Favole della Buonanotte

Il genio e il Carapace

C’era una volta un vecchio signore, magro come un grissino e alto quanto una sedia, o poco più; aveva piccoli occhi di rame e grandi labbra rosse. Dal corridoio che portava in camera mia, soffiava quel treno che amavo chiamare Nonno: il fumo della pipa sbuffava fuori dai denti mancanti, l’odore di vaniglia riempiva la stanza, e il suo dolce zampettare replicava l’incedere della locomotiva – e quante volte, dal basso, saliva il ruggito dell’Orco Porcu, risvegliato dal treno, minacciando di rompergli le rotaie!

«Ultima fermata: Il Paradiso delle Favole!» era solito annunciare il capotreno, prima di accomodare i corti vagoni che aveva per gambe sulla sedia a dondolo accanto al mio letto. Accendeva la lucciola che avevo per lampada e, senza aggiungere altro, ogni mio timore svaniva al sentire la sua voce calda e gentile.

Ricordo tutte le sue favole, ancora oggi. Nessuna di esse iniziava come le solite, poiché, come diceva lui:

«Ciò che è magico non appartiene mai al passato, ma al presente, per questo lo raccontiamo. Ogni storia vive il tempo d’esser narrata; poi, inizia da capo sulle labbra di un altro nonno. Ti ho mai raccontato Il genio del Carapace?»

*

Nel Paradiso delle Favole c’è un antico carapace, lassù, sulla cima del monte più basso, esposto al freddo, alla pioggia e, nei giorni in cui non piove – e fidati di me, sono davvero rari – al sole. Tuttavia, nessuno dei buoni abitanti che vivono da quelle parti è mai stato d’accordo sulla sua reale forma, oppure su quale animale leggendario avesse ospitato. Miti di ogni sorta aleggiano ancor oggi sul vecchio e mutevole Carapace, il più celebre è quello del Genio.

Così lo crede anche Tyf, un furetto che vive sotto il più inospitale dei grandi castagni: il Casto. Il signor albero – casto di nome e natura – non aveva mai prodotto alcun frutto; per questo motivo la terra alle sue radici era inospitale, di cattivo odore, e nessuno passava mai a fargli visita.

Nessuno, sì, eccetto il gentile Tyf. Egli è un furetto a dir poco insolito: a differenza dei suoi coetanei, è più predisposto alla condivisione che al furto. La sua tana è un modesto buco, ma vive secondo il motto: “chi si accontenta non muore di crepacuore.” Gli bastava correre su per il tronco del grande castagno per godersi l’incantevole spettacolo di tutto Il Paradiso delle Favole, una vallata ove ogni storia può essere realtà: l’orizzonte è sempre coperto da una corona di nuvole, dietro le quali spuntano un sole sorridente e una luna che piange, troppo spesso, per brillar solo di luce riflessa.

La grande Torre dell’Orologio a Cucù svetta al centro del borgo dai tetti a punta, arancioni di giorno e bianchi la notte, circondati da fiumi d’argento. La Sindaca, una vecchia Gufa, si affaccia puntuale ogni quarto d’ora per avvisare i cittadini, e che gran voce ha, quando è il mezzodì o la mezzanotte. Tutti nel Paradiso delle Favole amano ascoltarla.

Al caro Tyf è sempre piaciuto esplorare i boschi e ascoltare le tante storie che il vecchio castagno ha da raccontare – e grazie al Casto! -; inoltre, è anche il suo unico vero amico. Nelle notti fredde gli regala rametti secchi per fare un fuocherello, e racconta miti e leggende che ha visto nascere e crescere fin da quando era solo germoglio.

“Quando troverai il coraggio di osare, avrai fortuna, mio caro Tyf” gli ripete almeno due volte al giorno. “Potresti avere qualunque cosa, se solo riuscissi ad evocare il Genio del Carapace.”

“Io non ho bisogno di niente che non abbia già!” ribadisce puntualmente Tyf.

Ma oggi, come per necessità di ogni storia, è il giorno in cui il nostro furetto sarà chiamato a cambiare la propria vita.

Alla decima ora del giorno, annunciata dal bubbolio della Sindaca, Mex, il ruspante piccione viaggiatore dal collo di smeraldo e il piumaggio dorato, picchia il suo becco lucido sul tronco del Casto.

Tyf, che ha trascorso la notte ad ascoltare storie e bere succo di radice, lo raggiunge a quattro zampe, strizzando gli occhietti per resistere alla luce del sole.

«Mex, quale brutto vento?» ridacchia, invitandolo a entrare.

«Notifica di sfratto!» è tutto ciò che dice il piccione, prima di spiccare il volo. Dove si trovavano le sue zampe, ora c’era una lettera scritta di piuma dalla Sindaca. Non starò qui a dirvi cosa c’è scritto per filo e per segno, perché neanche Tyf si prende mai la briga di leggere le parti noiose, arriva subito centro della questione:

Per cattivi odori e improduttività, il vecchio Casto è invitato a levare le radici o tirare la corteccia… una volta per tutte!”

