Vera Vendetta

Dove eravamo rimasti?

Cosa dice Lady Gold a Vera Charlotte? Le chiede di sparare alle gambe di un noto politico dell'isola (67%)

Come essere posseduta

Come essere posseduta

Immagina la tua più grande paura. Potresti immaginare la paura della morte oppure la paura della sofferenza fisica. Immagina la paura di essere lasciata dall’amore della tua vita. Oppure potresti immaginare una paura infantile come la paura del buio o del diavolo. Forse potresti aver avuto paura del tuo professore di matematica oppure di deludere qualcuno. Non è importante cosa stai immaginando, qualsiasi paura tu abbia evocato forse non è forte come quella che sto vivendo adesso. Sarà l’atmosfera di una stanza piena di oggetti che mi inquietano.

Sarà il fatto che associo all’esoterismo sempre e comunque Satana. Sarà che sono così religiosa che mi sento in colpa persino quando leggo l’oroscopo, figurati a usufruire dei servizi di una sensitiva. Lady Gold si accovaccia accanto a me e mi sussurra all’orecchio: «Spara.» mi sento come paralizzata e non so se è la paura o uno strano maleficio. Lei continua a sussurrare con voce flebile: «Spara». In questo momento vedo me stessa di fronte a una persona sconosciuta. Lui è sdraiato nel letto e io sono i piedi davanti a lui vestita con indosso solo la biancheria. Sono lì in quel momento, è così strano. Mi sento come il personaggio di un vecchio film di fantascienza degli anni ’90 che era tanto caro a mio padre.

Lui viaggiava in una realtà parallela e mi sembra si chiamasse Nio oppure Nao o qualcosa del genere. D’improvviso ritorno al presente e sento di nuovo la voce della sensitiva che mi sussurra nell’orecchio: «Spara». Mi alzo di scatto e le do una spinta facendola cadere per terra. Esco dalla stanza correndo e non mi fermo nemmeno quando Manny cerca di ostacolarmi mentre sto per uscire dalla casa. Fuori è notte, dev’essere passato molto tempo, eppure mi sembrano passati solo 20 minuti.

Fuori da quel luogo inquietante l’ansia si calma in un istante. Nessuno mi segue e mi incammino verso casa. Una delle giornate più faticose della mia vita sta volgendo al termine.

Il giorno dopo

Vera

Ieri non sono riuscita a incontrare Margherita. Probabilmente è venuta a trovarmi mentre mi trovavo nello studio di Lady Gold. Appena mi alzo dal letto decido di telefonarle e mi risponde prontamente. Si sincera sul mio stato di salute e poi mi invita a partecipare a un corso di ipnosi di massa. La cosa mi intriga ma le chiedo se posso partecipare anche io visto che non sono una psicologa. Mi conferma che è aperto a tutti, basta accedere su invito di uno degli psicologi iscritti all’associazione nazionale. Ho però un problema, io lavoro 6 pomeriggi su 7.

Margherita mi tranquillizza dicendomi che il corso si tiene in alcuni giorni di mattina e in altri di pomeriggio. Potrei partecipare anche domani alle ore 11.00. Le dico di sì e poi le dico che vorrei parlarle di una cosa che mi ha molto traumatizzato e che mi è successa ieri. Margherita non crede nell’esoterismo, è agnostica e molto razionale. Forse saprà come tranquillizzarmi. La nostra telefonata si conclude e adesso posso fare colazione. Mentre mangio una brioche mi salta in mente una strana idea. Stasera uscirò e andrò al BarRito ma lo farò da sola. Onestamente non l’ho mai fatto in vita mia ma oggi ne sento il bisogno.

Mi sento in colpa però perché se lo venisse a scoprire Margherita ci rimarrebbe molto male. Decido di trovare il coraggio e telefonarle per dirle che per la prima volta uscirò da sola. Margherita non ci rimane male come credevo ma anzi, sembra incentivare la mia emancipazione. Mi chiede però di stare attenta perché dice che sono molto naïf e che potrei cadere vittima di qualche malintenzionato. Lei è contraria alle armi però mi chiede se mi ricordo di quando mi donò la sua pistola e mi disse di tenerla sempre nel cassetto. Vivendo da sola questa mi avrebbe dovuto proteggere e lei mi chiede per favore di portarla con me questa sera.

La saluto e subito dopo vado ad aprire il cassetto dove conservo l’arma. La impugno con un po’ di ansia e con la speranza di non doverla usare mai. Mi viene un forte mal di testa e non so se è una reazione psicosomatica all’ansia che mi sta assalendo. Parte di questa è data dalla paura di uscire senza una spalla accanto e parte di questa deriva dal portare con me un’arma che non so usare. Lascio che il tempo trascorra e finalmente è giunto il momento di uscire. Sono elegante e bella come non mai… e scusami se me la tiro.

Ho deciso di spostarmi in bicicletta, cosa che solitamente faccio solamente per tratti brevi. Questa volta voglio godermi Cuba seduta sul sellino della mia due ruote. È così bella la notte de La Avana anche se oramai la città ha perso parte del suo sapore antico. Passo di fronte a un locale molto “in” frequentato dalla aristocrazia cubana. Il mal di testa si accentua e devo fermarmi al bordo della strada. Un’immagine mi assale, sono sempre io di fronte a un politico che gli punto una pistola contro. Posso ascoltare una voce simile a quella di Lady Gold che mi sussurra «Spara». Ho un forte dolore allo stomaco e la sensazione di dover vomitare.

Cosa accadrà a Vera?

