Favole della Buonanotte

Dove eravamo rimasti?

Quale vorresti ascoltare, adesso? Criceti Banditi (75%)

Criceti Banditi

«I criceti Banditi!» mandai per aria le lenzuola, mulinando i piedi e le mani nella mia buffa interpretazione delle mirabolanti azioni di quei personaggi. Ogni tanto, quando il Nonno non guardava, cercavo con lo sguardo negli angoli bui della stanza, nella speranza di vederli per davvero, i criceti. Lui, però, il sorriso nascosto dietro nuvole al sapore di vaniglia, conosceva bene i miei gusti: si giocava quella storia con maestria, e quanto adorava ripetere la sua frase ad effetto:

«Le parole, sai, sanno vestirsi di significati balordi, piccolo mio; e possono trarci in inganno: se solo avessimo l’accortezza di sceglierle meglio, il mondo sarebbe un posto meno ingrato.»

«Questa è la mia storia preferita, Nonno!» e abbandonai la mia postazione supina per sedermi sul cuscino. Vivere quelle storie allontanava gli incubi e il terrore di un mondo che, così come sosteneva il Nonno, aveva sempre giocato sul senso vuoto delle parole, sino a travolgere ogni cosa.

«So bene il perché…» fu la sua risposta.

*

Nel Paradiso delle Favole c’è sempre un gran daffare, sia di giorno che di notte; e, nonostante la Sindaca sia sempre vigile e puntuale, non può essere Ovunque. Ovunque – mi crederai – è il quartiere più a sud del Paradiso: qui, come ogni posto lontano dal centro dell’attenzione, accade un po’ di tutto anche quando si ha l’impressione che non si stia muovendo niente. È un quartiere popolato perlopiù da grandi e piccoli roditori, gente per bene che ha rosicchiato a poco a poco la propria fortuna, alcuni a tal punto da consumarsi gli incisivi. Ma dove c’è fortuna – mi capirai – c’è sempre grande miseria, è questa la verità: il benessere e la ricchezza di pochi, anche se nascosti dai fastosi giardini, le case sugli alberi, le grandi tane con piscina, pesano, ahimè, sul sacrificio e il lavoro di molti, spesso considerati invisibili. Escono quando Sole ancora non è sorto, e rincasano quando è già tramontato.

Tra questi molti c’è anche il signor Roborovsky, uno tra i criceti più piccoli mai esistiti, tanto che potresti nasconderlo all’interno di un pugno, ma dovresti vedere che forza e denti che ha! Il manto grigio e il ventre bianco sbiaditi, evidenziano il peso degli anni del suo sacrificio. Dopo aver lavorato una vita intera per la CASTOR e Sorci, sei mesi fa è stato licenziato in tronco, ma solo una volta tagliato.

«Ci sono pochi alberi da abbattere!» aveva squittito il padrone. «Siete qui da molti anni, e tu sei stato utile… ma, voi, siete arrivati qui da lontano, su zattere ben costruite – lo ammetto – ma vivete poco e vi riproducete troppo. Gli abitanti hanno paura. Scarseggia il lavoro… e crescono i furti!»

Il signor Roborovsky sulle prime aveva protestato; ma, seppur piccolo, aveva ben compreso le ragioni della società: la sua gente stava venendo allontanata perché diversa, povera e in numero troppo elevato. Per un attimo, mentre tornava a casa, pensò addirittura che forse avrebbe dovuto fare come suggerito da quel suo lontano cugino, Lemmy, che si era insediato nei pressi di un basso monte.

Devi sapere che quando le cose vanno male, si tirano dietro un sacco di grane.

«Ma senza un lavoro, dove andremo?» fu la sua unica domanda, quando un certo Mex venne a picchiare il becco sulla porta delle tana, recante una lettera di sfratto firmata dalla Sindaca.

«Ovunque… ma non in questo Ovunque, è chiaro, signor Roborovsky.» gli disse quello, con la falsa pacatezza tipica degli impiegati, sventolando l’ala a mostrare il paesaggio. «Il quartiere è in espansione, capirà: metteranno giù delle belle e spaziose tane, e monteranno qualche casetta a schiera sugli alberelli – che tra qualche decina d’anni diverranno boschi verticali, alti sino a toccar le nuvole. Insomma… si chiama Paradiso per un motivo, o no? Voi, cacciatori di briciole, siete banditi!»

«Banditi?!» rizzarono le vibrisse i figlioletti adottivi del Signor Roborovsky, eredi di cugini che avevano perso la vita lavorando. Auratus, la più grande, dal pelo dorato punteggiato di nero, minacciò il piccione balzando in avanti. Il messaggero, che a poco a poco s’era fatto portavoce di discordia, volò via senza pensarci due volte; e che risate, a vederlo, si fece il timido Gerbillus, il piccolo dei quattro.

«Dovremo andare via, zio?» chiese preoccupato Desmodillus, appallottolandosi. Era così largo da ostruire il cunicolo.

«Andarcene?» ripeté Leske, la più bella, facendo poi rotolare il cugino sin dentro la tana. «Dobbiamo ribellarci, zio! Ci hanno banditi, giusto? Allora diventiamo banditi, e facciamogliela vedere!»

«Sì!» fece eco il piccolo Gerbi, mise su una bandana arancione e affilò gli artigli.

