NEL BOSCO (La Fanciulla E L’Angelo Caduto)

Dove eravamo rimasti?

Delia riuscirà a portare fuori dalla grotta Malik? Che avventure li attenderanno fuori dalla grotta? Delia riuscirà a guarire le ferite dell'angelo. (100%)

LA CASETTA ABBANDONATA

Delia protese le sue morbide mani verso di lui. «Vieni con me, per favore.» La fanciulla si piegò per prendere le mani dell’angelo.
Erano calde e robuste.
Lo aiutò a rimettersi in piedi.

Delia non riuscì a resistere e lo strinse a sé in un abbraccio tenero e dolce, pieno d’amore.

L’angelo si irrigidì non ricambiando l’abbraccio.
Aveva paura o almeno era perché non la conosceva ancora, ma lo fece sentire bene per un breve momento.

Dopo qualche secondo Delia si scostò da lui e gli disse dolcemente.
«Vieni, sorreggiti a me, che usciamo da questo buco tenebroso.»

Uscirono dalla grotta umida.

Fecero fatica a riprendere la vista e ad abituarsi di nuovo alla luce, specialmente l’angelo che aveva gli occhi ancora rossi e gonfi dalle troppe lacrime versate e troppo abituati al nero della tenebra.

Delia si pulì e si sistemò il lungo vestito di lino.

Si incamminarono verso il bosco.

Seguirono un piccolo sentiero che costeggiava la foresta.

Delia sorreggeva Malik.

Trascorsero delle interminabili ore.

Delia era sfinita e sudata.
Le sue gambe non ce la facevano più a sorreggere lei su per il sentiero e nemmeno il corpo del povero angelo.

Si sentiva le labbra secche e screpolate.

Malik avvertì il suo respiro stanco, diventare sempre più affannoso e pesante.
«Se non ce la fai più a portarmi, puoi abbandonarmi qui…non m’importa…»

«Non ci penso nemmeno a lasciarti qui. Dobbiamo solo trovare…»

Finalmente giunsero su un verdeggiante pendio e per la gioia e la meraviglia di Delia c’era quella che sperava: una casa abbandonata da qualche cacciatore.

«Eccone una finalmente. Vieni siamo arrivati. Ci sistemeremo qui, sarà la nostra nuova casa.»

Raggiunsero la casetta, poiché caddero sprofondando nell’erba alta, stanchi morti.

Delia trasse un lungo sospiro e si rasserenò. Chiuse gli occhi, il suo respiro si fece più regolare.

Anche Malik si era disteso proprio accanto a lei.
Per lui quel giorno sarebbe stato l’inizio di una nuova e sorprendente vita.

Il suo corpo debole adagiato sul prato, le sue ali distese sull’erba fresca, le sue mani che giocavano con i ciuffi verdi e lo strano ronzio che sentiva nell’aria, era tutto un mondo nuovo che doveva ancora conoscere ed esplorare.

Il mondo esterno gli sembrava abbastanza gradevole, ma quando i suoi occhi si fermarono a fissare il cielo azzurro e le soffici nuvole bianche, ebbe un tuffo al cuore.

Capì che gli mancava il Paradiso.

Poi rivolse i suoi occhi verso Delia.
I suoi capelli brillavano al sole, aveva le ciglia di un nero profondo, lucide e folte, un naso davvero aggraziato e le labbra di un rosa intenso, erano solo da mordere e da baciare.
Il sole le aveva fatto comparire sugli zigomi piccole lentiggini e aveva le guance rosse e accaldate, ma era davvero un incanto.
Rimase a guardarla incantato fino a che non si addormentò insieme a lei.

Era il tramonto, quando Delia si svegliò.

Il sole stava ormai scomparendo, illuminando la punta degli abeti.
L’erba era sfumata di un verde scuro e le rocce si erano tinte di arancione.
Le nuvole erano diventate rosa come lo zucchero filato.
Il cielo era di un azzurro limpido, ma denso e cupo.
Il risveglio fu molto piacevole.
Delia si alzò dalla verde soffice erba e osservò Malik che stava ancora dormendo beatamente.
Era veramente un incanto, nonostante i graffi, le cicatrici, le ali sporche e malandate, le unghie giallastre lunghe e aguzze, i suoi lineamenti erano perfetti, la pelle pallida liscia e marmorea lo faceva assomigliare a una statua scolpita nel marmo.

