Il ritardo

Dove eravamo rimasti?

Come continuerà? Maria crede di incontrare il ragazzo con cui ha chattato, ma in realtà è un altro (50%)

Coincidenze

Maria si chiuse la porta alle spalle. Alla fine, aveva adottato il suo solito abbigliamento minimale. 

 Mentre percorreva i tre isolati che la separavano dal bar dell’appuntamento, ripensò alle parole che si erano scambiati. La sua diffidenza  era svanita,  la naturalezza della conversazione l’aveva resa fiduciosa. “Lui non può farmi del male , ormai mi conosce. Siamo una specie di unico organismo con pensieri che battono all’unisono “si era detta. 

Arrivata con il fiatone, il suo sguardo  abbracciò  in un solo colpo d’occhio l’intero locale. Si diresse veloce  verso il giovane bruno seduto a un tavolino, come   chi accelera  i tempi del tuffo per superare  il tremore alle gambe. – Posso sedermi?

-Certo, accomodati pure

-Siamo in perfetto orario, giusto?

-Bah, non saprei. In orario su cosa? Vuoi da bere? 

-Sì, grazie. Vorrei una Coca

-Scherzi? Una coca? Da dove sei uscita? Dall’esame di quinta elementare?

-E cosa mi consigli, allora? Io non bevo quasi mai. Non sono abituata.

– Prendi un aperitivo. Hai la sensazione di prendere  un succo di frutta, ma metti giù un po’ di alcool.

– Ma è proprio indispensabile l’alcool?- chiese Maria. Quei suoi occhi azzurri screziati di minuscole pagliuzze dorate comunicavano lo stesso slancio di accudimento di un uccello appena nato  con la bocca protesa verso l’alto.  

– Allora prendi la tua Coca, dai. Non voglio essere quello che ti porta sulla cattiva strada- e chiamò con un rapido cenno della mano il cameriere.

– Allora, finalmente il grande giorno è arrivato. Sai, mica ero così sicura? Mai fatte certe cose.

– Scusa, ma quali cose? Senti, rilassiamoci un po’, tu con la tua Coca, io con un’altra birra. Poi cerchiamo di fare  un po’ di conversazione.

Maria si agitò sulla sedia, le gambe si muovevano senza un suo reale comando. Iniziò un leggero tremito della gamba destra accavallata sull’altra, ma lei non ne era affatto consapevole. Tuttavia, il tremore comunicava al tavolino un tintinnio.

– Cos’è questo rumore? 

– Non saprei

– Ma sei tu!-  sorrise lui, per la prima volta da quando Maria si era seduta. Aleggiava su di lui una specie di nuvola scura, di cui Maria si era resa conto subito. Nonostante le poche esperienze, aveva ereditato da sua nonna il dono di capire al volo l’umore vero delle persone. Molti lo avrebbero chiamato aura,  la nonna lo definiva Il dono. Le piaceva parlarne solo a Maria che si sedeva per terra mentre lei raccontava le sue storie che sembravano provenire da  un’altra regione e da un altro mondo. “Nonna, continua a raccontare”. E la nonna parlava, spesso inventando perché tanto a quell’età, anche se si perde un po’ la bussola, nessuno te lo fa notare. Si faceva seria quando parlava del dono e delle sue conseguenze. Siccome era sempre stata poco diplomatica,  quando vedeva un sorriso tirato diceva: Ma che hai? Le persone di solito non gradivano essere smascherate perché, si sa, l’infelicità spesso si mette sotto il tappeto. Così Maria aveva cominciato a fissare con i suoi enormi occhi azzurri le facce delle persone. Da  un bambino si poteva accettare, da  un adulto meno. E quando la nonna era morta Maria si era  chiusa a chiave nel bagno per ore. I genitori avevano bussato dapprima con cautela alla porta, poi con crescente rabbia. Alla fine, i tonfi avevano spaventato la bambina che si era tappata le orecchie con le mani. Quando il trambusto era finito Maria era uscita. La casa era sprofondata in un innaturale silenzio. Aveva attraversato il  corridoio avvolto in una penombra talmente spessa da poter essere toccata. Era entrata nella cucina,  sul tavolo rosso tazzine chiazzate di caffè e  un generale disordine. In casa non c’era  nessuno. Poi aveva trovato il foglio scritto con la tradizionale grafia inclinata della madre: “Siamo andati a salutare la nonna al funerale. La pipì l’abbiamo fatta dai vicini. Sono molto arrabbiata”. 