«Siete matti come delle tartarughe?» li ammonì Aura. «Non siamo dei banditi: zio ci ha insegnato a lavorare sodo e onestamente. Facendo così, daremmo loro ragione.»

«Definendoci ‘banditi’, cacciandoci via, non hanno già dimostrato di odiarci? Replicò Desmod, nascondendo semi di girasole nelle guance. «Siamo costretti ad andarcene. Qualcosa dovremmo pur fare, per sopravvivere.»

«Qualcosa faremo, ragazzi miei.» affermò il Signor Roborovsky. «Qualcosa che l’Ovunque neanche sospetta.» --- Che cosa faranno? ---

  • Saranno banditi a tutti gli effetti: Andranno a vivere altrove. (11%)
    11
  • Diventeranno Banditi, creando una società segreta di Criceti per vivere nel Paradiso delle Favole. (11%)
    11
  • Diventeranno Banditi, ma lo faranno per scoprire la verità dietro l’esilio. Il Signor Roborovsky ha un terribile sospetto. (78%)
    78
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87 Commenti

  • Un vecchio mago che ha perso i suoi poteri… vediamo che tiri fuori!
    Ciao, GG.
    Lotta tra bene e male, ricatti e forti (almeno secondo loro) che tentano di sopraffare i deboli (sempre secondo loro) una storia che si ripete, da sempre e in ogni luogo.
    Bel capitolo, ti segnalo la frase in rima: “Lo stridio echeggia nell’oscurità come un verdetto di morte. Qualcuno si butta a mare, altri si nascondono, ma non possono sfuggire alla sorte.” perché, a mio parere, in prosa le rime non stanno benissimo 🙂
    Ci si rilegge, intanto, ho finito uno dei tuoi racconti. Poi ti dico.

    Alla prossima!

    • Bentornata, anche qui! 😀

      Ti dirò, era una rima assolutamente non voluta, causata di certo da qualche taglio. La versione finale aveva mille caratteri in più, o quasi. Stona un po’, hai ragione!
      A pensarci, JK, che hai letto, ci si avvicina un po’ a questa parte della fiaba, ma vista in chiave differente… o magari sono solo pazzo io!
      Ti ringrazio per essere passata anche da queste parti!

      Alla prossima! Il suggerimento mi piace… 😀
      Ciao!

  • Ciao, come direbbe qualcuno, che ci piaccia o meno c’est la vie!!! Il bene e il male si affronteranno sempre, augurandoci che prevalga sempre il primo anche se molte volte non è così… o almeno sembra!!!
    Ho votato per l’inganno dell’Arpia, le figure mitologiche mi hanno sempre affascinata!!! Alla prossima.

  • Ciao Giuseppe,
    Sono rimasto colpito, (come Max) da due cose: il criceto sovrappensiero (bellissimo!) e la riflessione sul passato.
    Per il resto molto abilmente, con mano sicura ci hai ricondotto alla “Battaglia” che sempre ti ispira e alla lotta spesso impari tra “bene, male”.
    Le favole si sa, sono crudeli, è una banalità; ma a me
    piacerebbe leggere di fiabe che fanno sognare (forse perché è da un po’ che non sono più bambino e al contrario di loro la violenza mi offende sempre e comunque.) Ti faccio i complimenti, ti lascio e torno a leggere di altre battaglie, nei tuoi libri… Ciao🙋

    • Ehi!
      Grazie per aver trovato il tempo di leggermi (sia qui che altrove) in questo periodo di fuoco.
      Sono contento del alcuni dettagli siano stati colti, e concordo sul fatto che le fiabe debbano avere quella carica capace di far sognare il lettore. Credo sia ormai chiaro l’interno di questo progetto, a tratti un po’ troppo aspro, ma realizzato con la voglia di raccontare “fiabescamente” emozioni e atteggiamenti del tutto ordinari. 🙂

      Magari un giorno riuscirò a comporre delle fiabe più quiete, e ci proverò! 😀
      Grazie ancora!

    • Ciao Red!

      Grazie per avermi fatto sapere la tua. 😉
      Come per tutte le storie, il messaggio di fondo si riferisce sempre al lettore, cercando di tirarlo all’interno della narrazione. La domanda del nostro bambino, invero, è un quesito che riguarda espressamente l’interpretazione della storia da parte di chi la narra; ma, per prospettiva, essendo il lettore a supporre e a dar forma, dovrebbe essere egli stesso quel narratore che sorprende e si lascia sorprendere dal risvolto di trama.
      Che intendi con l’effetto “wow” che secondo te è venuto a mancare? 😀

      Grazie come sempre della disponibilità!

  • La verità dietro l’esilio. Molto belli i giochi di parole e i doppi sensi. La svolta allegorica m’è piaciuta moltissimo: I roborokski e gli altri criceti come gli immigrati che rubano il lavoro e fanno troppi figli. Ottima anche l’idea di ricorrere alle peculiarità delle varie specie per caratterizzare i personaggi. Dalle parti de Il Vento tra i Salici di Graham o del Redwall di Brian Jacques. Bravissimo

    • Ciao Lou!