  • Scoprirà un complotto ordito da Lady Gold e volto ad attuare un colpo di Stato. (100%)
    100
  • Verrà drogata da un personaggio molto in vista e subirà violenza. (0%)
    0
  • Mossa dalle voci nella testa sedurrà e mutilerà un politico. (0%)
    0
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15 Commenti

  • Ciao,
    ho votato per il politico. Mi sembra la più probabile, dato che accenni ad un serial che colpisce i politici. Forse Vera sarà una specie di vendicatore delle ingiuste condizioni di chi ha un handycap.
    Ti auguro di risolvere in breve il tuo problema agli occhi. adesso aspetterò il prossimo capitolo del tuo racconto e intanto buon fine settimana. A presto, Marco.

  • Ciao, Marco.
    Intanto, mi spiace di leggere del tuo problema agli occhi, spero si risolva presto 🙂
    Nel commento precedente, Ottaviano ti fa notare quel che anch’io ti avrei segnalato, perciò, evito di aggiungere altro.
    Il racconto, nonostante qualche piccolo inciampo, procede bene e si prospetta interessante. Attenzione a non lasciarti prendere dalla fretta di pubblicare, capisco che non sia tu a scrivere fisicamente, ma le idee sono tue e vanno sviluppate con cura prima di essere pubblicate, soprattutto perché qui diventa difficile correggere.
    Ti do un consiglio: per avere una maggiore interazione con gli altri autori, far sì che possano commentare e criticare (in maniera costruttiva, qui siamo tutti dilettanti) dovresti leggere e commentare a tua volta, così da potere, a tua volta, consigliare e criticare i lavori degli altri. Lascia perdere il mio racconto, ché è già oltre la metà, ma ce ne sono altri agli inizi…
    Detto ciò, ti saluto, spero che tu stia presto meglio e ti auguro un buon fine di settimana. 🙂

    Alla prossima!

    p.s. se ti fa piacere, abbiamo un piccolo gruppo FB dove si discute, alla buona, di scrittura e dintorni, nel caso puoi trovarci qui: https://www.facebook.com/groups/782433996069052

    • Grazie del commento. In verità come rispondevo anche all’altro utente, molte cose si comprenderanno con lo svolgimento della storia. Scrivo da molti anni a livello professionale e sto utilizzando The Incipit come un “gioco” per sperimentare nuove svolte narrative. In un romanzo comune si può leggere tutta la storia e alla fine comprenderne le diramazioni. Con il tempo tutto avrà una spiegazione perché ho già strutturato la storia con un insieme complesso di bivi, come fosse un videogioco a scelta multipla.

      Forse avrei dovuto classificare il racconto come Fantasy perché alcune cose che possono risultare poco verosimili hanno un senso se integrate nel mondo alternativo che ho elaborato. In futuro commenterò anche gli altri autori ma solo sottolineando i punti di forza dei racconti perché credo che una piattaforma come questa sia un’ottima occasione per dare libero sfogo alla propria creatività.

  • Ciao Marco, questo capitolo l’ho trovato un poco strano. Ho come la sensazione che sia stato dettato dalla fretta e non riletto abbastanza; questo perché le stesse cose qua e là potevi dirle usando espressioni più efficaci, magari anche risparmiando caratteri. Credo che non ti debba accontentare di una prima o seconda stesura, ma andare più avanti con la revisione perché puoi migliorare il tuo lavoro.
    infine c’è un particolare che davvero mi pare poco verosimile: tu credi sia possibile che un ragazzo come quello del motorino per scusarsi di nulla proponga alla protagonista di incontrare sua madre medium? Io lo trovo inverosimile, ( ameno che non ci sia u motivo che non ho afferrato) e trovo inverosimile che Vera non pensi la stessa cosa.
    In ogni caso ti faccio i complimenti perché il tuo rimane un buon lavoro che continuerò a seguire con piacere. ciao. 🙂

    • Grazie del commento, Ottaviano. In verità la storia tra il ragazzino, Vera e la mamma, ha un perché che si scoprirà nei prossimi capitoli. Per quanto riguarda la stesura del capitolo non è scritto in fretta però ci sono due particolari da considerare: il primo è relativo a un tipo di linguaggio che ho deciso di utilizzare e che assumerà il suo massimo senso nella progressione del racconto. Il secondo è che avendo un fastidiosissimo problema agli occhi che per ora mi impedisce di tenerli aperti, sto scrivendo questa storia dettandola alla mia gentilissima e bravissima assistente anche se purtroppo non poterlo rileggere con i propri occhi fa perdere un po’ l’orientamento e di questo mi scuso. Molte cose acquisiranno del senso con il tempo.

  • Ciao, Marco.
    Benarrivato qui su TI!
    Incipit interessante, hai messo in gioco diverse cose, e so, perché ho visto qualche tuo video, che farai un ottimo lavoro.
    La storia promette bene, immagino che questo primo episodio ti sia servito per presentarci l’ambiente che farà da sfondo al racconto, ci sono infatti molte descrizioni.
    Voto la sensitiva, perché sono amante di queste cose, ma mi aspetto che il malore della ragazza sia il preludio a qualcosa di più grave. Staremo a vedere.
    Intanto, ti saluto e aspetto il nuovo episodio.

    Alla prossima!

  • Senza rifletterci su…Azione inquietante.
    Non mi va di farla finire sulla sedia a rotelle ma specialmente non voglio che abbia una malattia sconosciuta. La seconda specialmente perchè non è una cosa bella.
    Per il resto un primo capitolo niente male. Si vede che sei esperto.
    Unica, nella descrizione della storia ho notato una frase che non ho capito bene, ovvero “causandone non la disabilità”. E’ un errore di battitura? Altrimenti cosa volevi dire?

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