Il ritardo

Dove eravamo rimasti?

Colpo di scena. Cosa farà adesso Maria? Maria si dirige decisa verso il vero Marco (100%)

Infanzia

Maria era nata  in un quartiere di Napoli. La madre aveva un piglio energico, e tutti la chiamavano La Comandante. “Io ho sofferto, non posso permettermi  di stare ancora male” di solito diceva. Aveva costruito un fortino attorno a sé e ai suoi e scattava come un animale che difende il territorio  se avesse anche soltanto lontanamente fiutato puzza di frodo contro la sua famiglia. Il marito e i due figli la amavano di un amore zoppicante e incerto. Con sguardo fermo aveva detto ai due  che la vita era una battaglia, che lei non avrebbe loro nascosto nulla. “Mamma, raccontaci una storia” imploravano i due e lei rispondeva: “Le storie sono per i deboli creduloni, noi siamo cercatori di verità”.  I due erano cresciuti mentre la realtà nella  brillava nella sua crudezza.  La madre aveva poi stabilito in modo rigoroso il numero di baci da elargire ai figli. Non li prendeva nel lettone neanche quando la febbre li divorava, ma era capace di affrontare nottate al loro capezzale senza un cedimento. Quello era il suo amore, diceva. Altri modi non ne conosceva. Vestiva non curandosi per niente dell’aspetto e le altre madri la temevano ma, nel segreto delle loro case, la criticavano. Maria a sette anni dichiarò di chiamarsi così, ignorando la sua apparenza al genere maschile. Era stata abituata a vedere la realtà, e, in questo caso, la verità era il suo desiderio di essere femmina.  Voleva solo giocare con le bambole e vestire come le altre bambine.  Ci  fu una riunione di famiglia a porte chiuse e ognuno disse la sua. La madre affrontò la questione con il consueto pragmatismo. “Da questo momento si chiama Maria” e nell’intera cucina risuonò il rumore del bustone pieno di abiti nuovi atterrato  sul tavolo. Fuoriusciva un vestito inequivocabilmente femminile. 

“Se vuole, crescerà i capelli e si vestirà con abiti da bambina. Difenderemo la sua decisione”.

Sulla cucina era calato un silenzio denso.  Nessuno poté  obiettare nulla.

   Adesso in quel bar surriscaldato  la verità era questa: il tizio che Maria aveva davanti non era quello con cui aveva chattato. Si alzò precipitosamente, nel timore che la sagoma che aveva che aveva visto fuori potesse sparire. Afferrò velocemente la borsa e biascicò un saluto rimasto intrappolato fra i denti. Corse fuori, e, appena fu vicina al ragazzo, gli posò una mano sul braccio.  

  Una corrente di riconoscimento percorse il suo corpo; Maria credeva in certi suoi poteri che erano come le terminazioni sensibili di un animale a tentacoli. Dai tempi della nonna le sensazioni erano porte che si aprono sul mondo degli altri. Li usava poco, ma  il vero Marco l’aveva davvero stupita.

   Si erano conosciuti solo una settimana prima sulla chat di un famoso sito di appuntamenti. Le mani della ragazza erano incerte quando scorrevano il monitor alla ricerca della persona giusta. Il sistema, per quanto discutibile, acuiva la sensazione del controllo sulla vita propria e degli altri

Poco dopo si erano trovati a parlare in una chat.

“Ehi, come stai?” aveva detto lui.

“Ciao, piacere”

“Strano fare la conoscenza così”

“Vero, ma così si può avere il tempo di conoscersi, di vedere come e soprattutto se l’altro ragiona. A ma pare che pochi lo facciano”

“Sembri una severa, un po’ austera, una luterana monastica dei social”

“Un po’ me lo riconosco, ma sono una che fa tutto seriamente”

“È un modo per sbarazzarti di me dopo cinque minuti che mi hai conosciuto? Potrebbe anche piacermi l’austerità e la severità luterana che arriva come una fitta (Ahia!) dalle tue parole”

“Ahahahahh! Ma che dici?”

“Dico che il tuo modo di ragionare già mi piace. Che fai nella vita, Maria?”

