Daniele

Dove eravamo rimasti?

E' arrivato il momento che Daniele ci spieghi perchè Elena sta scrivendo la sua "autobiografia" dicendo la verità (67%)

Il lavoro

«Come sono arrivato fin qui? Con impegno e determinazione. Non esiste nessuna scorciatoia, formula magica, nessun segreto. Non do merito alla fortuna perché non ne ha.»

«Niente fortuna» ripetè Elena facendo scivolare la matita sul foglio. 

Daniele pensava da sempre che le persone che scrivono a matita anziché a penna vivano la vita con la stessa paura di dover pasticciare il foglio per poter cancellare gli errori. Come se si potesse impedire alla vita di essere disordinata.

Eppure, Elena non sembrava affatto insicura. 

«Non ne ho avuto bisogno»

«diresti di essere arrivato da solo, dove sei ora?»

«Certo. Ho lottato con le mie sole forze e devo a me stesso quello che ho»

Era stato giusto un attimo. 

Il viso impenetrabile di Elena si era lasciato sfuggire una smorfia.

«Non ci credi?» Chiese Daniele.

«Diffido sempre un po’ di chi sente di non dover ringraziare nessuno» rispose con lo sguardo ancora basso sul taccuino. Lui rimase in attesa e lei lo guardò.

«Voglio dire» continuò « a meno che tu non abbia vissuto nella completa solitudine, e non è così, sei almeno in parte ciò che gli altri hanno fatto di te. Sei il risultato di tutti gli stimoli, capisci?»

«Nessuno di loro mi ha fatto arrivare dove sono oggi, non ho ricevuto nessuna spinta» la stizza si mascherò in Daniele dietro un sorriso inequivocabilmente forzato. 

«Non si tratta di spinte. Semplicemente non saresti arrivato così in alto se non fossi la persona che sei e non saresti mai stato chi sei oggi se avessi avuto persone diverse nella tua vita.»

«Bene, allora scrivi che ringrazio tutti quanti»

Quella sera Daniele si sdraiò infastidito sul divano con il braccio sugli occhi ed il completo blu ancora addosso. 

Trovava paradossale il fatto che di tutte le bugie dette fino a qual momento Elena avesse dubitato dell’unica cosa vera. 

Lui si era fatto da solo. 

Chi avrebbe dovuto ringraziare? 

I suoi due padri? Uno per averlo sempre fatto sentire un inutile peso e l’altro per essere morto poco prima che lui lo trovasse, per averlo messo al mondo tradendo sua moglie.

Sua madre, forse? Per aver sempre assistito e assecondato in silenzio.

Il suo migliore amico, magari, per avergli portato via l’unica donna che fosse mai riuscito ad amare.

Per cosa avrebbe potuto ringraziare lei? Per non essersi mai accorta di nulla, o peggio, per aver finto di non vedere. 

Daniele si era davvero faticosamente arrampicato da solo fino alla cima e adesso, guardando dal divano le mura silenziose del suo appartamento perfetto, si chiedeva se ne fosse valsa la pena.

Non era felice.

Poter sbuffare all’ennesima telefonata di sua madre preoccupata dei suoi pasti e delle poche ore di sonno, tornare a casa e trovare Veronica in pigiama, seduta sul divano vicina a suo figlio, alla possibilità di essere il padre che avrebbe sempre voluto. Quello lo avrebbe reso felice. 

Cercò di dormire ma le parole di Elena continuavano a passeggiare per la stanza. 

Daniele era determinato. Forse, si disse, perché il desiderio di correre via da quella casa, da suo padre, aveva reso i suoi piedi più forti del cemento che lo inchiodava a terra. 

Intraprendente. Daniele era stato capace di affermarsi con sicurezza in un ambiente difficile. Forse, perché Marco gli aveva insegnato fin da bambino a tenere sempre le spalle dritte e la voce sicura. 

Gentile. Daniele non aveva mai lasciato che la vita lo rendesse freddo. 

Forse perché Veronica gli aveva insegnato che non importa da quale prospettiva guardi il mondo, se ti fai portare via la poesia di lui e di te non rimane niente.

Capace. In quello che faceva Daniele era estremamente capace. 

Probabilmente perché quando a soli ventidue anni aveva fondato la sua start-up per scovare bugiardi la vita lo aveva già reso fin troppo abile nell’inganno. 

