Daniele

Dove eravamo rimasti?

Il destino di Daniele sembra quello di rimanere in bilico tra verità e bugia. Non mi resta quindi che chiedervi verità (67%)

Casa

Daniele fissava immobile il monitor del computer. 

«Non sto bene, mi mandi tre cartelle su cosa significa “casa” per te e poi le sistemo» gli aveva scritto Elena quella mattina.

“Se sapessi scrivere non avrei avuto bisogno di un ghostwriter per la mia autobiografia” avrebbe voluto risponderle ma sostituì i suoi pensieri con un amichevole “Sarà fatto, rimettiti presto”

«Cosa significa casa per te?» chiese all’ immagine riflessa sullo schermo ormai in stand by. 

Chiuse gli occhi, gettò la testa indietro e cercò qualcosa che lo aiutasse a rispondere. 

Corse veloce e con le mani sugli occhi, lungo il corridoio dei suoi ricordi, evitando di guardare dentro le stanze in cui aveva segregato le immagini del posto in cui era nato. 

Quando le urla cessarono, capì di essere di nuovo al sicuro. 

Da bambini, lui Marco e Veronica, avevano trovato nel cortile dietro la scuola un albero dal tronco cavo. C’avevano portato coperte, cibo, giochi e nel giro di poco era diventato casa loro.

 

Al liceo l’altezza, gli impegni e la consapevolezza che fosse pieno di formiche li aveva portati fino al bar di fronte alla fermata del bus. Facevano i compiti, progettavano le loro vite e anche senza le coperte e i giocattoli l’ultimo tavolino sulla destra era diventato casa loro. 

Antonio, il padrone del bar, c’aveva messo sopra una placchetta con i loro nomi. 

Il giorno della maturità quando con gli occhi lucidi Antonio strinse Daniele nelle sue grandi braccia, lui chiuse gli occhi ed immaginò di essere suo figlio. 

«Mi raccomando, voglio vedervi tornare tutti come persone importanti» 

All’università avevano capito di non poter più vivere né in un tronco, né in un bar e affittarono un appartamento. 

Marco e Veronica stavano già insieme e Daniele era terrorizzato dall’idea che i suoi sentimenti sarebbero stati l’unico problema di quella convivenza. 

Non fu così. 

«Veronica, quante volte ti ho detto che non puoi lasciare quello schifo appiccicoso sul tavolo?»

«Quello schifo è argilla e scusa se domani ho un esame importante e non ho avuto tempo di passare una pezza, ti costa molta fatica farlo?»

Daniele sentiva Marco e Veronica discutere dalla sua stanza.

«Perché non lo fai tu, se non costa fatica?»

Le sessioni d’esame rendevano tutti nervosi. Veronica girava per casa con il viso  sporco di colore e l’espressione accigliata, Marco si infastidiva facilmente. Matematicamente, qualcuno usciva sbattendo la porta. Fu Marco quel giorno.

Quando Daniele uscì dalla sua stanza Veronica borbottava insulti pulendo il tavolo. 

«Che hai?»

«Ho che quel coglione del tuo migliore amico non capisce mai niente»

«sei in ansia per domani?»

Daniele aveva scoperto nel tempo che la più grande paura di Veronica era quella di non essere all’altezza. Aveva scoperto che avere paura la faceva arrabbiare, che quando si arrabbiava beveva litri d’acqua perché bevendo teneva la bocca occupata e non poteva dire cattiverie di cui poi si sarebbe pentita.

«Non riuscirò mai a finirlo»

«Quante volte hai avuto paura?»

«Tutte»

«quante volte hai fallito?»

«nessuna. Per ora»

Daniele sorrise «non fallirai nemmeno questa volta. Torna a lavoro, smetti di bere più acqua di quanta i tuoi reni possano reggerne e lavati la faccia, che sembri una bambina»

Veronica aveva un modo tutto suo di gestire le emozioni che consisteva nel non gestirle. 

Era stato espressione di tutta la gratitudine di cui era capace, l’abbraccio che strinse Daniele da dietro mentre camminava verso la sua stanza. 

Daniele vide quel ricordo dipingersi di tutti i colori che definiscono “casa”. 

Pensò che sarebbe rimasto lì per sempre, poi arrivò. 

