La Gatta ed i Gattini: il salvataggio di Angela

Dove eravamo rimasti?

Come si conclude la fiaba? In modo classico: con la punizione e la morte del cattivo (50%)

E vissero felici e contenti (beh, quasi tutti)

«Chi vuole cosa?» ripetè Demonia voltandosi verso il cane Angela.

Aprofittando della distrazione, Azure nel corpo di Demonia riuscì ad afferrarla. Per un istante si contorsero e poi Angela vide il mostro che Demonia era diventata, ritornare ad essere l’ibrido gatta/donna che era stata fino a pochi minuti fa. Nel momento in cui il corpo di Demonia si staccò dal corpo di Angela la foresta sembrò prendere vita.

«Non farle del male!» abbaiò Angela

«Non lo farò» rispose il Cervo

Il corpo di Angela afferrò il cane e fuggì. Quando si sentì al sicuro, lo posò a terra.

«Demonia – disse Angela – ma che cosa…?»

«No Demonia – rispose lei sorridendo – Azure» e la baciò

Angela si sentì di nuovo risucchiata nel suo corpo.

«Oh miao! – esclamò – Come facevi a sapere che il miaobacio avrebbe scambiato le nostre miaoanime?»

«Non lo sapevo. Ma quando sono stato sbalzato nel corpo di questo cane, qualcuno, credo la Gatta, non ne sono sicuro, mi ha detto che per rimettere le cose a posto dovevo “scambiare il respiro”»

***

Azure ed Angela giunsero dov’era il corpo del Principe, quando videro anche la madre arrivare. Si nascosero.

«Ora che la questione Angela è conclusa, vediamo di fartela dimenticare» disse la madre.

«Non così in fretta» disse una voce tutto intorno

La madre sbiancò.

«Che altro vuoi?» disse cercando di darsi un contegno

«Ti ricordiamo il Patto: ti abbiamo donato la fertilità, la magia, la nostra protezione, la possibilità di raggiungere il potere. Ma in cambio dovevi darci qualcosa»

«Ti ho dato un mare di cose, una per ogni cosa che ti ho chiesto. Persino mia figlia»

«Ci prendi in giro? – la voce si altera – Pensi forse di poterci abbindolare col giochetto dello scambio di anime? Angela non ti appartiene!»

«Ma non posso darti Demonia. Mi serve. Come faccio ad avere un pupo dal Principe senza una figlia che lo sposi»

«Una figlia l’ha già sposato»

«Ma per piacere! Cosa me ne faccio del loro amore?»

«Il tempo è scaduto. Il patto deve essere onorato»

Il libro prese fuoco, la foresta divenne scura, radici avvolsero le gambe della madre…

«No! Miaoaspetti!»

Angela corse incontro alla madre.

«È pur sempre mia miaomadre, Signor Bosco. Non può portarmela via. Chiedo di intercedere»

La foresta si diradò, il cervo e la Gatta fecero la loro comparsa. Parlarono ad una sola voce:

«Angela, tua madre aveva fatto un patto col Profondo Bosco: lei avrebbe donato un Figlio della Foresta, un fanciullo in grado di comprederci e fare da tramite col mondo umano, in cambio del dominio su tutte le terre circostanti. Per ottenere ciò, ci ha chiesto molte cose e noi gliele abbiamo date. Ma i suoi sacrifici non erano tali: cedeva sempre altri, niente che le interessava davvero. Poi ha iniziato a prenderci in giro, offrendoci cose che già possedevamo e che lei aveva pensato di sottrarci. Ed oggi, colmo dei colmi, pure qualcuno che non le apparteneva! Ci siamo stancati di questo giochetto: o onora il patto, o rinuncia a qualcosa o noi ci riprenderemo tutto, la sua lunga vita compresa!»

«Ma io vi miaocomprendo. Non potrei essere io la Figlia della Foresta?»

«No. Lei non ti ha mai istruito, non ti ha mai donato a noi, al massimo ti ha abbondonata a te stessa. No, Angela, non puoi onorare tu il patto perché lei non ti ha mai voluto come Figlia della Foresta; tu non appartieni a lei, fin dal giorno in cui ti sei introdotta nel Profondo Bosco»

«Non posso fare niente per miaosalvarla?»

