Il tessitore di trame

Dove eravamo rimasti?

Vidal raggiunge Salvador e Nessuna delle precedenti (50%)

Perché?

Era ancora assorto nei suoi pensieri quando la porta si aprì con un cigolio di cardini. 

Vidal fece il suo ingresso nella stanza, con addosso la semplice calzamaglia che metteva in risalto la sua corporatura muscolosa e delineata. A coprire l’ampio torace una semplice tunica di lino bianco, dalle maniche lunghe fino ai polsi. 

Richiuse adagio la porta, appoggiandosi ad essa con la schiena ed incrociando le braccia sul petto, fissando in direzione di Salvador. 

Il ragazzo scattò in piedi all’ingresso del padrone, restando però fermo sul tappeto, senza osare fare un passo verso di lui. 

Vidal sorrise allungando l’angolo della bocca. 

-Perché?- domandò a bruciapelo, guardando negli occhi Salvador

Accidenti, in che guaio mi sono cacciato

Per la prima volta, da quando era stato acquistato da Vidal, Salvador aveva paura di lui. Non ne aveva mai avuta fino ad ora, si era sempre comportato bene con lui. E io cosa ho fatto? Dono scappato a causa di alcune dicerie! Ora come faccio a tirarmi fuori da questa situazione? 

Salvador teneva lo sguardo fisso per terra, troppo imbarazzato e mortificato per sostenere lo sguardo di Vidal.

-Sto aspettando Salvador, perché?-  insistette Vidal, questa volta con vene di durezza nel tono. 

All’apparenza pareva tranquillo, ma non si poteva mai sapere.

Salvador aprì la bocca per dire qualcosa, ma la richiuse subito dopo. Nel turbinio di pensieri che gli attraversavano la mente non ne trovava nemmeno uno in grado di fornirgli una scusa plausibile. 

-Salvador?- Vidal pronunciò il suo nome in modo quasi ironico, evidentemente iniziava a spazientirsi. 

Avanzò in direzione del ragazzo, che a quello spostamento di fece un balzo indietro. 

-Faccio davvero così paura? Sta tranquillo- disse, andando a sedersi sul bordo del letto -Salvador ti conviene dirmi il motivo per il quale sei scappato, perché fino ad allora non ti lascerò uscire da questa stanza-

Salvador deglutì a vuoto, e si schiarì la voce un paio di volte

-Le guardie dicevano che…- pronunciò infine, fermandosi prima di terminare la frase

Vidal aggrottò un sopracciglio, senza capire bene quello che il ragazzo stava dicendo 

-Va avanti, non ti preoccupare, cosa ti hanno detto i miei uomini?- 

E bravo Salvador, ora cosa gli dici? Che i suoi uomini ti hanno detto che preferisce il sesso maschile? E che tu sei fuggito per questa ragione senza che ti facesse nulla

-Salvador ti avviso che sto iniziando a spazientirmi, e lo sai bene che sono stato anche troppo indulgente oggi con te-

Salvador annuì, -Si signore, lo so-

-Se davvero lo sai rispondi alla mia domanda-

Coraggio, forza e coraggio, si disse

-Io…non volevo scappare- Vidal lo guardò quasi divertito 

-Ah no?- 

-O meglio, non sarebbe stata mia intenzione scappare se le.guardie non mi avessero messo paura nei vostri riguardi-

Vidal si passò una mano sui capelli rasati, massaggiandosi le tempie subito dopo

-Scusa ma non ti capisco: sei scappato perché i miei uomini ti hanno fatto paura raccontandoti aneddoti su di me, oppure sei scappato perché avevi realmente qualcosa da temere da parte mia?-

Salvador sgrana gli occhi. Era già una grossa disobbedienza la sua presunta fuga, ora ci mancava solo che Vidal pensasse che stesse nascondendo anche altro

– No, ve lo giuro signore, non ho fatto niente e non credo di avere nulla da temere da voi- disse con tono sicuro anche se un poco vibrante nell’ultima parola. 

Il suo padrone lo fissò per qualche interminabile secondo, prima di alzarsi nuovamente dal letto

-Va bene, ti credo- asserì -e voglio anche precisare una cosa Salvador, che probabilmente avrai già constatato da solo, e credevo lo avessi capito, ma a quanto pare non è così-

Si fece più vicino al ragazzo, avanzando un passo dietro l’altro.

Salvador procedeva all’indietro, ad ogni passo avanti di Vidal ne seguiva uno indietro del servo

Di colpo Vidal si mise a ridere -Vuoi stare fermo?-

Salvador procedette fino a che non si ritrovò con le spalle al.muro, e Vidal ne approfittò per farsi sempre più vicino a lui, fino a bloccarlo completamente con il suo corpo. 