Perseverante, perché diventare il massimo esperto di menzogne gli dava la possibilità di parlare a grandi platee e lui non smetteva di sperare che tra tutte quelle persone, prima o poi, qualcuno si sarebbe accorto che mentiva anche lui. 

Si alzò e camminò fino alla camera da letto. Ci dormiva raramente, spesso il sonno lo coglieva alla sprovvista ancora sdraiato sul divano. 

Sotto al letto, però, Daniele aveva nascosto tutti i suoi ricordi. 

Nella prima foto lui e Marco erano in fila con i grembiuli blu e gli zainetti in spalla. Marco gli stringeva la mano perché a Daniele aveva paura e lui gli aveva promesso che non si sarebbe mai sentito solo.

Nella seconda foto Veronica lo abbracciava. Ridevano entrambi con le guance a contatto e lei era bellissima. 

Nella terza foto Daniele era neonato in braccio a sua madre. 

Nessuno sapeva quale segreto nascondesse lei, tenendo tra le braccia un errore. 

Nessuno sapeva cosa provasse guardandolo. Nessuno lo sapeva e nessuno lo avrebbe mai saputo, nemmeno Daniele. 

Rimase per un po’ sul divano in compagnia di foto, lettere, bigliettini. 

«E allora scrivi che ringrazio tutti quanti» disse piano stendendosi con le foto ancora strette al petto rassicurato dall’idea che quel giorno, per la prima volta,  non aveva mentito. 

Parlandoci del suo rapporto con il denaro Daniele:

  • entrambe (67%)
    67
  • dirà la verità (17%)
    17
  • mentirà (17%)
    17
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36 Commenti

  • Ciao Adelaide,
    Quanto si è scritto sui soldi e quanto ancora se ne scriverà?
    Questa tua storia, sempre più una sequenza di capitoli monotematici, stavolta ha aggredito un tema ostico e con perizia si è mossa, nella prima parte, sfiorando senza cadere la patetica rappresentazione di certa povertà da libro cuore. Ti sei mantenuta in equilibrio e hai concluso con un messaggio di verità condivisibile e sempre più auspicabile.
    Nulla da segnalare sulla tecnica se non che ogni tanto dimentichi il punto, (o lo fai apposta?).

    A questo proposito penso che da ora in poi voterò sempre verità, perché mentire?🙋🌻
    Ciaooo

  • Io continuo a votare entrambe perché mi piace il suo modo di dire la verità mentendo e di dire le bugie usando la verità 🙂

    Mi è scesa una lacrimuccia leggendo 🙂
    Questo Daniele ha la scorza dura ma sotto sotto batte un cuore forse più grande di altri che gli stanno intorno.

    Mi piace come si sta svolgendo la storia 🙂

    Ciao 🙂

  • Capitolo 4)

    Ciao Adelaide!
    Ho ripreso le letture di The incipit su Youtube, quindi puoi trovare qui la lettura del tuo 4° capitolo. Se la cosa può farti piacere, continuerò anche con i prossimi 😉

    https://youtu.be/kG6MwM0gmE0

    Per quanto riguarda il capitolo in sé, anche se sul finale del video spendo qualche parola a caldo, ci tengo a precisare alcune cose: il messaggio del capitolo è chiaro; tuttavia, ho trovato alcuni passaggi, specie quelli in cui elenchi le possibilità che hanno forgiato il carattere di Daniele, un po’ troppo complicati. Credo nella lettura si possa cogliere un po’ l’impostazione un po’ complessa dei periodi.
    C’è inoltre qualche refuso, forse evitabile con un ulteriore lettura finale. (Quelle non finiscono mai!)

    Sono curioso di cosa ci presenterai al giro di boa. 🙂

    Alla prossima!

    • Caro G. G. Pintore,
      per prima cosa volevo ringraziarti per aver letto il capitolo.
      Ascoltare la mia storia letta da una voce non mia è stato strano e bellissimo.

      Quando ho iniziato a scrivere qui, molto tempo fa, avevo un problema con punteggiatura (ed un sacco di altre cose). Ricordo ancora perfettamente il primo commento di Napo, il mio primo vero maestro di scrittura : “via le virgolo, via le D eufoniche”.
      Devo averlo preso troppo sul serio, perchè adesso con le virgole ho il problema opposto.
      Prometto di trovare un equilibrio.

