Delitto a Villa Serena – Un giallo della terza età

Un professore all’ospizio

Mi chiamo Carmine Santoro. Ho 79 anni, un passato da docente al liceo, una moglie passata a miglior vita tre anni fa, due figli, sei nipoti, due ernie al disco e una dentiera ballerina che mi ha quasi convinto a rinunciare al piacere del cibo solido.

Da poco più di una decina d’anni sono in pensione.

Anche se, a essere onesti, non ho mai abbandonato l’insegnamento. Certi mestieri non si lasciano e basta. È un po’ come fare il prete o il medico. Nessuno può dirti che non sei più un insegnante solo perché hai raggiunto un’età da sovrintendente di cantiere. Non è così che funziona. Il prete muore prete, il medico muore medico e l’insegnante muore insegnante.

È una cosa che faccio anche qui a Villa Serena, la casa di ricovero per anziani dove la mia amorevole prole mi ha sistemato in attesa di una dipartita che tarda ad arrivare.

Un luogo che sarebbe anche gradevole, se non fosse per l’amara considerazione che ci sono finito perché nessuno dei miei figli mi ha voluto tra i piedi.

Per fortuna sono sempre stato un buon incassatore e pure a ‘sta botta ho retto bene; anche se devo ammettere che le prime settimane non sono state affatto facili.

Ma lasciamo perdere, è acqua passata. Tempo un paio di mesi, sono riuscito a ritagliarmi uno spazio mio, liberandomi di quell’odioso signor Santoro e riappropriandomi dell’unico titolo di cui mi sia mai importato qualcosa, quello di Professore: Professor Santoro, sovente abbreviato in un più confidenziale Prufesso’ che, a dirla tutta, mi piace pure di più.

Non prendo soldi per le mie lezioni. Anche perché quasi nessuno dei miei nuovi allievi potrebbe permetterselo, visto che le loro pensioni sono gestite da figli taccagni come genovesi. In pratica è tutto aggratis, come ripete il mio fido Don Armando nel tentativo di reclutare nuovi studenti. Le lezioni si tengono dal lunedì al venerdì, rigorosamente di mattina, ché la mente è più sveglia e pronta, e sono intervallate da almeno una decina tra pause caffè, terapia, bisogni fisiologici e sigaretta.

Anche se sulla sigaretta non tollero più dei canonici cinque minuti.

La prima a cui, un po’ per caso, mi ritrovai a dare ripetizioni fu Gabriella Neri, l’infermiera del turno di notte, una ragazzona burbera, con una cinquantina di chili di troppo, che, in quel periodo, stava preparando il concorso per un posto all’Ospedale del Mare: 16000 candidati per 23 nuove assunzioni. Praticamente un terno al lotto.

Per la cronaca, al concorso risultò idonea non vincitrice, che, tradotto, vuol dire che tutto quello che potevamo fare l’avevamo fatto. C’era mancato giusto un pizzico di fortuna; anche se Don Armando non era dello stesso parere: ce vò ‘o cavece ‘nculo Prufesso’, nun ce pigliammo pe’ fessi, diceva, e, chissà che, anche quella volta, non avesse ragione.

In seconda battuta venne la signora Nunziata, donna raffinatissima, che a ottant’anni suonati, sapendo di non sapere, cercava, in tutti i modi, di rimediare: cercava risposte, indagava ogni argomento dello scibile umano e si dannava l’anima perché, se solo avesse intensificato gli sforzi un po’ prima della terza età (magari anche solo a metà della seconda), chissà quante cose meravigliose avrebbe potuto imparare ancora. Alla Annunziata si aggiunsero le sorelle Carfora, un inscindibile duo di vedove artritiche, dipendenti dall’aglio e dalla nicotina, ansiose di saperne di più sull’universo, sulla particella di Dio, sul perché Piero Angela non rimbecilliva come gli altri e sul Pirata Barbarossa… o era Barbanera? Ah no, Barbanera era l’Imperatore… o forse era il contrario?

Insomma, nel giro di pochi mesi quasi la metà degli ospiti dell’ospizio si era unita a noi.

Una bella soddisfazione, certo, ma pure una bella fatica.

Per fortuna, a un certo punto di questa mia nuova avventura, spuntò Don Armando, valente collaboratore ottuagenario autoproclamatosi mio secondo nell’intervallo di Caccia a Ottobre Rosso, film di cui avevamo condiviso la visione nel corso di una notte insonne per entrambi.

Don Armando si occupava di tutto: dalla gestione della cancelleria al registro delle presenze al caffè, oltre a concedersi domande imbarazzanti e improvvide che scatenavano l’ilarità delle Carfora e facevano incacchiare di brutto la signora Annunziata.