Superava il ragazzo in altezza di due o tre spanne, e non gli fu difficile tenerlo braccato in quel poco spazio tra se stesso ed il muro. Gli afferrò il mento delicatamente, costringendolo a guardarlo mentre parlava. 

-Ho quasi più del doppio della tua età Salvador, non mi diverto a tormentare i servi per futili motivi, nè mi piace impartire punizioni al minimo errore- gli sorrise, mentre Salvador lo guardava ammutolito -tuttavia, se vengo messo alla prova troppe volte, la mia indole pacifica potrebbe avere, come dire, delle falle, ci siamo intesi?-

Appoggiò le mani al muro, bloccando Salvador tra le sue braccia -allora?- 

-Si, si signore-

-Bravo ragazzo- si scostò di colpo da lui, andando verso la porta -Sai Salvador, hai una carnagione molto chiara per essere un servo, mi dispiacerebbe dover colorarti quelle antiche di vermiglio-  sorrise beffardo e strizzandogli l’occhio uscì dalla stanza. 

 

Dopo la conversazione ed il chiarimento con Vidal, Salvador...

  • Si avvicinerà di più a Vidal (0%)
    0
  • Cercherà di rifuggire le attenzioni di Vidal nei suoi confronti (25%)
    25
  • Tenterà di farsi notare il meno possibile (75%)
    75
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14 Commenti

  • Ciao Elena, mi conosci come Fenderman, sono sempre io…
    Stavolta ho colto una serie di piccole imprecisioni. Nessun errore ma particolari che un poco stridono e che potresti sicuramente migliorare con una revisione più approfondita. Ti faccio due o tre esempi:
    “brulicava di variopinte bancarelle” le bancarelle stanno ferme e brulicare indica un movimento.
    ”entrò cigolando nelle mura…” in questo caso puoi trovare una espressione più giusta “es: dalle mura, oppure varcando le mura…
    L’ultimo:
    “seppur intersecandosi alla perfezione” le persone non si intersecano, lo fanno le rette, i binari, le traiettorie, ma non le persone. Avresti potuto omettere l’espressione oppure per esempio dire semplicemente: ‘ senza scontrarsi’.
    Prendi i miei consigli e fanne ciò che vuoi, la storia è tua e io sono il tuo modesto lettore.
    Comunque la storia mi piace, è colorata, viva e piacevolissima. Ti seguo, ciao.🙋🌻

  • Ciao Elena,
    beh, in fondo, poi lo ha perdonato.
    Sei su un giusto binario, viene voglia di partire con te.
    Unico consiglio è sempre la punteggiatura: non credere che eliminare i punti a fine periodo faccia risparmiare caratteri, meglio riformulare la frase e risparmiarne tanti; e poi è sbagliato, stai scrivendo e quello che scrivi rimane, e parla di te (come autrice, ovvio).
    Ci sono un paio di piccoli refusi e vai così!
    Ciao!🙋🌻

  • Ciao a tutti! Vi chiedo scusa per i refusi presenti in alcune parole di questo testo, purtroppo la tastiera del PC ha subito dei danni ed i caratteri si mescolano in maniera inappropriata, scrivendo una parola diversa da quella pensata.
    Per esempio, nell’ultima frase di Vidal non è “antiche” ma “natiche”

  • Ciao benvenuta,
    Mi associo al commento di Anna Genna nell’apprezzamento per la storia.
    I consigli sono gli stessi, in particolare l’uso del trattino nei dialoghi.
    Lungo (—) per partire e chiudere il parlato; medio (–) negli incisi; e corto (-) solo nelle espressioni in cui due parole sono legate.
    Un’ultima cosa: che è successo all’ultima frase?
    Ciao, buona giornara!🙋🌻

  • Ciao Elena_96,
    ho votato la terza opzione, mi incuriosisce di più. L’incipit è accattivante e in generale scorrevole, un po’ confuso in questo capoverso (Preferire vagare per la boscaglia di notte, con tutti i predoni che risiedevano fuori le mura del castello e con il rischio di essere ucciso non lo allettava tanto quanto quella mattina). La storia promette bene, perciò, ti seguo. Ti consiglio di rileggere bene prima di pubblicare, facendo attenzione soprattutto alla punteggiatura. Vai avanti, ti aspetto alla prossima.

    • Ciao Anna Genna, e grazie mille per aver letto questo primo capitolo.
      Si, hai ragione, quella frase non è spiegata bene per niente (eppure giuro che nella mia testa aveva senso)
      Ammetto che questo capitolo l’ho scritto ieri notte, direttamente dal telefono ed inviato subito (pessima idea quella di non rileggere o fare le cose con calma)
      Grazie ancora

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