Da allora Maria aveva custodito il dono come un oggetto di devozione. Vedeva le persone e il suo sguardo era  come una canna da pesca. Sondava il pezzo di dolore dentro di loro e se lo teneva fra  le mani, non sapendo cosa farci. 

   In quel momento le parve evidente: il ragazzo bruno era infelice, soprattutto quando sorrideva. 

– Vado un momento in bagno- disse. Una volta entrata nel piccolo ambiente prese una sorsata d’aria. Qualcosa  non le tornava. Una dissonanza. Un  non allineamento fra le emozioni della chat e certe frasi pronunciate  adesso. 

“Non funzionerà, siamo troppo diversi, e io la solita. Gna-gna-gna, la solita lagna della suorina che non beve. Ma come ho potuto chiedere una Coca!- si maledisse Maria.  

E fu a quel punto che se ne accorse. Come era potuto succedere? E tuttavia era evidente. Fortunatamente la gonna non era trasparente, eppure lei ne era tragicamente consapevole. Era stata un’ora davanti allo specchio per decidere quale camicia indossare,  ma aveva dimenticato gli slip. Era un incubo. Si picchiettò le guance per accertarsi che non fosse  un sogno. Insomma, non le era mai successa  una cosa simile.

Cosa farà Maria una volta uscita dal bagno del pub?

  • Maria si accorge che dalla porta principale sta entrando un ragazzo estremamente somigliante a quello che ha di fronte. Suda freddo (33%)
    33
  • Maria affronta stoicamente il disagio, torna a sedersi ma da quel momento la conversazione diventa surreale. (33%)
    33
  • Maria alla chetichella uscendo dal bagno si allontana dal pub senza essere vista da lui. La vergogna è troppa. (33%)
    33
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43 Commenti

  • Ciao, mi interessa sapere che farà Maria, può essere il suo un ruolo divisivo, o al contrario un motivo di incontro?
    Spero di saperlo presto. Brava tutto ok, l’unico appunto piccolissimo: il soggetto nella prima frase: se ci fosse stato avrebbe agevolato il lettore a ricollegare… 👀
    Ciaooo🌻🙋

  • Capitolo 6)

    Ciao Marianna!
    La stagione di The incipit si è conclusa, quindi non potrò recuperare in video la storia, ma lo farò come tutti gli altri 🙂
    Ho trovato questo risvolto un bel colpo di scena, abbastanza inatteso, a tal punto da ribaltare proprio la situazione. Voglio vedere in che modo emergerà la notizia del suicidio, anche per esaminare più da vicino il taglio che vorresti dare alla storia.
    Mi pare che fili tutto liscio per questa parte.

    Aspetto di leggere il prossimo!
    Ciao!

  • Ciao Marianna! Ho letto con curiosità anche questo capitolo che però mi è sembrato un po’ più statico e un po’ meno scorrevole dei precedenti. La curiosità però rimane alta e vorrei sapere se Luca e Marco si conoscono o comunque i rapporti fra i due…
    A presto!

  • Ciao Marianna_2,
    ho votato per l’orologio della nonna. Le altre due ipotesi mi sembrano poco probabili, troppi peli non vanno più, né per gli uomini né per le donne, tantomeno per chi donna vuole apparire.
    Il problema di Maria resta e secondo me, più resta più diventa grande.
    I piccoli consigli, vedo che te li hanno già dati, non aggiungo altro. A presto.

    • Ciao Giuseppe. Grazie per la lettura che risulta sempre piuttosto utile per vedere come le cose scritte prendono vita. No no, quanto al testo mi piacerebbe renderlo meno monolitico ma devo capire meglio questa faccenda degli asterischi per staccare i blocchi. La prossima volta ci provo con una maggiore determinazione. Come dicevo prima a Lou, questa è una palestra in cui far emergere degli automatismi della scrittura, rifletterci e modificarli se appesantiscono. Alla prossima

  • Ciao Marianna.
    Voto il terzo incomodo e vediamo che succede. La narrazione ora è più leggera, e facile ma nella seconda parte potevi forse fare qualcosa in più per snellire il paragrafo. Nel complesso bene, si vede che ci stai dedicando la giusta attenzione. Direi di inserire il terzo incomodo per complicare la situazione e trovare spunti interessanti. Buona domenica, alla prossima.🙋🌻

  • Strana persona, la tua Maria.
    Seria, studiosa, non interessata al sesso facile, con seri problemi d’identità di genere.
    Cosa cerca nei siti d’incontro?
    Sono curiosa di saperne di più.
    Ho votato per il ragazzo che la segue. Chissà non sia interessato proprio a quel tipo di persona. Certo lei l’ha spiazzato con la rivelazione ex abrupto.
    A presto Marianna_2.

