Daniele

Dove eravamo rimasti?

Daniele, parlando di paure: dirà la verità (83%)

Paure

«Di cosa ho paura? Se te lo dicessi i lettori avrebbero un’ arma contro di me»

«Menti. Né io né i lettori lo sapremo mai.»

«Potrei, ma purtroppo non so mentire» le disse. 

Lei sollevò lo sguardo e, per un attimo, lui ebbe il timore di aver esagerato.

«Lo hai appena fatto» 

Elena non era una persona ingenua. Sarebbe stato meglio non tirare troppo la corda. 

«Degli errori. Ho paura di sbagliare.» 

Lei rimase in silenzio, aspettando che lui continuasse. 

Daniele, però, non le aveva mentito. 

Pietrificato dalla consapevolezza di essersi messo a nudo, non avrebbe pronunciato nemmeno una parola in più, se lei non avesse chiesto altro. 

«Deve essere terribile, dal momento che non facciamo che sbagliare» commentò Elena con leggerezza. 

Solo in quel momento Daniele ricordò che per lei, quella risposta, non era diversa da tutte le altre. 

«Ho imparato a gestirla» affermò, deciso ad interrompere quel momento.  

«Sì? E come?»

«Mostrandomi per quello che sono. Quando si è sinceri è più difficile sbagliare»

Lei sembrò riflettere sulle sue parole. Pesarle, prima di scriverle.

«Beh, chapeau allora.»

Per la prima volta da quando la conosceva Daniele si sentì in colpa. 

Lei provava simpatia per una persona che non esisteva. Stava lavorando, dedicando il suo tempo a quella che credeva essere una biografia, ma che in realtà era un romanzo. 

«E tu, di cosa hai paura?»

«Adesso le fai tu le domande?»

«Io ho confessato.»

Rimase in silenzio a guardarlo.

«Puoi sempre mentire, non lo saprei mai, no?» 

Lei sorrise.

«Ho paura del buio»

«Del buio?» 

Non era, in alcun modo, la riposta che Daniele si aspettava da lei. 

«Il buio è come il futuro. Può succedere di tutto, tu non puoi saperlo. Solo che nella vita non puoi accendere una luce per sbirciare, devi esserci e basta. Devi andare alla cieca.» 

Lui rimase in silenzio con l’espressione concentrata, focalizzato sul significato di ogni parola. Capì perfettamente, cosa intendesse, ma Elena non conosceva affatto Daniele e quindi continuò a spiegare. 

«Avere paura del futuro sarebbe stato angosciante. Ho preferito il buio.»

§

Esiste almeno una variabile parallela della storia di Daniele in cui quella sera, seduto sul suo divano, avrebbe pensato ad Elena. 

Nella nostra, però, nulla avrebbe potuto distoglierlo da Veronica. 

Le scrisse un messaggio per sapere come stessero lei e sua madre, dalla quale era tornata per un po’. Poi, ricominciò a chiamare Marco. 

Con la mano sul viso e la segreteria in sottofondo, Daniele pensò che era tutto sbagliato. Che non aveva fatto altro che sbagliare. 

Aveva sbagliato il giorno in cui aveva deciso che per conoscere suo padre avrebbe potuto aspettare, quando aveva rinunciato a Veronica. 

Aveva sbagliato pensando di poter gestire la situazione senza sbagliare e soprattutto aveva sbagliato dicendo a Marco di non farsi vedere mai più perché forse, lui, non aspettava altro. 

“Domani torno a casa, mia madre è insopportabile. Puoi andare a controllare che sia tutto a posto? ” rispose Veronica al suo messaggio.  

Daniele sapeva, quanto sarebbe stato difficile vedere le cose di Marco. 

“Sarà fatto. Ci vediamo domani, ti voglio bene” 

Guidò fino a casa di Veronica e rimase per un po’ in macchina a guardarla. Quell’appartamento era stato il contenitore di tutto ciò che lo tormentava e adesso, così silenziosa e triste, gli faceva più paura che mai. 

Salì le scale piano. 

Quando entrò in casa di Marco non c’era più nulla. 

Aprì tutti i cassetti, gli armadi, i contenitori in ceramica all’ingresso. 

Non un biglietto, non una traccia. 

Sembrava che lui, in quella casa, non ci fosse mai stato. 

Daniele cadde in ginocchio come una marionetta a cui vengono tagliati i fili. 

Pianse, finché un rumore lo costrinse a girarsi. 

Veronica lo guardava con gli occhi lucidi e le braccia lungo i fianchi.

In silenzio, si strinse a lui.

«Portami via.» disse.

Daniele la tenne per mano tutto il tragitto.

A casa, quando i respiri di Veronica furono profondi, smise di accarezzarle i capelli e si sdraiò sul divano. 

Sapeva che non sarebbe riuscito a dormire, ma avrebbe chiuso gli occhi aspettando che lei si svegliasse. In silenzio, immobile. Perché in fondo, per tutta la vita, non aveva fatto altro che aspettarla. 

Quando sentì le palpebre cadere scoprì con stupore di avere sonno. 

Colpa del pianto, si disse. 

Gli occhi e i pensieri lo pregavano di addormentarsi ma, nel silenzio del suo appartamento, poteva sentire il respiro di Veronica ed assicurarsi che continuasse a dormire. Che non si svegliasse piangendo per qualche incubo o brutto pensiero. 