A 79 anni, se sai prenderla, la vita è bella e spensierata. Il meglio e il peggio sono alle spalle, ormai, o, almeno, così si è portati a pensare. Non resta che mettersi comodi e godersi, ancora per un po’, le meraviglie di questo fazzoletto di magma solidificato alla periferia dell’universo; senza stress, con calma, slow, come si dice oggi.

Non serve molto. E la routine è di conforto: il caffè di Don Armando che scaracchia sul bruciatore, la convivialità del pranzo in sala mensa scandito da ritmici risucchi di minestra, le terapie del pomeriggio, i peti epici del signor Covella durante il cineforum del lunedì e le mani impiastricciate di colori dopo la lezione di pittura del sabato… quella che per tutta la settimana Anna Senese, della stanza n° 13, attendeva con ansia.

Come detto si tratta di un giallo e in un giallo è d'obbligo che ci sia un vittima, perciò vi chiedo: come è morta la signora Senese?

  • Impiccata (14%)
    14
  • Avvelenata (71%)
    71
  • Accoltellata (14%)
    14
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

128 Commenti

    • Ciao G. G., ho appena ascoltato la tua ultima lettura: tutto perfetto. Ti ringrazio per la recensione, sono onorato, davvero.
      Forse un pizzico troppo generoso, dai, anche se i complimenti fanno sempre piacere. Non so quando tornerò con una nuova storia. Devo dire che ho ritrovato al mio rientro un’accoglienza sorprendentemente calorosa e storie molto interessanti. Mi piacerebbe farlo presto ma prima ho un po’ di faccende altre da sbrigare. Ancora grazie di vero cuore per l’attenzione che hai dedicato al mio racconto e per le belle letture.

  • Ciao, Lou.
    Anche con te mi sono persa il capitolo precedente, ma ho rimediato.
    Finale non scontato e ben confezionato.
    Quando ero molto più giovane, con la scuola, ho fatto visita a una casa di riposo e ricordo i sorrisi dei ricoverati, così felici di averci lì, anche se eravamo un gruppo di giovani estranei che non sapevano cosa fare e cosa dire. Perciò, mi piace immaginare un posto dove gli anziani abbiano le sembianze dei tuoi protagonisti e dove possano vivere qualche avventura, anche nell’attesa lunga di una visita che stenta ad arrivare.
    Bello, ma non avevo alcun dubbio in merito. 🙂
    Solo un appunto, nella frase: “Vorrei che lo volessi a prescindere da quello che è successo” io avrei usato “facessi”, ma non conosco la tua intenzione.

    Alla prossima, spero presto con una nuova storia.

    • Grazie K., i complimenti, inutile nasconderlo, fanno sempre piacere. Si, è bello pensare che in un luogo di quel tipo ci si possa anche divertire, fare squadra e vivere persino una qualche avventura, dedicando il poco tempo che rimane a chi lo merita. Giusta la tua osservazione. Anche se bisognerebbe più che altro chiedere al Professore il perché della scelta di quel ‘volessi’. 😉

  • Degno finale di un giallo grazioso, molto leggero e godibile, complimenti.
    La parolaccia finale ci sta benissimo anche se tutti o quasi gli ospiti di RSS la pensano e nessuno mai la dice.
    Un giusto tributo alla legge del racconto dove l’eccezione la vince sulla regola. Bravissimo, ti aspetto alla prossima, se vorrai. Ciao!🙋

  • Ciao, non so perché, ma le persone che raggrinziscono le labbra a culo di gallina mi incutono sempre qualche sospetto!!! Quindi, arrivati ormai alla fine non ho la più pallida idea di chi sia il colpevole, complimentissimi!!!
    Ho votato per la gelosia, credo sia il movente più frequente in caso d’omicidio!!! Buona domenica e alla prossima e ultima puntata.

  • Ho votato l’amore, anche se le altre due ipotesi hanno la stessa probabilità d’essere vere.
    Ormai siamo alla conclusione e comunque vada, ti ringrazio per avermi fatto divertire. i tuoi personaggi e i loro dialoghi sono scritti da maestro. Bravo. Ora stupiscimi con un finale inaspettato.
    Ciao, Lou e buona domenica.

  • Capitolo 9)

    Episodio sempre divertente e intrigante. Niente da segnalare, molto su cui sghignazzare!
    Voto per la gelosia, perché mi piace l’idea che la banalità possa giungere anche da uno “scherzo” di cattivo gusto. Anche la pista dell’Amore è intrigante. Poi, in realtà, tutte le scelte potrebbero a prescindere condurre allo stesso indiziato, e questo potrebbe essere solo un gioco per noi! 😀
    La cosa mi diverte. 😉

    Aspetto l’ultimo episodio, e ancora ti faccio i complimenti per la storia! 😀

  • ciao Lou,
    rieccomi dopo le vacanze a leggere e commentare la tua storia. Naturalmente sono andata a ritroso per trovare il filo del racconto. I due protagonisti sono davvero divertenti, dipinti a mano da uno che sa scrivere. Bravo. La storia è ormai quasi all’epilogo e ti confesso che non so di chi sospettare. Aspetto il prossimo capitolo, a presto.