      Sono contento di essere riuscito a trasmettere quelle sensazioni e quei riferimenti, forse giocando anche un po’ facile proprio sulle varie specie. L’idea dietro questa storia ha un tono più amaro, e non so se con la seconda parte, proprio per motivi di spazio, mi sia riuscito del tutto di rappresentare tutto come avrei voluto.

      Ti ringrazio per aver fatto un salto!
      Alla prossima!

  • Ciao, G.G.
    ho scritto il commento e non lo ha pubblicato, rifaccio.
    Ti faccio i complimenti per questo capitolo leggero e divertente, Castor e Sorci mi ha fatto proprio ridere, grazie, avevo bisogno di un po’ di leggerezza 🙂
    Mi piacerebbe scoprire cosa c’è dietro il tentativo di allontanamento dei poveri roditori, quindi, voto per i banditi a fin di bene (almeno il loro).

    Alla prossima!

    • Ehi!

      La leggerezza ha sempre un secondo volto, a seconda della chiave di lettura! Ma sono contento un po’ di leggerezza ti abbia rallegrato. Trovo sia una storia complicata per il messaggio che mi andava di far passare, e spero di non essere stato troppo diretto questa volta. Il ruolo del lettore è sempre fondamentale per indirizzare determinati esiti.
      Ti ringrazio per avermi dedicato un po’ del tuo tempo in questo periodo un po’ complicato!
      Riprenditi presto!

      Alla prossima!

  • Quessto capitolo mi è piaciuto moltissimo, soprattuto quando entrano in azione i criceti. Grazie alle descrizioni e ai dialoghi, sei riuscito non solo a renderli credibili, ma vivi, visibili. Per me banditi lo diventeranno per scoprire la verità dietro l’esilio. Mi aspetto un altro capitolo scoppiettante, Bravo.

    • Ciao Angela!

      Grazie per essere passata e per le belle parole. 😀
      Sono contento che i personaggi ti siano risultati credibili, anche se non so quanto la struttura della fiaba possa piacere per l’indirizzo che avevo intenzione di prendere in base alle vostre decisioni. Spero la seconda parte possa piacerti!

      Grazie del supporto!
      Alla prossima!

    • Ciao Anna!

      Sono contento che la storia ti stia piacendo, e che la scelta delle parole sia stata notata. Quel passaggio in particolare, sono stato indeciso sino all’ultimo se lasciarlo o meno. Voleva essere un modo leggero ma critico di affrontare l’argomento, ma sulle prime mi era sembrato un po’ “troppo”. Bilanciare leggerezza/umorismo/critica non è per niente facile, ed è un po’ come camminare sulla spiaggia, in estate. Basta un passo falso per bruciarsi!
      Mi auguro di trovare nella seconda parte il giusto peso per concludere la storia! 😀
      Aspetto però di capire in che direzione andare!
      Grazie per essere passata!

      Alla prossima!

  • Ciao, parole sante quelle del nonno, l’età rende molto saggi!!! Se avessimo l’accortezza di scegliere meglio, il mondo sarebbe un posto meno ingrato: dovrebbero scriverlo all’entrata di ogni città, paese e metropoli!!!
    Ho votato per la verità, la sindaca mi è sembrata sospetta fin dall’inizio!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella!

      Sono contento del fatto che il capitolo sia riuscito a trasmetterti dei sentimenti tanto forti.
      Spero di riuscire a fornire al finale della storia, secondo le vostre indicazioni, una direzione che rimanga in linea con la prima parte. Vada per la verità, dunque! 😀

      A presto!
      Grazie per essere passata!

  • Ciao GGP,
    Questa storia di piccole anime povere prima sfruttate e poi rigettate quando scomode è commovente. Pensa se una cosa così dovesse accadere a noi, a delle persone. Qualcuno se ne dovrebbe occupare con equilibrio e ispirato da un senso di giustizia “universale”, quella che va oltre i codici di legge, i confini di filo spinato, e addirittura la pietas fine a se stessa.
    Io sto coi criceti, e anche il bimbo lo sarà da grande, il nonno mi pare un bravo maestro.
    Racconto lucido, con quella parolina dal doppio significato che spiega tutto.
    Bravo signor G. Ottimo lavoro!
    Voto il sospetto!🙋

    • Ciao Fenderman!

      Eh, già… se accadesse alle persone…
      La questione che ho voluto trattare è decisamente complicata per un favola, penso specialmente per la mente di un fanciullo. La dualità delle parole, ma specie dei significati, vuole sottintendere ai più scrupolosi lettori una narrazione cruda, forse a tratti spietata. Di certo la situazione attuale del mondo è stata incisiva nel guidarmi in questo passaggio. A voi il compito di guidarmi nel finale della vicenda, sperando di riuscire nell’intento di non apparire troppo banale.
      Grazie per la riflessione e per le belle parole! 😉
      Alla prossima!

  • Criceti Banditi.
    Ho letto con interesse la tua replica a K. e dacché sto curando proprio in questo periodo una collana per bambini di (mi auguro) prossima uscita, ti dico subito che benché in linea di massimo sia daccordo con lei, nel caso specifico trovo che tu abbia fatto benissimo. Esplicitare il messaggio nella cornice ha senso proprio per le ragioni che hai indicato. Lo avessi fatto all’interno del racconto avrei storto il naso un po’ anch’io. Bravo.

    • Ciao Lou!