  • Ciao Marianna. Il flash-back ci sta tutto.
    Adesso ne sappiamo qualcosina in più di Maria e della sua storia personale. Attenzione ai refusi che sono sempre in agguato. Per separere i paragrafi usa un semplice asterisco, come suggeriva qui sotto G. G.

    *

    Nun c’azzecca niente, lo so, ma m’hai fatto tornare alla memoria mia nonna Crescenza, madre di mia madre e di altre sette fanciulle (le mie terribili zie). I suoi generi (mio padre compreso) l’avevano ribattezzata: ‘A Carabiniera, il perché lo puoi immaginare. Una roccia e guai a chi gli toccava le figlie.

    • We caro Lou. Non so davvero come sia potuto succedere, di solito presto maggiore cura ma stavolta forse ,non essendo molto sicura in generale sullo sviluppo, sono stata precipitosa e ci sono finiti dentro i refusi. Per quanto riguarda la rievocazione della nonna m, vuol dire che abbiamo le stesse suggestioni. A presto

  • Capitolo 4)

    Non mi riesce di registrare neanche per questo capitolo, ma spero bene per il prossimo!
    La scrittura è sempre buona, ma…
    Prima cosa: è evidente che ci sia stata una certa fretta nel voler pubblicare. Il testo presenta diversi refusi che, con una più lenta e curata revisione, avresti di per certo potuto evitare. Nulla di troppo grave, beninteso, ma la poca cura si riflette anche sull’impostazione del capitolo. Siamo tornati al blocco unico, tipico della scrittura di fine e inizio ottocento, ma legata perlopiù al bisogno di essere stretti.
    Gli spazi ci sono, quindi conviene sempre far respirare il testo, sia per far riprendere fiato al lettore, sia per alleggerire la mole di informazioni registrate. L’impostazione del sito, poi, non aiuta di certo. Credo tu abbia inserito delle pause più lunghe, magari proprio nel passaggio tra il passato e il presente, ma qui spariscono. Alcuni autori di The Incipit, me compreso, tendono a separare le parti con l’inserimento di un asterisco, così che possa essere più chiaro anche al lettore.
    Come già suggerito in passato, fintanto che nella narrazione c’è una sola linea di dialogo, legate alle memorie, ci sta lasciarla all’interno del blocco. Ma se avvengono dei veri e propri dialoghi, a quel punto è essenziale staccarli dal narrato.
    Voto affinché vadano altrove, anche se logisticamente non trovo abbia granché senso, a meno che tu non finisca per specificare che Maria, dopo il disguido, voglia andarsene.
    Ancora una volta, mi trovo riflettere sull’aspetto estetico di questi personaggi. Nei siti d’incontri, le chat, generalmente una foto è sempre visibile, quindi andrebbe specificata la volontà dei due di non vedersi sino al primo incontro; però, questo andrebbe in confitto con il fatto che Maria possa aver riconosciuto Marco.
    Di certo, almeno uno dei due, non trovando l’altro, avrebbe dovuto mandare un messaggio all’altro per consigliare di trovarsi fuori dal locale o simili. Potresti giustificare l’errore con una somiglianza pazzesca fra i due “sconosciuti”.
    In conclusione, teniamoci questo personaggio incontrato per caso per un potenziale risvolto futuro, magari un incontro casuale che porterà a conflitti e simili 😉

    Spero i miei consigli siano utili.

    A presto!

