Delitto a Villa Serena – Un giallo della terza età

Dove eravamo rimasti?

Come detto si tratta di un giallo e in un giallo è d'obbligo che ci sia un vittima, perciò vi chiedo: come è morta la signora Senese? Avvelenata (71%)

La Nera Signora in visita a Villa Serena

Quella mattina mi destai che era già quasi ora di colazione.  Non fu un risveglio brusco, però avevo come la sensazione che qualcosa lo avesse interrotto. Guardai l’orologio nell’angolo opposto della stanza: le 07.22. Mendo di dieci minuti e sarebbe suonata la sveglia. Mi girai dall’altra parte, magari era stato solo il mio orologio biologico che si era ricordato di avere uno scopo o forse…

Un colpo. Ovattato, lontano.

Un altro colpo. E sul sottofondo delle voci, poco più di un brusio inintelligibile.

Afferrai l’auricolare dal comodino e lo agganciai all’orecchio; una volta fuori dall’isolamento non mi ci volle molto per riconoscere le voci delle Carfora che sbraitavano in corridoio.                         

“Anna!”                                                                                                       

“Anna ma che fai? Nun vieni?”                                                               

Mi affacciai in corridoio e restai in silenzio a osservare: davanti alla stanza della Senese si era radunata una discreta folla.  Le sorelle Carfora erano in prima linea e continuavano a battere le nocche contro il sottile pannello di laminato della porta.

… tump… tump-tump-tump…

“Non risponde?” domandai con un tono di voce che faticai a mantenere tranquillo.

Carmela Carfora scrollò la testa, restituendomi uno sguardo avvilito, di quelli che dicono già tutto.

In un ospizio la Nera Signora è un ospite pure troppo frequente, di quelli invadenti e poco educati che si presentano senza invito e a qualunque ora del giorno e della notte.

“Ma che è tutta ‘sta ggente ccà miezo?”

La sagoma da lottatore di sumo di Gabriella Neri, l’infermiera del turno di notte, era apparsa all’altra estremità del corridoio, i polsi piantati nei fianchi, la fronte aggrottata, il camice bianco che restava semi-aperto in un elicoidale di asole e bottoni tesi al massimo delle proprie possibilità.

“La Senese non risponde,” spiegò Lia Carfora “mò o nun ce sente o…”

Non c’era bisogno di aggiungere altro.

Gabriellona fece cenno di aver capito, cacciò fuori uno sbuffo scocciato e marciò nella nostra direzione costringendo tutti quelli che raggiungeva a schiacciarsi contro le pareti.

Quando raggiunse le sorelle Carfora le spostò di peso e infilò nella serratura la chiave universale che aveva in dotazione.

Inutile dire che era così grossa che, anche quando la porta fu completamente aperta, nessuno di noi riuscì a vedere niente, a parte alcuni scorci dei coloratissimi acquerelli di cui la Senese aveva disseminato le pareti della stanza.

Ma non c’era alcun bisogno di vedere per capire: bastarono le poche parole che Gabriellona disse per comprendere che stavolta l’ospite indesiderato aveva un tantino esagerato.

“Madonna d’ ‘o Carmine!”

Di quello che accadde dopo ho un ricordo confuso. A volte succede. Non sono più un giovanotto e non posso ricordare sempre tutto.

Quello che non dimenticherò mai, però, è l’attimo esatto in cui Gabriella liberò la visuale dalla sua silhoutte da Venere Paleolitica, consegnandoci l’agghiacciante spettacolo del cadavere della Senese: una mummia dalla pelle incartapecorita, vestita solo di un pannolone beige e con una lingua bluastra che fuoriusciva da un angolo della bocca come una vecchia pezza macchiata d’inchiostro. 

Un’immagine impietosa, che solo la prontezza di Don Armando salvò dagli altri occhi indiscreti che premevano alle mie spalle.

“Nun ce stà niente a guardà!” spolmonò il mio fido secondo richiudendo la porta. “Jateve a fà nu giro!”

Quando arrivò la polizia erano ancora tutti in corridoio.

Nonostante Don Armando fosse rimasto a presidiare la soglia con incorruttibile risolutezza e la nostra Gabriellona avesse dato precise disposizioni sul rimanere in camera fino all’arrivo degli investigatori.

E dire che di Gabriellona solitamente avevano tutti una paura matta.

