Vera Vendetta

La vita sta per cambiare

Mi tremano le mani. Il sudore mi fa trattenere la pistola a fatica. Adesso capisco cosa significa avere il cuore in gola. Prima un po’ di nausea, poi dei veri conati di vomito mi assalgono. Mi sento come vittima di un attacco di panico ma in questo caso la paura è mista all’eccitazione. Eccitazione emotiva e fisica. Mi sono allenata tanto per mutilarlo e questo è il momento più importante della mia vita.

Lui continua a dimenarsi e devo intimargli di stare fermo altrimenti potrei sbagliare la mira e ucciderlo. Esplodo due colpi consecutivi e dopo il secondo le mani si aprono lasciando cadere l’arma. Lui grida forte. Adesso arriva il momento più difficile. 

Prologo

2033. Il mondo non è molto diverso da quello di oggi e la tecnologia non ha fatto i passi avanti sperati. Sì, abbiamo qualche cellulare un po’ più evoluto e qualche computer un po’ più veloce ma in fondo non era questo che ci aspettavamo. Il territorio degli Stati Uniti si è espanso inglobando anche Cuba e la nuova capitale degli U.S.A è l’Avana. 

Vera Charlotte

Solo un po’ di trucco sugli occhi e i capelli ritirati mi bastano per essere pronta per uscire stasera. Ho rispolverato l’outfit sexy che uso quando voglio fare conquiste. Margherita si è presentata con l’ennesima tinta per capelli che piace solamente a lei. Un bianco color ghiaccio che si intona col colore della sua pelle e col suo aspetto emaciato ma che la rende un po’ inquietante.

Questa sera non si faranno le ore piccole perché la mia amica domani mattina si dovrà svegliare un’ora prima. Dovrà assistere un cliente famoso e molto facoltoso, io potrò dormire come sempre fino alle 10.00, tanto lavorerò solamente nel pomeriggio. Chiudiamo la porta del mio appartamento e scendiamo le scale con molta attenzione. Margherita è claustrofobica e odia gli ascensori e io sono “taccofobica” e quando indosso i tacchi ho paura di cadere da un momento all’altro.

Chiamiamo un taxi e ci godiamo il viaggio nella Cuba by night. In pochi minuti arriviamo al BarRito, locale che nonostante il nome ha un’ottima fama. L’elefante che tiene tra le zampe una bambolina vudù è un’insegna conosciuta in tutta l’isola. Il volume della musica è davvero troppo alto e nonostante stiano suonando solamente reggae, quasi mi scoppiano i timpani. Il locale è aromatizzato con degli squisiti profumatori per ambienti al sapore di frutta tropicale. Margherita inizia a ballare e con fare provocante attira l’attenzione di molti uomini e molti ragazzi.

Sono sicura che, come farà sempre, flirterà con quasi tutti i maschi presenti e alla fine tornerà a casa accompagnata da uno di loro. Io mi sento stranamente stanca e ho dei leggeri crampi ai muscoli delle gambe. Mi vado a sedere su uno dei morbidi divanetti situati agli angoli del locale. Forse sarà mancanza di sali minerali, dovrei prendere del potassio con del magnesio. Già la serata sarà corta, e non ci voleva proprio che fosse anche rovinata dal mio malessere. 

Margherita si è resa conto che non mi sento bene anche se ho fatto di tutto per nasconderlo. Si avvicina e mi chiede come va e io le rispondo che non mi “sento bene”. La mia amica commenta con la sua solita ironia: «Se non ti senti bene prova ad alzare la voce». Decidiamo di comune accordo di tornare a casa così anche lei potrà andare a letto prima del previsto. Una volta arrivate, Margherita si offre di rimanere a dormire con me questa notte. Si sveglierà intorno alle 06.00am per andare al lavoro e le dico di non svegliarmi assolutamente. 

Dormo tanto e profondamente e mi sveglio un’ora dopo rispetto alla mia consuetudine. Mi alzo dal divano letto e vado a fare colazione anche se è quasi ora di pranzo. Accendo la televisione che si trova nella mia piccola sala e alzo il volume al massimo in modo che possa tenermi compagnia. L’appartamento è davvero piccolo e potrei sentire tutto anche tenendo il volume bassissimo, ma almeno così mi illudo di avere una casa e non un appartamento. 

Non posso permettermi la TV satellitare e così sono costretta a scegliere tra gli unici 3 canali in chiaro disponibili. Sul primo c’è un talk-show, sul secondo c’è un documentario e sul terzo le news. Solo una notizia mi colpisce e cioè il fatto che il nuovo Presidente degli U.S.A taglierà i fondi per la disabilità grave. La notizia viene appena accennata ma non gli viene dedicato nemmeno un servizio al riguardo. Dentro di me so che è una cosa sbagliata, ma la cultura in cui vivo mi ha resa così cinica che non riesco ad arrabbiarmi. 

Mi sento molto meglio rispetto a ieri sera e tra poco vado ad acquistare un multivitaminico per tirarmi un po’ su. Mi squilla il cellulare ed è Margherita. Vuole sapere come sto e le dico che è tutto ok. Il suo appuntamento di lavoro è andato benissimo e come ci siamo promesse, se “svolta” lei, “svolteremo” insieme. Mi cambio e vado in farmacia. La città è molto più trafficata rispetto ad anni fa e l’odore dell’inquinamento ha sostituito gli odori che mi ricordavo quando ero bambina. Inciampo e cado.

Quale fatto cambierà per sempre la vita di Vera Charlotte?