    • Ciao Giuseppe. Dei refusi mi ero resa conto anch’io. Tra una variazione e l’altra per far quadrare i conti dei caratteri mi sono proprio sfuggiti. Quando al resto la faccenda del blocco è giusta, e io sono anche piuttosto ottocentesca nel mio modo di raccontare. Quanto all’evoluzione della storia sono un po’ in stallo. Le tue osservazioni sempre giuste, eh! Un saluto e a presto

  • Capitolo 3)

    Ehi!
    Questa volta non mi riesce di registrare, quindi recupero il capitolo in silenzio. 😀

    Mi pare che sia andato tutto abbastanza liscio, ed è stuzzicante il discorso, per quanto abbastanza surreale, ma non impossibile, in presenza di uno sconosciuto. Io potrei essere una di quelle persone, se accompagnato dalla buona giornata e un paio di buone birre! 😀
    La questione delle “mutandine” del capitolo precedente, in questo caso, appare davvero poco credibile. Per quanto uno possa far finta di niente, “l’ingombro” è una costante sensibile e abbastanza sciolta, anche nei casi più contenuti. Quindi è poco convincente, specie con indosso una gonna. Poco convincente, ma non impossibile: la storia è tua! 🙂
    Aspetto di scoprire come si evolverà la situazione.

    Complimenti per il capitolo.

    Alla prossima!

  • Ciao Ladis, sto prendendo familiarità con la pagina, che trovo stimolante proprio perché ti costringe a lavorare di trama. È una grande occasione di crescita. Leggerò tutti i racconti perché la scrittura trae spunto dal confronto. Sì, l’espediente è un po’ macchinoso e devo armonizzarlo meglio. Grazie mille! Alla prossima

  • Ciao Marianna,
    il tuo racconto è molto ben scritto, attuale e intrigante. Mi sono piaciuti molto i dialoghi, li ho trovati particolarmente realistici e mi sembrava di partecipare alla scena come se fossi lì. Colpo di scena davvero inatteso, vediamo come proseguirei! Unica cosa che ho trovato un po’ poco realistica è la dimenticanza dello slip (se davvero di dimenticanza si tratta) per il resto non vedo l’ora di conoscere il seguito! Buona scrittura e a presto, ti seguo.

  • Ma che bello questo scambio tra i due! Bello perché vero. E tanto vero da trascinare il lettore in quel pub ché, oh, a me è sembrato di esser lì in certi momenti e di aver ascoltato la conversazione tra i due mentre sorseggiavo distrattamente una birretta. Brava Marianna. La rivelazione finale giunge completamente inattesa. Forse un po’ troppo. Na cosa del genere andrebbe seminata un minimo. Potrei essermi distratto ma non credo tu l’abbia fatto. Correggimi se sbaglio.

    • Ciao Luigi. Meno male che io dialogo risulta credibile. Ho sempre paura che possa suonare artificioso. Quanto all’altro aspetto ho voluto inserire un colpo di scena, ma tu hai ragione. È un’idea che mi è venuta all’improvviso. Alla prossima!

  • Alla faccia del bicarbonato di sodio!
    Sarò poco al passo coi tempi ma a me certe cose ancora fanno un certo effetto.
    Ha un bel coraggio Maria a cercare compagnia celando un tale segreto, qualcuno ancora ci fa caso!
    Io credo che debba raggiungere il vero Marco, in fondo glie lo deve.
    Il dialogo è ben scritto, credibile, ben giocato da voci e pensieri.
    Complimenti
    🙋🌻

    • Ciao Ottaviano! Allora, ho superato la prova dialogo, tipo prova-costume? A parte gli scherzi, mi fa assai piacere che il dialogo, nel complesso, funzioni e che suoni naturale. Quanto all’altro fatto, beh, volevo introdurre un elemento sorpresa. Alla prossima!

  • Capitolo 2)

    Ehi!

    Questo capitolo è impostato sicuramente meglio: respira di più. Tuttavia, nella parte che va dal: “Ma sei tu” ritorno il problema del blocco unico. Trovo che la storia avrebbe giovato di maggiori pause in questo passaggio, staccando letteralmente i dialoghi dalla narrazione.
    Per il resto credo il capitolo tenga abbastanza bene, benché i dialoghi possano apparire un po’ robotici: il mio consiglio è sempre quelli di provarli a voce alta, se possibile con l’aiuto di un’altra persona, e ascoltare come suonano. I dialoghi sono sempre difficili! 🙂
    L’idea mi piace, voglio vedere dove ci porti!

    Spero di essere tornato utile.

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/pmwbt_E1FCw
    Alla prossimo!

