NEL BOSCO (La Fanciulla E L’Angelo Caduto)

Dove eravamo rimasti?

C'è veramente qualcuno dentro a quell'oscura grotta? O è solo la sua immaginazione? Chi ci sarà dentro a quella grotta? Un lupo mannaro? (100%)

MALIK L’ANGELO CADUTO

Delia si alzò, appoggiandosi alla parete umida della grotta.

Stava davanti a un buco nero.

Si incamminò a piccoli passi.
La tenebra l’avvolse completamente nel più assordante silenzio.

All’improvviso sentì dei passi. Qualcuno la stava seguendo.

Presa dal terrore scappò verso l’uscita.

«C’è qualcuno?» una voce l’attirò a sé. 

Delia fu colta dalla paura.
Il cuore cominciò a martellarle forte nel petto.

«Mi chiamo Delia e mi sono persa.»

La figura misteriosa continuò ad avanzare verso di lei.

La luce mattutina illuminò i suoi piedi. Aveva le unghie erano a punta, molto aguzze e per di più di un orribile colore giallastro.

La giovane aveva gli occhi sgranati e pieni di paura puntati verso il corpo ancora nascosto di questo essere sconosciuto.

Man mano che indietreggiava, i suoi piedi toccarono l’erba e lentamente cominciava a scorgere nell’ombra il contorno di questa strana creatura.

Intravide le gambe lunghe e muscolosi. Il bacino invece era coperto da una specie di lenzuolo aggrovigliato intorno alla vita. Le mani erano grandi, con dita lunghe e unghie a punta, meno aguzze di quelle dei piedi, ma dello stesso colore, mentre le braccia erano muscolose come le gambe; si potevano vedere le vene, quelle più grosse, esposte.

Era un giovane fanciullo.

Il suo viso aveva lineamenti dolci e graziati, le guance leggermente infossate e gli zigomi prominenti. I suoi occhi di un azzurro intenso, brillavano alla luce del sole e i capelli erano folti e dorati, gli cadevano ondulati fin sopra le spalle.
Solo, sotto alla completa luce del sole, Delia si accorse che il suo corpo era rovinato, pieno di tagli e di cicatrici, che nella mezza oscurità non aveva assolutamente notato.

Delia vide che dietro alla sua schiena aveva anche delle strane protuberanze.

Delia sgranò gli occhi e indietreggiò spaventata.

La misteriosa e sconosciuta creatura che si trovava davanti a sé, aveva le ali. Ali corvine, nere, come quelle di un pipistrello e in alto all’estremità aveva grossi artigli aguzzi.

Delia fu di nuovo pervasa dalla paura, per poco non le venne un colpo al cuore, voleva scappare, ma qualcosa la immobilizzava; lo sguardo di lui  l’aveva ipnotizzata, era incantata dalla sua forma, dal suo corpo, dai suoi lineamenti e dal suo volto, che non sembrava affatto brutto e cattivo, era invece di una bellezza enigmatica, nonostante la sua carnagione fosse di un pallore cadaverico, lacerata da tagli e segnata da cicatrici non ancora completamente rimarginati. Quel volto dolce e angelico a Delia suscitava una sorta di fascino molto misterioso.

«Chi sei tu?»

«Mi chiamo Malik.»

A Delia le brillarono gli occhi dalla meraviglia, non ci credeva che davanti a sé c’era una creatura celeste.

Malik invece la ignorò e indietreggiò, le voltò le spalle e scomparve nell’oscurità.

Delia lo seguì.
Era attratta da quella creatura.
Vedendolo in quello stato, le aveva fatto provare tenerezza e una certa pena.

Malik, che si era seduto su una roccia sporgente, avvertì i suoi minuscoli piedi camminare sul terreno ghiaioso e poi la vide comparire davanti a sé.

Poi si inginocchiò davanti a lui appoggiando le mani sulle sue ossute ginocchia.
«Sei ridotto piuttosto male.»

Malik non aveva mai sentito delle mani così dolci, morbide e calde come le sue.
Anzi, era la prima volta che qualcuno lo toccava.