  • Una sensitiva le preannuncia che dovrà compiere un'azione inquietante a fin di bene (80%)
    80
  • Un ragazzo in motorino le rompe entrambe le gambe costringendola per molto tempo sulla sedia a rotelle (0%)
    0
  • Dopo un malore viene ricoverata e le viene diagnosticata una malattia sconosciuta (20%)
    20
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15 Commenti

  • Ciao,
    ho votato per il politico. Mi sembra la più probabile, dato che accenni ad un serial che colpisce i politici. Forse Vera sarà una specie di vendicatore delle ingiuste condizioni di chi ha un handycap.
    Ti auguro di risolvere in breve il tuo problema agli occhi. adesso aspetterò il prossimo capitolo del tuo racconto e intanto buon fine settimana. A presto, Marco.

  • Ciao, Marco.
    Intanto, mi spiace di leggere del tuo problema agli occhi, spero si risolva presto 🙂
    Nel commento precedente, Ottaviano ti fa notare quel che anch’io ti avrei segnalato, perciò, evito di aggiungere altro.
    Il racconto, nonostante qualche piccolo inciampo, procede bene e si prospetta interessante. Attenzione a non lasciarti prendere dalla fretta di pubblicare, capisco che non sia tu a scrivere fisicamente, ma le idee sono tue e vanno sviluppate con cura prima di essere pubblicate, soprattutto perché qui diventa difficile correggere.
    Ti do un consiglio: per avere una maggiore interazione con gli altri autori, far sì che possano commentare e criticare (in maniera costruttiva, qui siamo tutti dilettanti) dovresti leggere e commentare a tua volta, così da potere, a tua volta, consigliare e criticare i lavori degli altri. Lascia perdere il mio racconto, ché è già oltre la metà, ma ce ne sono altri agli inizi…
    Detto ciò, ti saluto, spero che tu stia presto meglio e ti auguro un buon fine di settimana. 🙂

    Alla prossima!

    p.s. se ti fa piacere, abbiamo un piccolo gruppo FB dove si discute, alla buona, di scrittura e dintorni, nel caso puoi trovarci qui: https://www.facebook.com/groups/782433996069052

    • Grazie del commento. In verità come rispondevo anche all’altro utente, molte cose si comprenderanno con lo svolgimento della storia. Scrivo da molti anni a livello professionale e sto utilizzando The Incipit come un “gioco” per sperimentare nuove svolte narrative. In un romanzo comune si può leggere tutta la storia e alla fine comprenderne le diramazioni. Con il tempo tutto avrà una spiegazione perché ho già strutturato la storia con un insieme complesso di bivi, come fosse un videogioco a scelta multipla.

      Forse avrei dovuto classificare il racconto come Fantasy perché alcune cose che possono risultare poco verosimili hanno un senso se integrate nel mondo alternativo che ho elaborato. In futuro commenterò anche gli altri autori ma solo sottolineando i punti di forza dei racconti perché credo che una piattaforma come questa sia un’ottima occasione per dare libero sfogo alla propria creatività.

  • Ciao Marco, questo capitolo l’ho trovato un poco strano. Ho come la sensazione che sia stato dettato dalla fretta e non riletto abbastanza; questo perché le stesse cose qua e là potevi dirle usando espressioni più efficaci, magari anche risparmiando caratteri. Credo che non ti debba accontentare di una prima o seconda stesura, ma andare più avanti con la revisione perché puoi migliorare il tuo lavoro.
    infine c’è un particolare che davvero mi pare poco verosimile: tu credi sia possibile che un ragazzo come quello del motorino per scusarsi di nulla proponga alla protagonista di incontrare sua madre medium? Io lo trovo inverosimile, ( ameno che non ci sia u motivo che non ho afferrato) e trovo inverosimile che Vera non pensi la stessa cosa.
    In ogni caso ti faccio i complimenti perché il tuo rimane un buon lavoro che continuerò a seguire con piacere. ciao. 🙂

    • Grazie del commento, Ottaviano. In verità la storia tra il ragazzino, Vera e la mamma, ha un perché che si scoprirà nei prossimi capitoli. Per quanto riguarda la stesura del capitolo non è scritto in fretta però ci sono due particolari da considerare: il primo è relativo a un tipo di linguaggio che ho deciso di utilizzare e che assumerà il suo massimo senso nella progressione del racconto. Il secondo è che avendo un fastidiosissimo problema agli occhi che per ora mi impedisce di tenerli aperti, sto scrivendo questa storia dettandola alla mia gentilissima e bravissima assistente anche se purtroppo non poterlo rileggere con i propri occhi fa perdere un po’ l’orientamento e di questo mi scuso. Molte cose acquisiranno del senso con il tempo.

  • Ciao, Marco.
    Benarrivato qui su TI!
    Incipit interessante, hai messo in gioco diverse cose, e so, perché ho visto qualche tuo video, che farai un ottimo lavoro.
    La storia promette bene, immagino che questo primo episodio ti sia servito per presentarci l’ambiente che farà da sfondo al racconto, ci sono infatti molte descrizioni.
    Voto la sensitiva, perché sono amante di queste cose, ma mi aspetto che il malore della ragazza sia il preludio a qualcosa di più grave. Staremo a vedere.
    Intanto, ti saluto e aspetto il nuovo episodio.

    Alla prossima!

  • Senza rifletterci su…Azione inquietante.
    Non mi va di farla finire sulla sedia a rotelle ma specialmente non voglio che abbia una malattia sconosciuta. La seconda specialmente perchè non è una cosa bella.
    Per il resto un primo capitolo niente male. Si vede che sei esperto.
    Unica, nella descrizione della storia ho notato una frase che non ho capito bene, ovvero “causandone non la disabilità”. E’ un errore di battitura? Altrimenti cosa volevi dire?

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