La soluzione suggerita dalla Sindaca è una palude fangosa dall’altra parte della collina, dove il sole fatica ad arrivare e il Paradiso delle Favole non è visibile. Si ha una vista completa sulla luna però, le cui lacrime amare zampillano proprio in quella palude.

«Tempo un giorno, o la ditta CASTOR e Sorci verrà a tirar via le radici di Signor Castagno Casto, in Via Era un bel vedere, prima di te, N°1» legge a voce alta Tyf. «Ti accusano di rubar i nutrienti dei contribuenti!»

Che cosa farà il nostro gentile Tyf?

  • Tyf e il Casto capiscono che è arrivato il tempo di cambiare casa: vanno a vivere nella palude. (10%)
    10
  • Questo è il momento di pretendere: andrà in cerca del Genio per esprimere il desiderio di far rimanere tutto come prima! (50%)
    50
  • Andrà a far baccano alla Torre dell'Orologio: la Sindaca non può permettere questa crudeltà! (40%)
    40
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25 Commenti

  • Ciao Pintore
    Non ti avevo mai letto prima e sono piacevolmente sorpresa dalla tua prosa, a tratti poetica.
    Aggiungo, che io con le fiabe vado a nozze 🙂
    La storia m’incuriosisce, l’atmosfera che hai creato ha un non so che di magia e mistero.
    voto i criceto banditi (mi diverte immaginare quale possa essere il loro ruolo per la causa… )

  • Ciao GG!
    Fiero il nostro Tyf, deciso costi quel che costi a difendere Casto. Mi ha ricordato la generosità di Attu; forse il genio lo sta solo mettendo alla prova. Il tuo lato fiabesco continua ad essere piacevole e garbato; la nobiltà d’animo dei due nuovi amici risalta; commuoverà l’inquilino del carapace, novello Mangiafuoco? Mi auguro di sì, intanto voto per la Luna piangente e ti auguro una buona fine di settimana.
    Ciao e buon mare!

  • Ciao, GG.
    Bello e delicato questo capitolo, le rime e le immagini, davvero carino, bravo.
    Ho votato la luna piangente, perfettamente in tema con questa bella storia. Bella anche la trovata del Lemmo che terrorizza tutti fingendosi la voce del vento, utile lezione (indispensabile che ce ne siano nelle fiabe) sul fatto che non tutto quello che ci spaventa è davvero spaventoso. Se avessi un bambino gli farei leggere la tua storia.

    Alla prossima!

  • Ciao, bello quando si parla di vera amicizia, purtroppo nella realtà è molto più difficile trovarla e tenersela stretta!!! Continuo a dire che l’idea del nonno che interagisce con il nipote dà una marcia in più al racconto!!!
    Ho votato per la Luna Piangente, anche se sarebbe stato più logico votare per i Criceti Banditi!!! Alla prossima.

  • Be’ i criceti banditi, ovvio. Non vedo l’ora di vederli spargere sangue dappertutto 🙂
    favola delle favole animali e piante protagonisti. non c’è l’uomo, non ci sono principi e principesse in pena.. Quasi mi dispiace ma mi fido di te so che ci porterai in un mondo ( per la verità un pò umido e inospitale, pare) comunque fantastico. E questo è quello che conta.
    Contento che riesci a trovare anche il tempo di scrivere ti aspetto al varco con il prossimo capitolo 😉 ciaoooo

  • Ciao GG!
    Eccomi dalla tua fiaba! “Chi si accontenta non muore di crepacuore” ci dice della saggezza del gentile Tyf, e anzi direi che la gentilezza è il primo stadio della saggezza; molto bella. Nei proverbi ci sono tante cose intelligenti e di buonsenso, ma nella trasformazione dei proverbi ci mette lo zampino il genio.
    Anche a me piace molto questo incipit apparentemente così lontano dalla tua produzione (ma non è detto sia così lontano, vedremo); divertente, sussurrato lieve dal nonno; dico che faranno rumore dalla sindaca, che a giudicare dalla toponomastica, già da un po’ stava esercitando pressione su Casto 😃
    Bravo, hai i mezzi per sperimentare e li utilizzi con perizia e simpatia. E complimenti a voi del Diario, siete vicino ai 300!
    Buona domenica GG!

    • Ciao!

      Devo dirti che sono tentato d’inserire un personaggio simile al caro vecchio Arpad, però non credo sarei in grado di dargli giustizia e la giusta solennità!
      Vedremo che verrà fuori nei prossimi capitoli. Il tono agrodolce, forse anche un po’ polemico, di alcuni personaggi dovrebbe dominare l’intera storia; tuttavia, almeno sulla carta, non dovrebbe sfociare in cose terribili… non troppo… forse! 😀

      Grazie per aver trovato il tempo di leggere il primo capitolo!
      Alla prossima!

    • Ciao Red!