  • Archiviamo i sospetti e indaghiamo sul passato.
    Ciao, Lou.
    Certo che una donna di 43 anni sulla coscienza non è poca cosa, la cara Gabriella ha di che tormentarsi; ma passiamo ad altro, il passato della Senese deve nascondere qualcosa di interessante e io non vedo l’ora di scoprire di che si tratta.
    C’è una piccolezza che vorrei segnalarti, cosa che, secondo me, avrebbe potuto farti risparmiare caratteri preziosi, nella frase: “Il sostegno della seduta scricchiolò di preoccupazione sotto il peso del suo quintale e oltre e, per un istante, temetti potesse cedere. ” io mi sarei fermata a “preoccupazione” si è capito dagli episodi precedenti e dalle “natiche gigantesche” che si tratta di un donnone; a mio parere, non occorreva aggiungere altro. Piccolezze, in un capitolo perfetto che fila via liscio e si legge con piacere.

    Alla prossima!

  • Capitolo 8)

    Chissà che la nuova stagione di The Incipit non riesca ad iniziare proprio con la conclusione di questa storia! 😀

    Per ora recupero il capitolo in silenzio, come tutti, ma così posso godermi con più calma ogni passaggio. Il capitolo è ben speso, sia per creare nella mente del lettore delle teorie che per contribuire ad alimentare quella sensazione di mistero che aleggia sull’intera villa. Si aprono le possibilità della “casualità”, ma io continuo a seguire la mia pista, magari sbagliata! 😀
    Capitolo che scivola via in un attimo, ma il lettore se lo porta con sé con tutte questi gesti familiari e un po’ di compassione per la signora.
    Ben fatto Lou!

    Non mi sento di avere nessun consiglio da darti.
    Aspetto il prossimo, ora che entriamo nel vivo della conclusione! 😀

    A presto!

  • Ciao, Gabriellona pare così innocente da destare quasi un sospetto…😎
    Piano piano si va, ma il viaggio è molto confortevole, e i sedili comodi. Una lettura fresca come un bitter all’ora giusta. Molto bene-benissimo, e Gabriellona punterà il dito!
    Ciaooo🙋

  • Capitolo 7)

    Siamo all’ultimo episodio di The Incipit, e mi dispiace non poter recuperare in video la parte finale. Ma la recupererò in silenzio. Altro capitolo deliziosamente divertente. Il rapporto tra i personaggi, come ho già detto, è fantastico. Lo è ancora di più la scelta delle incomprensioni, sempre originali!
    Ovviamente, aspetto il prossimo!

    Trovi l’ultima lettura sempre su youtube:
    https://youtu.be/mh0RH2HGPyA

    Al prossimo capitolo!
    Ciao!

  • Ciao, Lou.
    E così si arresta Gabriellona, che però viene poi rilasciata? Come mai? Cosa avrà mai da nascondere?
    Non so se nella realtà, un funzionario di polizia racconterebbe a due vecchietti gli sviluppi su un caso di omicidio, probabilmente sì, specie se sono due questi due vecchietti. 🙂
    Il capitolo è ben scritto come sempre, forse leggermente sottotono la parte dedicata all’arresto, ma ti sei ripreso subito con i dialoghi e le trovate divertenti.
    Molto bene, voto per l’accensione della lampadina e ti saluto.

    Alla prossima!

  • Ma c avrà mai combinato la povera Gabriellona per giustificare un arresto immediato?
    Gustosissimo anche questo capitolo, si fa leggere di volata, con un sorriso. Sei molto bravo a condurre i dialoghi. Complimenti, non è cosa facile. Ho votato per i segreti di Anna Senese.
    ti aspetto al prossimo capitolo. Ciao Lou.

  • Ciao, “Le congetture di albicocche”, esilarante!!! Ma come fai a inventartele? Epica la battaglia tecnologica, in effetti basta guardarsi intorno per vedere scene simili!!!
    Ho votato per la lampadina che si accende, e facciamoli lavorare gli arzilli investigatori!!! Buona domenica e alla prossima.

  • Caro Lou, bravissimo come sempre! Stai seminando molti indizi, tutti credibili in quanto tali e che stuzzicano la mente del lettore. Inoltre il taglio ironico dei dialoghi alleggerisce il tutto. Complimenti. Ho votato per Gabriellona perchè mi sta simpatica, il nome è tutto un programma e poi la trovo tenera, nonostante ( o forse per ) l’accrescitivo. Attendiamo il prossimo episodio.