      Gestire delle collane per bambini non è per niente facile, immagino. Ci sono tante domande da porsi e alcune interpretazioni che solo i bambini riescono a dare a certe vicende. Ti stai avvalendo di un piccolo aiutante?
      L’idea, in origine, era di trattare delle favole tutte separate; in fase di stesura, però, il Nonno ha voluto la sua parte… mi sono così lasciato convincere dalla tentazione d’inserire la seconda linea narrativa. vista pur sempre in tono fiabesco, di questa famiglia.
      Queste riflessioni sono utili come confronto fra autori, anche se sono della vostra stessa opinione! 😀
      Grazie per aver speso un po’ del tuo tempo per farmi sapere la tua!
      Ciao!

  • Ciao, Giuseppe.
    Voto il cucù, anche se so che si tratta di fiabe, in cuor mio spero che ci sia un po’ di horror nel prossimo racconto 😉
    Il mio professore di letteratura, a cui propinavo tutti i miei racconti, una volta mi disse che il messaggio da trasmettere deve essere nascosto tra le righe, mai esplicitato, perché, a quel punto, rischia di diventare un dipiù. Non so se è questo il caso, ma la sensazione è un po’ stata quella: che il morale della favola poteva restare implicito. Poi, per carità, il nonno parla al nipote e può rendere chiaro il concetto, ma a me ha dato questa impressione.
    Molto poetiche, comunque, le immagini che hai creato. La Luna con la sua crosta dolce e morbida mi ha fatto venir voglia di addormentarmi, peccato che sia mattina e ci siano già duecento gradi… 😅
    Bene, detto tutto. Sono un po’ latitante lo so, spero mi perdonerete.

    Alla prossima!

    • Ehi!
      Grazie per aver trovato il tempo di fare un salto!
      Sono perfettamente d’accordo con quel che dici riguardo il messaggio presente all’interno di una storia. Forse, a prescindere dal risultato, la stessa rimane – a causa dei limiti di caratteri – un po’ troppo sbrigativa e a tratti fin troppo diretta al messaggio che vuole veicolare; tuttavia, la parte “fuori” dalla favola, non dovrebbe intendersi come parte della favola in sé. Il nonno e il bambino hanno una loro linea narrativa all’interno delle vicende, anche se è giustamente difficile seguirla a distanza di settimane, e quindi ho cercato di bilanciare la naturale sorpresa di un bimbo che, pur avendo capito inconsciamente il messaggio, trova difficile accettare le conseguenze di certe azioni.
      Ti ringrazio per la solita franchezza, e sono felice quando mi offre la possibilità di riflettere sulle vostre interpretazioni delle vicende.
      Per l’horror, potrebbe esserci qualcosa in serbo, ma sono i lettori a scegliere, quindi sono nelle vostre mani! 😉

      Alla prossima!

  • Ciao, è più facile giudicare, parole sante!!! Che bella celebrazione dell’amicizia, con tutte le sue luci e le sue ombre, proprio come le due facce della luna!!!
    Ho votato per i criceti banditi, sono animaletti molto simpatici ma all’occorrenza anche molto dispettosi!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella!

      Come esseri umani, diciamo, ci viene difficile non giudicare. Facciamo tardi ad accorgerci di averlo già fatto, spesso. Ma tornare sui nostri passi ci permette di vedere le cose con maggiore chiarezza. Sono contento di essere riuscito a far passare certi messaggi!
      Sui criceti hai proprio ragione: teneri e simpatici, possono rivelarsi terribili coinquilini! 😀
      Grazie per essere passata.
      Alla prossima!

  • Ciao Giuseppe,
    episodio notevole, sotto vari aspetti.
    Alla prima lettura, specie se non sei al fresco, all’ombra e senza caciara intorno, non è immediato.
    È scritto con passione, non tanto per scrivere, e (strano, non è solito) qui ogni parola ha un senso.
    Quindi, certo non è un brano leggero, è un brano “ lieve” e così devi approcciarlo per apprezzarlo a fondo.
    Non so se dire poetico è poco o troppo, certo è un po’ fatato, questo sì, come la fiaba pretende.

    Rivoto i criceti (terzo tentativo). Ciao!🙋

    • Ehi!
      Credo di condividere il pensiero sul fatto che “non sia immediato”.
      Forse mi sono lasciato un po’ prendere la mano, tornando a ritoccare diversi passaggi, rielaborando e spostando parti di dialogo. Credo questo capitolo abbia finito per impegnarmi più di qualsiasi altro trattato nelle storie passate. Sono stato costretto a mutilare 1000 caratteri di storia, comprimendo un po’ gli eventi, specie sul finale. Ancora ora, leggendolo, trovo risulti un po’ troppo frettoloso. Non mi andava però di prendermi lo spazio della prossima storia, sarebbe stato troppo pesante e stancante.
      Ma sono contento riesca a farsi apprezzare o lasciare un po’ spaesati. La Super luna piena dei giorni passati deve avermi lasciato qualcosa! 🙂
      Grazie per le belle parole, come sempre!
      Alla prossima! Credo stavolta mi toccherà proprio raccontarvi di loro!

    • Ciao Angela!

