Il tessitore di trame

Dove eravamo rimasti?

Salvador arriva davanti alla porta dello studio di Vidal per portargli il pranzo. Cosa fa? Bussa e attende che Vidal risponda. (50%)

Separazione

Salendo adagio i gradini, tentando di bilanciare il peso delle pietanze, con non poche articolate mosse, Salvador tornò di fronte alla porta della stanza del padrone. Senza indugi posò il gomito sulla maniglia e fece forza affinché i cardini cigolassero e si aprissero sotto la sua spinta. L’interno era vuoto e silenzioso, fatta eccezione per il crepitare del camino acceso. -Signore?- chiamò, guardandosi attorno. Non ricevendo risposta, adagiò il vassoio sullo scritto e fece per andarsene quando il luccichio di alcune monete incustodite attirò la sua attenzione. Si trattava di cinque piccole pile di monete, poste una accanto all’altra, sopra un registro aperto. Avvicinandosi, passò piano l’indice lungo il bordo delle monete, consapevole che fossero molto più di quanto avrebbe mai avuto in mesi di lavoro. Fece vagare lo sguardo sul registro, anche se servì a ben poco essendo analfabeta. Tuttavia riconobbe il suo nome, scritto in una bella grafia corsiva al termine di una serie di cifre precedute da date in colonna. 11 Marzo. 15 Aprile. 20 Maggio. Salvador tentò di fare mente locale: a Marzo la nave su cui era imbarcato aveva fatto attracco al porto Spagnolo e successivamente era stato venduto ed acquistato al mercato degli schiavi di Pamplona.  Se solo avesse saputo leggere!

-Prima scappi e ora pensi di derubarmi?- la porta venne chiusa con un rumore stridulo e il cuore di Salvador fece una capriola. Indietreggiò dallo scrittoio con uno scatto, associrando al padrone che non era sua intenzione rubare. 

-Sta calmo Salvador, calmo- rispose lui con tono pacato – non ti puoi spaventare così ogni volta che mi rivolgo a te, a meno che- aggiunse, con un sorriso di scherno, – tu non abbia qualcosa da temere-

Salvador deglutì, fissandolo senza proferire parola. 

-Ce l’hai?- incalzò Vidal, indicando il registro.

-No signore, lo giuro no- asserì il ragazzo. 

-Hai trovato di tuo interesse i dati inseriti nei registri della tesoreria del castello?- aggiunse Vidal, sedendosi allo scrittoio ed invitandolo a fare altrettanto con un cenno della mano. Sentendosi sulle spine, ma obbediente al tacito ordine, Vidal prse posto su di un piccolo sgabello. 

-No signore, ho solo riconosciuto il mio nome. Ho…- una fitta di imbarazzo pervase il ragazzo mentre si apprestava a comunicare quanto già il suo padrone sapeva: non sapeva leggere né scrivere. Ammetterlo era difficile seppure estremamente comune per la gente come lui, che però, a differenza di altri, era sempre stato dotato di grande intraprendenza e apprendimento. 

-Hai?- la voce calda di Vidal lo riportò alla realtà. 

Sospirando proseguì -Ho solo imparato a riconoscere il mio nome quando viene scritto, non sono in grado di leggere o scrivere, e non volevo in alcun modo rubare ve lo giuro-

Una volta che il vassoio fu completamente ripulito, Salvador si apprestò a resettare lo scrittoio, riponendo piatti e posate impilati gli uni sugli altri e scrollando le briciole dal tavolo.

-Non farlo di nuovo Salvador- Vidal gli appoggiò una mano sulla spalla, e quel semplice gesto bastò a pietrificare il servo.

-Se tenterai nuovamente di scappare sarò costretto a punirti o ne andrà della mia reputazione e nel regno penseranno che ho le spalle morbide-

Fissò Salvador negli occhi – Hai capito bene?- 

Il ragazzo annuì brevemente e la sua uscita dalla stanza fu accompagnata da uno schiaffo di Vidal sul suo posteriore. 

Cosa accadrà durante la cena?

  • Farà il suo ingresso un nuovo personaggio femminile (0%)
    0
  • Un mercante chiederà riparo per qualche giorno (0%)
    0
  • Vidal proporrà a Salvador di imparare a leggere e scrivere (100%)
    100
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17 Commenti

  • Capitolo 4)

    Ciao Elena!