Era raro che dovesse ricorrere alle minacce per farsi rispettare.

La curiosità, del resto. batte la paura cento a zero…

“Nonno!”

Inutile dire che a quel suono ci girammo praticamente tutti. Nemmeno il barrito di un elefante avrebbe potuto produrre lo stesso risultato.

Il giovanotto, alto, biondo e ben vestito, apparso all’imbocco del corridoio, era l’erede genetico di uno degli smunti figuri in pigiama che mi circondavano… sì, ma di chi esattamente?

“Nonno Arma’! Sono Tommaso, il figlio di Palmina!”

Quelle parole precipitarono i miei compagni in un abisso di delusione. La loro amarezza era talmente evidente che mi sembrava quasi di percepire la gelida mano dell’invidia mordergli il cuore.

Don Armando, in un primo momento, provò a mantenere quel suo cruccio da bidello incollerito.

Ma non durò molto.

Quando il ragazzone corse ad abbracciarlo, i muscoli del suo viso si rilassarono all’istante e quella sua maschera da uomo duro si sciolse in un delta di lacrime, svelandone la natura di uomo tenero, sensibile agli affetti e con un cuore molto più grande di quanto quel torace stretto e piatto lasciasse immaginare.

Il nipote di Don Armando è un poliziotto. Che cosa farà adesso?

  • Chiederà al nonno dove si trovava ieri sera. (0%)
    0
  • Chiederà la nonno di essere i suoi occhi e e le sue orecchie all'interno dell'ospizio. (100%)
    100
  • Chiederà al nonno di farsi gli affari suoi e non intromettersi. (0%)
    0
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53 Commenti

  • Capitolo 4)
    Ehi!
    Mi tocca recuperare anche questo in modalità silenzioso.

    Leggero e toccante come i precedenti, con una punta di inquietante verità sul finale, sempre buona per creare quel velo d’introspezione con il quale l’autore può comunicare una sensazione al lettore, un messaggio. Tema a cui tutti, in un modo o nell’altro, riusciamo ad averci a che fare.
    Per ora il mio sospetto può dirsi più concreto, ma vedremo cosa riuscirai ad inventarti nei prossimi. Dico che si prova a fare luce su alcuni comportamenti di Gabriellona: alle volte, il buon detective, è costretto a tendere una trappola all’indiziato sbagliato per vedere la reazione del vero sospettato!
    Il racconto mi piace, si capisce?
    Aspetto il prossimo.

    Buona scrittura!

  • Ciao Poi le ultime righe sono toccanti perché vere; ognuno di porta dietro una storia e inconsciamente o volontariamente cerca di ricreare il suo piccolo mondo privato ovunque sia. È un modo per restare vivi: bellissimo.
    Voto Carmela, voglio conoscerla meglio. Ciao! 🙋🌻

  • Ciao, brillante e scorrevole come sempre!!! Mi pare di percepire un certo divertimento nello scrivere… la cosa più importante!!!
    Ho votato per Gabriellona, ma ero indecisa con un personaggio non ancora introdotto. Poi ho pensato che essendo ancora all’inizio è meglio concentrarsi all’interno dell’istituto!!! Alla prossima.

  • Ciao Lou

    Ho fatto un pit stop veloce e fuori gara sulla piattaforma e… comincio da te.
    Hai una scrittura asciutta e scorrevole. Le frasi in napoletano sono piccole pennellate di colore nella caratterizzazione dei personaggi. Mi piace la sottile ironia di certe frasi, già evidenziate in commenti precedenti.
    Ovviamente, voto fiori nel quadro, what else?

  • Ciao, Lou.
    Io dico che i fiori stanno in uno dei quadri della Senese, giusto per tirare in mezzo la vita della vittima.
    Come sempre, sei riuscito a confezionare un capitolo effervescente, ricco di battute e trovate divertenti. Non conoscevo l’aconitina, grazie per averne parlato, altra arma in mano di un prossimo personaggio in vene di omicidi… 😉
    I tuoi episodi filano via veloci, si leggono in un fiato. Non ho appunti da fare, tutto è al posto giusto. Gli indizi appaiono come piccoli semi germogliati, qui e là, in attesa di crescere e svelare il mistero.
    Bravo, ancora una volta. Sono davvero felice che tu abbia deciso di tornare.