“Sono laureata in matematica, e adesso studio  filosofia”

“Caspita, sei una che non perde tempo, vai forte. Immagino pure con brillanti risultati”

“Sì, ma, ma adesso mi imbarazzo così. Lavoro anche, se è per questo. Filosofia è un tipo di studi che ho cominciato per me. Perché mi piace riflettere su come si muove il pensiero”

“Il pensiero si muove? Sì, forse hai ragione, è un mostriciattolo che si muove pure troppo”

“Vero, eh? Tu, invece?”

“Io sono psicologo, ho da poco finito il tirocinio. Vita dura e grama. Ma, come te,  mi piace la mente, la voglio esplorare”

Maria aveva avuto una scossa di riconoscimento. Certo, di ragazzi che amavano l’introspezione ne aveva conosciuti, ma poi si era sempre ritratta. Questo Marco aveva agganciato una sua corda, e ci stava lavorando. Sarebbe anche potuto entrare nel suo mondo.  Arrivata ai baci, di solito Maria si scostava in modo brusco. Rimuoveva il problema, ne rinviava la soluzione a quando avrebbe affrontato l’intervento. In realtà, in certi momenti avvertiva  di non poter più procrastinare.  L’interesse, quando scattava, alimentava una fiumana che lei non riusciva ad arrestare. La notte, mentre pensava, si girava e rigirava nel letto che produceva leggeri scricchiolii, tuttavia udibili dalla madre nella stanza vicina. Occhi sbarrati nel buio, la madre pensava a come aiutare questo suo figlio infelice

Cosa succede fuori al bar?

  • Marco e Maria si avviano verso un altro locale (60%)
    60
  • Marco si ritrae infastidito (0%)
    0
  • Il ragazzo del bar segue Maria, più interessato di quel che smebrasse (40%)
    40
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43 Commenti

  • Ciao, mi interessa sapere che farà Maria, può essere il suo un ruolo divisivo, o al contrario un motivo di incontro?
    Spero di saperlo presto. Brava tutto ok, l’unico appunto piccolissimo: il soggetto nella prima frase: se ci fosse stato avrebbe agevolato il lettore a ricollegare… 👀
    Ciaooo🌻🙋

  • Capitolo 6)

    Ciao Marianna!
    La stagione di The incipit si è conclusa, quindi non potrò recuperare in video la storia, ma lo farò come tutti gli altri 🙂
    Ho trovato questo risvolto un bel colpo di scena, abbastanza inatteso, a tal punto da ribaltare proprio la situazione. Voglio vedere in che modo emergerà la notizia del suicidio, anche per esaminare più da vicino il taglio che vorresti dare alla storia.
    Mi pare che fili tutto liscio per questa parte.

    Aspetto di leggere il prossimo!
    Ciao!

  • Ciao Marianna! Ho letto con curiosità anche questo capitolo che però mi è sembrato un po’ più statico e un po’ meno scorrevole dei precedenti. La curiosità però rimane alta e vorrei sapere se Luca e Marco si conoscono o comunque i rapporti fra i due…
    A presto!

  • Ciao Marianna_2,
    ho votato per l’orologio della nonna. Le altre due ipotesi mi sembrano poco probabili, troppi peli non vanno più, né per gli uomini né per le donne, tantomeno per chi donna vuole apparire.
    Il problema di Maria resta e secondo me, più resta più diventa grande.
    I piccoli consigli, vedo che te li hanno già dati, non aggiungo altro. A presto.

    • Ciao Giuseppe. Grazie per la lettura che risulta sempre piuttosto utile per vedere come le cose scritte prendono vita. No no, quanto al testo mi piacerebbe renderlo meno monolitico ma devo capire meglio questa faccenda degli asterischi per staccare i blocchi. La prossima volta ci provo con una maggiore determinazione. Come dicevo prima a Lou, questa è una palestra in cui far emergere degli automatismi della scrittura, rifletterci e modificarli se appesantiscono. Alla prossima

  • Ciao Marianna.
    Voto il terzo incomodo e vediamo che succede. La narrazione ora è più leggera, e facile ma nella seconda parte potevi forse fare qualcosa in più per snellire il paragrafo. Nel complesso bene, si vede che ci stai dedicando la giusta attenzione. Direi di inserire il terzo incomodo per complicare la situazione e trovare spunti interessanti. Buona domenica, alla prossima.🙋🌻

  • Strana persona, la tua Maria.
    Seria, studiosa, non interessata al sesso facile, con seri problemi d’identità di genere.
    Cosa cerca nei siti d’incontro?
    Sono curiosa di saperne di più.
    Ho votato per il ragazzo che la segue. Chissà non sia interessato proprio a quel tipo di persona. Certo lei l’ha spiazzato con la rivelazione ex abrupto.
    A presto Marianna_2.