    Il capitolo mi pare che riesca nel suo intento, anche se i consigli di Fenderman – quelli riguardo la punteggiatura – sono ancora validi anche per questo capitolo. Con un pelo di revisione in più, ci siamo 😉
    Sonno contento che tu stia riuscendo a proseguire con la storia!

    Alla prossima!

  • Ciao, ho recuperato i primi capitoli della tua storia in questi giorni. Mi è piaciuta la tensione che hai creato tra i due personaggi: ora sono curioso di vedere come si risolverà. Ho votato per le lezioni per Salvador 🙂
    Ho trovato qualche refuso qua e là, che potresti risolvere con qualche rilettura in più.
    Buona scrittura.

  • Ciao Elena, mi conosci come Fenderman, sono sempre io…
    Stavolta ho colto una serie di piccole imprecisioni. Nessun errore ma particolari che un poco stridono e che potresti sicuramente migliorare con una revisione più approfondita. Ti faccio due o tre esempi:
    “brulicava di variopinte bancarelle” le bancarelle stanno ferme e brulicare indica un movimento.
    ”entrò cigolando nelle mura…” in questo caso puoi trovare una espressione più giusta “es: dalle mura, oppure varcando le mura…
    L’ultimo:
    “seppur intersecandosi alla perfezione” le persone non si intersecano, lo fanno le rette, i binari, le traiettorie, ma non le persone. Avresti potuto omettere l’espressione oppure per esempio dire semplicemente: ‘ senza scontrarsi’.
    Prendi i miei consigli e fanne ciò che vuoi, la storia è tua e io sono il tuo modesto lettore.
    Comunque la storia mi piace, è colorata, viva e piacevolissima. Ti seguo, ciao.??

  • Ciao Elena_96,
    per i consigli ci ha già pensato Fenderman, non voglio ripeterli.
    La storia continua ad essere interessante. Vidal è un personaggio affascinante, inprevedibile, facile innamorarsene, Ma, nel caso di Salvador, che ha altre tendenze, io proporrei un basso profilo, per ora. Poi chissà…
    Alla prossima e buona domenica.

  • Ciao Elena,
    beh, in fondo, poi lo ha perdonato.
    Sei su un giusto binario, viene voglia di partire con te.
    Unico consiglio è sempre la punteggiatura: non credere che eliminare i punti a fine periodo faccia risparmiare caratteri, meglio riformulare la frase e risparmiarne tanti; e poi è sbagliato, stai scrivendo e quello che scrivi rimane, e parla di te (come autrice, ovvio).
    Ci sono un paio di piccoli refusi e vai così!
    Ciao!??

  • Ciao a tutti! Vi chiedo scusa per i refusi presenti in alcune parole di questo testo, purtroppo la tastiera del PC ha subito dei danni ed i caratteri si mescolano in maniera inappropriata, scrivendo una parola diversa da quella pensata.
    Per esempio, nell’ultima frase di Vidal non è “antiche” ma “natiche”

  • Ciao benvenuta,
    Mi associo al commento di Anna Genna nell’apprezzamento per la storia.
    I consigli sono gli stessi, in particolare l’uso del trattino nei dialoghi.
    Lungo (—) per partire e chiudere il parlato; medio (–) negli incisi; e corto (-) solo nelle espressioni in cui due parole sono legate.
    Un’ultima cosa: che è successo all’ultima frase?
    Ciao, buona giornara!??

  • Ciao Elena_96,
    ho votato la terza opzione, mi incuriosisce di più. L’incipit è accattivante e in generale scorrevole, un po’ confuso in questo capoverso (Preferire vagare per la boscaglia di notte, con tutti i predoni che risiedevano fuori le mura del castello e con il rischio di essere ucciso non lo allettava tanto quanto quella mattina). La storia promette bene, perciò, ti seguo. Ti consiglio di rileggere bene prima di pubblicare, facendo attenzione soprattutto alla punteggiatura. Vai avanti, ti aspetto alla prossima.

    • Ciao Anna Genna, e grazie mille per aver letto questo primo capitolo.
      Si, hai ragione, quella frase non è spiegata bene per niente (eppure giuro che nella mia testa aveva senso)
      Ammetto che questo capitolo l’ho scritto ieri notte, direttamente dal telefono ed inviato subito (pessima idea quella di non rileggere o fare le cose con calma)
      Grazie ancora

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