«Cedigli la tua maledizione: per sempre ibrida tra donna e gatto nel Profondo Bosco e gatto fuori dai confini; ma almeno sarà viva»

«No! No! Significherebbe cedermi a loro! Non farlo o ti sbrano!»

«Ma madre, possibile che non comprendete che sto cercando di salvarvi»

«Cedendomi a loro? Affinché possano per sempre “divertirsi” con me? Se Demonia fosse qui…»

«Io sono qui Madre – una pantera fatta d’ombra si mosse tra gli alberi fino ad avvicinarsi – e se devo essere sincera, ho una gran voglia di ringraziarti»

«Ma che cosa ti è miaoaccaduto? L’ultima volta ti ho lasciata umana»

«Il cervo. Diciamo che è venuto a vendicarsi. Visto che tu non volevi uccidermi, ha deciso di esaudire il mio più grande desiderio… e mi ha fregato!»

«Il mostro che aveva sempre voluto essere» disse il Cervo

«Già, bloccata per sempre in un limbo da cui non posso far male a nessuno e tutti possono cacciare me!»

«Non ho detto che era un premio: tu e tua madre sarete per sempre creature del Profondo Bosco ed allo stesso tempo cacciate e bandite da esso perché la vostra presenza ci disgusta»

«Ma riconosciamo i sentimenti di Angela – aggiunse la Gatta – e vi offriamo una possibilità: se vi pentirete, un giorno potrete ritornare umane. Azure, Angela, per voi è tempo di ricongiungervi»

***

Più tardi Azure, Angela ed il seguito del Principe uscì dal bosco, con il testa Pallino a guidare il gruppo. Erano di nuovo umani. Angela era ancora incredula di quanto accaduto: era diventata una Figlia della Foresta, aveva sposato un Principe ed ottenuto il potere su tutte le terre circostanti e solo per aver un giorno aiutato una Gatta ed i suoi Gattini.

FINE

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140 Commenti

  • E dire che io, a causa di di Una disavventura accadutami da piccola, non ami particolarmente i gatti?; questa storia, invece, l’ho divorata, al punto che ho recuperato subito tutti i capitoli precedenti!
    Un giusto finale, dove i cattivi vengono sconfitti dai buoni (come ogni buona favola che si rispetti d’altronde)
    Ancora complimenti! (E poi chissà, magari un giorno potrei anche cambiare opinione su questi piccoli animali XD)
    -Rossella✨-
    Ps: se ne avrai tempo e voglia, ti invito a leggere la mia storia☺️

    • Ciao! I gatti sono magici: mia sorella aveva paura dei gatti. Poi si è ritrovata due micetti perché sì e si è innamorata di loro! Però non sono per tutti: mia nonna non li sopportava perché fanno quello che gli pare!

      Contento che ti sia piaciuta la storia e spero di averti tra i miei lettori anche nelle prossime storie. Intanto vado a leggermi la tua 🙂

      Ciao 🙂

  • Meno male che nelle fiabe poi vivono, i buoni, felici e contenti. Hai quadrato un cerchio complicatissimo in cui il mondo animale e quello umano se le sono date di santa ragione… Io, confesso, mi sarei perso, ma tu sei attrezzato in questo campo come nessuno. Complimenti e appuntamento a presto! Ciao!?

  • Capitolo 10)

    E così si conclude la storia… per ora.
    I finali sono sempre difficili, specie quando si hanno pochi caratteri a disposizione. Sono certo che avresti potuto darci una visione più completa della vicenda, così come hai già scritto di sotto – con un paio di capitoli in più. Alla volte, però, sono le storie a scegliere quanto spazio prendersi e perché, su questo ti capisco perfettamente. Non sono un amante degli spiegoni finali, ma concordo sul fatto che, in alcuni casi, più verosimilmente in una fiaba, sia necessario inserire una nota di chiusa alle vicende. O qualcuno che analizzi lo svolgimento dei fatti.
    Vederti crescere lungo la narrazione è stato interessante, e hai saputo riconoscere dei problemi presenti, e questo è indice di miglioramento e ricerca dell’evoluzione nello stile di scrittura, quindi continua così! 😉

    Ci rileggiamo a settembre, a questo punto. Ti frulla in testa già qualche idea?
    Alla prossima!