    Alla prossima!

  • Capitolo 3)

    Ehi! Purtroppo non mi riesce di registrare, a questo giro, quindi recupero questo episodio silenziosamente.

    Ci metti in mano degli indizi e qualche carta per costruire la nostra personale teoria, anche se la strada potrebbe essere abbastanza difficile da scovare. Ma molto spesso non c’è bisogno di guardare troppo lontano. Ho trovato il capitolo abbastanza divertente, e sei riuscito a sottolineare bene il rapporto tra i due personaggi.
    Rinnovo i miei complimenti per l’episodio!
    Non mi sento di poterti dare nessun consiglio, sembra che tutto sia stato strutturato bene.

    Alla prossima!

    • Non so come ma m’ha caricato la risposta al tuo commento sotto un altro commento, quello di Ladis.
      Riporto nuovamente la risposta:

      Sì, è quello che deve fare un bravo giallista. Io ci provo. Anche se su theincipit scrivere gialli è una vera sfida ché il giallo necessita, più di altri generi, di una buona progettazione e non è raro che con le loro scelte i lettori mandino tutto per aria. Ma è il bello del gioco e io sono qui per giocare.

  • Ciao Lou,
    i miei complimenti per come continui la storia. Anche questo capitolo mantiene quel giusto tono per dare suspense al giallo senza perdere leggerezza e fluidità. Ho votato per il dipinto, mi sembra difficile che nel giardino si coltivassero dei fiori così velenosi e in infermeria si poteva trovare al massimo un estratto. Sono curiosa di leggere la prossima puntata. A presto.

  • Ciao, bellissimo il fatto che gli occhi e le orecchie delle forze dell’ordine siano un mezzo cieco e un mezzo sordo. Bella anche la dialettica bislacca di Don Armando!!! La prima sospettata per l’omicidio, comunque, deve essere la cuoca, con un menù simile ucciderebbe pure me!!!
    Ho votato per uno dei quadri, le altre opzioni sarebbero troppo semplici e ovvie!!! Alla prossima.

  • Ciao Lou! Il tuo racconto è davvero piacevolissimo e accattivante, i personaggi ben delineati e il ritmo perfetto. Come ha già menzionato qualcuno, troppo forte la battuta sui peperoni al burro vs i succhi gastrici… Complimenti, non vedo l’ora di leggere il prossimo capitolo!

  • Bravissimo! Mi sembra tutto perfetto, vedo che padroneggi i dialoghi con la giusta dose. E la storia dei peperoni al burro mi ha fatto morire dal ridere! Mi piace questo genere del giallo misto a comico. Ho votato per l’infermeria, dopo essere stata indecisa sul quadro; mi è parso che il veleno dovesse essere realmente sul posto …

  • Ciao, voto il quadro.
    Da quello che accade dopo direi che questa frase andrebbe rovesciata: “In effetti tutti i torti non ce li aveva. E poi prima avessimo chiuso quella storia, prima saremmo tornati alla nostra confortante routine.” Mi pare che i due si stiano divertendo e parecchio.
    La storia prende una via che sa di giallo inglese sempre molto coinvolgente. Benissimo!💪
    Al prossimo 🙋 ciao.

  • Ciao Lou!
    Bene bene, un giallo con venature humor, un professore che ha studiato e sa trattare la Nera Signora come merita. Almeno fino a quando non vorrà bussare alla SUA porta.
    Bravo, ben scritto e on la giusta verve, leggero anche se si muore; dico come tutti che si avvarrà dell’aiuto del nonno, anche se il prof. forse sarà il suo Watson…
    Seguo e ti ringrazio per la tua visita, cui vado a rispondere.
    Ciao!

    • Ciao Minollo e benvenuto. Sono proprio contento ti siano piaciuti questi primi due capitoli. Cosa accadrà in futuro non lo so manco io, vedremo. Scrivere gialli su TheIncipit è na faticaccia e questo perché il giallo necessita di un minimo di progettazione e capita di frequente che con le loro scelte i lettori mandino per aria anche quel minimo. Il che, però, per quel che mi riguarda, costituisce un ulteriore stimolo.