Come se per tutto quel tempo qualcuno lo avesse tenuto nascosto, il momento in cui “casa” aveva perso colore si intrufolò nei suoi pensieri camminando lento. I brutti ricordi non hanno mai fretta. Le cose che ci feriscono sanno bene come prendersi il loro tempo, sono i momenti felici che corrono. 

«Mi dispiace» sentì sussurrare a Marco quella sera

«Pensi che quello che faccio non valga niente»

«La verità? Si. Penso che potrei starnutire su uno scontrino e farlo diventare un’opera d’arte, descrivendolo bene»

«Vedi? Sei ottuso» 

Daniele si avvicinò allo spiraglio della sua porta per vederla andare via da Marco. Si sentì una persona orribile, ma se lui avesse sbagliato, allora avrebbe avuto Veronica e in quell’immagine, Daniele, non ci trovò niente di orribile. 

La mano di Marco però si era stretta al polso di Veronica, mentre lei gli voltava le spalle.

«Penso che sia semplice creare qualcosa, ma che sia difficile creare qualcosa come fai tu. Non amerò mai l’arte, ma la tua, Vero, la tua mi emoziona»

Lei lo abbracciò.

Daniele poggiò la schiena alla porta e lei si chiuse.  

La mattina seguente iniziò a cercare un appartamento. 

Seduto di fronte alla pagina vuota Daniele capì di non poter rispondere a quella domanda. 

Non aveva mai avuto un posto in cui liberarsi dalle maschere, dalle bugie. 

Capì di essere sempre rimasto nascosto e che lì sarebbe rimasto. 

 “Casa per me inizia nel luogo in cui sono nato… ” scrisse.

E' arrivato il momento che Daniele ci spieghi perchè Elena sta scrivendo la sua "autobiografia"

  • entrambe (33%)
    33
  • dicendo la verità (67%)
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37 Commenti

  • Ciao Adelaide,
    Quanto si è scritto sui soldi e quanto ancora se ne scriverà?
    Questa tua storia, sempre più una sequenza di capitoli monotematici, stavolta ha aggredito un tema ostico e con perizia si è mossa, nella prima parte, sfiorando senza cadere la patetica rappresentazione di certa povertà da libro cuore. Ti sei mantenuta in equilibrio e hai concluso con un messaggio di verità condivisibile e sempre più auspicabile.
    Nulla da segnalare sulla tecnica se non che ogni tanto dimentichi il punto, (o lo fai apposta?).

    A questo proposito penso che da ora in poi voterò sempre verità, perché mentire?🙋🌻
    Ciaooo

  • Io continuo a votare entrambe perché mi piace il suo modo di dire la verità mentendo e di dire le bugie usando la verità 🙂

    Mi è scesa una lacrimuccia leggendo 🙂
    Questo Daniele ha la scorza dura ma sotto sotto batte un cuore forse più grande di altri che gli stanno intorno.

    Mi piace come si sta svolgendo la storia 🙂

    Ciao 🙂

  • Capitolo 4)

    Ciao Adelaide!
    Ho ripreso le letture di The incipit su Youtube, quindi puoi trovare qui la lettura del tuo 4° capitolo. Se la cosa può farti piacere, continuerò anche con i prossimi 😉

    https://youtu.be/kG6MwM0gmE0

    Per quanto riguarda il capitolo in sé, anche se sul finale del video spendo qualche parola a caldo, ci tengo a precisare alcune cose: il messaggio del capitolo è chiaro; tuttavia, ho trovato alcuni passaggi, specie quelli in cui elenchi le possibilità che hanno forgiato il carattere di Daniele, un po’ troppo complicati. Credo nella lettura si possa cogliere un po’ l’impostazione un po’ complessa dei periodi.
    C’è inoltre qualche refuso, forse evitabile con un ulteriore lettura finale. (Quelle non finiscono mai!)

    Sono curioso di cosa ci presenterai al giro di boa. 🙂

    Alla prossima!

    • Caro G. G. Pintore,
      per prima cosa volevo ringraziarti per aver letto il capitolo.
      Ascoltare la mia storia letta da una voce non mia è stato strano e bellissimo.

      Quando ho iniziato a scrivere qui, molto tempo fa, avevo un problema con punteggiatura (ed un sacco di altre cose). Ricordo ancora perfettamente il primo commento di Napo, il mio primo vero maestro di scrittura : “via le virgolo, via le D eufoniche”.
      Devo averlo preso troppo sul serio, perchè adesso con le virgole ho il problema opposto.
      Prometto di trovare un equilibrio.

