Deja vu

Dove eravamo rimasti?

Nell'ultimo episodio troviamo Una colomba (75%)

Finalmente insieme

Epilogo.

Borgo Antico, cinque mesi dopo.

Delia cammina per le vie che l’hanno vista bambina e poi adolescente. In lontananza, oltre il mulino ormai in disuso, la casa dei nonni è esattamente come la ricordava, solo con i colori più sbiaditi. La madre voleva essere sepolta nel paese dove era nata e dove aveva conosciuto il marito, almeno queste erano le sue volontà prima che perdesse la memoria e Delia si era ripromessa che avrebbe eseguito ogni cosa alla lettera. Se n’era andata serenamente, senza soffrire, stringendo il cuscino come faceva sempre quando non c’erano mani o altri oggetti da tenere saldi, per paura di perderli.

Rivedere gli amici di un tempo, la torre con l’orologio che svettata da almeno due secoli nella piazza principale e la vecchia scuola dove le suore la viziavano con dolcetti di cui solo loro possedevano la ricetta, le era servito a mettere ordine nella sua vita e nella sua testa.

Dopo aver scoperto la verità su Emilia Crisaldi, era venuta fuori una vicenda insospettabile dai dettagli agghiaccianti. Nella tenuta della villa, infatti, il conte aveva fatto erigere numerose statue, una per ogni persona a cui aveva dato la morte. Sulle lapidi, con le loro macabre rappresentazioni artistiche, c’era una data, ma nessun nome. Forse si trattava di rivali, di nemici, ma anche di persone che erano capitate nel posto sbagliato o che avevano fatto l’errore di contrariare il conte. Quella vicenda aveva fatto molto scalpore e per lungo tempo i giornali si erano occupati del giardino degli orrori. Ma nessuno sospettava fino a che punto si celasse il vero orrore.

Era stato Stefano Aliberti a raccontare a Delia come erano andati i fatti rivelandole una verità ancora più agghiacciante di quanto emerso fino a quel momento.

Francesco ed Emilia avevano deciso di fuggire insieme prima delle nozze di lei, ma la giovane non si era mai presentata al luogo dell’appuntamento. Francesco aveva sempre creduto che alla fine avesse deciso diversamente, invece, era stata uccisa proprio mentre si preparava a raggiungerlo. Ma c’era dell’altro. L’unica persona che era al corrente della loro fuga era il principe Aliberti, il padre di Francesco. Incapace di accettare una gravidanza che scombinava i suoi piani, aveva informato il conte Crisaldi pur conoscendo la sua fama di uomo sanguinario, decretando di fatto la fine della giovane donna.

Gli Aliberti avevano preso le distanze da quanto emerso, ma si erano detti interessati a dare una degna sepoltura ad Emilia Crisaldi, in quanto portava in grembo un piccolo erede della loro dinastia. Così, dopo trecento anni, i due amanti in una cerimonia assolutamente privata, erano stati ricongiunti e riposavano nel castello che era stato teatro del loro amore.

Delia, nel frattempo, aveva ricevuto in dono una colomba, l’ultimo esemplare dell’antica piccionaia di villa Crisaldi che era stata chiusa definitivamente, in quanto era nel forte interesse degli eredi chiudere i ponti con un passato scomodo. Non le piaceva tenerla in gabbia, perciò aveva deciso di liberarla il 6 maggio, giorno della morte di Emily Crisaldi e lo avrebbe fatto proprio sulle rive del lago che amava tanto.

***     ***

Il giorno è arrivato, la colomba è irrequieta nella sua gabbietta, forse perché sente il profumo della natura, che in primavera esplode insieme ai colori e alla varietà dei fiori che costeggiano il lago.

Delia ha abbandonato gli abiti neri del lutto e indossa un vestito rosa pastello, poco trucco, giusto un lucidalabbra e la matita a mettere in risalto la forma degli occhi leggermente allungata.

Il lago è una tavola dove il sole disegna piccole foglie d’oro e in alto, il castello degli Aliberti, con le alti torri, i merli e le feritoie, sembra provenire da un altro tempo.

Delia posa la gabbia a terra e si chiede se debba pronunciare qualcosa prima di liberare la colomba. Non si accorge che poco lontano c’è un ragazzo con il cappuccio della felpa calata sugli occhi che osserva la scena.