  • Capitolo 6)

    Ciao Lou!

    Capitolo sempre divertente. I problemi di comprensione dei due sono fantastici. C’è qualche refusino, ma nulla che possa alterare il testo. Il testo si legge con leggerezza e direi proprio col sorriso sulle labbra.
    La curiosità continua a crescere!
    Aspetto il prossimo! Credo ti abbiano già segnalato il refuso 😉

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/MfFq_ncL6kM
    Se ti va di partecipare, AngelaCStevenson ci ha regalato un invito per un sito che regala Ebook. L’autore che sceglierete, a fine luglio, sarà il vincitore! 😉 Puoi farmelo sapere nei commenti al video.

    Ciao!

  • Voto il nipote di Don Armando… mi incuriosiva anche il giardiniere, ma si rischia di mettere troppi personaggi al fuoco (poveretti).
    Ciao, Lou.
    Mi fai sempre sorridere, mi piace questo ambiente che hai creato, tutti i personaggi hanno un loro piccolo difetto o modo di fare che li rende subito riconoscibili. I dialoghi sono puliti e di facile comprensione, non metti mai troppe bocche in moto, e io (che sono un po’ tarda e anche stanca ultimamente) non fatico a comprendere. 😉
    “le due stanza” ti segnalo questo minuscolo refuso… un’inezia, ma già che ci sono…
    In questa frase: “Na vota tanto ca ce stà qualcosa da fare!” in questa frase racchiudi l’intera ambientazione, sono le piccole cose che rendono irresistibile il racconto, bravo.

    Alla prossima!

  • Anche questo capitolo è molto scorrevole e piacevole anche se mi aspettavo qualche rivelazione in più da Carmela o perlomeno qualche elemento in più da aggiungere al quadro generale..
    Io, diversamente dagli altri, voto un cambio di scena: sarei curiosa di saperne di più del giardiniere!
    Molto brava comunque, non è facile condurre così bene un giallo a puntante!

  • Ciao, chi si giustifica, chi s’impunta, chi corre con la fantasia… ma chi avrà visto veramente la soluzione del caso? Solo una cosa da patita di puzzle: non sopporto chi cerca di forzare gli incastri… per questo comincio a nutrire qualche dubbio su Don Armando!!! Attenta, c’è un piccolo refuso nascosto tra le righe che malandrino si pavoneggia!!!
    Ho votato per Gabriellona, mi sembra la prosecuzione più naturale!!! Alla prossima.

  • Gabriellona, che appare alla fine del capitolo con aria preoccupata, mi sembra un invito a occuparci di lei nel prossimo. belli i due protagonisti della storia, simpatici e realistici; sembra quasi di vederli discutere.
    Appare ancora lontano il filo rosso che ci porterà all’assassini… se poi c’è un assassino.
    Brava, ti aspetto al prossimo capitolo.

  • Ciao, tutto fila a meraviglia, ed è una goduria il parlato campano che tanto mi ricorda, forse per via del “professore”, l’amatissimo L. De Crescenzo.
    Certo lui sarebbe stato d’accordo nell’affermare che per il cuore non esistono stagioni…
    Vuoi portarci su Gabriellona e ti accontento: la voto.
    Alla prossima!🙋

    • Grazie! Adoro De Crescenzo. Da sempre. Ed esattamente come faceva lui anch’io cerco di limitare al minimo il ricorso al dialetto vero e proprio (peraltro difficilissimo da scrivere), preferendo napoletanismi e forme sintattiche tipicamente napoletane che riescono a ricreare quell’atmosfera lì senza sacrificare troppo alla comprensione. Arrivo prestissimo con il nuovo episodio.

  • Capitolo 5)

    Il capitolo racconto in sé molte cose. Mi piace il punto di vista del protagonista, così come i suoi riferimenti al proprio passato.
    L’indagine assume delle tonalità particolari, affascinanti.
    Continuo a seguirla in modo appassionato, e ogni volta che esce un capitolo è una bella avventura.
    La battuta finale è fantastica!
    Mi pare che tutto scorra abbastanza liscio e senza refusi. Ottimo capitolo!

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/RyUsVKjvXmU
    Se ti va di partecipare, AngelaCStevenson ci ha regalato un invito per un sito che regala Ebook. L’autore che sceglierete, a fine luglio, sarà il vincitore! 😉 Puoi farmelo sapere nei commenti al video.

    Ciao!

  • Ciao Lou!
    Il don sembra Enzo Cannavale che assiste alle indagini di Piedone, estremamente esilarante; passi dal comico al tenero in un’ambientazione che ben si presta a momenti malinconici. Sacrosanto sottolineare i diritti della terza età, e soprattutto la dignità. Bravo, il divertimento prevale, il quattier gerenale sarà il luogo da dove partirà la riscossa di Villa Serena. Commovente immaginare l’amicizia tra la vittima e Lia, e i sospetti di questa.
    Procede bene, bravo!
    Voto con la maggioranza, buona domenica!