L’unico modo per non sbagliare più niente, era rimanere sveglio. 

Rimanere sveglio e trovare Marco.

Compose per l’ennesima volta il suo numero.

Suonava. Suonava, ma nessuno rispondeva. 

Daniele pensò che lo avesse gettato.

Esiste almeno una variabile parallela della storia di Daniele, in cui ogni cosa è al posto giusto.

Nella nostra, invece, si addormentò mentre il telefono ancora squillava. 

Proprio prima dell’ultimo squillo. 

Proprio prima di poter sentire Marco rispondere. 

«Daniè ho combinato un casino»

Quando Elena vorrà sapere cosa direbbe Daniele incontrando sè stesso lui:

  • Entrambe (14%)
    14
  • Le dirà la vertà (71%)
    71
  • Le mentirà (14%)
    14
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87 Commenti

  • Capitolo 10)

    Ciao Adelaide!

    Siamo così arrivati al finale. Certe storie richiedono il loro tempo, forse per essere elaborate, forse per trovare il coraggio di scriverle, tolti i normali impicci della vita. Sono contento del fatto che tu sia riuscita a chiuderla, offrendo così una visione completa sulla vicenda e lo sviluppo del personaggio, nonché della trama. Abbiamo conosciuto Daniele per le sue bugie e riscoperto le verità dietro certi passaggi, sino a questo finale orientato in positivo. La storia trovo riesca a prendere il lettore, malgrado verso il centro ci sia quale calo di ritmo. Nel file, privato, con più spazio, questa cosa potrebbe non essere presente.
    Il consiglio è sempre quello di sfruttare la piattaforma per iniziare un percorso definitivo dell’opera.
    Ancora i miei complimenti per aver completato l’esperienza! 😀
    Spero di leggerti ancora, in un nuove avventure.

    Alla prossima!

  • Quanto scrivi bene, complimenti!!

    Frasi essenziali, quanto perle appena scartate dai residui grezzi che le ricoprivano.
    Pensieri profondi, quanto veri, sui personaggi che sembra di…Condividere come propri amici da abbracciare, già dalle prime pagine.

    Brava!

  • Ciao, Adelaide.
    In questo periodo sono un po’ indietro con tutte le letture, spero mi perdonerete se, di tanto in tanto, ritardo nei commenti.
    La storia ha avuto una sua evoluzione, Daniele, nonostante la sua tendenza a non dire mai tutta la verità, sta comunque scoprendo se stesso, forse ha anche bisogno di fare pace con i suoi sentimenti, con l’idea che si è fatto di sé. La biografia, come il diario, aiuta a guarire, chissà che non si assista a un colpo di scena nel finale. Io sarò qui a leggerlo, magari in ritardo, ma ci sarò 😉
    ti segnalo un “averlo-odiarlo” nella frase: “Si accorse di averlo odiarlo per essere andato via ” refuso frutto di riscrittura, sicuramente 🙂

    Alla prossima!

  • Capitolo 9)

    Ciao Adelaide!

    In questo capitolo hai voluto mettere in mostra il confronto sottinteso in tutti i capitoli tra Elena e Daniele, e io ci ho visto anche qualche cosa tra loro, specie con quell’espressione che hai voluto utilizzare e l’impressione che Daniele sembra avere riguardo il lavoro che lei ha svolto per lui.
    In questo caso direi che, proprio per struttura del personaggio, serve un equilibrio fra bugie e verità, quindi rimarrà della solita pasta: sceglierà forse a chi dire le verità e a chi le bugie, questo sì.
    Come sottolinea Fenderman, questa è una di quelle storie da leggere insieme, per non perdersi i dettagli e rimanere ancorati al susseguirsi di verità e bugie raccontate dal personaggio. Trovo tuttavia che sei riuscita a dare un senso alla storia, qui su the incipit, ma immagino che sul file originale sia tutto più chiaro e con la dovuta lunghezza. Alcuni passaggi, come da qualche capitolo, lasciano ampia strada a parti che potrebbero essere descritte con più carica, impossibile da trasportare su The Incipit.
    Non essere troppo dura con te stessa, il sito dovrebbe aiutarci a tagliarle il superfluo dall’interno delle storie, proprio per seguire quel canone di essenzialità che coccola il lettore e lo guida attraverso la nostra storia. Molte parti di colore, però, sono essenziali – almeno a mio giudizio – per trascinare il lettore in certe dinamiche e atmosfere.
    Non ci resta che aspettare l’ultima parte del racconto 😉

    Alla prossima!

  • ciao Adelaide, ti confesso che questo ondeggiare tra verità e bugia mi confonde, sono più confuso io o il tuo protagonista? Non so cosa farà, e cosa chiederti, mi adeguo alla maggioranza, e spero che se la cavi e trovi serenità, anche per Veronica, (sempre l’amore ci sia davvero e non sia l’ennesima bugia…).
    Immagino il lavoro che hai fatto per portare a compimento una lavoro così ostico, che le puntate hanno complicato ulteriormente e che forse si dovrebbe rileggere tutto d’un fiato.
    Voterò entrambe e aspetto il finale. Ciaooo??

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