in quanto l’utilizzo che ne fai tende a non velocizzare la narrazione. L’impostazione della frase che segue deve sempre accompagnare il proseguo, altrimenti continua comunque creare quell’effetto di schematicità. Però stai migliorando.
    Bisogna fare un po’ di attenzione ai tempi, qualche volta si passa dal passato al presente. Un giorno di revisione in più ti avrebbe concesso di limare alcune ripetizioni ed errorini.
    Trovi la lettura e qualche altro consiglio su Youtube:
    https://youtu.be/inlW-BQ6Lyw
    Aspetto il prossimo!
    Ciao!

  • Buona fortuna per questo romanzo. Da professore universitario, ti esprimo tutto il mio appoggio per il proseguimento della tua intera produzione filo-antologica. Una narrazione dai caratteri avvincenti…bravo.

  • Ehi!
    Benvenuto su The Incipit!
    Come primo approccio alla scrittura, trovo che non sia niente male. Tuttavia, potresti apportare delle migliorie allo stile. Per iniziare, considerato che si tratta di un racconto, limitare i dettagli; a meno che questi non siano rilevanti ai fini della narrazione, sempre meglio tagliarli per lasciare spazio ai personaggi e alla trama. Il primo errore che si commette, quando si inizia a scrivere, è ritenere che tutto sia indispensabile: l’utilità del limite dei caratteri dovrebbe aiutare a limitare i dettagli superflui.
    Purtroppo ci sono delle carenze a livello di punteggiatura, le quali tolgono un po’ di carica al testo. Ti consiglio sempre di lasciar riposare il testo, dove avere fatto l’editing, così da potergli dare la lettura finale, magari dopo un giorno. Leggi sempre a voce alta, così da capire dove sia necessario inserire delle pause, oppure un inciso! 🙂
    Le ripetizioni come: sciogliere, sciolse etc, tendono a stancare il lettore, quindi in fase di rilettura devono essere sostituire con dei sinonimi oppure eliminate.
    Ho letto la tua storia su Youtube, se può farti piacere, in video ti ho lasciato qualche altro consiglio!
    Spero i miei consigli possano essere tornati utili. Aspetto il prossimo!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/rayfISNVd6I
    Alla prossima!

  • Ciao Secret_cube,
    Ho appena letto il primo capitolo della tua storia. l’idea è buona, incuriosisce ma, molto ci sarebbe da dire sulla stesura: descrizioni troppo lunghe che potrebbero essere diluite nel corso della storia; ripetizioni di assonanze “in effetti, effettivamente” e simili; inutili e contradditorie precisazioni, “Dopo un’ora passata nel silenzio, qualcosa lo fece tacere” .Spero accoglierai i miei modesti consigli con pazienza. Sei Giovane! Non smettere di scrivere.

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