Niente panico, è così che succede.1

Dove eravamo rimasti?

E adesso, dopo Trentotto... Succede un 48 per via del 78 (75%)

La cabala, amico, non sbaglia!

Palmira entrò tutta pimpante nella cucina di villa chimera. Aveva voglia di caffè, e voleva prenderlo con Bea la cuoca-tuttofare, che dopo una pausa seguita alla dipartita di Diletta, era ritornata per riprendere il suo vecchio lavoro.
La trovò intenta a controllare su televideo le estrazioni del lotto. La donna non la vide subito, continuava a guardare lo schermo e a imprecare debolmente.
— Bea, ancora? — disse la ragazza — Ma non hai capito che non si vince mai? Di chi è la colpa stavolta?
— Ah, sei tu, — disse la donna — si vince, si vince, solo io non vinco mai. Il terzo numero come al solito non m’è entrato, e stavolta forse è per colpa tua.
— Mia? Oh Gesù, e perché?
— Guarda là, ruota di Bari: 12, 20 e 78! Io ho sognato il tuo dottore, che fa 12, e va bene; il suo coniglio che fa 20 e va bene; poi te, la… fidanzata che fa 47, e che mi esce? Il 78; e sai che significa?
— No, io no. Tu lo sai?
— No, nemmeno io, ma tra un minuto lo saprò — disse quella; aprì un cassetto da cui tirò fuori un libriccino tutto consumato, e prese a sfogliarlo.
— Ecco: 76, 77… 78. Eccolo. Significa… No, non può essere, si sbaglia.
Palmi curiosa provò a sbirciare la paginetta, ma Bea si sottrasse.
— …Si sbaglia — ripeté poco convinta.
— Dammi qua, fa vedere, non fare la scema — disse Palmi, e finalmente quella cedette. Lesse, e la sua faccia mutò subito espressione, passando dalla sorpresa alla ilarità e infine al dubbio, prima di approdare allo sgomento.
— Cavolo, 78, prostituta! Che vuol dire secondo te? — disse lasciando il libretto come se scottasse.
— Secondo me? Non lo so, però, cavolo, mi chiedo: e chi è questa?
— Cosa? Spiegati meglio.
— Io dico: va bene dottore; coniglio; prostituta. Ora, volendo escludere che la prostituta possa essere tu, eh, eh, eh, ripeto: chi è questa qua?
— Cavolo, Bea, abbiamo pensato la stessa cosa. Ma tu di solito ci prendi con i numeri, con queste cose?
— Se ci prendevo facevo la padrona qua dentro, e non la cuoca, ma questo che significa? La cabala non sbaglia, mia cara.
— E allora?
— E allora “cherchez la femme”! Fai le pulci al tuo veterinario, controlla che una qualche gattina in calore non lo abbia contagiato.
— Cavolo, non ci avevo pensato. Chi mi dice che Carlo non abbia un’altra?
— Un’altra, in calore, e prostituta! — concluse Bea parlando a se stessa, ma affibbiando l’ennesimo uppercut all’autostima di Palmira.