Alla fine apre lo sportellino e la vede uscire senza fretta, annusando l’aria, e tastando con cura il terreno. “Sei libera” le dice. “Libera di tornare dove sei stata felice.”

E la colomba spicca il volo alla fine, si libra nell’aria verso il sole e poi, dopo un attimo di indecisione, vira decisa verso il castello.

“Credo che le colombe abbiano una memoria” dice il ragazzo che nel frattempo si è avvicinato. “E in ogni caso abbiamo una piccionaia vecchia di secoli nel castello, magari troverà dei nuovi amici.”

Delia lo guarda e ritrova quegli occhi che ormai le sono famigliari. “Credo che Emily mi mancherà e anche Francesco” dice.

“Io credo che ci abbiano insegnato qualcosa di importante. Per esempio, che la verità merita qualsiasi sforzo e qualsiasi mezzo per venire a galla.”

“E che l’amore non ha barriere né confini” conclude Delia.

Ma la cosa più importante di tutte, che non le direbbe mai, neppure sotto tortura è che le hanno lasciato soprattutto la voglia d’amare.

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63 Commenti

  • Ciao Angela, ho appena recuperato tutti i capitoli che hanno dato corpo alla tua opera, leggendoli tutti d’un fiato!
    Inutile star qui a ripetere ciò che gli altri hanno già precedentemente messo per iscritto nero su bianco, posso solo augurarti buona fortuna per i tuoi progetti futuri e, nel salutarti, ti invito, se ne avrai tempo e voglia, a passare sulla mia storia?
    Ancora complimenti!
    -Rossella✨-

  • Capitolo 10)
    Ciao Angela!
    E così siamo arrivati alla chiusura della storia.
    Non posso aggiungere molto di quanto già detto nel corso della narrazione: ha sicuramente tutte le carte per trasformarsi in un racconto lungo, forse addirittura il romanzo. La parte del castello, delle visioni e della rivelazione andrebbero gestite decisamente con più calma. In questo il lettore subisce passivamente le rivelazioni, non attribuendo alle stessa l’importanza che invece meriterebbero. Sono certo che sarai in grado di dedicare, in privato, maggior spazio a quei cinque mesi che ci tengono troppo distanti dal peso di simili verità.
    Il rapporto tra i personaggi qui rimane abbastanza accennato, e purtroppo non c’è spazio per goderci il gioco di diffidenza/vicinanza che dovrebbe caratterizzarne invece la crescita sino alla conclusione della storia.
    Analizzandola come storia breve, così come ti dissi agli inizi, il contrasto è abbastanza evidente nel dispendio dei caratteri per raccontarci alcune vicende.
    Come storia su larga scala, invece, dico che hai una buona base su cui poter iniziare a costruire una storie più dettagliata e incisiva. Trovo che avrai modo di spendere più tempo anche all’interno del castello, così da mostrare altre di quelle statue, tra domande della protagonista e altre curiosità che indubbiamente finiscono per arricchire l’esperienza di lettura.

    Per quanto riguarda questo capitolo nello specifico, ti segnalo solo la ripetizione narrativa dell’anticiparci la sorte della colomba. Il lettore, una volta soddisfatta la curiosità, finisce per ritenere il passaggio un ripetersi di qualcosa che, appunto, sa già.

    Mi complimento con te per la riuscita di questi dieci capitoli, augurandoti di riuscire a portare a termine la storia nella sua interezza, senza fretta. Lasciarla riposare è sempre una buona strategia per analizzare con maggiore freddezza alcuni passaggi.
    Aspetto di leggerti in una prossima storia!

    A presto!

    • Ciao Giuseppe, vorrei ampliare la storia e dare il giusto respiro ai capitoli, ma non penso di farne un romanzo, tanto è vero che se ti capiterà di visitare la mia pagina autrice, vedrai che scrivo prevalentemente racconti lunghi o romanzi brevi. Ci aggiorniamo a settembre, intanto passo da te, visto che hai appena pubblicato un nuovo capitolo 🙂

  • Ciao Amgela, ti confesso che la parte iniziale e l’insistere sulla “sicurezza” e i vigilantes mi aveva fatto immaginare altro da quello che è venuto poi, che secondo me meritava più spazio. Adesso non ti basta un capitolo per chiudere e dunque farai bene a lasciare un sospeso… Del resto in queste storie la verità vera non si rivela mai veramente.
    Tutto scritto bene, non ho nulla da dire se non un piccolo particolare di cui non sono sicuro: sono le vertigini che provocano nausea o è la nausea che da le vertigini??
    Aspetto il finale, un salutone, ciao!??

