I CANI GUARDIANO

LA NEOQUINDICENNE

 È arrivata l’estate. Da pochi giorni è finita la scuola. L’anno prossimo sarò in seconda superiore e domani compirò i miei 15 anni. I famosi 15. Nella mia famiglia sono veramente importanti anche se non ho ancora capito il motivo, pur avendolo chiesto spesso. Bleah! Non ho mai amato stare al centro dell’attenzione e tra l’altro quel ruolo è occupato già da mio fratello Cristoforo, un vero rompiscatole e meno male che il diminutivo del suo nome è “Cristo”. Se si fosse chiamato “Diavo” non oso immaginare come sarebbe stato. Ha i capelli e gli occhi nerissimi, come mia madre, ma di un nero che incute paura e cattiveria. Insomma il principino della famiglia. In ogni casa ce n’è uno. Mi spaventerebbe il contrario. “Lenny!!!!!!!!”, grida mia mamma. “Mamma, vedi! Ci fa fare sempre tardi”, commenta Cristoforo pieno di alterigia.
Ma chi si crede di essere quel deficiente. Scaccio via dai pensieri le brutte parole e premo fermamente le labbra l’una sull’altra per evitare di replicare e innescare una delle nostre solite e violente discussioni.
“Leonora Zonambro”, continua mamma evidentemente irata, “la nonna ci sta aspettando. Muoviti”.
Ecco, la quiete prima della tempesta. È palese che sta cercando di mantenere la calma prima di esplodere e sinceramente vi auguro di non vedere mai mia mamma, Elisabetta Rosilla, in preda alla rabbia. Afferro la borsetta decorata con pietre luminose e scendo di fretta le scale, sperando nel frattempo di non ritrovarmi all’improvviso distesa sul ligneo pavimento.
“Veloce, Leonora”, mamma sta aspettando in auto.
Prendo posto sui sedili posteriori perché ovviamente quello a fianco all’autista è già occupato dal signorino Cristo. Meglio così, vorrà dire che ho più spazio per me.
“Oggi ci saranno degli ospiti a pranzo”, ci avvisa mamma
“Yuppi, per lo meno non sarà la solita noiosa cenetta.”, commento lasciandomi scappare uno sbadiglio. Intravedo lo sguardo tagliente di mia mamma che mi osserva dallo specchietto.
“Ebbene”, sospiro cercando di mostrare un po’ di interesse, “chi sono questi ospiti?”.
“La famiglia Corred”
Impallidisco. La famiglia Corred ha un cane mostruoso. Ho paura dei cani da quando sono piccola. Ho vaghi ricordi sull’accaduto: la mano di mia mamma, il tenero musetto di un cagnolino, la voce di mia nonna, le mie mani vicine al suo muso, i canini del cane e di nuovo le mani di mia mamma. Ho provato a ricostruire l’evento accaduto, rendendolo per lo meno verosimile ma ci sono troppi elementi che non riesco a capire. Ad esempio perché mia mamma avrebbe dovuto portare un cane a casa nostra? Che c’entra la nonna? Che fine ha fatto quel cane? Almeno di una cosa sono sicura: non ho sognato perché inspiegabilmente da quel giorno conservo in modo indelebile una cicatrice sul polso della mano destra. Una cicatrice non del tutto chiusa nonostante il passare degli anni. Abbasso il finestrino dell’auto. A pochi chilometri da qui, riesco a intravedere il grande palazzo di mia nonna. Mi sorprendo a contemplarlo. Non avevo mai fatto caso alla dimensione delle trasparenti vetrate, sono enormi così come il giardino, un’ampia area verde con al centro situata un’incantevole fontana di cioccolato, che tra l’altro è anche il motivo per cui Cristo va a trovare di frequente mia nonna. Ci sono tanti aspetti della mia famiglia che non mi sono chiari. La gente del paese mi ha raccontato che hanno vissuto gran parte della loro vita veramente “felici e contenti”, come nelle fiabe. L’incantesimo si è spezzato dopo l’improvvisa morte della sorella del nonno e in seguito la scomparsa di quest’ultimo. “Lenny scendi dai”, canzona mio fratello.
Le porte del palazzo si aprono e fuoriesce una piccola donna, di statura bassa e molto magra. Indossa un elegante vestito blu e tacchi color rosso fosforescente. I capelli avvolti in un curato chignon. I miei occhi si incontrano nei suoi. Poi, distoglie lo sguardo sui miei abiti. Assumo senza riuscirmi a controllare un’aria imbarazzata: per l’occasione ho indossato i primi abiti  trovati nell’armadio senza preoccuparmi molto dell’aspetto; non pensavo sarebbe stato un evento importante. Impongo a me stessa di assumere un atteggiamento controllato e mi sforzo a sfoggiare uno smorzato sorriso quando ci dà il benvenuto. entriamo. Rimango a bocca aperta nonostante sia nostra consuetudine andare lì ogni anno. Un’alta scala di cristallo conduce ai piani superiori, che se ricordo bene dovrebbero essere all’incirca cinque o sei con una miriade di stanza, alcune delle quali chiuse. Ci fa segno di seguirla in sala da pranzo.
“Ragazzi, ho fatto cucinare per voi la parmigiana, il rosbif con le patatine.”, Sospira, “mentre il dessert stavolta potete sceglierlo voi”, esclama mia nonna con ilarità. Osservo mio fratello che le rivolge un sorriso. Alzo gli occhi; è evidente che e’ tutto un teatrino. Si sente all’improvviso il rumore di una macchina e in seguito il suono del citofono. 

I ricordi di Lenny sono reali?

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10 Commenti

  • Capitolo 1)

    Ehi, benvenuta su the Incipit!
    Partiamo bene. 😀
    Ho letto solo il primo capitolo, per iniziare, ma al più presto recupererò anche i prossimi.
    Se la cosa può farti piacere, ho letto la tua storia su Youtube, insieme a quelle di altri autori e autrici.
    Per quanto buono, il racconto gioverebbe di qualche virgola e pausa in più. Quando cambi scena, come in un film, prova ad andare a capo: la lettura risulterà più rapida, chiara e leggera!
    Il mio consiglio è di fare una revisione finale, leggendo a voce alta. Ti accorgerai dei momenti in cui è opportuno inserire una pausa più lunga 😉

    Spero di esserti tornato utile. Trovi la lettura qui, sul mio canale Youtube:
    https://youtu.be/hEf0LOmwcdg
    Buona scrittura. 😛
    Alla prossima!

  • Ciao stellacuore,
    ho letto ora i tre episodi di fila. Strana storia e strana famiglia ma, nel mondo della fantasia tutto può accadere. Ho votato per la fuga del cane; mi sembra presto e troppo facile il ritorno del nonno.
    Ti consiglio di rileggere con attenzione prima di pubblicare, ho notato diversi refusi e forse una scarsa confidenzza con la tastiera ( fai attenzione alle vocali accentate). Comunque la storia mi incuriosisce e aspetto il quarto capitolo..

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