      Questo storia ha racchiuso molti pensieri e riflessioni di certo indotte da diverse letture, probabilmente, come nell’ultima frase, facendo mio il pensiero di qualcun altro; ma non è sempre così, nella vita? Ci facciamo un’idea, convinti sia del tutto nostra, ma a scavare bene la ritroviamo in tante altre riflessioni, magari modellata in maniera diversa.
      Lieto comunque di essere riuscito a tirare fuori qualche emozione! 🙂
      Mi dispiace per i tuoi nonni, magari qualcuno ha ricoperto quel ruolo, nella tua vita, pur non avendo legami stretti.
      Alla prossima!
      Grazie per essere passata!

  • Ciao GG!
    Il bello di essere felici… amarcord di quando da ragazzino ci stupivamo della mamma di un mio amico che diceva di non volere la bacchetta magica, e noi ci guardavamo increduli. Eppure è così. La Luna fa un po’ troppo la vittima, ma forse vuole essere consolata; il barbagianni civettuolo è notevole 😄, ed è bello immaginarsi il nonno assediato dai “perché …?” dei kids intorno. Rilassante, ti lasci leggere che è un piacere; voto con la maggioranza, vorrei vedere come prosegue la Luna, ma anche Alba; non mi aspettavo rispondesse “Ma non per questo tutti i barbagianni son fatti così!”.
    Ciao e buon inizio settimana!

    • Ciao Minollo!

      Grazie delle belle parole 🙂
      Per quanto riguarda la riflessione l’esternazione di Alba, mi piaceva l’idea di giocare proprio sullo stereotipo, al punto da confermarlo a sua volta come tale, ma non nascondendo il tuo pensiero a riguardo. Sono contento che la cosa ti abbia sorpreso.

      Alla prossima!
      Grazie per essere passato!

    • Ciao Anna!

      Grazie per il bel pensiero, trovo che tu abbia riassunto il contenuto della favola in breve 🙂
      Sono contento questo “progetto” ti stia piacendo più dei soliti. Cambiare e sperimentare è sempre un piacere, anche se la tentazione di seguire le vecchie strade è sempre affascinante.
      Spero la conclusione soddisfi la curiosità e le aspettative! 😉

      A presto!

  • Molto carino questo brano, hai un modo di narrare che è poetico e musicale. Tuttavia la Luna è la regina della notte associata al culto della dea, mentre il sole a quello del dio. Tempo fa per documentarmi sull’argomento mi sono letta un manuale di Wicca, ma poi per la stesura di un giallo paranormal non mi è servito praticamente nulla di ciò che avevo letto. Però alla fine tutto ciò che leggiamo ci arricchisce e serve in un modo o nell’altro. Ho scelto di mostrare la vera bellezza, cosa che secondo me ti riuscirà benissimo, perché nel racconto ci sono molti riferimenti filosofici, come ad esempio il fatto che essere costantemente felici alla lunga non ci rende felici 🙂 A rileggerti.

    • Ciao Angela!

      Il bello dello scrivere è proprio quello che hai descritto: porta a scoprire un sacco di cose utili! In questa storia ho voluto seguire lo standard della Luna e Sole, femmina e maschio, solo per una concezione europea e linguistica più accurata. Anche se mi sarebbe piaciuto giocare al contrario, come accade spesso per altre culture. Poi, ovviamente, il riferimento è solo linguistico, romantico. Ma ho voluto conferire un taglio differente al loro rapporto.
      Pensa che una volta, per scrivere un piccolissimo passaggio, ho finito per informarmi sul vero e proprio funzionamento delle dighe per la risalita dei mezzi nei fiumi navigabili. Non so a cosa mi servirà, perché poi non ho scritto niente su quel passaggio specifico, ma sono sicuro prima o poi tornerà utile!
      Ti ringrazio per essere passata!

      Alla prossima!

    • Ciao Louise!

      Sono sempre nelle vostre mani, un cantastorie al soldo dei lettori.
      Anche questa volta temo che per i nostri Criceti non ci sia niente da fare, ma ci saranno altre possibilità per loro, più avanti (forse.)
      Qualcuno dovrà spiegare alla luna come vedersi di nuovo bella, non sarà cosa facile!
      Hai sottolineato dei lati molto positivi, ma potrei finire da qualche altra parte nella narrazione! 😀

      Grazie di aver fatto un salto!

    • Grazie delle belle parole Lou!
      Credo che tu abbia già potuto sottolinea alcune incapacità del personaggio, e che reputavo comunque abbastanza evidenti e riscontrabili per il lettore. In fin dei conti si parla della Luna, qualcosa che tutti abbiamo avuto modo di contemplare!

      Spero la seconda parte possa essere dello stesso gradimento! 😉

  • Ciao, il tuo racconto mi ricorda una di quelle favole che le mie capo mi raccontavano quando ero una coccinella (no, non ho vissuto nel Regno delle favole, solo in un gruppo scout)!!! Ti segnalo un refuso malandrino: un’istante va senza l’apostrofo!!!
    Ho votato per la vera bellezza della vita, voglio proprio sapere qual è per te e per gli altri!!!! Alla prossima.