    • Enzo Cannavale, un altro mito della mia giovinezza, indimenticabile anche in 32 dicembre. Sì, in questo episodio prevale il divertimento, però, come notavi giustamente tu, l’idea di base resta quella di imitare la vita, un po’ come faceva Eduardo, no? Il quale mescolava dramma e commedia, ché la vita è un rapido susseguirsi di dolce e d’amaro e persino di dolce e amaro insieme.

  • Ciao, iiihhh non parlarmi di aglio, avrei così tante storielle divertenti da raccontare (per mia sfortuna)!!! I due vecchietti mi ricordano l’accoppiata Jack Lemmon e Walter Matthau, un vero mito!!!
    Ho votato per Carmela, altre persone nelle indagini potrebbero ostacolarle e il nipote per ora confonderebbe le idee!!! Alla prossima.

  • Ciao, Lou.
    Effettivamente, con i peli di piombo… ah ah ah mi hai fatto ridere. Bellissimo episodio: divertente in tutti sensi. Tutto ben costruito, con personaggi perfetti, tempi perfetti, pare di assistere a una rappresentazione teatrale. Bravissimo!
    Voto il sospettato comunicato via telefono, chissà di chi si tratta (ci vuole sempre un sospettato a metà storia, di solito assolutamente estraneo ai fatti).

    Alla prossima!

    p.s le pastiglie all’aglio credo di averle incontrate qualche volta con i clienti anziani del negozio… poverini, non ne hanno colpa, ma capisco la necessità di aprire la finestra 😉

  • ho votato per Carmela.
    Brava Lou. mi sembra di entrare nel mondo dei più fantastici personaggi napoletani. Il tuo professore somiglia a De Crescenzo e i vari personaggi potrebbero benissimo essere i protagonisti di una commedia di Eduardo. lo spirito napoletano migliore nel tuo racconto. ti seguo con molto piacere. A presto .

  • complimentil, Lou! la storia prende corpo e stai seminando in modo tale che il lettore sia portato a farsi domande. Tutto ottimale, soprattutto i dialoghi, con quelle paroline in dialetto ogni tanto che umanizzano i personaggi e rendono il tutto più lieve. Eliminerei solo, alla fine, l’aggettivo “psicologico” al bisogno che descrivi, mi pare superfluo. Ho votato per la sorella di Lia, potrebbe essere coerente con ls sua preoccupazione. Alla prossima!

  • Ciao, Lou.
    Noto un tenero affetto da parte tua per i personaggi di questa storia. Ce li racconti come fossero tutti nonni tuoi e questo giova moltissimo al racconto. I vecchietti sono arzilli al punto giusto, intriganti e pronti di mente, riusciranno a dipanare la matassa, ma prima vogliamo goderci ogni loro mossa.
    Bravissimo come sempre, per un attimo Villa Serena è diventata Villa Senese 😉 però non ci si fa quasi caso.
    Aspetto il quarto episodio e voto il nuovo personaggio perché, se ben ricordi, a me i personaggi piacciono tanto. 🙂

    Alla prossima!

  • Capitolo 4)
    Ehi!
    Mi tocca recuperare anche questo in modalità silenzioso.

    Leggero e toccante come i precedenti, con una punta di inquietante verità sul finale, sempre buona per creare quel velo d’introspezione con il quale l’autore può comunicare una sensazione al lettore, un messaggio. Tema a cui tutti, in un modo o nell’altro, riusciamo ad averci a che fare.
    Per ora il mio sospetto può dirsi più concreto, ma vedremo cosa riuscirai ad inventarti nei prossimi. Dico che si prova a fare luce su alcuni comportamenti di Gabriellona: alle volte, il buon detective, è costretto a tendere una trappola all’indiziato sbagliato per vedere la reazione del vero sospettato!
    Il racconto mi piace, si capisce?
    Aspetto il prossimo.

    Buona scrittura!

  • E quattro! Niente da eccepire; tutto perfetto. Io penso che il dialetto sia un punto di forza nella caratterizzazione dei personaggi e, poi, il napoletano è lingua universale.
    Ho votato per Carmela, non so perché, ma, non andrei molto lontano a cercare l’assassino.
    Ciao Lou a presto.