      Eh, c’era odore di fiabe nell’aria, non ho saputo resistere! 😀
      Non voglio seguire i canoni standard per le stesse, quindi sarà un vero e proprio esperimento.
      Quando scrivo su the incipit, alle volte, tendo a riferirmi proprio ai lettori, quindi è stata una bella svista!
      Vediamo se anche gli altri lettori sono della stessa idea di andare dal genio! 😀

      Grazie per essere passato!
      Alla prossima!

    • Ehi!
      La tua versione è decisamente più poetica. 🙂
      Lasciamo da parte eroi maledetti, demoni, scontri feroci e incubi, almeno per un po’.
      Dovrebbe venir fuori una narrativa più dolce, spero…
      Ti ringrazio per le belle parole, e spero il mio lato crudele mi consenta di portare a termine la storia senza spargimenti di sangue! 😀

      Alla prossima!

  • Ciao, bella l’idea di un incipit con la figura del nonno che racconta le favole!!! Due bei personaggi Tyf e Casto, credo proprio che dovranno sudare sette camicie per venir a capo della situazione!!!
    Ho votato per andare dalla Sindaca, è il primo passo che ognuno farebbe prima di imbarcarsi in un’avventura più grande!!! Alla prossima.

    • Ciao!
      Volevo partire subito con la fiaba, ma essendo una serie di racconti, mi piaceva l’idea che ci fosse una trama di contorno che desse più vitalità all’idea stessa delle storie. Spero di riuscire, almeno questa volta, nell’intento di portare a termine il progetto nel modo in cui è stato pensato 😀
      La tua è una scelta più che ragionevole… ma vediamo che scelgono anche gli altri!
      Grazie per essere passata!

    • Ciao!
      Grazie per essere passato 😀
      Era da un po’ che avevo in mente l’idea di alcune favole, inoltre sul sito il reparto mi sembrava piuttosto abbandonato. L’idea è quella di uscire dallo standard classico delle fiabe, pur mantenendone il carattere. Vediamo cosa salterà fuori 😛

      Alla prossima!

  • Andrà a far baccano. Scrivere per l’infanzia non è affatto facile come magari qualcuno è propenso a credere. Intanto il linguaggio va attentamente calibrato sul target scelto. Il modo migliore per testare l’efficacia di un racconto per ragazzi, di una fiaba o di una favola è leggerlo a coloro cui è destinato. Provaci. E se hai figli o nipoti sfruttali senza pietà. I tuoi personaggi potrebbero piacergli e non poco.

    • Ehi!
      Grazie per essere passato 🙂
      Non ho pargoli da tormentare, quindi sto giocando tutto sul mio bambino interiore! 😛
      L’idea di base è a tutti gli effetti un ibrido: contesti da fiaba, ma per un pubblico che sa scegliersi a seconda del racconto. Le battute sono perlopiù a due tagli, almeno per come sono pensate, per far ridere perlopiù gli adulti ma magari incuriosire i più piccoli. Direi, alla lontana, uno stile di fiabe alla Shrek.
      Vedremo però che salterà fuori nei prossimi episodi! 😀

      Alla prossima!

  • Ciao, GG,
    rieccoti con un nuovo esperimento. Credevo si trattasse di più favole distinte ma, a quanto pare, non è così… Tyf resterà protagonista.
    Molto delicati i passaggi e simpatiche le trovate, tipo: “quale brutto vento”. Devo, però, farti notare un passaggio che a me è risultato poco chiaro: 2. La Sindaca, una vecchia Gufa, si affaccia puntuale ogni quarto d’ora per avvisare i cittadini, e che gran voce ha, quando è il mezzodì o la mezzanotte.” non ho capito se si affaccia e annuncia ogni quarto d’ora o se annuncia a gran voce solo mezzodì e mezzanotte, scusa, sono un po’ tarda. E un’altra cosa, in quest’altra frase: “Non starò qui a dirvi cosa c’è scritto per filo e per segno, perché neanche Tyf si prende mai la briga di leggere le parti noiose” io avrei usato il “tu” visto che il nonno racconta al nipotino. 😊Detto ciò, ti faccio i complimenti per la fantasia e ti auguro un’ottima giornata.

    Alla prossima!

    • Ehi!
      Grazie delle dritte, in effetti il passaggio del VOI è un errore da non sottovalutare. Lo avevo sistemato poco sopra, ma in quel passaggio mi è proprio sfuggito!
      Per quanto riguarda la Gufa, non avevo abbastanza spazio per esprimere del tutto il concetto, causa caratteri, ma ho cercato un modo che lasciasse sottintendere (e probabilmente non ha funzionato) che al mezzodì e alla mezzanotte la Gufa faccia sentire meglio la propria voce. Sono certo che, con l’espressività della lettura, il passaggio guadagnerebbe maggior senso! 🙂
      Ma vedrò di sistemarlo ulteriormente. Grazie ancora di essere passata e delle segnalazioni!
      L’idea di base è seguire dei racconti all’interno dello stesso mondo. In dieci capitoli avrò il tempo di gestire più fiabe. 😀
      Alla prossima!

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