  • Ciao, GG.
    Voto sì, le mostrerà la vera bellezza della vita, ne ho bisogno in questo periodo.
    tra l’altro, il capitolo non è autoconclusivo, manca qualcosa e aspetto di sapere come farà Alba a salvare la luna.
    Mi sarebbe piaciuto ascoltare le favole prima di dormire, chissà cosa mi avrebbero suggerito di sognare, magari mi avrebbero ispirato, chissà…
    Scusa anche tu per il ritardo. Ti segnalo un DIMORA nella frase: “Alba conosce la sensazione di vuoto che dimora la povera Luna” refuso forse figlio della revisione.

    Alla prossima!

    • Ciao!

      Vada per il finale positivo della vicenda, quindi 🙂
      In realtà il termine “Dimora” è stata una scelta voluta, anche se probabilmente non funziona al massimo, proprio perché avrei dovuto sostituire “Sensazione” con “sentimento” affinché il termine potesse calzare. Volevo dare proprio il senso di un qualcosa che conquista interamente la persona. Ma di certo è più funzionale “Alba conosce il sentimento di vuoto che vince la povera Luna”.
      Grazie per avermelo fatto notare 😉

      Per quanto riguarda ascoltarle, in realtà l’idea è quella. Devo solo decidere quante favole inserire nell’episodio per il canale. Pensavo di suddividerla per singola favola, ma prima devo registrare il tutto. Il problema è il caldo, che non offre la migliore situazione per registrare come vorrei 😀

      Grazie per essere passata! Alla prossima!

  • Caro Giuseppe, è vero che la fiaba è sempre una metafora della vita vera, il tema della felicità che può essere solo un lampo altrimenti non avrebbe senso, il destino che imprigiona la sorte della luna, e la cattiva reputazione dei rapaci, un’altra gabbia!
    Stavolta sento che questa cosa l’hai scritta di getto, per dare sfogo a un sentimento irrefrenabile. Tutta una fiaba, direbbe qualcuno, pura farfanteria, inganno, per darci una qualche versione della tua visione della vita ( per mo!ti verso per altro condivisibile.) Pur sempre fiaba è, be resa anche impegnativa!💪
    Tornano i criceti, lo so che sono cattivi, e li voto!

    • Ehi!

      Mi sarebbe piaciuto scriverla d’un fiato, di getto, ed è quello che ho provato a fare durante una passeggiata. Camminavo con un bel paesaggio di sfondo, e scrivevo a mano. Una sensazione che avevo perso da qualche tempo. Sono stato interrotto a metà del progetto, e il racconto è rimasto lì a riposare per oltre una settimana, sinché ieri non ho avuto possibilità di rimetterci mano. Sono cambiati diversi aspetti della storia, ho curato meglio alcuni passaggi. L’idea era chiudere la fiaba nei primi 5000 caratteri. Senza la presenza del Nonno, sarebbe anche stato possibile, però poi ho ragionato sul fatto che ogni storia è stata pensata per darvi la possibilità di interagire 🙂

      Ti ringrazio per le belle parole e il supporto, come sempre!
      A presto!

  • Ciao Pintore
    Non ti avevo mai letto prima e sono piacevolmente sorpresa dalla tua prosa, a tratti poetica.
    Aggiungo, che io con le fiabe vado a nozze 🙂
    La storia m’incuriosisce, l’atmosfera che hai creato ha un non so che di magia e mistero.
    voto i criceto banditi (mi diverte immaginare quale possa essere il loro ruolo per la causa… )

    • Ciao Luise!
      Benvenuta, dunque! 😉

      Sono contento di aver conquistato una nuova lettrice, e sono ansioso di ricambiare la fiducia esplorando le tue storie. Per i criceti bisognerà aspettare ancora un po’, ma assicuro che ci sarà ancora la possibilità di votare per la loro presenza.

      Ti ringrazio per la fiducia e il supporto.
      Alla prossima!

    • Ciao Lou!

      Grazie per aver continuato la lettura 😉
      Spero il nuovo capitolo riesca a intrattenerti come i precedenti. Per la conclusione della stori, vedremo se sarà necessario. Per ora è il compito di ogni lettore dare vita al corretto senso della storia!

      Sono felice di averti incuriosito.
      A presto!

  • Ciao GG!
    Fiero il nostro Tyf, deciso costi quel che costi a difendere Casto. Mi ha ricordato la generosità di Attu; forse il genio lo sta solo mettendo alla prova. Il tuo lato fiabesco continua ad essere piacevole e garbato; la nobiltà d’animo dei due nuovi amici risalta; commuoverà l’inquilino del carapace, novello Mangiafuoco? Mi auguro di sì, intanto voto per la Luna piangente e ti auguro una buona fine di settimana.
    Ciao e buon mare!

    • Ehi Minollo!

      Non posso certo negare che lo spirito del racconto di Anna non abbia influenzato il mio desiderio di portare avanti questa piccola idea. Leggere belle storie alimenta il desiderio di crearne di proprie, almeno dal mio punto di vista. La scelta di Tyf è largamente legata al lettore del momento, così come il suo carattere. L’idea era di fornire al personaggio dei tratti particolari, ma anche sottolineare alcuni aspetti che, proprio a seconda dell’attenzione e della volontà del lettore, possano fornire chiavi di lettura del tutto differenti. Da quella eroica a quella tragica.

      Trovo interessante leggere le vostre opinioni i merito: sono come carburante per la creatività!

      Grazie per il supporto! Alla prossima!