      Grazie come sempre, i tuoi commenti sono preziosi per me. 🌻

  • Ciao, Adelaide.
    Beh, di cose per cui essere grato direi che ne ha parecchie, a cominciare dal coraggio di sua madre che nonostante “l’errore” (molto impattante l’immagine dell’errore tenuto in braccio, brava.) lo ha tenuto e cresciuto al meglio. Ognuno di noi deve dire grazie per qualcosa: per essere stato accudito, curato, salvato, ascoltato… Daniele forse riuscirà a capirlo piano piano, addentrandosi nella sua stessa storia.
    Voto la verità.
    Alla prossima!

  • Ciao Adelaide,
    ormai leggo la tua storia due capitoli alla volta. Non è voluto, capita!
    Più che una gostwriter Elena assomiglia ad una psicoterapeuta.
    Daniele, non sembra voler scrivere la sua biografia ma, giustificarla.
    Domande, domande, con lo sguardo volto indietro, ciò che si vede, spesso, non è la realtà
    Comunque brava, davvero.
    alla prossima.

  • Ciao Adelaide. Capitolo molto ben riuscito, a parer mio.
    Un uomo che si interroga… Mille cose, tutte molto vere, mille domande, propositi, fallimenti, successo e infelicità e poi bugie, pietre angolari di quel successo, voluto, costruito con determinazione, che porta nuove domande.
    Mi è piaciuto molto. Brava!🌻🙋

  • L’idea di raccontare la storia di qualcuno attraverso i ricordi non è nuova, ma, ormai, cosa lo è? Quello che conta in questi casi è il modo in cui la storia viene raccontata. Direi che stai facendo un ottimo lavoro.
    Voto la verità, sono curiosa di sapere il perché della biografia, forse ha esaudito il desiderio espresso dal barista? O magari sta morendo o forse vuole mettere ordine nella sua vita e cerca di farlo scrivendo e (anche se indirettamente)?
    Chissà…
    Alla prossima!

    • Ciao Keziarica,
      ti ringrazio per il complimento.

      Alla fine il motivo del successo di Daniele è molto meno nobile. Lui però, se potesse, ti direbbe con tono da eroe che il più grande problema della società sono i bugiardi e che lui insegna come sconfiggerli .

  • Ciao Adelaide,
    Stavolta con questo capitolo mi hai messo in imbarazzo. Una tavolozza di frasi brevi, un poco dissonanti, (e quindi coivolgenti) che farebbero pensare a una volontà vagamente criptica, sofisticata. Poi però ti accorgi di alcuni errori e passaggi da correggere e allora ti chiedi: è tutt’oro quel che luccica?
    Ho dovuto rileggere ogni passaggio per capire tutto, e mi sento di poterti consigliare, se vuoi, di scrivere anche per chi non ha tanta voglia di rileggere. Ti apprezzerà di più, e non ti abbandonerà. Ciaooo🙋🌻

    • Caro Fenderman,
      sei giorni sono stati pienamente necessari per metabolizzare il tuo commento.
      Si evince, dal lungo processo di introspezione messo in atto battendo i piedi pensando a come risponderti, che “risposta matura alle critiche” non comparirà mai tra le soft skills del mio curriculum.
      Però, sono esattamente quello che cerco.
      Ho bisogno di imparare, migliorare, ascoltare, per poter rispondere: sì, è tutto oro quello che luccica.

      Quindi: rileggerò i capitoli cercando di correggere i passaggi confusi, starò attenta ai refusi e alla punteggiatura.

      Tu non risparmiarmi niente.
      Grazie.
      Adelaide

  • Capitolo 3)

    Ciao Adelaide.

    Capitolo carico di ricordi. Trovo che ora abbia tutto un po’ più di contesto e ci si possa proprio tuffare all’interno delle vicende, oltre a immaginare quanto verrà in futuro. Dire che ora parte la vera storia.
    L’unica cosa che mi sento di segnalarti, ma potrebbe essere un modo che hai scelto per recuperare caratteri, è l’assenza del punto al termine di alcuni dialoghi. Si tratta giusto di una questione di forma, quindi nulla che possa alterare il senso della storia, ma è un’accortezza che simboleggia cura del testo.
    Per il resto va tutto bene! 🙂

    Aspetto il prossimo!