  • Ciao Marianna. Il flash-back ci sta tutto.
    Adesso ne sappiamo qualcosina in più di Maria e della sua storia personale. Attenzione ai refusi che sono sempre in agguato. Per separere i paragrafi usa un semplice asterisco, come suggeriva qui sotto G. G.

    *

    Nun c’azzecca niente, lo so, ma m’hai fatto tornare alla memoria mia nonna Crescenza, madre di mia madre e di altre sette fanciulle (le mie terribili zie). I suoi generi (mio padre compreso) l’avevano ribattezzata: ‘A Carabiniera, il perché lo puoi immaginare. Una roccia e guai a chi gli toccava le figlie.

    • We caro Lou. Non so davvero come sia potuto succedere, di solito presto maggiore cura ma stavolta forse ,non essendo molto sicura in generale sullo sviluppo, sono stata precipitosa e ci sono finiti dentro i refusi. Per quanto riguarda la rievocazione della nonna m, vuol dire che abbiamo le stesse suggestioni. A presto

  • Capitolo 4)

    Non mi riesce di registrare neanche per questo capitolo, ma spero bene per il prossimo!
    La scrittura è sempre buona, ma…
    Prima cosa: è evidente che ci sia stata una certa fretta nel voler pubblicare. Il testo presenta diversi refusi che, con una più lenta e curata revisione, avresti di per certo potuto evitare. Nulla di troppo grave, beninteso, ma la poca cura si riflette anche sull’impostazione del capitolo. Siamo tornati al blocco unico, tipico della scrittura di fine e inizio ottocento, ma legata perlopiù al bisogno di essere stretti.
    Gli spazi ci sono, quindi conviene sempre far respirare il testo, sia per far riprendere fiato al lettore, sia per alleggerire la mole di informazioni registrate. L’impostazione del sito, poi, non aiuta di certo. Credo tu abbia inserito delle pause più lunghe, magari proprio nel passaggio tra il passato e il presente, ma qui spariscono. Alcuni autori di The Incipit, me compreso, tendono a separare le parti con l’inserimento di un asterisco, così che possa essere più chiaro anche al lettore.
    Come già suggerito in passato, fintanto che nella narrazione c’è una sola linea di dialogo, legate alle memorie, ci sta lasciarla all’interno del blocco. Ma se avvengono dei veri e propri dialoghi, a quel punto è essenziale staccarli dal narrato.
    Voto affinché vadano altrove, anche se logisticamente non trovo abbia granché senso, a meno che tu non finisca per specificare che Maria, dopo il disguido, voglia andarsene.
    Ancora una volta, mi trovo riflettere sull’aspetto estetico di questi personaggi. Nei siti d’incontri, le chat, generalmente una foto è sempre visibile, quindi andrebbe specificata la volontà dei due di non vedersi sino al primo incontro; però, questo andrebbe in confitto con il fatto che Maria possa aver riconosciuto Marco.
    Di certo, almeno uno dei due, non trovando l’altro, avrebbe dovuto mandare un messaggio all’altro per consigliare di trovarsi fuori dal locale o simili. Potresti giustificare l’errore con una somiglianza pazzesca fra i due “sconosciuti”.
    In conclusione, teniamoci questo personaggio incontrato per caso per un potenziale risvolto futuro, magari un incontro casuale che porterà a conflitti e simili 😉

    Spero i miei consigli siano utili.

    A presto!