La notte sarebbe scesa in fretta e di certo questa volta Delia voleva passarla al sicuro, dentro la minuscola casetta abbandonata dai cacciatori.

Si sgranchì il corpo e andò a studiare la baracca.
Fece due giri intorno ad essa.
Era piccola, a forma di cubo, costruita in assi di legno.
Aveva una piccola porta e una piccola finestra che però era chiusa dall’interno.
Provò ad aprire la porta.
Afferrò la maniglia in legno.
Cercò di spingerla in avanti e indietro.
Era come incastrata o meglio incollata allo stipite.
Delia allora cominciò a spingere di più, mettendoci più energia possibile e facendosi forza con il braccio e la spalla per spingere ancora di più la porta all’interno della casetta.
«Dai, accidenti, apriti.»

E finalmente si aprì.

Delia fu scaraventata dentro la baracca.
Per poco non cadde a terra.
Si meravigliò dell’interno.
Era vuoto, c’era solo un telo bluastro impolverato, ammassato in un un angolo.
«Bene!» pensò.

Andò di nuovo fuori.
Malik stava ancora dormendo tranquillo, non voleva svegliarlo, ma voleva portarlo dentro alla casetta.
Decise di prenderlo per le gambe e lo tirò a fatica dentro la baracca.
Fece uno sforzo enorme, ma riuscì a portarlo all’interno.
Appoggiò le gambe dell’angelo sul terreno legnoso.
Trasse un lungo respiro, era davvero pesante.
Poi prese il telo e lo coprì dalla testa ai piedi.

Infine gli diede un bacio sulla fronte, lui non si destò.

Delia appoggiò la sua testa sul suo petto vegliandolo per tutta la notte.

Delia riuscirà a guarrilo dalle sue profonde ferite?

  • Sì, ci riuscirà e insieme all'angelo lei riuscirà a ritrovare la strada di casa. (100%)
    100
  • Sì, ci riuscirà insieme e poi vivranno insieme e per sempre in un paradiso incantato, nascosto nel bosco (0%)
    0
  • Sì, ci riuscirà e sarà un bellissimo lieto fine. (0%)
    0
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21 Commenti

  • Procurarsi il cibo, visto che avevamo detto che avevano fame! La cura delle ferite e “vissero felici e contenti” saranno per il decimo capitolo 🙂

    Le descrizioni sono il tuo forte mentre le reazioni dei personaggi un po’ meno. Ad esempio: “Delia lo avrebbe sicuramente guarito”; non sarebbe stato meglio: “riuscirò a guarirlo – pensò Delia”; in altre parole dare direttamente al personaggio l’affermazione che metti in veste di autore 🙂

    Ciao 🙂

  • Delia guarirà Malik grazie al suo amore. Ovviamente si innamorano l’uno dell’altra e viceversa ma l’opzione “vissero felici e contenti” mi sembra più adatta per il decimo capitolo 😉

    Ho notato una certa difficoltà ad iniziare il capitolo, poi, lentamente, la scrittura si scioglie e riesci a vedere i due nel lago, cosa che mi ha fatto piacere. Il fatto che lei non provi la minima vergogna a spogliarsi davanti all’angelo, significa che è proprio cotta 🙂

    Ciao 🙂

  • Capitolo 6)