    • Ciao Anna!

      Grazie per il supporto e le belle parole. Il Nonno continuerà a raccontare, almeno finché ci saranno orecchie pronte ad ascoltare.
      Sono contento del fatto che il nostro protagonista sia riuscito a entrare un po’ nei cuori dei lettori, spero possa riuscirci anche il prossimo personaggio.

      Alla prossima!

  • Ciao, GG.
    Bello e delicato questo capitolo, le rime e le immagini, davvero carino, bravo.
    Ho votato la luna piangente, perfettamente in tema con questa bella storia. Bella anche la trovata del Lemmo che terrorizza tutti fingendosi la voce del vento, utile lezione (indispensabile che ce ne siano nelle fiabe) sul fatto che non tutto quello che ci spaventa è davvero spaventoso. Se avessi un bambino gli farei leggere la tua storia.

    Alla prossima!

    • Ehi!

      Ti ringrazio molto per le bellissime parole, oltre alla tenera immagine che hai evocato nella mia mente. Credo, per chi scrive una favola, possa ritenersi la realizzazione massima dell’opera. Grazie!
      E sì, trovo che ogni storia debba esprimere uno o più concetti che il lettore possa essere in grado di far suoi. Qualche volta sono espliciti, qualche altra impliciti e “nascosti” sotto la trama.
      Dipende sempre dalla chiave di lettura poi, oltre che di scrittura.

      Spero di riuscire a tenere il ritmo anche per il prossimo!

      A presto!

    • Ciao Red!

      Certe domande non hanno una risposta concreta, solo ognuno di noi può rispondervi. O forse no?
      Il gioco è proprio questo, giocando anche il ruolo principale dell’interazione.

      Magari ci sarà una risposta più avanti… o forse la troverete lungo la narrazione 😛

      Ti ringrazio per il supporto, e non disperare per la tua scelta, potrebbe esserci occasione più avanti 😉

      Alla prossima!

  • Ciao, bello quando si parla di vera amicizia, purtroppo nella realtà è molto più difficile trovarla e tenersela stretta!!! Continuo a dire che l’idea del nonno che interagisce con il nipote dà una marcia in più al racconto!!!
    Ho votato per la Luna Piangente, anche se sarebbe stato più logico votare per i Criceti Banditi!!! Alla prossima.

    • Ciao Isabella, e grazie per le belle parole!

      Ho valutato attentamente la questione del Nonno, consapevole che potrebbe finire per togliere un po’ di spazio alle vere e proprie storie. Ma l’intento era quello di dare alle varie favole un senso più ampio, e per questo il Nonno è indispensabile. Sono contento che alcuni di voi abbiano apprezzato la decisione.

      Ci sarà occasione anche per i Criceti, forse: sarete sempre voi lettori a stabilirlo. Per ora vada per Luna, e vediamo che risvolto deciderete per questa avventura!
      Grazie per il supporto!

  • Be’ i criceti banditi, ovvio. Non vedo l’ora di vederli spargere sangue dappertutto 🙂
    favola delle favole animali e piante protagonisti. non c’è l’uomo, non ci sono principi e principesse in pena.. Quasi mi dispiace ma mi fido di te so che ci porterai in un mondo ( per la verità un pò umido e inospitale, pare) comunque fantastico. E questo è quello che conta.
    Contento che riesci a trovare anche il tempo di scrivere ti aspetto al varco con il prossimo capitolo 😉 ciaoooo

    • Grazie per il supporto!

      Bisogna sperimentare, e mi dispiace che a questo giro i Criceti siano finiti in fondo alla lista. Ma ci sarà ancora occasione di sentir parlare di loro, in futuro, anche se dipenderà tutto da voi lettori. Il mondo naturale in realtà si fonde al nostro, rispecchiando usanze tipiche della nostra società. In un modo o nell’altro sempre di quello si tratta, anche se sotto mentite spoglie 😀
      Spero di ripagare la fiducia con le prossime storie!

      Grazie per essere passato!

  • Ciao GG!
    Eccomi dalla tua fiaba! “Chi si accontenta non muore di crepacuore” ci dice della saggezza del gentile Tyf, e anzi direi che la gentilezza è il primo stadio della saggezza; molto bella. Nei proverbi ci sono tante cose intelligenti e di buonsenso, ma nella trasformazione dei proverbi ci mette lo zampino il genio.
    Anche a me piace molto questo incipit apparentemente così lontano dalla tua produzione (ma non è detto sia così lontano, vedremo); divertente, sussurrato lieve dal nonno; dico che faranno rumore dalla sindaca, che a giudicare dalla toponomastica, già da un po’ stava esercitando pressione su Casto 😃
    Bravo, hai i mezzi per sperimentare e li utilizzi con perizia e simpatia. E complimenti a voi del Diario, siete vicino ai 300!
    Buona domenica GG!

    • Ciao!

      Devo dirti che sono tentato d’inserire un personaggio simile al caro vecchio Arpad, però non credo sarei in grado di dargli giustizia e la giusta solennità!
      Vedremo che verrà fuori nei prossimi capitoli. Il tono agrodolce, forse anche un po’ polemico, di alcuni personaggi dovrebbe dominare l’intera storia; tuttavia, almeno sulla carta, non dovrebbe sfociare in cose terribili… non troppo… forse! 😀

      Grazie per aver trovato il tempo di leggere il primo capitolo!
      Alla prossima!