«Che ci fai qui tutto solo?» chiese con voce titubante.

«Vedi da quella parte?»
L’angelo fece segno con l’indice puntandolo su una zona ancora più scura e tenebrosa.
«Per di la c’è la porta, dell’Inferno. Sono un protettore dell’oltretomba. Proteggo voi umani in modo che non entriate mai in quel posto terrificante. Chiunque varcasse quella porta, da vivo o da morto non riuscirebbe più a farvi ritorno.»

«Allora sei più un…»

Malik concluse per lei.
«Sì sono un demone, sono stato costretto a diventarlo e guarda adesso come sono ridotto…»

Delia riuscì subito a scorgere una nota di tristezza e di dolore nei suoi occhi azzurri, che erano diventati lucidi.
«Qualcosa dentro di me cominciò a crescere e a mettere radici. Mi assalì una certa rabbia e frustrazione, che più avanti si mescolò al dolore già provato durante la caduta. Ci furono notti che questo dolore sembrava quasi mangiarmi vivo: urlavo, piangevo, tiravo pugni alle pareti, mi graffiavo con le unghie, mi sembrava di impazzire, stando rinchiuso in questa grotta oscura. Il dolore mi ha ucciso l’anima. Le tenebre me l’hanno fatta diventare nera e marcia come il carbone. Ho perso la mia grazia angelica ed è da secoli che ormai convivo con tutto questo. Mi ci sono abituato, però continua a fare male, penso che in fondo non me lo meritavo tutto questo.
Mi sento più solo che mai.»
Aveva le lacrime agli occhi, stava piangendo.

Delia gli asciugò con i pollici le lacrime umide, poi lo baciò sulla fronte delicatamente come se fosse la creatura più fragile dell’universo.
«Stai tranquillo ci sono io adesso, mi prenderò io cura di te. Te lo prometto, ti porterò fuori da questo buco nero. Ti guarirò dal male e dalla sofferenza. Ti guarirò con il mio amore.»

Delia riuscirà a portare fuori dalla grotta Malik?

  • Che avventure li attenderanno fuori dalla grotta? Malik aiuterà Delia a ritornare a casa sua (0%)
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  • Che avventure li attenderanno fuori dalla grotta? Si perderanno nel bosco insieme, smarrendo la strada per sempre (0%)
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  • Che avventure li attenderanno fuori dalla grotta? Delia riuscirà a guarire le ferite dell'angelo. (100%)
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21 Commenti

  • Procurarsi il cibo, visto che avevamo detto che avevano fame! La cura delle ferite e “vissero felici e contenti” saranno per il decimo capitolo 🙂

    Le descrizioni sono il tuo forte mentre le reazioni dei personaggi un po’ meno. Ad esempio: “Delia lo avrebbe sicuramente guarito”; non sarebbe stato meglio: “riuscirò a guarirlo – pensò Delia”; in altre parole dare direttamente al personaggio l’affermazione che metti in veste di autore 🙂

    Ciao 🙂

  • Delia guarirà Malik grazie al suo amore. Ovviamente si innamorano l’uno dell’altra e viceversa ma l’opzione “vissero felici e contenti” mi sembra più adatta per il decimo capitolo 😉

    Ho notato una certa difficoltà ad iniziare il capitolo, poi, lentamente, la scrittura si scioglie e riesci a vedere i due nel lago, cosa che mi ha fatto piacere. Il fatto che lei non provi la minima vergogna a spogliarsi davanti all’angelo, significa che è proprio cotta 🙂

    Ciao 🙂

  • Capitolo 6)