    • Ciao! G.G.Pintore. Suggerimenti utilissimi. La faccenda del blocco ( in napoletano “Chiummo”) non sei il primo a dirmela. Ci provo e poi mi dimentico di dividere. Al prossimo episodio devo ricordarmelo assolutamente. Ottima palestra questa e grazie mille per la lettura

  • Ciao Ottaviano.1, grazie mille dei suggerimenti. In effetti quando uso i trattini mi incasino. La gestione dei dialoghi è una cosa che mi manda in crisi. Meglio le virgolette, ma volevo rendere il tutto un po’ più moderno e anglosassone (dato che sono antica!). La frase detta da Maria sa forse un po’ di spiegone. Adesso provo un po’ a orientarmi fra i racconti. Alla prossima!!!

  • Ciao “prof”,
    Voto l’equivoco, gli indizi ci sono tutti, e sicuramente aiuta a tessere una trama interessante e divertente.
    Bello il racconto, la nonna e la strana percezione.
    Una costruzione garbata e sciolta la tua molto piacevole da seguire.
    Due piccole cose:
    “Lui non può farmi del male , ormai mi conosce. Siamo una specie di unico organismo con pensieri che battono all’unisono “si era detta. In questa affermazione Maria forse sta mentendo a se stessa? Se così non fosse la cosa sarebbe un tantino poco realistica.
    Seconda cosa, succede a tutti, attenta alla gestione del trattino nei dialoghi, che ha delle regole da seguire.
    Continuo a seguito con piacere, ciao!🙋🌻

  • Grazie, anna genna. Sto prendendo familiarità con la pagina. All’inizio non mi era tutto chiaro. Trovo utilissimo e divertente il modo di procedere. Per una logorroica come me avere dei punti di svolta della trama è importante, altrimenti mi perdo nelle descrizioni. Mi ancora ai fatti. Adesso vediamo un po’ come far trovare nei guai la povera MAria

  • Ben arrivata su ThI, Marianna. ho appena letto i due capitoli della tua storia, ho trovato piacevole il tuo stile, scorrevole e immediato. Ben descritta la tua protagonista, una specie in estinzione.
    Ho votato per l’equivoco, il ragazzo che giunge è quello della chat. Una situazione spinosa! Sono curiosa di sapere come evolverà il racconto. Alla prossima, Marianna, ciao.

  • Capitolo 1)

    Ehi! Mi sembra di leggerti la prima volta, quindi… benvenuta su the incipit!
    Se la cosa può farti piacere, ho letto la tua storia su Youtube, insieme a quelle di altri autori! 😉
    Continuerò, se vorrai!

    Per quanto riguarda la storia, l’incipit risulta ben scritto e scorrevole. Tuttavia, voglio segnalarti l’effetto che risulta durante la lettura, specie a voce alta. Magari è colpa dell’impostazione del sito, che ogni tanto fa perdere la formattazione originale. Pur rispettando la punteggiatura, risulta tutto come un unico grande blocco. Il racconto gioverebbe di più spazi. Potresti separare i dialoghi, rendendoli più incisivi, e distanziare i passaggi tra determinate azioni, offrendo al lettore una divisione più chiara degli eventi.
    Il resto mi pare tutto impeccabile. Complimenti!
    Trovi la lettura qui:
    https://youtu.be/36tdu59fakw
    Al prossimo episodio!

    • Grazie della lettura! Sì, sono nuova e sto cercando di orientarmi. Ho capito perfettamente il senso di quello che dici. Il blocco unico non giova perché appesantisce. Non sapevo di questa possibilità di sentirlo leggere è un ottimo modo per enfatizzare le pause e dare maggiore dinamismo. Davvero grazie. Continuo e comincio un po’ a muovermi nella piattaforma. A prestissimo!

  • Cara prof, sei brava e simpatica è la tua eroina demodé. I suoi grandi occhi azzurri sono una bella presentazione, ma inutile visto che l’uomo già la conosce.
    Ottimo incipit intrigante e completo che mette curiosità.
    Ti seguo, ciao 🌻

  • Ben scritto. Personaggio delineato con cura e grande attenzione ai dettagli. Maria è la brava ragazza della porta accanto incapace di adeguarsi alle regole della nuova socialità. Un personaggio che, immagino, vedremo evolversi nel corso del racconto. È un ottimo incipit. Per iniziare io direi di mettere la tua protagonista un po’ a disagio: Maria crede di incontrare il ragazzo con cui ha chattato ma scopre che in realtà è un’altra persona. Seguo.

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