22° secolo: prigione mentale

Dove eravamo rimasti?

la prossima poesia che pubblicherò... parlerà della bellezza della musica (67%)

poesia 2

Per l’inventore della musica

Del sentire
il suonar d’una nota
e… le sovrapposte sensazioni
io m’aggrado:
e rimbomba il piacere
di Lei stessa,
che, perpetua, respiro
e ne sto senza di rado.

So che hai desiderato

E: l’uomo consumando,
traballa incerto
e vince, anche se dubitando.
Sul mondo, ormai suo,
il desiderio lo sostituisce
e vaga nel mare aperto:
e ancora non capisce.

Sgomento

No:
non riesce
il cuore affannato,
e non può sopportare
il vuoto offuscato
del costante udire,
che neanche ti fa capire
se dolce ti rende il respiro
o le orecchie e gli occhi,
di fragile zaffiro,
ti sgomenta pian piano…

una delle prossime 3 poesie che pubblicherò si intitolerà...

  • 'il vissuto singolare' (0%)
    0
  • 'soffocato' (0%)
    0
  • 'ci dicono che il mondo' (100%)
    100
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23 Commenti

  • Capitolo 4)

    Ho notato che hai seguito alcuni dei consigli, e funzionano alla perfezione. Va migliorato l’utilizzo del punto e virgola, in quanto l’utilizzo che ne fai tende a non velocizzare la narrazione. L’impostazione della frase che segue deve sempre accompagnare il proseguo, altrimenti continua comunque creare quell’effetto di schematicità. Però stai migliorando.
    Bisogna fare un po’ di attenzione ai tempi, qualche volta si passa dal passato al presente. Un giorno di revisione in più ti avrebbe concesso di limare alcune ripetizioni ed errorini.
    Trovi la lettura e qualche altro consiglio su Youtube:
    https://youtu.be/inlW-BQ6Lyw
    Aspetto il prossimo!
    Ciao!

  • Io voto il contratto!

    Capitolo molto interessante. Giusto un pelino quando ci sono i due uomini senza nome al centro della stanza, che non avendo nulla per distinguerli, ci si impiega un momento a capire chi sta parlando.

    Dubbio: sarà un clone del vero Jonathan? Ovviamente non rispondere: voglio scoprirlo leggendo ^_^

    Ciao 🙂

  • Buona fortuna per questo romanzo. Da professore universitario, ti esprimo tutto il mio appoggio per il proseguimento della tua intera produzione filo-antologica. Una narrazione dai caratteri avvincenti…bravo.

  • Mi ricorda un escape room: l’uomo continua a cercare vie d’uscita servendosi delle nuove zone trovate.

    Ciao! Vengo a leggere questa storia dopo che Pintore l’ha letta su Youtube. Questo secondo capitolo è scritto meglio del primo ed il nostro protagonista sembra meno impanicato di prima, cosa che rende la lettura più piacevole 🙂

    Ti seguo!

    Ciao 🙂

  • Ehi!
    Benvenuto su The Incipit!
    Come primo approccio alla scrittura, trovo che non sia niente male. Tuttavia, potresti apportare delle migliorie allo stile. Per iniziare, considerato che si tratta di un racconto, limitare i dettagli; a meno che questi non siano rilevanti ai fini della narrazione, sempre meglio tagliarli per lasciare spazio ai personaggi e alla trama. Il primo errore che si commette, quando si inizia a scrivere, è ritenere che tutto sia indispensabile: l’utilità del limite dei caratteri dovrebbe aiutare a limitare i dettagli superflui.
    Purtroppo ci sono delle carenze a livello di punteggiatura, le quali tolgono un po’ di carica al testo. Ti consiglio sempre di lasciar riposare il testo, dove avere fatto l’editing, così da potergli dare la lettura finale, magari dopo un giorno. Leggi sempre a voce alta, così da capire dove sia necessario inserire delle pause, oppure un inciso! 🙂
    Le ripetizioni come: sciogliere, sciolse etc, tendono a stancare il lettore, quindi in fase di rilettura devono essere sostituire con dei sinonimi oppure eliminate.
    Ho letto la tua storia su Youtube, se può farti piacere, in video ti ho lasciato qualche altro consiglio!
    Spero i miei consigli possano essere tornati utili. Aspetto il prossimo!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/rayfISNVd6I
    Alla prossima!

  • Ciao Secret_cube,
    Ho appena letto il primo capitolo della tua storia. l’idea è buona, incuriosisce ma, molto ci sarebbe da dire sulla stesura: descrizioni troppo lunghe che potrebbero essere diluite nel corso della storia; ripetizioni di assonanze “in effetti, effettivamente” e simili; inutili e contradditorie precisazioni, “Dopo un’ora passata nel silenzio, qualcosa lo fece tacere” .Spero accoglierai i miei modesti consigli con pazienza. Sei Giovane! Non smettere di scrivere.

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