      Grazie come sempre, i tuoi commenti sono preziosi per me. 🌻

  • Ciao, Adelaide.
    Beh, di cose per cui essere grato direi che ne ha parecchie, a cominciare dal coraggio di sua madre che nonostante “l’errore” (molto impattante l’immagine dell’errore tenuto in braccio, brava.) lo ha tenuto e cresciuto al meglio. Ognuno di noi deve dire grazie per qualcosa: per essere stato accudito, curato, salvato, ascoltato… Daniele forse riuscirà a capirlo piano piano, addentrandosi nella sua stessa storia.
    Voto la verità.
    Alla prossima!

  • Ciao Adelaide,
    ormai leggo la tua storia due capitoli alla volta. Non è voluto, capita!
    Più che una gostwriter Elena assomiglia ad una psicoterapeuta.
    Daniele, non sembra voler scrivere la sua biografia ma, giustificarla.
    Domande, domande, con lo sguardo volto indietro, ciò che si vede, spesso, non è la realtà
    Comunque brava, davvero.
    alla prossima.

  • Ciao Adelaide. Capitolo molto ben riuscito, a parer mio.
    Un uomo che si interroga… Mille cose, tutte molto vere, mille domande, propositi, fallimenti, successo e infelicità e poi bugie, pietre angolari di quel successo, voluto, costruito con determinazione, che porta nuove domande.
    Mi è piaciuto molto. Brava!🌻🙋

  • L’idea di raccontare la storia di qualcuno attraverso i ricordi non è nuova, ma, ormai, cosa lo è? Quello che conta in questi casi è il modo in cui la storia viene raccontata. Direi che stai facendo un ottimo lavoro.
    Voto la verità, sono curiosa di sapere il perché della biografia, forse ha esaudito il desiderio espresso dal barista? O magari sta morendo o forse vuole mettere ordine nella sua vita e cerca di farlo scrivendo e (anche se indirettamente)?
    Chissà…
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      ti ringrazio per il complimento.

      Alla fine il motivo del successo di Daniele è molto meno nobile. Lui però, se potesse, ti direbbe con tono da eroe che il più grande problema della società sono i bugiardi e che lui insegna come sconfiggerli .

  • Ciao Adelaide,
    Stavolta con questo capitolo mi hai messo in imbarazzo. Una tavolozza di frasi brevi, un poco dissonanti, (e quindi coivolgenti) che farebbero pensare a una volontà vagamente criptica, sofisticata. Poi però ti accorgi di alcuni errori e passaggi da correggere e allora ti chiedi: è tutt’oro quel che luccica?
    Ho dovuto rileggere ogni passaggio per capire tutto, e mi sento di poterti consigliare, se vuoi, di scrivere anche per chi non ha tanta voglia di rileggere. Ti apprezzerà di più, e non ti abbandonerà. Ciaooo🙋🌻

    • Caro Fenderman,
      sei giorni sono stati pienamente necessari per metabolizzare il tuo commento.
      Si evince, dal lungo processo di introspezione messo in atto battendo i piedi pensando a come risponderti, che “risposta matura alle critiche” non comparirà mai tra le soft skills del mio curriculum.
      Però, sono esattamente quello che cerco.
      Ho bisogno di imparare, migliorare, ascoltare, per poter rispondere: sì, è tutto oro quello che luccica.

      Quindi: rileggerò i capitoli cercando di correggere i passaggi confusi, starò attenta ai refusi e alla punteggiatura.

      Tu non risparmiarmi niente.
      Grazie.
      Adelaide

  • Capitolo 3)

    Ciao Adelaide.

    Capitolo carico di ricordi. Trovo che ora abbia tutto un po’ più di contesto e ci si possa proprio tuffare all’interno delle vicende, oltre a immaginare quanto verrà in futuro. Dire che ora parte la vera storia.
    L’unica cosa che mi sento di segnalarti, ma potrebbe essere un modo che hai scelto per recuperare caratteri, è l’assenza del punto al termine di alcuni dialoghi. Si tratta giusto di una questione di forma, quindi nulla che possa alterare il senso della storia, ma è un’accortezza che simboleggia cura del testo.
    Per il resto va tutto bene! 🙂

    Aspetto il prossimo!