    • Ciao G. G. Pintore,
      se somigliassi a Daniele ti direi che è certamente un modo per recuperare caratteri e dare più spazio alla mia creatività.
      Purtroppo o per fortuna non ho molto in comune con lui quindi confesso che i punti sono i nuovi trattini.
      Grazie come sempre per le dritte preziose, ci starò attenta.

      Adelaide

  • Ciao Adelaide,
    ti leggo per la prima volta e non so come mi erano sfuggiti i primi due capitoli.
    Non è stato un male, perché ho potuto leggere senza interruzioni la tua storia. Ne sono rimasta piacevolmente sorpresa; scrivi bene e la storia è condotta in modo chiaro e scorrevole. Mi chiedo s è la prima volta che pubblichi sulla piattaforma, perché non ti avevo mai trovata prima.
    Ho votato per entrambe. Sai penso che parlando di sé, anche volendolo fare non si è mai del tutto sinceri. Ti seguo, alla prossima

    • Ciao Anna,
      grazie per il commento ed i complimenti.

      Ho trovato The Incipit ( o forse, The Incipit ha trovato me) nel lontano 2014.
      Questa piattaforma è stata casa mia per un po’, poi mi sono persa come autrice e raccogliendo le briciole di quello che vorrei essere sono tornata nel posto da cui sono partita.
      Finisce sempre così, no?

      🌻

  • Voto la verità, che è molto più difficile da sostenere però, a mio parere, alla lunga paga.
    Il capitolo è bello soprattutto la dove Adelaide da compagna “di giochi” si trasforma nell’oggetto del desiderio. Non un amore a prima vista dunque, semmai una rivelazione e una rivoluzione come spesso capita a chi ha molti amici da piccolo.
    Brava, hai seguito il consiglio di Fendermen, e ora è tutto a posto! Grazie anche a nome suo😃.
    Ciaooo🙋🌻

  • Capitolo 2)

    Ciao Adelaide!

    Il capitolo scorre veloce e senza impicci. Con la nuova formula tutto si è sistemato. Il tema che hai scelto di affrontare è complicato e intrigante, quindi sono curioso di vedere dove proseguirà questa spirare di “sacrificio” e “rassegnazione”. Credo diversi lettori possano sentirsi toccati dall’argomento, e magari rivedere in alcune delle scelte proposte. Ben fatto!

    Aspetto il prossimo!

  • Capitolo 1)

    Ciao Adelaide! Ti leggo per la prima volta su the incipit, quindi sono curioso di sapere cosa porterai nei prossimi capitoli. L’idea mi ha incuriosito, la scrittura è buona.
    Mi accodo al consiglio di Fenderman di rivedere il corretto impiego dei trattini come strumento di dialogo. Sarò sincero, la maggior parte delle persone non farà granché caso a questo errore, però è giusto segnalarlo. Poi, può essere anche una scelta stilistica, non ci vedrei niente di male, anche se in questi casi è più uno stile da sceneggiatura.
    Vado anche io per la bugia!
    Aspetto il prossimo.

    Buona scrittura!

  • Ciao, Adelaide.
    Un inizio interessante, ben scritto.
    Ho avuto difficoltà a capire nella frase: “Le domande lo innervosivano, così come la musica, i discorsi troppo lunghi, le risate, le lacrime, il cibo della mamma, le persone che lo guardavano, le parole che non conosceva e Daniele.” chi stesse facendo la considerazione, il padre? C’è un cambio di punto di vista non segnalato, forse potevi chiarirlo meglio.
    Ho votato verità, mandandoti in pari le opzioni, ma arriverà qualcuno a sbloccare la situazione, arriva sempre 😉

    Alla prossima!

  • Ciao Adelaide, benvenuta.
    Temi forti, metafore efficaci, e bugie… Voto bugie, non so bene perché.
    Nulla da dire sulla scruttura, mi piace molto. Unico appunto che potrai correggere facilmente è la gestione dei trattino del dialogo che così non va per niente bene, ed è un peccato.
    Brava, ti seguo.🙋🌻 ciao.

  • Questo inizio di racconto mi è piaciuto. A mio modesto parere, è scritto bene.

    Sono sicuro che evolverà di bene in meglio, continua così.

    Ho votato per la tua libera decisione su scrivere una bugia o una verità!

    Ciao, buona lettura e buona scrittura

    Nico3diFiori

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