    • Ciao Red!

      Eh, c’era odore di fiabe nell’aria, non ho saputo resistere! 😀
      Non voglio seguire i canoni standard per le stesse, quindi sarà un vero e proprio esperimento.
      Quando scrivo su the incipit, alle volte, tendo a riferirmi proprio ai lettori, quindi è stata una bella svista!
      Vediamo se anche gli altri lettori sono della stessa idea di andare dal genio! 😀

      Grazie per essere passato!
      Alla prossima!

    • Ehi!
      La tua versione è decisamente più poetica. 🙂
      Lasciamo da parte eroi maledetti, demoni, scontri feroci e incubi, almeno per un po’.
      Dovrebbe venir fuori una narrativa più dolce, spero…
      Ti ringrazio per le belle parole, e spero il mio lato crudele mi consenta di portare a termine la storia senza spargimenti di sangue! 😀

      Alla prossima!

  • Ciao, bella l’idea di un incipit con la figura del nonno che racconta le favole!!! Due bei personaggi Tyf e Casto, credo proprio che dovranno sudare sette camicie per venir a capo della situazione!!!
    Ho votato per andare dalla Sindaca, è il primo passo che ognuno farebbe prima di imbarcarsi in un’avventura più grande!!! Alla prossima.

    • Ciao!
      Volevo partire subito con la fiaba, ma essendo una serie di racconti, mi piaceva l’idea che ci fosse una trama di contorno che desse più vitalità all’idea stessa delle storie. Spero di riuscire, almeno questa volta, nell’intento di portare a termine il progetto nel modo in cui è stato pensato 😀
      La tua è una scelta più che ragionevole… ma vediamo che scelgono anche gli altri!
      Grazie per essere passata!

    • Ciao!
      Grazie per essere passato 😀
      Era da un po’ che avevo in mente l’idea di alcune favole, inoltre sul sito il reparto mi sembrava piuttosto abbandonato. L’idea è quella di uscire dallo standard classico delle fiabe, pur mantenendone il carattere. Vediamo cosa salterà fuori 😛

      Alla prossima!

  • Andrà a far baccano. Scrivere per l’infanzia non è affatto facile come magari qualcuno è propenso a credere. Intanto il linguaggio va attentamente calibrato sul target scelto. Il modo migliore per testare l’efficacia di un racconto per ragazzi, di una fiaba o di una favola è leggerlo a coloro cui è destinato. Provaci. E se hai figli o nipoti sfruttali senza pietà. I tuoi personaggi potrebbero piacergli e non poco.

    • Ehi!
      Grazie per essere passato 🙂
      Non ho pargoli da tormentare, quindi sto giocando tutto sul mio bambino interiore! 😛
      L’idea di base è a tutti gli effetti un ibrido: contesti da fiaba, ma per un pubblico che sa scegliersi a seconda del racconto. Le battute sono perlopiù a due tagli, almeno per come sono pensate, per far ridere perlopiù gli adulti ma magari incuriosire i più piccoli. Direi, alla lontana, uno stile di fiabe alla Shrek.
      Vedremo però che salterà fuori nei prossimi episodi! 😀

      Alla prossima!

  • Ciao, GG,
    rieccoti con un nuovo esperimento. Credevo si trattasse di più favole distinte ma, a quanto pare, non è così… Tyf resterà protagonista.
    Molto delicati i passaggi e simpatiche le trovate, tipo: “quale brutto vento”. Devo, però, farti notare un passaggio che a me è risultato poco chiaro: 2. La Sindaca, una vecchia Gufa, si affaccia puntuale ogni quarto d’ora per avvisare i cittadini, e che gran voce ha, quando è il mezzodì o la mezzanotte.” non ho capito se si affaccia e annuncia ogni quarto d’ora o se annuncia a gran voce solo mezzodì e mezzanotte, scusa, sono un po’ tarda. E un’altra cosa, in quest’altra frase: “Non starò qui a dirvi cosa c’è scritto per filo e per segno, perché neanche Tyf si prende mai la briga di leggere le parti noiose” io avrei usato il “tu” visto che il nonno racconta al nipotino. 😊Detto ciò, ti faccio i complimenti per la fantasia e ti auguro un’ottima giornata.

    Alla prossima!

    • Ehi!
      Grazie delle dritte, in effetti il passaggio del VOI è un errore da non sottovalutare. Lo avevo sistemato poco sopra, ma in quel passaggio mi è proprio sfuggito!
      Per quanto riguarda la Gufa, non avevo abbastanza spazio per esprimere del tutto il concetto, causa caratteri, ma ho cercato un modo che lasciasse sottintendere (e probabilmente non ha funzionato) che al mezzodì e alla mezzanotte la Gufa faccia sentire meglio la propria voce. Sono certo che, con l’espressività della lettura, il passaggio guadagnerebbe maggior senso! 🙂
      Ma vedrò di sistemarlo ulteriormente. Grazie ancora di essere passata e delle segnalazioni!
      L’idea di base è seguire dei racconti all’interno dello stesso mondo. In dieci capitoli avrò il tempo di gestire più fiabe. 😀
      Alla prossima!

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