    • Ciao Giuseppe. Dei refusi mi ero resa conto anch’io. Tra una variazione e l’altra per far quadrare i conti dei caratteri mi sono proprio sfuggiti. Quando al resto la faccenda del blocco è giusta, e io sono anche piuttosto ottocentesca nel mio modo di raccontare. Quanto all’evoluzione della storia sono un po’ in stallo. Le tue osservazioni sempre giuste, eh! Un saluto e a presto

  • Capitolo 3)

    Ehi!
    Questa volta non mi riesce di registrare, quindi recupero il capitolo in silenzio. 😀

    Mi pare che sia andato tutto abbastanza liscio, ed è stuzzicante il discorso, per quanto abbastanza surreale, ma non impossibile, in presenza di uno sconosciuto. Io potrei essere una di quelle persone, se accompagnato dalla buona giornata e un paio di buone birre! 😀
    La questione delle “mutandine” del capitolo precedente, in questo caso, appare davvero poco credibile. Per quanto uno possa far finta di niente, “l’ingombro” è una costante sensibile e abbastanza sciolta, anche nei casi più contenuti. Quindi è poco convincente, specie con indosso una gonna. Poco convincente, ma non impossibile: la storia è tua! 🙂
    Aspetto di scoprire come si evolverà la situazione.

    Complimenti per il capitolo.

    Alla prossima!

  • Ciao Ladis, sto prendendo familiarità con la pagina, che trovo stimolante proprio perché ti costringe a lavorare di trama. È una grande occasione di crescita. Leggerò tutti i racconti perché la scrittura trae spunto dal confronto. Sì, l’espediente è un po’ macchinoso e devo armonizzarlo meglio. Grazie mille! Alla prossima

  • Ciao Marianna,
    il tuo racconto è molto ben scritto, attuale e intrigante. Mi sono piaciuti molto i dialoghi, li ho trovati particolarmente realistici e mi sembrava di partecipare alla scena come se fossi lì. Colpo di scena davvero inatteso, vediamo come proseguirei! Unica cosa che ho trovato un po’ poco realistica è la dimenticanza dello slip (se davvero di dimenticanza si tratta) per il resto non vedo l’ora di conoscere il seguito! Buona scrittura e a presto, ti seguo.

  • Ma che bello questo scambio tra i due! Bello perché vero. E tanto vero da trascinare il lettore in quel pub ché, oh, a me è sembrato di esser lì in certi momenti e di aver ascoltato la conversazione tra i due mentre sorseggiavo distrattamente una birretta. Brava Marianna. La rivelazione finale giunge completamente inattesa. Forse un po’ troppo. Na cosa del genere andrebbe seminata un minimo. Potrei essermi distratto ma non credo tu l’abbia fatto. Correggimi se sbaglio.

    • Ciao Luigi. Meno male che io dialogo risulta credibile. Ho sempre paura che possa suonare artificioso. Quanto all’altro aspetto ho voluto inserire un colpo di scena, ma tu hai ragione. È un’idea che mi è venuta all’improvviso. Alla prossima!

  • Alla faccia del bicarbonato di sodio!
    Sarò poco al passo coi tempi ma a me certe cose ancora fanno un certo effetto.
    Ha un bel coraggio Maria a cercare compagnia celando un tale segreto, qualcuno ancora ci fa caso!
    Io credo che debba raggiungere il vero Marco, in fondo glie lo deve.
    Il dialogo è ben scritto, credibile, ben giocato da voci e pensieri.
    Complimenti
    🙋🌻

    • Ciao Ottaviano! Allora, ho superato la prova dialogo, tipo prova-costume? A parte gli scherzi, mi fa assai piacere che il dialogo, nel complesso, funzioni e che suoni naturale. Quanto all’altro fatto, beh, volevo introdurre un elemento sorpresa. Alla prossima!

  • Capitolo 2)

    Ehi!

    Questo capitolo è impostato sicuramente meglio: respira di più. Tuttavia, nella parte che va dal: “Ma sei tu” ritorno il problema del blocco unico. Trovo che la storia avrebbe giovato di maggiori pause in questo passaggio, staccando letteralmente i dialoghi dalla narrazione.
    Per il resto credo il capitolo tenga abbastanza bene, benché i dialoghi possano apparire un po’ robotici: il mio consiglio è sempre quelli di provarli a voce alta, se possibile con l’aiuto di un’altra persona, e ascoltare come suonano. I dialoghi sono sempre difficili! 🙂
    L’idea mi piace, voglio vedere dove ci porti!

    Spero di essere tornato utile.

    Trovi la lettura sempre su Youtube:
    https://youtu.be/pmwbt_E1FCw
    Alla prossimo!