  • Ciao Poi le ultime righe sono toccanti perché vere; ognuno di porta dietro una storia e inconsciamente o volontariamente cerca di ricreare il suo piccolo mondo privato ovunque sia. È un modo per restare vivi: bellissimo.
    Voto Carmela, voglio conoscerla meglio. Ciao! 🙋🌻

  • Ciao, brillante e scorrevole come sempre!!! Mi pare di percepire un certo divertimento nello scrivere… la cosa più importante!!!
    Ho votato per Gabriellona, ma ero indecisa con un personaggio non ancora introdotto. Poi ho pensato che essendo ancora all’inizio è meglio concentrarsi all’interno dell’istituto!!! Alla prossima.

  • Ciao Lou

    Ho fatto un pit stop veloce e fuori gara sulla piattaforma e… comincio da te.
    Hai una scrittura asciutta e scorrevole. Le frasi in napoletano sono piccole pennellate di colore nella caratterizzazione dei personaggi. Mi piace la sottile ironia di certe frasi, già evidenziate in commenti precedenti.
    Ovviamente, voto fiori nel quadro, what else?

  • Ciao, Lou.
    Io dico che i fiori stanno in uno dei quadri della Senese, giusto per tirare in mezzo la vita della vittima.
    Come sempre, sei riuscito a confezionare un capitolo effervescente, ricco di battute e trovate divertenti. Non conoscevo l’aconitina, grazie per averne parlato, altra arma in mano di un prossimo personaggio in vene di omicidi… 😉
    I tuoi episodi filano via veloci, si leggono in un fiato. Non ho appunti da fare, tutto è al posto giusto. Gli indizi appaiono come piccoli semi germogliati, qui e là, in attesa di crescere e svelare il mistero.
    Bravo, ancora una volta. Sono davvero felice che tu abbia deciso di tornare.

    Alla prossima!

  • Capitolo 3)

    Ehi! Purtroppo non mi riesce di registrare, a questo giro, quindi recupero questo episodio silenziosamente.

    Ci metti in mano degli indizi e qualche carta per costruire la nostra personale teoria, anche se la strada potrebbe essere abbastanza difficile da scovare. Ma molto spesso non c’è bisogno di guardare troppo lontano. Ho trovato il capitolo abbastanza divertente, e sei riuscito a sottolineare bene il rapporto tra i due personaggi.
    Rinnovo i miei complimenti per l’episodio!
    Non mi sento di poterti dare nessun consiglio, sembra che tutto sia stato strutturato bene.

    Alla prossima!

    • Non so come ma m’ha caricato la risposta al tuo commento sotto un altro commento, quello di Ladis.
      Riporto nuovamente la risposta:

      Sì, è quello che deve fare un bravo giallista. Io ci provo. Anche se su theincipit scrivere gialli è una vera sfida ché il giallo necessita, più di altri generi, di una buona progettazione e non è raro che con le loro scelte i lettori mandino tutto per aria. Ma è il bello del gioco e io sono qui per giocare.

  • Ciao Lou,
    i miei complimenti per come continui la storia. Anche questo capitolo mantiene quel giusto tono per dare suspense al giallo senza perdere leggerezza e fluidità. Ho votato per il dipinto, mi sembra difficile che nel giardino si coltivassero dei fiori così velenosi e in infermeria si poteva trovare al massimo un estratto. Sono curiosa di leggere la prossima puntata. A presto.

  • Ciao, bellissimo il fatto che gli occhi e le orecchie delle forze dell’ordine siano un mezzo cieco e un mezzo sordo. Bella anche la dialettica bislacca di Don Armando!!! La prima sospettata per l’omicidio, comunque, deve essere la cuoca, con un menù simile ucciderebbe pure me!!!
    Ho votato per uno dei quadri, le altre opzioni sarebbero troppo semplici e ovvie!!! Alla prossima.

  • Ciao Lou! Il tuo racconto è davvero piacevolissimo e accattivante, i personaggi ben delineati e il ritmo perfetto. Come ha già menzionato qualcuno, troppo forte la battuta sui peperoni al burro vs i succhi gastrici… Complimenti, non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo!

  • Bravissimo! Mi sembra tutto perfetto, vedo che padroneggi i dialoghi con la giusta dose. E la storia dei peperoni al burro mi ha fatto morire dal ridere! Mi piace questo genere del giallo misto a comico. Ho votato per l’infermeria, dopo essere stata indecisa sul quadro; mi è parso che il veleno dovesse essere realmente sul posto …

  • Ciao, voto il quadro.
    Da quello che accade dopo direi che questa frase andrebbe rovesciata: “In effetti tutti i torti non ce li aveva. E poi prima avessimo chiuso quella storia, prima saremmo tornati alla nostra confortante routine.” Mi pare che i due si stiano divertendo e parecchio.
    La storia prende una via che sa di giallo inglese sempre molto coinvolgente. Benissimo!💪
    Al prossimo 🙋 ciao.