La ragazza uscì sconsolata dalla cucina. Se, come temeva, Carlo aveva un’altra, la sua bella favola rischiava di arenarsi al primo capitolo.
Si ricordò che quando era andata a spiare il suo ambulatorio aveva visto un’infermiera niente male, anzi notevole, muoversi con grazia felina e camice abbottonato e no, come se fosse in procinto di toglierlo.
“Il suo era un messaggio chiaro” si disse ripensandoci “il camice fa “divisa” e piace agli uomini, sempre che non nasconda troppo… Quella, uffa!, se fossi un maschietto, non mi dispiacerebbe averla intorno.”
“Forse non avrei dovuto accettare di uscire con lui” pensò ancora “non così presto; ma è così carino! Meglio non pensare, e aspettare gli eventi, Bea si sbaglia”.
*
La sera, alle nove, si ritrovarono a Trastevere, in mezzo a una calca di turisti colorati e simpatici.
— Guarda — disse lui — hanno sul tavolo pizza e cappuccino, cozze e lasagna, caprese e amatriciana. Sono magnifici!
— Mi chiedo come faranno a dormire! — disse Palmi.
— Ah, ah, certo. Comunque, non saranno i soli…
— Perché, che hai intenzione di farmi mangiare?
— Nulla, cioè, nulla di inaccostabile. Alludevo al sottoscritto che stanotte non dormirà per via di una ragazza.
— Ah, bene, anzi malissimo. E, dimmi: chi sarebbe questa scostumata?
— Prova a indovinare.
— Provo? Diciamo… una cacciatrice di conigli?
— No, non è esatto; io direi una mangiatrice di uomini.
*
— Allora, come è andata? — chiese Bea il giorno dopo — io non ci ho dormito.
— Neanche tu? Ma che è un virus? Io ho fatto un casino, tutto a rotoli.
— Cioè?
— Eh, cioè, cioè! Mi ha dato della mangiauomini, capisci? sai che vuol dire?
Mangiauomini? Lo vedi? A casa mia significa zoccola. Non sarà 78, ma insomma siamo lì. Eccola la prostituta; lo vedi che la cabala…
— Non sbaglia. E infatti io ho ingranato la quarta e via!
— Porca miseriaccia, vuoi vedere che con le mie stronzate ti ho guastato la festa?!
*
Il pomeriggio tornando da scuola con Carlotta, Palmi non era del solito umore.
— Sai Palmi — le disse la fatina — stanotte ho visto nonna Diletta. 
— Uh, davvero?
— Uh, sì. Aveva una tigre, era enorme, bellissimissima. Ha detto: “Ti piace? È una mangiauomini… questa non è una prostetit… prostitet… prostitut.” Io non ho capito, e allora ho chiesto a Oscar, e lui si è messo a gridare, e la maestra ha detto che avrebbe telefonato alla mia mamma.
— Cosa?
In quel momento il telefonino di Palmi squillò. Chiamata da villa chimera.
Palmi si fermò, guardò la piccola negli occhi e le disse: — Adesso tu, nonna Diletta e io ci dobbiamo concentrare: chiudi gli occhi come faccio io, e troviamo una soluzione!

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94 Commenti

  • Capitolo 10)

    Finale!

    Super scorrevole e divertente! La scelta dei numeri è stata una bella sorpresa.
    Riesci come sempre a rendere questo passaggio finale un vero e proprio preludio alla prossima parte della storia. Ben fatto!
    Hai caricato l’attenzione del lettore sino alla fine, e sono certo che un po’ tutti siano in attesa della prossima parte. Comunque… sarà un serpente? 😀

    Gli altri autori ti hanno votato come storia migliore e autore della stagione, quindi mandami una mail a Ombredeldestino@gmail.com
    Così posso girarti il buono per il sito! 😀

    Trovi la lettura sempre su Youtube:

    https://youtu.be/mh0RH2HGPyA

    Alla prossima!

  • Ciao, Ottaviano.
    Il finale resta aperto a nuovi sviluppi e, se devo dirtela tutta, sono rimasta con la curiosità di sapere come andrà a finire tra il bel veterinario e la nostra Palmira, che non si fa dire proprio nulla!
    Non so cosa hai intenzione di fare, se tornare con il proseguo o proporre una nuova storia, forse, proprio per non lasciare troppo distacco, potresti riprendere questa e finirla in qualche modo e poi dedicarti ad altro. Ma poi vedi tu. Ti scrivo con l’aria fresca che mi tiene compagnia, so che è effimera e che fra poco meno di un’ora si trasformerà in aria rovente, ma per ora è così piacevole che volevo mettertene a parte chissà che non te ne arrivi un po’. 😉

    Alla prossima!