  • Ciao, un finale corposo, penso che tu sia riuscito a utilizzare tutti i caratteri e ti sei preso anche le giuste pause, perché è tutto molto chiaro e lineare. Mi sembra tu sia riuscito a trovare un finale equilibrato, nessuna crudeltà, ognuno ha avuto il giusto destino, Ti segnalo alcune “D” eufoniche che non servono (ed il seguito/ed allo stesso tempo). Di questo racconto mi è piaciuta molto l’originalità, i dialoghi con il “miao” al loro interno, la presenza di numerosi animali e i buoni sentimenti che alla fine vengono sempre premiati. Ti aspetto con un altro lavoro, nel frattempo ti auguro buone vacanze! 🙂

    • Grazie!
      Riguardante le “d eufoniche” da piccolo mi hanno fatto la capa tanta che vanno sempre messe (la mancanza delle “d eufoniche” corrispondeva ad un’insufficienza in Italiano) e quindi le metterò sempre 🙂

      Per il resto sono contento che il finale ti abbia garbato e spero di riaverti tra i miei lettori a Settembre, quando inizierò la nuova storia 🙂

      Ciao 🙂

  • Ciao, Red.
    Alla fine, tutto è bene quel che finisce… bene? Non per Demonia e sua madre; Se devo essere sincera, mi hanno fatto un po’ pena alla fine, poveracce.
    Ci sono dei passaggi poco chiari, soprattutto nella prima parte del capitolo, per esempio, nella frase: “«No Demonia – rispose lei sorridendo – Azure» e la baciò” non ho capito chi dice cosa a chi…
    Il Profondo Bosco sa essere crudele, ma anche giusto, come la natura davvero (a parere mio) sa essere, siamo noi quelli che pensano di poterla dominare, un giorno ci darà una bella lezione in proposito, anzi, credo che abbia già cominciato.

    Immagino che per un’altra storia aspetteremo fino a settembre, perciò ti auguro buone vacanze e ti saluto.

    Alla prossima!

    • Quella è stata la parte più difficile: Alla fine del capitolo precedente, Azure si era ritrovato nel corpo di Demonia, Angela nel cane e Demonia nel corpo di Angela. All’inizio di questo capitolo, Azure afferra Demonia e le loro anime si scambiano; quindi Azure finisce nel corpo di Angela e Demonia torna nel suo corpo. Solo che Angela non se ne avvede e pensa di parlare con Demonia e lei (lei perché è un corpo femminile) gli rivela di essere Azure e poi “scambia il respiro” con lei, riportandola nel suo corpo e lui tornando in quello del cane.

      Spero di averti chiarito, altrimenti fammi sapere ^_^

      Ciao 🙂

    • Se vi sembra che il finale sia un po’ accelerato è perché avevo scritto 6000 caratteri… spero comunque di essere riuscito a far passare la personalità del Profondo Bosco: gentile e generoso con chi l’aiuta, crudele con chi non ha rispetto (e la questione dei Patti è lasciata apposta fumosa).

      • Difetti che ho trovato in questa storia:
        – ho lasciato respirare un po’ troppo la storia e questo ha fatto sì che prendessi troppo spazio. Questo rende i personaggi più interessanti ma richiede molto tempo per dare il giusto peso alla storia (sarebbero serviti un paio di capitoli in più). Forse avrei dovuto giocare di più sugli stereotipi.
        – non sono ancora capace di fare i riassunti ed anche questi mi portano via troppo spazio che potevo invece sfruttare per far evolvere la situazione. In questo caso non so ancora come fare, visto che è un problema che mi porto appresso da un bel po’.

  • Ciao, Red.
    Un capitolo movimentato, con tanti passaggi, forse avresti potuto rallentare un po’, però so che sei al finale e devi chiudere la storia.
    Ti segnalo un refusino nella frase: Cosa avete combianto? Ma è poca cosa, sinceramente, con tutta questa carne al fuoco ci ho fatto caso solo perché stonava un po’ nell’insieme. Strano che il programma di scrittura non te lo abbia segnalato.
    Ci si rilegge al finale, io voto il modo originale, quale lo lascio decidere a te.

    Alla prossima!

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