  • Capitolo 9)

    Ehi!

    Il finale aperto, ora come ora, trovo sia la soluzione più adeguata. Non ti nascondo però di aver percepito la fretta di raggiungere questo punto, all’interno del capitolo. I tagli probabilmente rendono consona al limite la storia, ma gli eventi rischiano di perdere un po’ d’impatto. C’è tutto quello che ci dovrebbe essere, ma temo i tagli abbiano un po’ spento quell’alone di mistero che in principio caricava il capitolo.
    Di per sé non trovo che ci siano errori nella stesura e nell’impostazione, e ti faccio i complimenti per la scorrevolezza; ma, forse sarebbe stato più corretto fare un “salto”, e iniziare direttamente da: “Non appena ne ebbe l’occasione, sgattaiolò” aggiungendo giusto due riferimenti al fatto di trovarsi all’asta, così da guadagnare più spazio per la parte importante del racconto. Le battute iniziali sono buone, ma al fine del racconto non aggiungono niente che il lettore giù non sappia! 😉
    Parlo espressamente come impostazione di questo episodio a puntate. In un romanzo ti saresti presa tutta la libertà, giustamente 😉
    A proposito della versione estesa, potresti anche far trovare alla protagonista un “passaggio segreto” – tipici di certi palazzi importanti, riservati perlopiù alla servitù – grazie al quale Delia riesce a raggiungere la famosa “scala” con visione annessa. Potrebbe aggiungere un ulteriore tocco di “magia” e “mistero” al tutto.

    Continua così.
    Aspetto l’ultimo!
    Ciao!

  • Carissimi, stavolta i caratteri li ho utilizzati tutti e ho dovuto anche tagliare alcune parti per riuscire a stare nei cinquemila previsti. Non è stato facile scrivere della morte di Emily, figura fragile, che merita se non altro la verità. L’ultimo capitolo penso sarà un finale aperto, perché mi piace che siano i lettori a interagire fino alla fine. Vedremo. Intanto ne approfitto per ringraziarvi per lettura, commenti e indicazioni. Senza di voi, non sarei andata avanti. A presto ♥

  • Si continua a scavare eppure il finale sembra allontanarsi sempre di più come in un vero romanzo a puntate di quelli che pubblicavano certi settimanali il secolo scorso.
    Atmosfere lacustri, languide, amori sopiti e non morti, e il mistero che aleggia su tutto, nella nebbia.
    Voto la visione ( a questo punto può aiutare a sciogliere qualche nodo?)
    Alla prossima! Ciao.??

    • Ciao! Il tuo è un bel complimento, mi sarebbe piaciuto pubblicare nei settimanali del secolo scorso. Ottima la scelta che è poi quella della maggioranza, quindi posso già cominciare a costruire il penultimo capitolo, anche se preferisco attendere ancora qualche giorno prma di pubblicarlo per vedere se qualche nuovo lettore si affaccerà. Devo recuperare anche qualche lettura, per cui inizio proprio dal tuo racconto. A presto e grazie per lettura e commento 🙂

  • Capitolo 8)

    Ciao Angela!

    Due capitoli per concludere, ci sarà spazio?
    Sono curioso. Mi sarebbe piaciuto concludere la lettura della storia in video, ma lo farò comunque in silenzio 🙂
    Ho trovato il capitolo ben scritto, scorrevole e aggiunge un pizzico di mistero in più. Tuttavia, ho avuto l’impressione che gli ultimi capitoli avessero un po’ tutti lo stesso compito all’interno della narrazione. I tempi trovo che siano più appropriati per un romanzo! 🙂

    Trovi la lettura sempre su Youtube:

    Alla prossima!