  • Capitolo 2)

    Ehi!
    Come ho già detto per il precedente capitolo, la storia riesce a mantenere quel tono leggero ma serioso che tiene incollati alla narrazione. Ho apprezzato i tanti piccoli dettagli di “vecchiaia” che però vengono narrati con un taglio da film action, come la questione dell’auricolare. Bellissimo!
    Divertente e spensierato, ovviamente non posso che aspettare il prossimo 😉
    Per un attimo ho sperato che ti fosse venuto in mente di rendere il poliziotto il nipote del nostro protagonista: con l’impostazione che avevi scelto, era un tocco di genialità, secondo me. Specie con l’aggiunta del “comincio a non ricordare tutto”.
    La scelta risulta comunque efficace!
    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://www.youtube.com/watch?v=5huecSQQSQA

    Alla prossima!

  • Ciao, riesci a rievocare nella mia mete immagini e sensazioni molto vivide, complimenti!!! Questi “vecchietti arzilli” mi diventano più simpatici a ogni riga, credo che daranno filo da torcere nelle indagini!!!
    Solo una cosa, leggendo il refuso “Mendo di dieci minuti” sono scoppiata a ridere, grazie per avermi messa di buon umore.
    Ho votato per chiedere al nonno di essere i suoi occhi e orecchie all’interno dell’ospizio, anche se un bravo nipote dovrebbe dirgli di farsi gli affari suoi… ma qui è pura fiction!!! Alla prossima.

  • Benissimo anche il secondo capitolo. La povera Anna, inerte, fasciata solo dal suo pannolone, ci mostra quanto di impudico, irrispettoso ci sia nella morte di un vecchio, rottame di un naufragio, di una vita dimenticata. Ho votato per Armando aiuto investigatore ma, credo che non sarà l’unico a darsi da fare. C’è del marcio tra quelle creature che a prima vista appaiono inermi e sprovvedute?
    Vedremo. Ti aspettto al prossimo capitolo, ciao Lou.

  • Ciao, Lou.
    Tutto vivido e molto coinvolgente, non è facile far appassionare alla vita in un ospizio, ebbene, tu ci riesci e lo fai molto bene.
    Ogni personaggio ha una caratteristica, e questo è necessario, dato che si tratta di molti personaggi, ed è ben caratterizzato; in poco spazio ci hai mostrato quel che c’è da sapere per ora.
    Provvidenziale l’arrivo del nipote poliziotto, casca proprio a fagiuolo, come si suol dire, forse troppo, ma è un racconto e le coincidenze, in fondo, anche nella vita, capitano.
    Ti segnalo una “D” di troppo nella frase: Mendo di dieci minuti e sarebbe suonata la sveglia e un punto fermo al posto di una virgola in quest’altra: “La curiosità, del resto. batte la paura cento a zero…” piccolezze, refusini dispettosi che stanno sempre in agguato, io li conosco bene 😉
    Ancora complimenti e alla prossima!

    • Sì, hai ragione. Pubblicato un po’ di fretta mannaggia a me.
      Rileggere sempre: regola numero uno. Specie quando pubblichi un episodio più lungo del limite e sei costretto a tagliare qualcosina. Pure sulle coincidenze hai ragione.
      E in un giallo certamente non bisogna abusarne. Senza quelle però, spesso, non ci sarebbe nemmeno una storia da raccontare. Sono felice che apprezzi la scelta di destinare queste prime fasi del racconto alla presentazione dei personaggi.

  • Complimenti per il tuo stile e per l’idea di ambientare un racconto ( un giallo, poi!) all’interno di una casa di riposo, luogo che siamo abituati a immaginare come alquanto malinconico. Invece i tuoi personaggi danno una ventata di vita e di dinamicità alla “comunità” del posto, che il lettore avverte subito come simpatica e piena di vita , altro che tristezza e ripiegamento su sé stessi. Tocco finale, la Gabriellona! L’ho proprio vista! Forse, un piccolo difetto ( se proprio devo) lo trovo nelle due righe finali, in cui potresti avere “spiegato” un po’ troppo il carattere di Santoro. Molto bravo!

  • Capitolo 1)
    Ehi! Non mi sembra di averti mai letto qui su The Incipit!

    Che inizio!
    Il personaggio mi ha subito conquistato, quindi mi hai decisamente guadagnato come lettore 😉
    Se la cosa può farti piacere, ho letto il primo capitolo su Youtube, insieme a tante altre!
    Continuerò anche con i prossimi, se la cosa ti convince.
    Non mi sento di avere nessun consiglio da darti per questo ottimo inizio.
    Aspetto di leggere il prossimo!
    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/inlW-BQ6Lyw
    Alla prossima!
    Ciao!