    La descrizione in se, tolto qualche refuso, è buona ma poco funzionale alla struttura della storia. Purtroppo, per quanto descritto con creatività, ci sono molte ripetizioni e lo “splendore” di questo luogo ci viene annunciato dal narratore, prima ancora di mostrarlo, quasi costringendo il lettore a doverlo vedere allo stesso modo.
    In questi casi, è sempre consigliabile lasciare proprio al lettore l’idea di “magnifico”, proprio a cura della descrizione. Ma non solo: i nostri personaggi non interagiscono, svaniscono proprio all’interno di questa visione, ma il narratore non sfrutta la potenzialità delle loro reazioni, dei loro atteggiamenti a una simile bellezza per far calare appunto il lettore all’interno della meraviglia. Temo il capitolo e la descrizione in sé finiscano per diventare statici, perdendo allo stesso tempo un po’ di quella luce che immagino volessi infondere al luogo.
    Le descrizioni, specie un capitolo intero di descrizione, senza movimenti, tende ad appesantire la lettura, è questo che voglio dire. Avresti potuto sfruttare meglio questo passaggio proprio per analizzare i personaggi e le loro interazioni con la natura.
    Lo spazio c’è.

    Spero almeno queste considerazioni possa essere tornate utili.
    A presto!

  • Capitolo 3-4-5 (in lettura solo il 3)

    Ciao Laura!

    Credo che Red abbia sottolineato un fatto importante: sembra più che la storia sia già stata scritta, considerato che il titolo riguarda proprio l’angelo caduto, rendendo le scelte un mero “inganno” per i lettori. Ho avuto l’impressione che la storia sia effettivamente già stata scritta, e quindi l’interazione non sia contemplata. La scrittura è buona, anche se in questi capitoli si finisce, proprio come dice red, per ripetere sempre lo stesso concetto. C’è una parvenza di forzatura nelle azioni e nei comportamenti dei personaggi e diversi refusi che avresti potuto evitare con una più curata revisione.
    Stai pubblicando a un grande ritmo, e temo questo finisca per rendere la storia meno fruibile per nuovi lettori.

    Trovi la lettura e qualche altra considerazione su Youtube:

    Alla prossima!

  • Nel magico giardino dell’Eden! 😀

    Ciao! Volevo farti notare due cose:
    1) Stai andando troppo in fretta: attendi 2 o 3 giorni prima di pubblicare un altro capitolo (io aspetto una settimana) in modo da dare il tempo a tutti di leggere, votare e commentare.
    2) questo capitolo è pieno di ripetizioni. Tante. Troppe. Un quarto del capitolo dice sempre la stessa cosa. Capisco che volevi lasciare a noi la scelta di dove erano capitati, ma era meglio far succedere qualcosa o descrivere il loro girovagare nel bosco 🙂

    Ciao 🙂

  • Sembra che tu debba scrivere il finale, ma ancora sei capitoli quindi voto che ritrovano la strada di casa 🙂

    La parte più bella di questo capitolo è stata quando sono sprofondati nell’erba e si sono addormentati. Nonché il risveglio. Sembra che ti vengano molto bene le descrizioni 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao! L’inizio della fiaba non è male, ispira curiosità e voglia di continuare a leggere. Ti faccio però notare che l’opzione precedente che aveva vinto era il lupo mannaro e non il demone 😉

    A parte questo, sono abbastanza curioso di sapere come va avanti e voto che affronteranno avventure fuori dalla grotta, visto che Delia riuscirà a guarire le ferite dell’angelo 🙂

    Ciao 🙂

  • Capitolo 1)

    Ciao Laura!
    Benvenuta su The incipit!

    Trovo che il capitolo sia scorrevole e ben scritto, anche se in qualche passaggio trovo ti sia presa troppo spazio, rendendo forse un po’ schematica la lettura.
    L’unico appunto che mi sento di farti, riguarda la ripetizione finale “mi sono persa”. L’impiego del dialogo non dovrebbe quasi mai ripetere quanto già detto nella narrazione; prova a sfruttare l’occasione per far emergere il carattere e la personalità della protagonista.
    Se la cosa può farti piacere, mi sono preso il permesso di leggere il tuo primo capitolo su Youtube, insieme alle storie di altre autrici e autori. Continuerò anche con i prossimi, se vorrai. Sul finale del video ho speso due parole a riguardo della tua storia!

    Trovi la lettura qui:
    https://youtu.be/L-ouEa42nZc

    Alla prossima!
    Buona scrittura!

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