    • Ciao carissimo, lo so che negli ultimi due capitoli avete avuto l’impressione che allungassi il brodo, ma due capitoli vedrai che saranno più che sufficienti per chiudere. Piuttosto volevo ringraziarti per il lavoro che stai facendo su youtube con i nostri testi, è un impegno che porti avanti in modo simpatico e costante (ferie a parte). Penso che sia un’iniziativa unica nel suo genere, quindi mi riprometto anche in futuro di dare una mano in qualche modo. Terminata questa storia ne inizierò sicuramente un’altra, sempre di genere fantasy o mistery. Peccato che non tutte le storie su TI possano avere una cover. Potrei realizzarle io visto che sto seguendo un corso di grafica online, ma la piattaforma non prevede la possibilità di caricarne una. Comunque, come ti ho già scritto su youtube, auguro a tutti voi delle ottime ferie, ci si rivede a settembre più carichi e propositivi che mai. A presto 🙂

    • Ciao carissimo,
      ho appena commentato il tuo racconto che si avvia, come il mio alla conclusione. Ottima scelta, vedrai che saprò trovare la quadra per chiudere la storia senza lasciare strascichi. Sono molto contenta che ti abbia comunicato emozioni, scommeto che hai indovinato il titolo del film 🙂 A presto!

  • Carissimi,
    intanto vi ringrazio per aver contribuito alla stesura della storia. Mi sono presa ancora un capitolo prima di andare nella tenuta di Emily perché avevo bisogno di “preparare la strada” fornendo alcune informazioni che poi mi saranno utili nel prossimo capitolo. Siamo quasi al traguardo, spero il capitolo vi sia piaciuto. A presto 🙂

  • Capitolo 7)

    Ciao Angela!

    Ci avviamo alla fine della storia. Mi pare che tutto sia scritto bene, ma in video mi sono sentito di fare una riflessione a riguardo dell’impiego stesso del capitolo. Trovo che avresti potuto collegare il prossimo capitolo a questo, specie se riferito al castello 😉
    Il capitolo è scritto bene, tolto il passaggio del “Suonò” che si presenta un po’ incerto, sicuramente un refuso in fase di revisione.
    Fammi sapere la tua!
    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/L-ouEa42nZc
    Alla prossima!

    Ciao!

    • Ciao carissimo, ti ho già risposto nel video che è sempre un piacere da guardare e ascoltare. Le tue osservazioni sono preziose e le convidivido, praticamente questa è una pausa, non succede nulla che il lettore già non sappia, quindi sarebbe stato utile introdurre elementi di novità. Cosa che farò sicuramente nel prossimo 😀 Grazie per la tua analisi, sempre puntuale e gradita. A presto 😉

  • Avevo saltato il sesto capitolo, ma ho recuperato e letto anche il settimo. Belli coinvolgenti, pieni di romanticismo, di mistero. Ho votato per il nuovo personaggio. “Amore, sangue e vendetta. Sono queste le tre condizioni affinché i morti si affaccino nel nostro mondo”. questa conclusione mi sembra richiedere qualcuno che stimoli vendetta e sangue. Comunque aspetto il nuovo capitolo. Ti seguo, a presto.

    • Ciao Anna, pure io forse ho saltato qualche racconto, in questo periodo ho avuto problemi di connessione e in più ho deciso di cambiare operatore telefonico (pessima idea, ma tant’è). Ormai sono alle battute finali, sto già pensando a qualcosa, ma poi, visto che ci saranno comunque delle scelte, non posso programmare più di tanto. Vengo a trovarti e se sono in ritardo recupero pure io. A presto carissima 🙂

  • Ciao Angela
    A quanto pare Emily torna, e allora andiamola a trovare.
    Il finale aperto specie in storie come questa mi pare il migliore, Emily è la prova che la parola fine non si può scrivere. Stavolta il capitolo è più scorrevole, le emozioni sono ben riportate e il finale arriva veloce.
    Ottimo lavoro dunque, buona domenica e a presto!??

  • Siamo al capitolo 7 quindi visitiamo la tenuta di Emily 🙂

    Ciao! Il capitolo si apre in modo misterioso, con le sensazioni della nostra protagonista che non riesce a capacitarsi, per poi andare dritto verso la spiegazione della veggente. Non so: forse avrei preferito qualcosa di più incisivo, nonostante il capitolo scorra molto bene.

    Per il finale, tutto dipende da cosa vuoi fare. Pensi ad un seguito? Vuoi lasciarti la possibilità di continuare? Allora un finale aperto è la soluzione migliore. Ma se ti hanno stufato i personaggi e vuoi chiudere qui, allora ti consiglio di trovare il modo di fare un finale chiuso 🙂

    Ciao 🙂

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