  • Ciao Lou!
    Bene bene, un giallo con venature humor, un professore che ha studiato e sa trattare la Nera Signora come merita. Almeno fino a quando non vorrà bussare alla SUA porta.
    Bravo, ben scritto e on la giusta verve, leggero anche se si muore; dico come tutti che si avvarrà dell’aiuto del nonno, anche se il prof. forse sarà il suo Watson…
    Seguo e ti ringrazio per la tua visita, cui vado a rispondere.
    Ciao!

    • Ciao Minollo e benvenuto. Sono proprio contento ti siano piaciuti questi primi due capitoli. Cosa accadrà in futuro non lo so manco io, vedremo. Scrivere gialli su TheIncipit è na faticaccia e questo perché il giallo necessita di un minimo di progettazione e capita di frequente che con le loro scelte i lettori mandino per aria anche quel minimo. Il che, però, per quel che mi riguarda, costituisce un ulteriore stimolo.

  • Capitolo 2)

    Ehi!
    Come ho già detto per il precedente capitolo, la storia riesce a mantenere quel tono leggero ma serioso che tiene incollati alla narrazione. Ho apprezzato i tanti piccoli dettagli di “vecchiaia” che però vengono narrati con un taglio da film action, come la questione dell’auricolare. Bellissimo!
    Divertente e spensierato, ovviamente non posso che aspettare il prossimo 😉
    Per un attimo ho sperato che ti fosse venuto in mente di rendere il poliziotto il nipote del nostro protagonista: con l’impostazione che avevi scelto, era un tocco di genialità, secondo me. Specie con l’aggiunta del “comincio a non ricordare tutto”.
    La scelta risulta comunque efficace!
    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://www.youtube.com/watch?v=5huecSQQSQA

    Alla prossima!

  • Ciao, riesci a rievocare nella mia mete immagini e sensazioni molto vivide, complimenti!!! Questi “vecchietti arzilli” mi diventano più simpatici a ogni riga, credo che daranno filo da torcere nelle indagini!!!
    Solo una cosa, leggendo il refuso “Mendo di dieci minuti” sono scoppiata a ridere, grazie per avermi messa di buon umore.
    Ho votato per chiedere al nonno di essere i suoi occhi e orecchie all’interno dell’ospizio, anche se un bravo nipote dovrebbe dirgli di farsi gli affari suoi… ma qui è pura fiction!!! Alla prossima.

  • Benissimo anche il secondo capitolo. La povera Anna, inerte, fasciata solo dal suo pannolone, ci mostra quanto di impudico, irrispettoso ci sia nella morte di un vecchio, rottame di un naufragio, di una vita dimenticata. Ho votato per Armando aiuto investigatore ma, credo che non sarà l’unico a darsi da fare. C’è del marcio tra quelle creature che a prima vista appaiono inermi e sprovvedute?
    Vedremo. Ti aspettto al prossimo capitolo, ciao Lou.

  • Ciao, Lou.
    Tutto vivido e molto coinvolgente, non è facile far appassionare alla vita in un ospizio, ebbene, tu ci riesci e lo fai molto bene.
    Ogni personaggio ha una caratteristica, e questo è necessario, dato che si tratta di molti personaggi, ed è ben caratterizzato; in poco spazio ci hai mostrato quel che c’è da sapere per ora.
    Provvidenziale l’arrivo del nipote poliziotto, casca proprio a fagiuolo, come si suol dire, forse troppo, ma è un racconto e le coincidenze, in fondo, anche nella vita, capitano.
    Ti segnalo una “D” di troppo nella frase: Mendo di dieci minuti e sarebbe suonata la sveglia e un punto fermo al posto di una virgola in quest’altra: “La curiosità, del resto. batte la paura cento a zero…” piccolezze, refusini dispettosi che stanno sempre in agguato, io li conosco bene 😉
    Ancora complimenti e alla prossima!

    • Sì, hai ragione. Pubblicato un po’ di fretta mannaggia a me.
      Rileggere sempre: regola numero uno. Specie quando pubblichi un episodio più lungo del limite e sei costretto a tagliare qualcosina. Pure sulle coincidenze hai ragione.
      E in un giallo certamente non bisogna abusarne. Senza quelle però, spesso, non ci sarebbe nemmeno una storia da raccontare. Sono felice che apprezzi la scelta di destinare queste prime fasi del racconto alla presentazione dei personaggi.

  • Complimenti per il tuo stile e per l’idea di ambientare un racconto ( un giallo, poi!) all’interno di una casa di riposo, luogo che siamo abituati a immaginare come alquanto malinconico. Invece i tuoi personaggi danno una ventata di vita e di dinamicità alla “comunità” del posto, che il lettore avverte subito come simpatica e piena di vita , altro che tristezza e ripiegamento su sé stessi. Tocco finale, la Gabriellona! L’ho proprio vista! Forse, un piccolo difetto ( se proprio devo) lo trovo nelle due righe finali, in cui potresti avere “spiegato” un po’ troppo il carattere di Santoro. Molto bravo!