  • Non avevo mai letto qualcosa di tuo e sono rimasta piacevolmente sorpresa dalla tua abilità nel raccontare. C’è del mestiere in quello che scrivi, mi piace il tuo stile leggero e scorrevole.
    Incuriosita sono andata a vedere il tuo profilo, volevo saperne di più e mi riprometto di leggere i racconti che hai già pubblicato. Tra le opzioni proposte, ho scelto l’avvelenamento, lo vedo più probabile data l’ambientazione e i personaggi. Seguirò la tua storia. A presto Lou e buon fine settimana.

  • Ciao, hai una scrittura assai pulita, scorrevole e per questo… molto piacevole!!! La descrizione degli abitanti della casa di riposo mi è piaciuta e sto già pensando a chi possa essere il colpevole dell’omicidio: ho già un mio preferito. Sono curiosa di vedere se alla fine ho avuto ragione!!!
    Ho votato per avvelenata, di sangue sparso non ne ho proprio voglia!!! Alla prossima.

  • Ciao, Lou, bentornato!!!
    Che bello ritrovarti e con questo incipit esplosivo, ma da te non mi aspetto niente di meno.
    Sono davvero felice che ti sia venuta voglia di tornare, sono passati tre anni o giù di lì, vero?
    Bello questo inizio, personaggi tondi, di carattere che già trasmettono empatia, ambientazione interessante, un posto circoscritto, dove muovere gli attori e far succedere di tutto.
    Io dico che viene accoltellata, l’impiccagione è troppo macchinosa, ci vuole troppa forza, anche se… ma non voglio pensarci, non voglio fare supposizioni, aspetto solo di gustarmi questo racconto che si prospetta interessante e sicuramente succulento.

    Alla prossima!

    p.s. “le meraviglie di questo fazzoletto di magma solidificato alla periferia dell’universo” immagine fantastica. 🙂

    • Ciao K.
      Piacere di ritrovarti. Ne ho approfittato anche per leggere il tuo nuovo racconto. Molto buono. Dunque, ho avuto il mio da fare in questi tre anni ma non starò qui a dilungarmi su quel che ho fatto/provato a fare in questo periodo ché per me questa piattaforma è il posto ideale per prendersi una pausa dal mondo là fuori e ritrovare il piacere della scrittura non impegnata. Sono felice che il nuovo racconto ti piaccia. Per il mio ritorno ho preferito nuovi protagonisti che poi considerata l’età tanto nuovi manco sono. L’idea mi
      gironzolava per la testa già da un po’: vediamo che ne esce. In effetti di cose ne potrebbero accadere davvero tante con questi arzilli vegliardi improvvisatisi investigatori.

  • Ciao Lou.
    voto avvelenata per non escludere dai sospettati neanche la più tenera vecchietta.
    Finalmente una nuova storia che racconta bene, molto bene e che viene davvero voglia di leggere. Ti faccio i miei complimenti.
    Quella realtà lì dei vecchietti sempre sottovalutati, trattati come bambini o dementi nella maggior parte dei casi, può ridare dignità e spessore a personaggi validi, forti che hanno tanto da dire e da insegnare. Applausi. bravo/a nessun appunto da fare anche nella forma.
    ciao 🙂

    • Felice ti sia piaciuto. L’idea è quella di scrivere un classico giallo da ombrellone. Niente di troppo complicato. Nessunissima intenzione di elevare il genere. Torno su TheIncipit dopo tre anni perché ho voglia di divertirmi. È la prima volta che mi confronto con l’universo della terza età e non so bene cosa ne uscirà. Concordo sul fatto che troppo frequentemente gli anziani vengano destinati a ruoli appena marginali; gli autori li snobbano, li considerano buoni giusto per una particina da saggio dispensatore di consigli, quando va bene. Comparsate che non rendono loro giustizia. Proverò a conceder loro più spazio, indagare il loro ricchissimo vissuto e a metterne in luce le diverse personalità. L’intrigo giallo avrà comunque la sua centralità ché sono di quelli che pensa che buoni personaggi da soli non bastino per rendere buona una storia.

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