    • Ciao G. G. Pintore,
      se somigliassi a Daniele ti direi che è certamente un modo per recuperare caratteri e dare più spazio alla mia creatività.
      Purtroppo o per fortuna non ho molto in comune con lui quindi confesso che i punti sono i nuovi trattini.
      Grazie come sempre per le dritte preziose, ci starò attenta.

      Adelaide

  • Ciao Adelaide,
    ti leggo per la prima volta e non so come mi erano sfuggiti i primi due capitoli.
    Non è stato un male, perché ho potuto leggere senza interruzioni la tua storia. Ne sono rimasta piacevolmente sorpresa; scrivi bene e la storia è condotta in modo chiaro e scorrevole. Mi chiedo s è la prima volta che pubblichi sulla piattaforma, perché non ti avevo mai trovata prima.
    Ho votato per entrambe. Sai penso che parlando di sé, anche volendolo fare non si è mai del tutto sinceri. Ti seguo, alla prossima

    • Ciao Anna,
      grazie per il commento ed i complimenti.

      Ho trovato The Incipit ( o forse, The Incipit ha trovato me) nel lontano 2014.
      Questa piattaforma è stata casa mia per un po’, poi mi sono persa come autrice e raccogliendo le briciole di quello che vorrei essere sono tornata nel posto da cui sono partita.
      Finisce sempre così, no?

      🌻

  • Voto la verità, che è molto più difficile da sostenere però, a mio parere, alla lunga paga.
    Il capitolo è bello soprattutto la dove Adelaide da compagna “di giochi” si trasforma nell’oggetto del desiderio. Non un amore a prima vista dunque, semmai una rivelazione e una rivoluzione come spesso capita a chi ha molti amici da piccolo.
    Brava, hai seguito il consiglio di Fendermen, e ora è tutto a posto! Grazie anche a nome suo😃.
    Ciaooo🙋🌻

  • Capitolo 2)

    Ciao Adelaide!

    Il capitolo scorre veloce e senza impicci. Con la nuova formula tutto si è sistemato. Il tema che hai scelto di affrontare è complicato e intrigante, quindi sono curioso di vedere dove proseguirà questa spirare di “sacrificio” e “rassegnazione”. Credo diversi lettori possano sentirsi toccati dall’argomento, e magari rivedere in alcune delle scelte proposte. Ben fatto!

    Aspetto il prossimo!

  • Capitolo 1)

    Ciao Adelaide! Ti leggo per la prima volta su the incipit, quindi sono curioso di sapere cosa porterai nei prossimi capitoli. L’idea mi ha incuriosito, la scrittura è buona.
    Mi accodo al consiglio di Fenderman di rivedere il corretto impiego dei trattini come strumento di dialogo. Sarò sincero, la maggior parte delle persone non farà granché caso a questo errore, però è giusto segnalarlo. Poi, può essere anche una scelta stilistica, non ci vedrei niente di male, anche se in questi casi è più uno stile da sceneggiatura.
    Vado anche io per la bugia!
    Aspetto il prossimo.

    Buona scrittura!

  • Ciao, Adelaide.
    Un inizio interessante, ben scritto.
    Ho avuto difficoltà a capire nella frase: “Le domande lo innervosivano, così come la musica, i discorsi troppo lunghi, le risate, le lacrime, il cibo della mamma, le persone che lo guardavano, le parole che non conosceva e Daniele.” chi stesse facendo la considerazione, il padre? C’è un cambio di punto di vista non segnalato, forse potevi chiarirlo meglio.
    Ho votato verità, mandandoti in pari le opzioni, ma arriverà qualcuno a sbloccare la situazione, arriva sempre 😉

    Alla prossima!

  • Ciao Adelaide, benvenuta.
    Temi forti, metafore efficaci, e bugie… Voto bugie, non so bene perché.
    Nulla da dire sulla scruttura, mi piace molto. Unico appunto che potrai correggere facilmente è la gestione dei trattino del dialogo che così non va per niente bene, ed è un peccato.
    Brava, ti seguo.🙋🌻 ciao.

  • Questo inizio di racconto mi è piaciuto. A mio modesto parere, è scritto bene.

    Sono sicuro che evolverà di bene in meglio, continua così.

    Ho votato per la tua libera decisione su scrivere una bugia o una verità!

    Ciao, buona lettura e buona scrittura

    Nico3diFiori

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