    La descrizione in se, tolto qualche refuso, è buona ma poco funzionale alla struttura della storia. Purtroppo, per quanto descritto con creatività, ci sono molte ripetizioni e lo “splendore” di questo luogo ci viene annunciato dal narratore, prima ancora di mostrarlo, quasi costringendo il lettore a doverlo vedere allo stesso modo.
    In questi casi, è sempre consigliabile lasciare proprio al lettore l’idea di “magnifico”, proprio a cura della descrizione. Ma non solo: i nostri personaggi non interagiscono, svaniscono proprio all’interno di questa visione, ma il narratore non sfrutta la potenzialità delle loro reazioni, dei loro atteggiamenti a una simile bellezza per far calare appunto il lettore all’interno della meraviglia. Temo il capitolo e la descrizione in sé finiscano per diventare statici, perdendo allo stesso tempo un po’ di quella luce che immagino volessi infondere al luogo.
    Le descrizioni, specie un capitolo intero di descrizione, senza movimenti, tende ad appesantire la lettura, è questo che voglio dire. Avresti potuto sfruttare meglio questo passaggio proprio per analizzare i personaggi e le loro interazioni con la natura.
    Lo spazio c’è.

    Spero almeno queste considerazioni possa essere tornate utili.
    A presto!

  • Capitolo 3-4-5 (in lettura solo il 3)

    Ciao Laura!

    Credo che Red abbia sottolineato un fatto importante: sembra più che la storia sia già stata scritta, considerato che il titolo riguarda proprio l’angelo caduto, rendendo le scelte un mero “inganno” per i lettori. Ho avuto l’impressione che la storia sia effettivamente già stata scritta, e quindi l’interazione non sia contemplata. La scrittura è buona, anche se in questi capitoli si finisce, proprio come dice red, per ripetere sempre lo stesso concetto. C’è una parvenza di forzatura nelle azioni e nei comportamenti dei personaggi e diversi refusi che avresti potuto evitare con una più curata revisione.
    Stai pubblicando a un grande ritmo, e temo questo finisca per rendere la storia meno fruibile per nuovi lettori.

    Trovi la lettura e qualche altra considerazione su Youtube:

    Alla prossima!

  • Nel magico giardino dell’Eden! 😀

    Ciao! Volevo farti notare due cose:
    1) Stai andando troppo in fretta: attendi 2 o 3 giorni prima di pubblicare un altro capitolo (io aspetto una settimana) in modo da dare il tempo a tutti di leggere, votare e commentare.
    2) questo capitolo è pieno di ripetizioni. Tante. Troppe. Un quarto del capitolo dice sempre la stessa cosa. Capisco che volevi lasciare a noi la scelta di dove erano capitati, ma era meglio far succedere qualcosa o descrivere il loro girovagare nel bosco 🙂

    Ciao 🙂

  • Sembra che tu debba scrivere il finale, ma ancora sei capitoli quindi voto che ritrovano la strada di casa 🙂

    La parte più bella di questo capitolo è stata quando sono sprofondati nell’erba e si sono addormentati. Nonché il risveglio. Sembra che ti vengano molto bene le descrizioni 🙂

    Ciao 🙂

  • Ciao! L’inizio della fiaba non è male, ispira curiosità e voglia di continuare a leggere. Ti faccio però notare che l’opzione precedente che aveva vinto era il lupo mannaro e non il demone 😉

    A parte questo, sono abbastanza curioso di sapere come va avanti e voto che affronteranno avventure fuori dalla grotta, visto che Delia riuscirà a guarire le ferite dell’angelo 🙂

    Ciao 🙂

  • Capitolo 1)

    Ciao Laura!
    Benvenuta su The incipit!

    Trovo che il capitolo sia scorrevole e ben scritto, anche se in qualche passaggio trovo ti sia presa troppo spazio, rendendo forse un po’ schematica la lettura.
    L’unico appunto che mi sento di farti, riguarda la ripetizione finale “mi sono persa”. L’impiego del dialogo non dovrebbe quasi mai ripetere quanto già detto nella narrazione; prova a sfruttare l’occasione per far emergere il carattere e la personalità della protagonista.
    Se la cosa può farti piacere, mi sono preso il permesso di leggere il tuo primo capitolo su Youtube, insieme alle storie di altre autrici e autori. Continuerò anche con i prossimi, se vorrai. Sul finale del video ho speso due parole a riguardo della tua storia!

    Trovi la lettura qui:
    https://youtu.be/L-ouEa42nZc

    Alla prossima!
    Buona scrittura!

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