  • Un bel finale aperto, non c’è che dire 🙂

    Comunque quella cuoca ha combinato un casino, con Palmi che le andava dietro. Bella la questione di Carlotta, Diletta e la “tigre mangiauomini”.

    Non so se vorrai dare subito un seguito alle storie di Palmira & Co. o se vorrai lasciarle un po’ riposare (alias far bollire a fuoco lento) per poi ritornare a parlarcene. Ma il mio consiglio è di non abbandonarle 🙂

    Noi comunque ci leggiamo alla prossima storia 🙂

    Ciao 🙂

  • Avevo già letto il tuo capitolo, anzi, lo avevo ascoltato nel video di Giuseppe e devo dire che mi è piaciuto molto vivere l’audio. Ti dirò, l’ultima parte sembrava quasi una fiaba, forse per il tono della voce. Comunque il racconto è divertente, pieno di doppi sensi, insomma un lavoro originale e scorrevole. Agata pesca il 14 non mi pare sia tra le opzioni preferite, comunque, sono curiosa di leggere il finale. Sarà conclusivo o aperto come il mio? A presto 🙂

    • Ciao Angela grazie,
      Quest’ultima parte una fiaba? Forse dipende dal fatto che GGPintore conosce bene Carlotta, bimbetta di cinque anni scarsi che si è fatta già amare in tante avventure passate; quando arriva lei ci si intenerisce (pare sia così).
      Il finale sarà aperto, questa mia strana famiglia continuerà a vivere nel suo mondo immaginario, anche senza di noi.
      Grazie ancora, ciao??

  • Capitolo 9)
    Ehi!
    Siamo ormai alla fine di questo capitolo delle avventure di Palmira, Paride e compagnia bella.
    Trovo che sia particolarmente divertente, sia per la presenza dei doppi sensi che per il tono scanzonato.
    Direi che la situazione ha agitato parecchio Paride, ma Agata non sembra proprio volersi lasciare più “perdere”. Interessanti le riflessioni interne. Per rispondere alla tua domanda, cosa che forse non ho fatto in video, trovo che tu riesca a inserire sempre qualcosa all’interno delle loro vicende. Hai trasformato il tutto in una grande SOAP, ma di quelle che aspetti di seguire ogni giorno!
    Nel complesso, però, trovo che tu non abbia scritto così tanto. Potresti racchiudere il tutto all’interno di un libro, e vi sarebbe comunque ancora molto spazio. Dieci capitolo di The incipit non sono niente. Ci vedrei la raccolta proprio con il titolo scelto per gli altri racconti: Odeon – La vita va in diretta. Sembra che i tuoi protagonisti abbiano ancora molto da raccontare, quindi non lo trovo un male, considerato poi che riesci anche sfornare tanti altri racconti parallelamente.
    Se senti dover raccontare, racconta! 🙂 Io, con sincerità, posso dirti di essermi affezionato alle loro vicende, ma credo sia un pensiero di tutti gli altri lettori. 😉

    Trovi la lettura, come sempre, su Youtube. Non sono troppo in forma con la voce, gli sbalzi di caldo mi stanno uccidendo, quindi scusami per la resa:
    https://youtu.be/L-ouEa42nZc

    Alla prossima!

  • Naturalmente ho votato a caso: Non ho assolutamente idea di cosa significhino quei numeri. Però il capitolo è fortissimo, divertente , con tutti quei doppi sensi esilaranti.
    Nel prossimo ed ultimo capitolo potrebbe capitare che Palmira sposi il veterinario?
    Mi piacerebbe lasciare Paride a fare il marito fedele. Ciao Ottaviano e complimenti.

  • Ciao, bei giochi di parole le due Anne e pure Agata, deve essere un’epidemia!!! Be’, visto che è entrato in scena di prepotenza, voglio proprio vedere che guai porterà il dottorino tanto carino!!!
    Ho votato per un 48 per via del 78, te l’ho detto, ho voglia di guai!!! Buona domenica, buona sauna e all’ultima per ora puntata.

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