    • Ciao! G.G.Pintore. Suggerimenti utilissimi. La faccenda del blocco ( in napoletano “Chiummo”) non sei il primo a dirmela. Ci provo e poi mi dimentico di dividere. Al prossimo episodio devo ricordarmelo assolutamente. Ottima palestra questa e grazie mille per la lettura

  • Ciao Ottaviano.1, grazie mille dei suggerimenti. In effetti quando uso i trattini mi incasino. La gestione dei dialoghi è una cosa che mi manda in crisi. Meglio le virgolette, ma volevo rendere il tutto un po’ più moderno e anglosassone (dato che sono antica!). La frase detta da Maria sa forse un po’ di spiegone. Adesso provo un po’ a orientarmi fra i racconti. Alla prossima!!!

  • Ciao “prof”,
    Voto l’equivoco, gli indizi ci sono tutti, e sicuramente aiuta a tessere una trama interessante e divertente.
    Bello il racconto, la nonna e la strana percezione.
    Una costruzione garbata e sciolta la tua molto piacevole da seguire.
    Due piccole cose:
    “Lui non può farmi del male , ormai mi conosce. Siamo una specie di unico organismo con pensieri che battono all’unisono “si era detta. In questa affermazione Maria forse sta mentendo a se stessa? Se così non fosse la cosa sarebbe un tantino poco realistica.
    Seconda cosa, succede a tutti, attenta alla gestione del trattino nei dialoghi, che ha delle regole da seguire.
    Continuo a seguito con piacere, ciao!🙋🌻

  • Grazie, anna genna. Sto prendendo familiarità con la pagina. All’inizio non mi era tutto chiaro. Trovo utilissimo e divertente il modo di procedere. Per una logorroica come me avere dei punti di svolta della trama è importante, altrimenti mi perdo nelle descrizioni. Mi ancora ai fatti. Adesso vediamo un po’ come far trovare nei guai la povera MAria

  • Ben arrivata su ThI, Marianna. ho appena letto i due capitoli della tua storia, ho trovato piacevole il tuo stile, scorrevole e immediato. Ben descritta la tua protagonista, una specie in estinzione.
    Ho votato per l’equivoco, il ragazzo che giunge è quello della chat. Una situazione spinosa! Sono curiosa di sapere come evolverà il racconto. Alla prossima, Marianna, ciao.

  • Capitolo 1)

    Ehi! Mi sembra di leggerti la prima volta, quindi… benvenuta su the incipit!
    Se la cosa può farti piacere, ho letto la tua storia su Youtube, insieme a quelle di altri autori! 😉
    Continuerò, se vorrai!

    Per quanto riguarda la storia, l’incipit risulta ben scritto e scorrevole. Tuttavia, voglio segnalarti l’effetto che risulta durante la lettura, specie a voce alta. Magari è colpa dell’impostazione del sito, che ogni tanto fa perdere la formattazione originale. Pur rispettando la punteggiatura, risulta tutto come un unico grande blocco. Il racconto gioverebbe di più spazi. Potresti separare i dialoghi, rendendoli più incisivi, e distanziare i passaggi tra determinate azioni, offrendo al lettore una divisione più chiara degli eventi.
    Il resto mi pare tutto impeccabile. Complimenti!
    Trovi la lettura qui:
    https://youtu.be/36tdu59fakw
    Al prossimo episodio!

    • Grazie della lettura! Sì, sono nuova e sto cercando di orientarmi. Ho capito perfettamente il senso di quello che dici. Il blocco unico non giova perché appesantisce. Non sapevo di questa possibilità di sentirlo leggere è un ottimo modo per enfatizzare le pause e dare maggiore dinamismo. Davvero grazie. Continuo e comincio un po’ a muovermi nella piattaforma. A prestissimo!

  • Cara prof, sei brava e simpatica è la tua eroina demodé. I suoi grandi occhi azzurri sono una bella presentazione, ma inutile visto che l’uomo già la conosce.
    Ottimo incipit intrigante e completo che mette curiosità.
    Ti seguo, ciao 🌻

  • Ben scritto. Personaggio delineato con cura e grande attenzione ai dettagli. Maria è la brava ragazza della porta accanto incapace di adeguarsi alle regole della nuova socialità. Un personaggio che, immagino, vedremo evolversi nel corso del racconto. È un ottimo incipit. Per iniziare io direi di mettere la tua protagonista un po’ a disagio: Maria crede di incontrare il ragazzo con cui ha chattato ma scopre che in realtà è un’altra persona. Seguo.

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