  • Capitolo 1)
    Ehi! Non mi sembra di averti mai letto qui su The Incipit!

    Che inizio!
    Il personaggio mi ha subito conquistato, quindi mi hai decisamente guadagnato come lettore 😉
    Se la cosa può farti piacere, ho letto il primo capitolo su Youtube, insieme a tante altre!
    Continuerò anche con i prossimi, se la cosa ti convince.
    Non mi sento di avere nessun consiglio da darti per questo ottimo inizio.
    Aspetto di leggere il prossimo!
    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/inlW-BQ6Lyw
    Alla prossima!
    Ciao!

  • Non avevo mai letto qualcosa di tuo e sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla tua abilità nel raccontare. C’è del mestiere in quello che scrivi, mi piace il tuo stile leggero e scorrevole.
    Incuriosita sono andata a vedere il tuo profilo, volevo saperne di più e mi riprometto di leggere i racconti che hai già pubblicato. Tra le opzioni proposte, ho scelto l’avvelenamento, lo vedo più probabile data l’ambientazione e i personaggi. Seguirò la tua storia. A presto Lou e buon fine settimana.

  • Ciao, hai una scrittura assai pulita, scorrevole e per questo… molto piacevole!!! La descrizione degli abitanti della casa di riposo mi è piaciuta e sto già pensando a chi possa essere il colpevole dell’omicidio: ho già un mio preferito. Sono curiosa di vedere se alla fine ho avuto ragione!!!
    Ho votato per avvelenata, di sangue sparso non ne ho proprio voglia!!! Alla prossima.

  • Ciao, Lou, bentornato!!!
    Che bello ritrovarti e con questo incipit esplosivo, ma da te non mi aspetto niente di meno.
    Sono davvero felice che ti sia venuta voglia di tornare, sono passati tre anni o giù di lì, vero?
    Bello questo inizio, personaggi tondi, di carattere che già trasmettono empatia, ambientazione interessante, un posto circoscritto, dove muovere gli attori e far succedere di tutto.
    Io dico che viene accoltellata, l’impiccagione è troppo macchinosa, ci vuole troppa forza, anche se… ma non voglio pensarci, non voglio fare supposizioni, aspetto solo di gustarmi questo racconto che si prospetta interessante e sicuramente succulento.

    Alla prossima!

    p.s. “le meraviglie di questo fazzoletto di magma solidificato alla periferia dell’universo” immagine fantastica. 🙂

    • Ciao K.
      Piacere di ritrovarti. Ne ho approfittato anche per leggere il tuo nuovo racconto. Molto buono. Dunque, ho avuto il mio da fare in questi tre anni ma non starò qui a dilungarmi su quel che ho fatto/provato a fare in questo periodo ché per me questa piattaforma è il posto ideale per prendersi una pausa dal mondo là fuori e ritrovare il piacere della scrittura non impegnata. Sono felice che il nuovo racconto ti piaccia. Per il mio ritorno ho preferito nuovi protagonisti che poi considerata l’età tanto nuovi manco sono. L’idea mi
      gironzolava per la testa già da un po’: vediamo che ne esce. In effetti di cose ne potrebbero accadere davvero tante con questi arzilli vegliardi improvvisatisi investigatori.

  • Ciao Lou.
    voto avvelenata per non escludere dai sospettati neanche la più tenera vecchietta.
    Finalmente una nuova storia che racconta bene, molto bene e che viene davvero voglia di leggere. Ti faccio i miei complimenti.
    Quella realtà lì dei vecchietti sempre sottovalutati, trattati come bambini o dementi nella maggior parte dei casi, può ridare dignità e spessore a personaggi validi, forti che hanno tanto da dire e da insegnare. Applausi. bravo/a nessun appunto da fare anche nella forma.
    ciao 🙂

    • Felice ti sia piaciuto. L’idea è quella di scrivere un classico giallo da ombrellone. Niente di troppo complicato. Nessunissima intenzione di elevare il genere. Torno su TheIncipit dopo tre anni perché ho voglia di divertirmi. È la prima volta che mi confronto con l’universo della terza età e non so bene cosa ne uscirà. Concordo sul fatto che troppo frequentemente gli anziani vengano destinati a ruoli appena marginali; gli autori li snobbano, li considerano buoni giusto per una particina da saggio dispensatore di consigli, quando va bene. Comparsate che non rendono loro giustizia. Proverò a conceder loro più spazio, indagare il loro ricchissimo vissuto e a metterne in luce le diverse personalità. L’intrigo giallo avrà comunque la sua centralità ché sono di quelli che pensa che buoni personaggi da soli non bastino per rendere buona una storia.

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi